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Esigibilità dei crediti

pubblicato 26 giu 2015, 04:01 da Edi Barbazza   [ aggiornato il 3 lug 2015, 01:36 da Giorgio Gagliardi ]
Nel corso della conferenza stampa svoltasi venerdì 26 giugno è stato dato conto dell’andamento dei fenomeni fallimenti e concordati nella Marca al 1° trimestre dell’anno in corso. L’indagine, che era stata già presentata lo scorso novembre, metteva in evidenza la rilevanza delle criticità correlate alle procedure nella nostra provincia. Tendenza confermata anche nei primi cinque mesi dell’anno.

AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE DEI FALLIMENTI E DEI CONCORDATI NELLA MARCA 

Rispetto alla fotografia scattata alla fine di agosto del 2014 e presentata durante l’incontro di novembre scorso, si è continuato a ridurre il numero di imprese attive del trevigiano, contrazione che è continuata anche nel 1° trimestre 2015 tanto che a fine marzo le imprese attive della provincia erano scese molto vicino alla soglia delle 80 mila unità. Il ridimensionamento del tessuto produttivo locale continua a manifestarsi con ritmi più sostenuti di quelli riscontrati mediamente in Italia e nel Veneto. La nati-mortalità delle imprese trevigiane si può sintetizzare in un tasso di crescita ancora negativo (-0,2% nel 2014) che, in Regione, vede situazioni più critiche solo a Belluno e Venezia (-0,3%).
Gli effetti della crisi economica continuano a farsi sentire con un aumento nello stock di imprese con procedure concorsuali, proseguito pure negli ultimi mesi del 2014 e nel 1° trimestre 2015. A Treviso l’intensità del fenomeno è stata anche superiore a quella rilevata mediamente per il Veneto e per l’intero Paese. L’aumentato ricorso alle procedure concorsuali ha riguardato tutti i settori produttivi della provincia, ma in modo particolare i servizi. 
Se nei primi 8 mesi del 2014 era stata osservata per Treviso una flessione nel flusso di aperture di procedure, si è riscontrato un rallentamento della caduta negli ultimi mesi dell’anno per rilevare infine una ripresa delle richieste di apertura nei primi mesi del 2015. Tra gennaio e maggio 2015 in provincia di Treviso si è assistito quindi ad una recrudescenza del fenomeno che vede aumentare le aperture di procedure quasi del 3% rispetto allo stesso periodo del 2015. Tutto ciò in controtendenza rispetto a quanto succede su base regionale e nazionale.
Considerando il complesso delle procedure, Treviso risulta seconda solo a Verona per numero di aperture. Da gennaio 2012 a maggio 2015 se ne sono contate 6.410, di cui 754 nei primi 5 mesi del 2015. Rapportate al numero di imprese attive sul territorio pesano per lo 0,9%, in linea con la media regionale e nazionale.
Entrando nel dettaglio delle procedure, si rileva come tra i fallimenti* aperti in regione dal 2012, uno su cinque riguardi un’impresa trevigiana. I fallimenti continuano a pesare in provincia più che in regione: 16% del totale procedure a Treviso contro il 13% nel Veneto.
Per quel che concerne i concordati preventivi*, l’Italia e il Veneto nei primi 5 mesi del 2015 hanno visto diminuire le aperture di procedura rispetto allo stesso periodo del 2014. A Treviso, invece, vi è stato un aumentato ricorso al concordato preventivo (+9%) e già negli ultimi mesi del 2014 la tendenza si era manifestata. Sembra quindi che per la salvaguardia del panorama produttivo del Trevigiano non debba venir lasciata cadere l’attenzione nei confronti di questa particolare tipologia di procedura concorsuale.
Non dimentichiamo infatti che dall’indagine condotta da Confartigianato Marca Trevigiana nel corso del 2014 era emerso un quadro di rilevante criticità del tessuto produttivo provinciale di fronte ad un eventuale coinvolgimento in una procedura di concordato preventivo. 
In particolare, erano risultate coinvolte nei concordati soprattutto le piccole imprese e quelle artigiane, ossia la spina dorsale dell’economia locale. Si calcoli che il concordato ha finito per toccare più di una impresa su quattro 
Il recupero dei crediti è risultato raggiunto solo da poco più di una impresa su quattro coinvolte in un concordato preventivo e quasi la metà di chi ha subito il concordato è poi fallito per non aver potuto recuperare i crediti.
Rispetto all’esperienza delle imprese trevigiane in termini delle quote recuperate e dei tempi di attesa per il recupero dei crediti, la procedura di concordato preventivo è stata giudicata sostenibile solo in pochi casi
Al di là dei numeri riferiti a questa tipologia di evento, che possono a prima vista apparire statisticamente poco significativi, l’indagine ha rilevato che gli effetti si ripercuotono sulla struttura produttiva della provincia in forma diffusa e in misura fortemente impattante.

Al tema è stato dedicato anche un manuale, di seguito allegato,che riporta le regole a cui devono attenersi gli imprenditori per evitare di incorrere in situazioni complesse e saper gestire rischio. Il documento raccoglie gli apporti di 4 esperti per altrettanti aspetti del problema.
Il primo, redatto da Catia Ventura, dà indicazioni pratiche che provengono dalla verifica fatta presso oltre 500 imprese intervistate. Il secondo affidato a Dario Marzola, responsabile dell’area tributario- fiscale dell’associazione, ricorda all’imprenditore i fondamentali circa lo stato di salute finanziaria della sua impresa e dei suoi clienti; il terzo, redatto da Michele Bana, commercialista e pubblicista, offre gli strumenti per far fronte alla situazione in cui il cliente abbia  intrapreso la strada di una procedura, sia essa concorsuale in senso proprio o alternativa. L’ultimo  apporto è quello del professor  Mauro Pizzigati, avvocato e docente di diritto fallimentare Università Cà Foscari – Venezia,  che suggerisce come  definire dei rapporti commerciali attraverso  contratti scritti, chiari e completi.
Il volume è dedicato agli operatori delle associazioni, ai professionisti e alle imprese già strutturate. 
L’obiettivo è di favorire una vera e propria cultura del presidio del rischio. Presidio che oggi appare debole, e non solo nella piccola dimensione. Confartigianato Marca Trevigiana continuerà a monitorare la situazione anche perché la pratica di tutti i giorni offre indicazioni utili ad informare le imprese, denunciare comportamenti non in linea con la legge, suggerire cambiamenti normativi.


Il fallimento* è una procedura attraverso la quale all’imprenditore insolvente viene sottratto il proprio patrimonio per soddisfare i creditori. 
Il concordato preventivo* è invece uno strumento a disposizione degli imprenditori in stato di crisi o d’insolvenza che intendono evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo con i creditori. È definito preventivo proprio perché può prevenire il ricorso alla ben più pesante procedura di fallimento.

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Edi Barbazza,
26 giu 2015, 04:01
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Edi Barbazza,
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