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UBER, TAXI , NOLEGGIATORI E ABUSIVISMO

pubblicato 22 mar 2017, 07:22 da Edi Barbazza
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana auspica che il Governo sappia condurre in porto la stesura dello schema di decreto, atteso da anni, per la rideterminazione dei principi fondamentali di regolamentazione dei servizi di autotrasporto pubblico non di linea, allo scopo di contrastare l'esercizio abusivo delle attività di taxi e di noleggio con conducente e di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale.
Da tempo, abbiamo predisposto un testo sui differenti temi che unifica gli interessi delle categorie dei Taxi e degli NCC che non devono essere in conflitto tra di loro ma partecipare congiuntamente all’erogazione di un’efficiente servizio pubblico di trasporto non di linea . 
L’obiettivo comune delle due categorie deve essere quello di evitare la “guerra tra poveri” e di salvaguardare una corretta concorrenza che si fonda sul rispetto delle norme e delle professionalità, senza rigidità preconcette o attività variamente mascherate che non devono a nessun titolo esistere ed operare in una società democraticamente regolata. Allo stesso tempo vanno individuati dei sistemi di controllo maggiormente efficaci per contrastare il lavoro abusivo, problema che penalizza per entrambe le categorie.
Fissare le regole del servizio non compete solo al livello nazionale. Un ruolo importante deve essere ricoperto dalla Regione e dalle Amministrazioni comunali che hanno il compito di declinarle nel territorio, anche attraverso una corretta politica delle autorizzazioni al servizio, basata sulla conoscenza delle effettive esigenze di mobilità delle persone.
Ciò premesso, al tavolo convocato dal Ministero dei Trasporti, dalle proposte delle varie Associazioni che rappresentano il variegato mondo del noleggio sembrano emergere convergenze su significative tematiche generali quali ad esempio: la necessità del superamento della localizzazione della operatività dei noleggiatori con conducente,  cioè l’ampliamento dell’attività imprenditoriale rispetto al territorio con l’implicita revisione del concetto di “rimessa”. Evidentemente il problema di rendere più elastico il rientro in “rimessa” a conclusione del servizio prestato, previsto dagli attuali regolamenti, viene ritenuto capace di influire positivamente su una vera concorrenza tra i servizi di trasporto pubblico non di linea. 
Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici e le piattaforme web che offrono servizi di mobilità, non abbiamo preconcetti, anzi, la tecnologia e il web sono strumenti che possono favorire lo sviluppo delle nostre aziende del settore. Siamo però del parere  che le stesse debbano essere normate, regolamentate e che devono essere rispettati i diritti dei passeggeri ed applicato il Codice del Consumo. Le “piattaforme” non possono essere agenzie d’intermediazione ma strumenti, in capo ad aziende operanti nel settore, per meglio organizzare e gestire la domanda e l’offerta di trasporto con una verificata trasparenza amministrativa. Nel settore devono operare imprese-vettori e non generici “conducenti non professionali”.

di Roberta Marcon, presidente Auto-Bus Operator Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

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