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REVISIONATO IL DECRETO SU TERRE E ROCCE DA SCAVO

pubblicato 28 set 2017, 07:48 da Edi Barbazza
Il Ministro Galletti ha risposto con immediatezza alle sollecitazioni della categoria edilizia sul nuovo DPR relativo alla gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti e non come rifiuti. DPR istituto con l’obiettivo di semplificare, per le imprese, la gestione di questi materiali. 
“Così però non è” – precisa Paolo Bassani, presidente Gruppo Edilizia di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana- “più che semplificarne il panorama, ha suscitato diversi dubbi e criticità che Confartigianato ha evidenziato, richiamando l’attenzione del Ministro Galletti”. 
Tra le varie problematiche rilevate primeggiano: la definizione di “piccoli” cantieri che non tiene conto della effettiva realtà in cui operano le piccole imprese; il periodo di tempo di 15 giorni che deve intercorrere tra la comunicazione agli organi competenti e l’inizio delle operazioni di scavo; i costi che devono sostenere le aziende del settore per le analisi chimico-fisiche al fine di  certificare gli standard di qualità ambientale da rispettare; il dubbio sull’utilizzo e sulla compilazione corretta dei documenti di trasporto per la movimentazione delle terre al di fuori del cantiere di produzione. 
“Manifestata la contrarietà della categoria edilizia  attraverso denunce pubblicate sui quotidiani”, continua Bassani, “il Ministero dell’Ambiente si è mostrato interessato a collaborare per una semplificazione del decreto. Gli sono state inviate proposte di modifica”. Dal confronto è emersa la necessità di creare una deroga per i cantieri molto piccoli, in quanto nel decreto non vi è distinzione tra cantieri di piccole dimensioni (entro i 6000 m3 ) e i micro cantieri (quelli cioè che potrebbero generare ad esempio fino a 300 m3 di terra e rocce). Per questi ultimi,  potrebbero essere previste procedure semplificate: nessun obbligo di comunicare l’inizio dei lavori con preavviso di 15 giorni, semplificazione della documentazione da produrre, nessun costo a carico delle aziende per le attività di accertamento previste dal piano controlli di Arpav. 
“E’ doveroso anche un chiarimento in merito all’allegato 7” - rincara Bassani - “quello relativo al trasporto del sottoprodotto, poiché non è evidente se è necessario compilare un modulo per ogni viaggio oppure se è sufficiente utilizzare lo stesso per più viaggi”. Confartigianato, nella sua costante attività a supporto delle aziende, continuerà a verificare il recepimento delle proposte avanzate nella speranza che l’originario obiettivo di semplificazione  della riforma su terre e rocce,  si concretizzi a beneficio delle imprese artigiane e di tutto il settore edile, duramente colpiti dalla crisi e che ancora stentano a ripartire.
 

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