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Novità in materia di classificazione rifiuti e di gestione sostanze e miscele pericolose

pubblicato 27 mag 2015, 06:15 da Maurizio Ballan
Dal 1 giugno 2015 entreranno in vigore alcune disposizioni normative europee  
in materia di classificazione imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche e delle miscele che comporteranno l’introduzione di nuove definizioni e classificazioni non soltanto per le sostanze/miscele chimiche ma anche per i rifiuti. 
Cosa cambia per le aziende?
I rifiuti che a seguito di analisi sono stati precedentemente identificati come non pericolosi, potrebbero ora, con le modifiche introdotte dalle disposizioni europee, essere classificati come pericolosi e viceversa.
La modifica delle caratteristiche di pericolosità potrebbe avere importanti riflessi quindi sia per la Valutazione del rischio chimico (che è parte integrante del DVR), sia per la conseguente gestione del rifiuto. Parte proprio dalla corretta identificazione del rifiuto, la sua corretta gestione in termini di registri carico scarico, formulari , modalità e termini del deposito temporaneo, etichettatura, Trasporto, ed avvio al recupero o a smaltimento con le conseguenti implicazioni in caso di gestione non conforme.
Come comportarsi dal 01/06/2015 di fronte alle nuove schede di sicurezza delle sostanze/miscele pericolose in uso e dei nuovi criteri di classificazione dei rifiuti, con il relativo obbligo di verificare ed eventualmente aggiornare la valutazione del rischio chimico ed il c.e.r. codice europeo rifiuti ? Innanzitutto, si suggerisce alle aziende di dotarsi delle nuove schede di sicurezza delle sostanze/miscele pericolose utilizzate nelle lavorazioni, in vigore dal 01/06/2015, chiedendole urgentemente ai propri fornitori. 
Oltre a ciò è opportuno elaborare una breve descrizione del ciclo delle lavorazioni svolte, specificando le materie prime, i prodotti, sostanze/miscele pericolose utilizzate nelle lavorazioni che sono anche all'origine dei rifiuti. 
  Con tale documentazione, l'azienda è in grado di rivolgersi al proprio valutatore del rischio chimico per verificare ed eventualmente aggiornare i livelli di esposizione dei lavoratori al rischio stesso, nonchè fornire al laboratorio di analisi gli elementi utili per compiere la medesima verifica e aggiornamento finalizzata alla classificazione dei rifiuti, determinando il c.e.r. - codice europeo rifiuti, conformemente alle nuove disposizioni legislative.
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