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IL MEF NON FA SLITTARE LE SCADENZE DELLE IMPOSTE DAL 20 LUGLIO AL 30 SETTEMBRE

pubblicato 17 lug 2020, 03:41 da Edi Barbazza
Una scelta ingiustificabile che crea ulteriori difficoltà alle imprese.

Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Sono ben 246 le scadenze fiscali del mese di luglio tra versamenti, comunicazioni, istanze di bonus legati al Covid. Un vero record. 

Con enorme delusione abbiamo appreso che la richiesta, formulata anche da Confartigianato, di far slittare dal 20 luglio al 30 settembre il pagamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi (Irpef, contributi INPS, Ires, addizionali) è stata rigettata dal MEF. 

A sole 48 ore dal 20 luglio, l'argomentazione portata è che i numeri di quei versamenti sono necessari per programmare il DEF. La memoria sta venendo meno: lo scorso anno la proroga delle date è stata concessa dal Governo per sanare i ritardi da parte dell’Amministrazione finanziaria nel fornire i dati per gli ISA. Eppure le tempistiche per presentazione di quel Documento erano analoghe. 

Le imprese oggi già provate dalle ripercussioni delle chiusure degli scorsi mesi, che stanno cercando di ritrovare una normalità, dovranno pagare entro lunedì, seppur in difetto di liquidità. Una situazione surreale che non aiuta certo il tessuto economico delle piccole e medie imprese.  Per evitare l’effetto ingorgo era stata avanza la proposta di rinviare almeno le scadenze del 20 luglio al 30 settembre. Ma, anche in questo caso, pare che siano più importanti i passaggi burocratici, o almeno quando aiutano a ‘far cassa’.

Confidiamo in un intervento urgente per porre rimedio alla situazione.

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