SALA STAMPA‎ > ‎Notizie Eventi‎ > ‎

PROSPETTIVE DEL MONDO DEL CREDITO

pubblicato 21 ott 2016, 02:16 da Edi Barbazza
Il tema del credito al centro dell'incontro svoltosi il 19 ottobre a Treviso con il contributo del professor Guido Massimiliano Mantovani**, presidente di Hermes Universities Network a Strasburgo e professore di finanza aziendale all’università Ca’ Foscari di Venezia, presso la sede di Treviso.
Le regole alla base del rapporto banche-imprese, che lo condizionano e vincolano; il rating bancario e il merito creditizio i focus della serata.
Tra gennaio e luglio dell’anno in corso solo 17 miliardi di euro sono stati concessi ad imprese ed aziende, nonostante i tassi di interesse quanto mai favorevoli, avendo raggiunto i minimi storici. L’analisi dei prestiti all'artigianato, che a marzo 2016 rappresentano il 5% del totale dei prestiti alle imprese, evidenzia uno stock concesso al comparto di circa 44 miliardi di euro, comprensivo delle sofferenze, con una diminuzione in un anno di 2,9 miliardi, pari al -6,1%.
A maggio i dati per classe dimensionale di impresa, segnalano che i prestiti alle imprese medio-grandi sono aumentati dello 0,5%, mentre persiste il calo (-1,6%) di quelli alle imprese con meno di 20 addetti. 
Il presidente Renzo Sartori ha sottolineato come i numeri confermino un problema noto alle imprese che trova la sua principale ragione nella decisa selezione che fanno le banche a causa delle sofferenze e della bassa redditività dei prestiti concessi, aprendo al credito solo per le aziende più solide.
Con il sistema di valutazione applicato dagli istituti di credito alle imprese per la concessione di affidamenti sono fondamentali non solo i dati di bilancio, ma anche la qualità dei flussi informativi che vengono forniti e la qualità manageriale dell'imprenditore. 
L’Associazione pertanto deve concorrere ad un cambiamento culturale del modo di fare impresa, favorendo  processi di "alfabetizzazione finanziaria" e di approccio al rischio. In quest’ambito determinante è il ruolo dell’Associazione che deve facilitare l’acquisizione di competenze e fornire strumenti ai soci per presentarsi agli operatori finanziari, oltre che con i numeri di bilancio corretti, anche come realtà con potenziali in termini di asset e know-how.
Il professor Mantovani nella sua relazione ha evidenziato come nella concessione del credito alle imprese oggi domini il riferimento agli eventi che caratterizzeranno l’azienda nei prossimi dodici mesi ed alla conseguente “probabilità di inadempimento”. La prassi di focalizzarsi molto sui c.d. “andamentali” è coerente con questo approccio. Ma l’accoppiata tende a dare maggiore rilievo alla liquidabilità degli investimenti anziché alla loro sostenibilità economica di lungo termine. Studi recenti su questo tema, relativi all’Italia, mostrano evidenze al limite dell’imbarazzante: il capitale circolante è l’elemento aziendale che, meglio di ogni altro, spiega il credito storicamente erogato alle imprese (tutte, indipendentemente dalla loro dimensione); ben minore rilievo ha invece la rischiosità dell’azienda; addirittura, la redditività sembra avere una relazione negativa, sebbene modesta, col credito concesso, quasi che alle aziende redditizie venisse chiesto di rientrare degli affidamenti perché non più necessari. 
Le distorsioni che ne derivano sono preoccupanti. La effettiva concessione del credito (misurata dall’intensità di indebitamento, ovvero dal rapporto fra posizione finanziaria netta e fatturato aziendale) ha privilegiato, nel 26,31% dei casi, imprese senza prospettive di economicità ponendo le basi dei crediti deteriorati nel sistema. Ma vi è un effetto meno visibile e, forse, ancor più preoccupante: nel 25,51% dei casi si osserva la negazione del credito ad imprese con prospettive valide. Purtroppo il paradosso trova fondamento nella tendenza in essere a dare maggior rilievo alla liquidità degli investimenti anziché alla loro sostenibilità economica di lungo termine.
Nessun economista saprà mai misurare con esattezza il “mancato benessere” di questa seconda criticità allocativa. Di certo, la mancata considerazione dei rischi nell’allocazione del credito comporta il disallineamento dei tassi di interesse fatti pagare alle imprese che domandano credito. Il 51,56% delle imprese sembrerebbe pagare troppo poco rispetto al binomio rendimento-rischio che le caratterizza, mentre solo il 12,43% pagherebbe troppo. 
Il recupero di un valido rapporto rendimento-rischio delle imprese deve prevedere una valutazione della capacità delle stesse di mantenere il livello di redditività nel medio e lungo periodo e deve essere il frutto di uno sforzo congiunto del sistema imprenditoriale e di quello finanziario ed ha una chiave di volta comune: la coltivazione del capitale umano.
Solo il cambiamento dei modelli di business aziendale unito all’introduzione di più moderne forme
di intermediazione permetterà di cogliere completamente questa opportunità e rilanciare così le prospettive di sviluppo per tutti noi. 
Presenti all’incontro anche il presidente del Consorzio Veneto Garanzie Mario Daniele Citron e il direttore delle aree Treviso e Verona, Giacomo Peraro, con i quali si è discusso della necessità di aprire nuovi canali di finanziamento per l’economia reale e quindi per le imprese. La soluzione non può che coinvolgere il legislatore nella regolamentazione e valorizzazione di enti come i Confidi, veri e propri agenti catalizzatori del territorio, che possono creare sinergie e collegamenti tra mondo bancario e piccola e media impresa, concretizzando la richiesta di credito del mondo imprenditoriale attraverso il proprio ruolo di garanti.


**Guido Massimiliano Mantovani è presidente della H.E.R.M.E.S. Universities Network a Strasburgo e professore associato di Finanza aziendale nell’Università Ca’ Foscari a Treviso e Venezia. La sua esperienza accademica inizia nel 1990 nell’Università Bocconi di Milano. Dal 2001 è docente di Finanza aziendale nell’Università Ca’ Foscari dove ha anche ricoperto la carica di Delegato Rettore per la formazione
permanente fondando la Ca’ Foscari Challenge School di cui è stato il primo Dean, fino al 2014. All’estero, ha ricoperto incarichi di docenza a vario titolo presso la VSE di Praga (1997-99), Harvard Summer School (2006-11), FAU Universitaet di Norimberga (2012-14). Dal 2012 è docente aggiunto di Entrepreneurial Finance alla Ecole de Management dell’Università di Strasburgo.
Molteplici gli incarichi in istituzioni scientifiche internazionali fra cui il Comitato Scientifico della World Finance Conference, la direzione Europa della Academy of Entrepreneurial Finance di Los Angeles, la supervisione della FMA-Conference 2015 e della World Finance Conference 2014.

Comments