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SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLE TRASFERTE

pubblicato 14 nov 2016, 02:40 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 27 nov 2016, 23:47 ]
Finalmente una norma interpretativa che ridà certezza alle imprese sulle disposizioni e il trattamento contributivo da applicare ai lavoratori in materia di trasferte. E’ stato definitivamente approvato il 24 novembre dal Senato l’emendamento promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per risolvere la grave incertezza applicativa in materia di retribuzione a titolo di trasferte creatasi nell’ultimo periodo perché un recente filone di sentenze della Corte di Cassazione ha contraddetto le consolidate indicazioni da tempo rese dal Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate e dall’Inps sotto forma di circolare. Ciò ha causato gravi problemi agli imprenditori dei settori installatori d’impianti, costruzioni e non solo, che si sono visti contestare dagli organi ispettivi l’applicazione degli stessi loro indirizzi.
La norma in via di emanazione offrirà un’interpretazione definitiva che sanerà le situazioni pregresse chiudendo la strada a pesanti richieste economiche in corso da parte degli organi ispettivi e restituirà certezza agli imprenditori nel remunerare con specifiche indennità, previste nei contratti collettivi, le missioni in trasferta fuori dal territorio comunale.
La soluzione individuata è soddisfacente. Senza  questo intervento legislativo le cifre mensili nette inserite nelle buste paghe a titolo di trasferta (mediamente tra i 300€ e i 400€ come da CCNL applicato, variano in base alla distanza e alla durata delle missioni) dei dipendenti delle ditte dei settori installatori d’impianti, costruzioni, trasporto e non solo sarebbero state riqualificate in indennità di trasfertismo e soggette per la metà a  carico contributivo Inps pieno e alla tassazione fiscale IRPEF, aumentando così d’improvviso i costi ai datori di lavoro e diminuendo, a danno dei dipendenti, il netto in busta paga. In un anno un operaio edile tipo avrebbe perso circa 1.000€ netti e il suo datore di lavoro avrebbe subito un aumento del costo del lavoro di circa 3.670 € , cifre insostenibili in una fase economica che continua ad essere di estrema difficoltà ed incertezza.

Secondo una simulazione di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana il buon esisto della conversione in legge del Decreto così emendato evita:
• un insostenibile aumento annuo del costo del lavoro alle ditte artigiane e PMI della nostra Provincia, circa 2.100 nei settori coinvolti, pari a  € 7.721.700;
• una perdita di salario netto dei circa 9.000 dipendenti operanti nei settori interessati per un importo totale di € 8.297.520 che potrà essere investito nell’acquisto di beni e servizi a vantaggio di tutto il sistema economico del territorio.

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