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DECRETO FISCALE: NOVITA' POSITIVE

pubblicato 3 nov 2017, 02:35 da Edi Barbazza

Detrazioni e liquidazioni IVA, cadenza annuale e cumulabilità comunicazioni per lo spesometro: 4 delle 16 proposte fiscali presentate da Confartigianato sono già state accolte. Ora avanti per togliere i visti di conformità sulle compensazioni, l’obbligo fattura elettronica e il POS.
Partito l’iter di discussione del Decreto Fiscale, l’azione preventiva di Confartigianato Imprese Veneto concretizzatasi, il 24 ottobre scorso, con la consegna a 13 parlamentari veneti di tutti gli schieramenti di un documento di 16 proposte “fiscali”, ottiene i primi risultati concreti. Alcuni emendamenti bipartisan di ieri colgono di fatto 4 delle proposte contenute: stop alle sanzioni sullo spesometro, invio annuale e possibilità di cumulare l’invio al Fisco delle mini-fatture (quelle fino a 300 euro). Non solo. Sul fronte Iva si ipotizza un dietrofront del Governo sulla stretta alle detrazioni: dall’obbligo di utilizzo nell’anno introdotto con la manovra correttiva di primavera, tutti i gruppi politici chiedono il ritorno dei due anni entro cui poter sfruttare la detrazione Iva.
Si tratta di modifiche non banali, pensate e progettate in Veneto che porteranno a cospicue riduzioni di oneri per le nostre imprese. La richiesta ad esempio, di pagare l’IVA periodica prima del termine della dichiarazione annuale ridurrà anche del 60% le possibili sanzioni per il ravvedimento. Per non parlare poi dell’invio trimestrale dello spesometro che sarebbe costato alle 130mila imprese artigiane venete quasi 39milioni di euro di maggiori costi per l’adempimento.
L' azione di lobby di Confartigianato non si arresta. 

Tra le priorità:

  1. convincere il Parlamento a ripristinare il diritto alle compensazioni dei crediti verso l’Erario ora oggetto di continue limitazioni imposte nel pieno disprezzo dei diritti del contribuente; 
  2. maggiore chiarezza sui nuovi Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale che hanno sostituito gli studi di settore ed esclusione da ogni forma di accertamento derivante dalla loro applicazione; 
  3. eliminazione degli accertamenti da ISA, dell’obbligo di POS, dei visti di conformità sui crediti, nel caso si introduca l’obbligo della fattura elettronica; 
  4. eliminazione dell’obbligo di dotazione del POS o esclusione per le categorie artigiane che non operano in pubblici esercizi. Solo per citare quelle che ci interessano maggiormente.

Il fisco non può ridursi, per la maggior parte delle imprese ad un crogiolo di ingiustizie e di intasamento burocratico a dispetto dei proclami di semplificazione rimasti sulla carta. L’incidenza dell’evasione fiscale sul PIL è in media del 12 – 13% nel corso degli ultimi 5 periodi di imposta (2011-2015) ne consegue, seppure semplificando grossolanamente, che l’87/88% dei contribuenti viene penalizzato dal restante 12/13%. Un 88% che chiede allo Stato di essere TUTELATO, non PERSEGUITATO

Si registra inoltre il crescere di indeterminatezza delle misure a carico del contribuente, lasciando molti aspetti applicativi a discrezionalità dell’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò sta facendo crescere nel nostro mondo, una voglia di scendere in Piazza.

Confartigianato seguirà con molta attenzione il proseguo della discussione delle proposte al traguardo del Senato riservandosi ulteriori iniziative a sostegno quando l’esame arriverà alla Camera dei Deputati.



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