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PROTOCOLLO CON ISTITUTO SUPERIORE "GIORGI-FERMI"

pubblicato 11 apr 2018, 06:08 da Edi Barbazza
L’incentivazione del sistema dell’apprendistato duale è l’obiettivo del protocollo siglato mercoledì 11 aprile tra Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e l’Istituto Superiore Giorgi-Fermi di Treviso, per il settore Istruzione Professionale (IP) Giorgi, che prepara i suoi studenti per conseguire il Diploma di Stato in diversi indirizzi  da quello di Produzioni Industriali e Artigianali, Manutenzione ed Assistenza Tecnica di Impianti e di Mezzi di Trasporto, all’Odontotecnico.
L’istituto accompagna gli studenti anche al raggiungimento della Qualifica (triennale) Regionale, nel suo percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), con gli indirizzi di Operatore Riparatore Veicoli a Motore, Operatore Elettronico, Operatore Meccanico e Operatore Impianti Termoidraulici.
Le competenze quotidianamente trasferite agli studenti sono naturalmente in simbiosi con il mercato del lavoro e le offerte delle imprese associate a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana nell’ambito dell’AS-L (Alternanza Scuola-Lavoro). 

Attraverso la sottoscrizione dell’accordo sarà sperimentata per la prima volta, con alunni di 4^ e 5^  dell’Istituto, la stipula dell’innovativo contratto di apprendistato duale (previsto dall’art.43 del d.lgs.81/2015-Jobs Act-), che consente l’acquisizione del diploma lavorando alle dipendenze di una impresa. In particolare su un monte ore scolastico annuo di 1.056 ore, 370 saranno quelle dedicate alla formazione (35% del monte ore annuo) che si svilupperanno direttamente sul luogo di lavoro sotto la supervisione del tutor aziendale e scolastico.

I vantaggi per gli studenti sono notevoli: percezione di un stipendio per le  ore di formazione scolastica svolte  all’interno dell’impresa e per le ulteriori ore di lavoro richiedibili dal datore durante i periodi di fermo scolastico; apertura di una posizione previdenziale all’INPS e di una complementare garantita dalla contrattazione collettiva artigiana  con gli ovvi vantaggi per raggiungere le soglie pensionabili in anticipo rispetto agli studenti che al titolo di studio ci arrivano con percorsi tradizionale; visibilità ai fini di un collocamento durevole nel mercato del lavoro oltre alla maturazione di un’esperienza unica  di crescita umana e relazionale in grado di far scoprire nuove e ulteriori abilità.

Le imprese, in qualità di tutor aziendali e maestri artigiani di mestiere, possono: coltivare e trasferire competenze e saperi ad un numero più ampio di giovani, mantenendo viva la competitività del sistema manifatturiero che caratterizza la ricchezza del nostro territorio; individuare risorse umane su cui investire ad un costo del lavoro favorito anche dai provvedimenti riportati dalla Legge di Stabilità; cogliere ulteriori benefici in caso di stabilizzazione del rapporto di lavoro post conseguimento del titolo di studio; diventare interlocutori di riferimento delle scuole del proprio territorio sviluppando specifiche progettualità e contribuendo a caratterizzare l’offerta formativa del sistema scolastico trevigiano.

L’Associazione Confartigianato Imprese Marca Trevigiana garantirà la co-progettazione, l’individuazione di imprese interessate ad ospitare giovani, la gestione e il rispetto della normativa sicurezza sul lavoro e condividerà con la Scuola i percorsi formativi in azienda e la relativa gestione documentale prevista per certificare le competenze ai fini scolastici per il tramite della propria società di formazione. 

Il rapporto tra imprese e studenti, grazie alla mediazione tra l’Associazione e l’Istituto scolastico, viene privato degli aggravi burocratici e amministrativi, permettendo così alle imprese di dedicarsi alla crescita dei ragazzi in termini di conoscenze, investendo nella loro professionalità che,  all’indomani del diploma, sarà spendibile nel mondo del lavoro.

“Il dialogo e il confronto con gli istituti del territorio – afferma Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca  Trevigiana -  è lo strumento fondamentale per tradurre in opportunità per imprese, famiglie e giovani quanto di positivo prevedono i principi ispiratori della riforma La Buona Scuola (L.107 del 2015) e del Job Acts (D.Lgs. 81/2015).”

“Rendere organico un percorso di collaborazione tra i protagonisti formativi e imprenditoriali del territorio, valorizzare le buone prassi, entrare nel merito delle problematiche quotidiane di scuola e imprese, fornire stimoli che inducano i giovani ad intraprendere un’attività imprenditoriale autonoma – puntualizza conclude Fabio Battistella, vicepresidente Confartigianato Imprese Treviso - sono elementi che riteniamo di primaria importanza affinchè si favoriscono scelte professionali  consapevoli.”

 “La sperimentazione dell’apprendistato presso il Giorgi – spiega  Susanna Picchi, Dirigente Scolastico dell’ I.I.S. Giorgi-Fermi - sarà svolta nell’ambito del Progetto “Apprendistato nord-est”, elaborato da alcuni istituti professionali del Veneto (l’Istituto Masotto di Noventa Vicentina, il Pacinotti di Mestre, il Levi/Ponti di Mirano e il Giorgi/Fermi di Treviso), che partirà il prossimo anno scolastico, puntando su aspetti sicuramente innovativi e cogliendo tutte le opportunità delle normative più recenti, fra cui il già menzionato D.lgs. 81/2015 e gli Accordi tra Regione Veneto, Usr Veneto, Università e Parti Sociali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato anche nell’Istruzione secondaria di II grado.
La progettualità consiste nel trasformare l’Alternanza scuola-lavoro di 4^ e 5^ in contratto di apprendistato, in base al quale lo studente diventa lavoratore-studente, con regolare e specifico contratto che gli consente contemporaneamente di svolgere una mansione retribuita all’interno di un’azienda e di frequentare un Istituto Secondario Superiore per acquisire il titolo di studio.”

La struttura del percorso si fonda su un Piano Formativo Individuale, articolato in periodi di formazione interna (in azienda) ed esterna (la scuola), integrati ai fini del raggiungimento dei risultati di apprendimento previsti dai percorsi ordinamentali e attuati sulla base del Protocollo sottoscritto fra le parti.
L’azienda deve avere naturalmente determinati requisiti: spazi adeguati per la formazione, capacità tecniche e mettere a disposizione tutor aziendali in grado di seguire l’apprendista e di collaborare col tutor scolastico.
Con questa novità si cerca di andare incontro a varie esigenze: dello studente prima di tutto, che può raggiungere il diploma con un percorso direttamente professionalizzante, retribuito, che assicura una occupabilità agevolata, precisamente quello che chiedono da sempre i giovani che scelgono questo tipo di scuola.”
“Evidenti sono i vantaggi per gli Istituti professionali – conclude il Dirigente -che rafforzano la partnership territoriale, si confrontano e co-progettano con le aziende, offrono agli studenti una didattica innovativa, recuperando attrattiva ed efficacia, e ne sostengono la motivazione all’apprendimento, riducendo la dispersione scolastica. La Scuola inoltre gestisce il Piano Formativo Individuale e il relativo Protocollo con le aziende coinvolte, organizza la formazione necessaria per il raggiungimento dei traguardi formativi previsti dall’ordinamento e certifica le competenze acquisite “on the job”. Anche l’azienda ha i suoi vantaggi perché “investe” nell’apprendista/studente grazie alla possibilità di avere agevolazioni contributive che proseguono fino all’anno successivo alla sua assunzione come lavoratore a tempo indeterminato dopo il diploma. Ma, soprattutto, l’azienda contribuisce a formare professionalmente lo studente secondo le esigenze dei tempi odierni, riducendo il tanto lamentato mismatch scuola/lavoro.”

Il settore manifatturiero artigiano conta a Treviso 3.600 datori di lavoro e dà occupazione a 17.000 dipendenti.

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