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Sistri che fare

pubblicato 23 dic 2014, 07:08 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 23 dic 2014, 07:30 ]
Sistri, il sistema informatico sulla tracciabilità dei rifiuti che avrebbe dovuto essere operativo già dal 2010 per combattere il problema delle ecomafie, si è di fatto trasformato in un sistema del tutto inadeguato, costoso, inefficace, oltre che tecnologicamente obsoleto. 
22 le persone indagate dalla magistratura per l’affare sistri, 40 mila aziende Venete che hanno pagato quasi 18 milioni di euro per ottenere in cambio 50mila chiavette usb, quasi 9mila black box e un sistema che non ha mai funzionato. Questa in estrema sintesi l’ennesima denuncia che Confartigianato Marca Trevigiana ha lanciato sui giornali anche nella giornata odierna.
Che cosa fare entro fine anno? Domani, 24 dicembre, si riunirà il Consiglio dei Ministri nel corso del quale verrà discussa la proposta della sospensione delle sanzioni Sistri per tutto il 2015. Non conoscendo  l’esito della discussione in aula e la relativa votazione, ipotizziamo qui di seguito i possibili scenari che potrebbero presentarsi:
a) proroga di un anno per l’uso del sistema e per le sanzioni ad esso collegate
b) proroga di un anno per l’uso del sistema e per le sanzioni ad esso collegate con esclusione però delle sanzioni relative alla mancata iscrizione ed al pagamento dei diritti annuali 2014. In questo caso i diritti 2014 dovranno essere versati dalle imprese entro il 31 dicembre.
c) nessuna proroga del sistema di tracciabilità (e quindi obbligo di pagamento dei diritti 2014) e operatività del sistri dal 1 gennaio 2015. Si sta cercando anche in queste ore di fare pressioni affinché venga adottata la proroga dell’intero sistema e di tutte le sue sanzioni, tuttavia entro domani daremo opportuna comunicazione alle aziende su quanto è emerso dalla riunione del Consiglio dei ministri.