SALA STAMPA‎ > ‎Notizie Eventi‎ > ‎

IL CREDITO ALLE IMPRESE ARTIGIANE

pubblicato 27 feb 2017, 00:37 da Edi Barbazza
In 5 anni i prestiti all’artigianato si sono ridotti di un quarto, + di 14 miliardi di euro in meno, calo quasi doppio rispetto a quello del totale delle imprese, sceso del 13.9%.
Il calo dei prestiti registrato nella Marca la colloca al 70° posto della classifica italiana con un perdita del 6.1% rispetto al 2015.
In un quadro negativo si registra comunque un leggero trend di miglioramento nella seconda metà del 2016, dopo aver raggiunto il picco di taglio ai prestiti nel marzo dello scorso anno.
Treviso è in linea con il trend veneto che con un  perdita del 7.2% dei crediti si posiziona al 17° posto in Italia, peggio hanno fatto solo le regioni colpite dal terremoto, Marche, Abruzzo e Umbria.
Il taglio più significativo si è avuto nei prestiti a breve con -11.3%,  mentre è del -4.9% per quelli a medio e lungo termine.
Guardando al futuro è previsto un impatto positivo sugli investimenti nel 2017 dei bassi tassi di interesse e dei significativi incentivi pubblici previsti nell’ultima manovra di bilancio, anche grazie all’azione di Confartigianato.
È di queste ore la sottoscrizione di una convenzione tra la Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, le sei associazioni mandamentali e il Consorzio Veneto Garanzie per offrire alle imprese una strutturata consulenza in materia, un’assistenza specializzata che spazia dall’accesso al credito agevolato sino al controllo delle condizioni bancarie praticate ai soci. Grazie a questa convenzione le nostre imprese potranno usufruire di consulenze personalizzate, dall’analisi della reale possibilità di indebitamento dell’imprenditore per arrivare all’assistenza nel caso in cui il ricorso al credito comporti il rischio di  sovraindebitamento. Questa iniziativa si inserisce nel quadro di azioni promosse dall’Associazione a tutela dei soci anche alla luce delle difficoltà causate dalle vicende delle due popolari.
A livello nazionale  persiste il calo per le imprese di minor dimensione con i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti in flessione del 2,0% e le famiglie produttrici fino a 5 addetti in calo dell’1,0%. In particolare il calo dei prestiti alle microimprese non sembra determinato da condizioni strutturali di maggiore rischiosità: mediamente tra 2014 e 2016 i prestiti nei confronti delle società di capitali in condizioni economiche e patrimoniali equilibrate sono diminuiti solo per le microimprese (-2,2%) mentre sono cresciute soprattutto per le imprese grandi (5,9%), seguite dalle medie (1,3%) e dalle piccole (1,1%). 
A settembre 2016 lo stock, comprensivo delle sofferenze, concesso alle imprese artigiane era di 42,9 miliardi di euro (il valore minimo degli ultimi quindi anni) sceso in un anno di 2,7 miliardi, pari al -5,8% (era -5,8% il trimestre precedente e -4,8% un anno prima). 
Al 3° trimestre 2016 l’incidenza delle sofferenze sui prestiti al totale delle imprese è pari al 17,4%. 
Sulla base dei dati per classe di grandezza delle sofferenze rileva che il 70,3% delle sofferenze nette si concentra sopra i 500mila euro e si riferisce al 4,7% degli affidati. Sotto tale soglia si trova il 95,3% degli affidati in sofferenza che rappresentano solo il 29,7% dell’importo con un valore medio di 46mila euro.
Nel triennio settembre 2013 - settembre 2016 l'importo delle sofferenze da 500.000 euro e oltre è salito del 45,6%, ritmo più che triplo rispetto al +13,8% delle sofferenze sotto tale soglia. 
Incertezze sulle aspettative di crescita derivano tuttavia  dagli orientamenti della nuova amministrazione Usa, dalle scadenze elettorali in paesi UE, dai prossimi negoziati relativi alla Brexit, dalle potenziali perturbazioni degli scambi commerciali, dagli effetti sui Paesi emergenti di una stretta monetaria negli Stati Uniti e dai livelli di debito elevati e in aumento in Cina.


Comments