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L'incidenza della fiscalità locale sulle imprese

pubblicato 09 nov 2015, 03:50 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 11 nov 2015, 07:31 ]
Nel corso di una conferenza stampa, nei giorni scorsi, sono stati presentati i risultati di uno studio sul tema del peso della fiscalità locale sulle imprese che l’associazione ha richiesto a Centro Studi Sintesi e realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio che ne ha evidenziato la straordinaria crescita negli ultimi anni. L’indagine ha rilevato la grave caduta di investimenti da parte dei Comuni, stretti tra patto di stabilità e carenza di fondi .  L’annuncio del Governo dell’eliminazione di IMU e TASI sulle abitazioni ha suscitato un vivace dibattito. 
Se togliendo IMU e TASI lo Stato viene incontro al cittadino, contemporaneamente sottrae risorse ai Comuni che, per far quadrare i conti, dovranno prelevare i mancati introiti in altri modi.
IMU e TASI però non gravano solo sulle abitazioni, ma anche sugli immobili delle imprese. Cosa faranno le  amministrazioni che sino ad ora non hanno adottato le aliquote massime?
Nel quinquennio 2010 – 2015 i trasferimenti statali alle Amministrazioni comunali si sono ridotti del 52%, corrispondenti in valore assoluto e su scala nazionale a -32 miliardi. Limitatamente ai Comuni della provincia di Treviso, i trasferimenti sono più che dimezzati: -55%, pari a circa 90 milioni.
In compenso le entrate tributarie dei Comuni, per IMU, TASI e addizionali comunali IRPEF, nello stesso periodo, in provincia di Treviso sono cresciute del 35%, oltre 64 milioni in valore assoluto. Tanto che la percentuale delle entrate derivanti da imposte e tributi, sul totale delle entrate, è passata dal 53% al 67%.
In cambio dell’aumento netto del prelievo la collettività non ha ricevuto in contropartita alcun incremento di utilità o maggiori servizi pubblici.
Nel complesso, sempre per la provincia di Treviso, il totale delle entrate correnti, tenuto conto dell’effetto combinato della riduzione dei trasferimenti e dell’aumento dei tributi locali, è diminuito del 7% circa, rispecchiando sostanzialmente la riduzione rilevata per il Prodotto Interno Lordo nazionale nel medesimo periodo.
Sul fronte delle spese dei Comuni, si è registrata una riduzione complessiva di circa il 26%, pari a -177 milioni, imputabile per tre quarti a un vero e proprio crollo delle spese per investimenti (-130 milioni circa) e per un quarto a una limitata riduzione delle spese correnti (- 47 milioni circa). 
Per il contribuente ciò significa un aumento di 64 milioni di euro di prelievo, un taglio di 130 milioni di euro di opportunità di lavoro per le imprese e zero euro in maggiori servizi.
Nel corso dell’incontro è stato espresso un primo giudizio sulla legge di stabilità, che appare più ricca e completa del solito, riportando quest’anno maggiori elementi positivi rispetto alle criticità. Sono intervenuti il presidente e il segretario provinciali, Renzo Sartori e Francesco Giacomin, il responsabile dell’area fiscale e tributaria, Dario Marzola, e il ricercatore di Centro Studi Sintesi Alberto Cestari.

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Edi Barbazza,
11 nov 2015, 07:32
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Edi Barbazza,
11 nov 2015, 07:30
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