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SISTEMA AUTOSTRADE VENETO - INTERVISTA AL PRESIDENTE VENDEMIANO SARTOR

pubblicato 24 lug 2020, 01:41 da Edi Barbazza
Aspi pubblica, il Veneto ora chieda in concessione la A27
Gazzettino, 24 luglio 2020 | Intervista di Maurizio Crema

È il momento per battere un altro importante colpo d’autonomia. 
«Con il passaggio di Autostrade per l’Italia alla Cassa Depositi e Prestiti il Veneto potrebbe chiedere in concessione  la gestione diretta della A27 che da Venezia arriva, per ora, a Belluno - propone Vendemiano Sartor, 68 anni, presidente della Confartigianato di Treviso e autotrasportatore da una ventina di addetti e quattro milioni di fatturato -. È anche il momento giusto per realizzare il polo delle autostrade del Nordest insieme con Trentino Alto Adige (Autobrennero) e Friuli Venezia Giulia (Autovie, partecipata anche dalla nostra Regione). E chissà che non si possa anche realizzare così il collegamento dalla Pedemontana Veneta a Udine».

Presidente, con che risorse il Veneto potrebbe “rilevare” la gestione della A27 da Aspi?
«Intanto i fondi europei per la ripresa appena approvati a Bruxelles mettono in campo grandi risorse anche per le
opere infrastrutturali. La mia idea sarebbe che una parte di questi fondi venissero gestiti direttamente dalle Regioni
del Nordest in una logica di sempre maggiore autonomia e federalismo per realizzareil prolungamento a Nord della A27. In Veneto abbiamo un’iniziativa di grande successo in questo campo, il Passante, idea alla quale ho contribuito a suo tempo
come presidente della Confartigianato del Veneto. Convincemmo l’allora governo Prodi a farci gestire a livello locale l’autostrada che ha risolto l’ingorgo della Tangenziale di Mestre. È stato un successo, tanto che la Regione
Veneto, grazie ai guadagni del Passante, ha già ripagato gli investimenti fatti a suo tempo. Oggi Cav, società al 50% Regione Veneto e al 50% di Anas, gestisce questo tratto e realizza anche opere minori: potrebbe essere il veicolo da utilizzare per acquisire e gestire l’autostrada per il Bellunese, attuando anche gli interventi necessari alla viabilità minore».
Cav può farcela da sola? «Cav è profittevole. Potrebbe farcela con adeguate politiche tariffarie.Oppure questa potrebbe essere l’occasione per costruire il polo autostradale del Nordest».
Chi dovrebbe far parte di questo polo?
«Penso al Friuli Venezia Giulia, azionista di maggioranza di Autovie Venete, società dove la Regione Veneto è socia di minoranza. E anche al Trentino Alto Adige, che con le due Province autonome controlla l’Autobrennero, dove sono presenti anche enti pubblici veneti. Questa potrebbe diventare la cabina di regia per portare nel Nordest la gestione della A27 ma anche per realizzare il collegamento di questa autostrada verso Nord, Austria e Germania, Opera pensata molti anni fa che potrebbe tornare d’attualità e che sarebbe decisiva per promuovere il turismo e lo sviluppo del Cadore ma anche per sviluppare una direttiva veloce di traffico merci verso il Porto di Venezia dall’Europa Centrale. Questo polo potrebbe anche studiare la realizzazione del collegamento tra la Pedemontana Veneta, che sarà completata l’anno prossimo, e Udine, in modo da creare due assi viari diversi per chi vuole andare a Venezia e chi vuole andare verso Nord».
Progetto molto ambizioso, forse troppo in un momento di crisi come questo?
«Il traffico finita questa crisi per il Covid tornerà e sta già tornando, quindi le autostrade torneranno a servire, e a rendere. Dobbiamo programmare ora il futuro del nostro Veneto, che da regione di confine è ormai diventata area di cerniera e collegamento tra Est e Ovest d’Europa ma anche tra Nord e Sud. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, pensare a medio lungo termine. Come è stato fatto per il Passante».
Già, ma anche il territorio recalcitra. In Trentino Alto Adige c’è grande ritrosia verso le autostrade, vedi per esempio lo stop della Valdastico nel Vicentino. E in Friuli Venezia Giulia forse sono fin troppo impegnati a realizzare la terza corsia di Autovie. Senza contare che Aspi gestisce anche il tratto da Udine al Tarvisio...
«L’intermodalità tra tir e treno è fondamentale, anche in un’ottica di rispetto per l’ambiente, e potrebbe essere messa in cantiere anche per collegare la A27 al Nord. Mettendo insieme le tre regioni si potrà gestire al meglio anche questo aspetto sempre più cruciale in futuro. E ampliare la possibilità di arrivare a Nord può risolvere anche i problemi del Brennero, col traffico merci di attraversamento sempre più osteggiato dal governo austriaco».
Nel Trevigiano c’è già chi vorrebbe una A27 libera e senza pedaggi, grande tangenziale col Passante. Sarebbe sostenibile?
«Si potrebbero attuare delle politiche tariffarie differenziate o ampliare i collegamenti col territorio. Bisogna però parlarci chiaro: se vogliamo gestire la A27 in Veneto e realizzare altre opere che ci servono, dobbiamo avere le risorse per mantenerle».

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Edi Barbazza,
24 lug 2020, 01:42
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