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TREVISO SUL GRADINO PIÙ ALTO DEL PODIO VENETO PER L’EXPORT MANIFATTURIERO

pubblicato 10 gen 2019, 01:33 da Edi Barbazza
NEI PRIMI 9 MESI 2018 L’EXPORT DELLA MARCA SFIORA IL VALORE DI 10 MILIARDI DI  EURO (DI CUI 4.791,1 MILIONI DA SETTORI A MAGGIOR PRESENZA PMI) 

Nei primi nove mesi del 2018 le esportazioni trevigiane nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI) sono salite del +2.4%, a 4.791,1 milioni di euro ad un ritmo meno elevato rispetto alla media del manifatturiero provinciale (+4.8%) che ha raggiunto i 9.957 milioni di euro. I dati sono relativi alla ultima rilevazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto su dati ISTAT.
Performance che portano Treviso a collocarsi in testa alle province venete, seguita da Venezia (+4.7%), Padova (+4%) Verona (+1.7%) Vicenza (+1.4%).Segno negativo per Belluno (-1.2% e Rovigo (-0.5%).
Nello stesso periodo le esportazioni venete nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI) sono salite del +1%, a 19 miliardi e mezzo di euro ad un ritmo meno elevato rispetto alla media del manifatturiero regionale (+2,6%) che ha raggiunto i 45 miliardi e mezzo di euro. 


“Per far si che le nostre imprese riescano a mantenere queste straordinarie performance - afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - non posso non sottolineare l’urgenza di realizzare quelle opere infrastrutturali che assicurano la circolazione delle merci con tempi rispondenti alla velocità dei mercati. 
A Milano lo scorso 13 dicembre in occasione della mobilitazione nazionale abbiamo reso noto come la nostra Regione rischi di essere emarginata nel nuovo triangolo dello sviluppo formato dal capoluogo lombardo, il nodo emiliano e l’area centrale veneta
Per il nostro territorio è fondamentale realizzare la parte nord della Valdastico per connettere vaste aree del nord est, attraverso la pedemontana veneta, e a sud Rovigo e quelle emiliane con il valico del Brennero, alleggerendo il carico dell’infrastruttura autostradale che da Verona porta ai mercati tedeschi.
Ma oltre alle strade, servono anche le infrastrutture immateriali , quelle sulle quali viaggiano informazioni e dati, da noi purtroppo ancora insufficienti. 
Disporre di banda larga è essenziale per stare nel gruppo di testa delle imprese.
La digitalizzazione è un acceleratore per la competitività del sistema produttivo.  

Tornando ai numeri
Le esportazioni della provincia di Treviso verso i Paesi dell’area UE28 raggiungono il 66% del totale (60.8% a livello Veneto), con un incremento del +4.2% rispetto allo stesso periodo del 2017 per un valore complessivo di 6.569.8 milioni di euro
Le crescite più consistenti hanno riguardano l’export diretto in Repubblica Ceca (+19.6%), Romania (+14.7%), Spagna (+7.2%) e Francia (+5.9%). La Germania si conferma il principale Paese importatore Intra UE (13,2% dell’export manifatturiero trevigiano); segue la Francia, con il 11.2%. 
L’’Extra UE, solo in lieve aumento a livello regionale (+0,4%), nella Marca raggiunge livello straordinari, tanto che Treviso è la prima provincia veneta con un +6% seguita da Padova con +3.6% e da Venezia con +3.5%. 
Tra i principali paesi di sbocco, la Corea del Sud (+91.1%). Seguono Australia (+23.7%), Stati Uniti (+13.5%), Cina (+12.3%) e Turchia (+7.5%). 
Nel corso del periodo indicato sono diminuite le esportazioni manifatturiere verso Hong Kong (-6.8%) e in maniera significativa quelle verso gli emirati Arabi (-20.2%). 
Gli Stati Uniti si confermano comunque il principale mercato di sbocco Extra UE28 (7,1% del totale dell’export manifatturiero).
Concentrandosi infine sui settori ad alta concentrazione di MPI, essi rappresentano il 48.1% del totale delle esportazioni manifatturiere Trevigiane (43.2% il peso equivalente a livello regionale) e rispetto al medesimo periodo del 2017 hanno registrato un aumento di +2.4% (+1% a livello regionale). Si osserva una crescita pari alla metà del resto dei settori (+4.8%). 
Tra l’export di settori ad alta concentrazione di MPI, a pesare maggiormente sono i mobili (pari al 27.7% del totale MPI) e gli articoli in pelle – escluso abbigliamento (19.2% del totale MPI). 

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