SALA STAMPA‎ > ‎Notizie Eventi‎ > ‎

STATO DI AGITAZIONE DEI MEDICI DI FAMIGLIA DA REVOCARE

pubblicato 14 lug 2017, 03:00 da Edi Barbazza
Per non mandare in tilt l’assistenza territoriale ad oltre 1 milione di veneti over 65,  Regione e sindacati trovino un accordo per revocare lo stato di agitazione dei medici di famiglia.
 “Auspichiamo che, tra Regione del Veneto e le organizzazioni di rappresentanza dei Medici di famiglia, riparta al più presto il dialogo e si trovino soluzioni concrete alla vertenza in nome di quel principio che è la tutela della salute che non può subire divisioni o tradimenti, ma essere il comune obiettivo: il benessere”. E’ l’appello che lancia Fiorenzo Pastro presidente regionale e provinciale dell’Associazione anziani e  pensionati di Confartigianato che conta in regione oltre 24mila soci, di cui 7.400 in provincia di Treviso, alle notizie apparse sulla stampa di uno stato di agitazione che potrebbe portare, a breve, i medici di medicina generale e ad incrociare le braccia e chiudere gli ambulatori per una serie di scioperi che rischiano di mandare in tilt l’assistenza territoriale. 
“E’ sempre preoccupante e triste -afferma Pastro- sentire minacce di sciopero da parte dei medici: siano essi quelli “di famiglia” oppure gli ospedalieri. Avvertiamo, come utenti/pazienti, che i loro disagi sono comunque una ferita a quel ruolo così prezioso che è dato dall’assistenza sanitaria. Ebbene, in questi giorni i “medici di famiglia” (preferiamo chiamarli così) ipotizzano di bloccare la loro attività perché la Regione del Veneto non starebbe sostenendo importanti progettualità come le Medicine di Gruppo Integrate e gli Ospedali di Comunità. La Regione del Veneto, che gestisce una sanità invidiata da tante altre Regioni per la sua obiettiva qualità, rischia di fermare dei percorsi che per noi utenti, e utenti anziani, sono di grande interesse per assicurare una assistenza mirata e adeguata a bisogni reali”. 
Come ANAP in questi anni, non solo abbiamo appoggiato iniziative dirette a rafforzare la medicina territoriale (in rete, di gruppo, integrata), ma abbiamo nei nostri recenti convegni ribadito che le risorse risparmiate dalla riorganizzazione delle Aziende ULSS vengano investite proprio nella medicina di base. “L’Associazione anziani e pensionati -precisa il Presidente- che non vuole rimanere a fare da tappezzeria intorno alle questioni socio sanitarie, porta e porterà i suoi oltre 24.000 soci a tenere gli occhi aperti sempre e con grande attenzione. Dopo molti e molti anni di lavoro i nostri soci devono vivere in pensione sereni: lo meritano e faremo di tutto perché sia così”!
“Se con la riforma varata dalla Regione nel 2016 ed operativa da quest’anno, -prosegue- si avranno davvero risparmi (così era stato assicurato), perché non indirizzarli proprio per sostenere quei progetti che rafforzano la medicina di base? Gli over 65 della Regione Veneto sono oltre un milione (più del 20% della popolazione) ed è chiaramente il settore d’età in cui risulta maggiore l’intervento sociale e quello sanitario. Il ruolo delle Amministrazioni pubbliche, nel governo della salute del proprio territorio, è fondamentale. Va sempre ricordato che è il Sindaco il responsabile sanitario del comune che amministra, è il Sindaco il principale garante della salute dei suoi cittadini, è il Sindaco che decide se delle azioni vanno o meno assunte per preservare una condizione di benessere per gli abitanti e per il suo territorio. Ed ai Sindaci ci rivolgiamo -conclude il Presidente Pastro – affinché si affianchino a noi nel chiedere a Regione e sindacati dei medici di trovare un accordo”.
Comments