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TERRE E ROCCE DA SCAVO, PUBBLICATO IL NUOVO DECRETO PER LA LORO GESTIONE COME SOTTOPRODOTTI

pubblicato 22 ago 2017, 02:46 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 22 ago 2017, 02:47 ]
Nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 7 agosto è stato pubblicato il Decreto Del Presidente Della Repubblica 13 giugno 2017 , n. 120 che detta le nuove regole per la  gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti.  
I principali punti del decreto:
1) Il decreto disciplina i requisiti da soddisfare affinchè terre e rocce da scavo siano qualificate come sottoprodotti. Nel caso in cui terre e rocce da scavo vengano gestite come rifiuti, si è fuori dalla disciplina del DPR 120. 
2) Per le terre e rocce da scavo che vengono escavate e riutilizzate in loco,  senza quindi uscire dal cantiere, dovrà  essere verificata la loro non contaminazione tramite le procedure previste dal nuovo decreto (Caratterizzazione Chimico Fisica), allegato 4. 
3) Il decreto distingue i cantieri in due tipologie: cantieri di grandi dimensioni e cantieri di piccole dimensioni. Quelli di piccole dimensioni sono quelli in cui vengono prodotte quantità di terre e rocce non superiori a 6000mc. 
4) Per gestire  terre e rocce come sottoprodotti è necessario: inviare almeno 15 gg prima dell’inizio delle attività di scavo una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (allegato 6) al Comune dove va fatto lo scavo e all’Arpav. L’allegato 6 ha gli stessi contenuti del modello 1, predisposto dalla Regione Veneto e utilizzato fino ad oggi che richiede di specificare: quantità di terre e rocce, eventuale deposito intermedio, sito di destinazione, estremi delle autorizzazioni per la realizzazione delle opere e i tempi previsti per l’utilizzo. La dichiarazione di cui all’allegato 6 è a tutti gli effetti una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale il produttore si assume la responsabilità del rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Ricordiamo che è in capo al produttore dimostrare il non superamento dei valori delle concentrazioni soglia di contaminazione.
La dichiarazione di cui all'allegato 6  deve essere aggiornata e quindi ritrasmessa nei casi in cui: 
a) si registra un aumento del volume di scavo >20% 
b) si modifica la destinazione delle terre e rocce da scavo o il tipo di utilizzo  
c) si modifica il sito di deposito intermedio; 
d) si modificano le tecnologie di scavo. 
Per le lettere b) l’aggiornamento della dichiarazione può essere fatto al massimo per 2 volte, salvo casi eccezionali. 
Il trasporto delle terre e rocce deve essere accompagnate dalla documentazione indicata nell’allegato 7. La documentazione è predisposta in triplice copia, una per il proponente/produttore, una per il trasportatore e una per il destinatario, anche se del sito intermedio. La documentazione è conservata per tre anni. Se proponente ed esecutore sono soggetti diversi, una quarta copia della documentazione deve essere conservata dall’esecutore. 
A fine lavori l’utilizzo delle terre e rocce conforme alla dichiarazione di utilizzo è attestato all’autorità competente mediante la "dichiarazione di avvenuto utilizzo" (Allegato 8) inviata all’Arpav, al Comune di destinazione, al Comune del sito di produzione. Questa dichiarazione è conservata per cinque anni.  
5) Il mancato rispetto delle procedure e dei termini comporta la cessazione, con effetto immediato, della qualifica delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto.  
6) Il tempi per poter utilizzare le terre e rocce da scavo non possono comunque superare un anno dalla data di produzione, tranne il caso in cui l’opera nella quale le terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti sono destinate ad essere utilizzate, preveda un termine di esecuzione superiore.  
7) Il decreto disciplina il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti determinandone modalità e tempistiche.  
8) I progetti o le attività per le quali le procedure di gestione delle terre e rocce da scavo sono in corso restano disciplinati dalla normativa previgente, normativa che si applica anche a eventuali modifiche/ aggiornamenti.  
9) il decreto entra in vigore il 22 agosto 2017.