Le aziende del settore abbigliamento, oltre a dover fronteggiare una crisi che coinvolge l’intero comparto manifatturiero, stanno attraversando un particolare momento di trasformazione del mercato, con notevoli innovazioni nel sistema distributivo.
Oggi le imprese o riescono a posizionarsi in una nicchia di mercato, per cui possono puntare su punti vendita plurimarca, specializzati in particolari fasce di prodotti/consumatori oppure si devono adeguare, cercando di inserirsi nella grande distribuzione, nel franchising o nei negozi monomarca.
Sia le realtà di produzione che operano in conto proprio, sia quelle che lavorano per conto terzi o su commessa si trovano ad affrontare non solo i problemi di innovazione del prodotto e di organizzazione della produzione ma anche, e soprattutto, di individuazione di un proprio spazio di mercato.
La rivoluzione degli anni ‘70/’80, caratterizzata dalla delocalizzazione della produzione che aveva richiesto l’introduzione di una serie di servizi innovativi, mirati a soddisfare le esigenze e le problematiche delle aziende, oggi si ripresenta in uno “scenario” del tutto nuovo e in un mercato in cui l’offerta risulta superiore alla domanda.
La situazione venutasi a creare all'indomani del fenomeno della delocalizzazione, porta le aziende ad elevare la fase centrale e decisiva del processo aziendale la distribuzione a scapito della produzione, a differenza di quanto si verificava negli anni precedenti.
Si rileva infatti che le aziende che operano in conto proprio e che hanno una loro rete di distribuzione tendono a specializzarsi nella realizzazione di singoli prodotti e a garantirne una continua innovazione, riuscendo così ad occupare nicchie di mercato sia in Italia che all’estero.
Mentre per le aziende che operano su commessa la strategia che si impone è quella di creare “alleanze” con le nuove forme di distribuzione.
Infine per le aziende conto terziste, diventando sempre più difficile lavorare per grandi gruppi che lavorano su commesse relative a prodotti finiti per non doversi più occupare né di programmazione, di logistica e di funzionamento di laboratori, la soluzione va ricercata in forme di collaborazione, in ambito locale, con aziende in conto proprio oppure realtà che operano su commessa per i “marchi”.

Oggi vi è l’urgenza di agire per favorire un cambio di mentalità negli imprenditori, nell’organizzazione delle fasi di lavoro delle imprese, negli investimenti (sia in formazione che in struttura aziendale).

E’ fondamentale favorire contatti con operatori italiani e, soprattutto, stranieri per supportare lo sviluppo delle aziende che già lavorano o contano di farlo per i “marchi”, e contemporaneamente occorre favorire la formazione di una nuova rete di aziende che operi tenendo conto del nuovo contesto e delle potenzialità produttive presenti nel territorio.