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DAI FONDI EUROPEI 2014-2020 NUOVE OPPORTUNITÀ PER L'ARTIGIANATO

pubblicato 23 lug 2014, 06:40 da Filippo Fiori   [ aggiornato in data 2 ago 2014, 06:12 ]
Per capire come usufruire delle opportunità che può offrire la nuova programmazione europea appena iniziata, ovvero il ciclo di finanziamenti comunitari nella stagione 2014-2020, è fondamentale avere chiari alcuni elementi che permettono di comprenderne le dinamiche, le caratteristiche e gli obiettivi a tutti i livelli (e i tavoli) coinvolti: comunitario, nazionale, regionale.
È preliminarmente necessario, per comprendere il contesto in cui è nata la nuova programmazione, fare un accenno alla Strategia Europa 2020, presentata nel 2010 dall'Unione europea e finalizzata a sostenere una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva.
Questa strategia si articola in undici obiettivi, che costituiscono i cardini del Quadro Strategico Comune, ovvero lo strumento definito dalla Commissione Europea per assicurare una programmazione strategica coerente di tutti i Fondi strutturali.
Sulla base di tali obiettivi sono dunque elaborati i nuovi programmi operativi regionali finanziati dai Fondi strutturali per il periodo 2014-2020.
A tali obiettivi si sono obbligatoriamente ispirati i governi di ogni paese membro dell’Unione nell'elaborare, tra il 2013 e il 2014, il cosiddetto Accordo di partenariato. L’Accordo di partenariato definisce, a livello di ciascuno Stato membro, i fabbisogni di sviluppo, gli obiettivi tematici della programmazione, i risultati attesi e le azioni da realizzare tramite l’impiego dei fondi strutturali.
Il termine ‘partenariato’ si riferisce al fatto che, per la prima volta in fase di programmazione dei fondi comunitari, sono state coinvolte, appunto in un confronto partenariale, le forze sociali ed economiche e i rappresentanti della società civile.
A seguito del confronto con le parti sedute al tavolo del partenariato, e di successive fasi di interlocuzione con la Commissione che hanno portato a modifiche del testo dell’accordo, l’ultima versione del documento è stata inviata a Bruxelles il 22 aprile 2014. Tale trasmissione ha avviato il negoziato formale per l’approvazione dell’Accordo di Partenariato da parte dell’Organo comunitario, che dovrà avvenire entro il 22 agosto.
All'interno dunque di questa cornice, articolata e dinamica, se non in continuo movimento, si è mossa anche la Regione del Veneto, come tutte le altre regioni italiane, per elaborare il proprio Programma Operativo Regionale a valere sui fondi strutturali quali il FESR e l’FSE, per citare i principali.
Ma la Regione si è mossa in un duplice solco: non solo l’Accordo di partenariato, ma anche il Patto per il Veneto con cui nel 2012 essa stessa, insieme ai principali stakeholder attivi a livello territoriale, aveva definito una strategia di “attacco alla crisi” socio- economica. In tale documento programmatico le priorità individuate erano sei: Impresa, Lavoro e Welfare, Giovani, Ambiente, Territorio e Riforma della PA.
In coerenza con tali priorità e con la concentrazione tematica richiesta dalla Commissione europea, il POR FESR 2014-2020 della Regione Veneto presentato il 16 giugno scorso dall'assessore Ciambetti intende focalizzare la sua strategia su sette assi prioritari (cui si aggiunge l’Asse di Assistenza tecnica), che riprendono gli Obiettivi Tematici previsti dal Regolamento UE n. 1303/2013, in stretta relazione con la Strategia Europa 2020 e in coordinamento e integrazione con il POR FSE e il PSR 2014-2020.
Per quanto concerne i programmi comunitari, gestiti direttamente dalla Commissione europea, Horizon 2020 è sicuramente uno dei più innovativi e più rappresentati mediaticamente.
H2020 finanzia la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico a livello europeo: prevede un sottoprogramma di particolare interesse per le aziende appartenenti al mondo dell'artigianato, il cosiddetto "Strumento PMI", ispirato a simili programmi di sostegno già operativi negli USA e nei Paesi Bassi.
Lo scopo di questa misura, pensata specificamente per le imprese di piccola e media dimensione, è incoraggiare la partecipazione delle PMI al programma e valorizzare il loro potenziale innovativo rendendo i meccanismi di finanziamento più semplici.
Beneficiari sono tutte le piccole e medie imprese, orientate all’internazionalizzazione e in grado di sviluppare un progetto di eccellenza nel campo dell’innovazione, di dimensione europea e ad elevato impatto economico.
E’ previsto che solo le PMI possano partecipare al bando di finanziamento e che il supporto avvenga in tre fasi, a copertura dell’intero ciclo di innovazione.
L’impresa riceve un primo finanziamento per predisporre un’analisi di fattibilità tecnico-scientifica del progetto. Se il progetto dimostra di avere potenziale tecnologico e commerciale, l’impresa riceve un ulteriore finanziamento per svilupparlo fino alla fase di dimostrazione. Il sostegno alla fase di commercializzazione, finanziata con capitali privati, avviene invece indirettamente, tramite accesso agevolato agli strumenti finanziari e misure di gestione e sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale.
I primi dati sulla partecipazione italiana al programma, in termini di numero di progetti presentati, pongono l’Italia in cima alla classifica, seguita dalla Spagna: resta però da vedere, entro un paio di mesi, quanti di questi saranno valutati positivamente e quindi finanziati. La fame e l’interesse non sempre si traducono direttamente in qualità e capacità di convincere la Commissione del potenziale d’impatto del progetto, soprattutto quando eccellenza significa selezione fortissima sulla qualità dei progetti.
Confartigianato Marca Trevigiana sta preparando apposite iniziative e strumenti, prima di tutto per fornire una informazione generale sui finanziamenti possibili (di gestione diretta comunitaria e indiretta affidata alle autorità nazionali e regionali) e poi per consentire alle imprese interessate, possibilmente in gruppi motivati anche da intese di rete, di impostare e costruire le proposte progettuali di partecipazione.
In allegato proponiamo una presentazione a cura del dr. Filippo Fiori (0422 - 433300), a disposizione per ogni necessità, chiarimento, approfondimento su questi temi rilevanti.
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Filippo Fiori,
23 lug 2014, 06:40