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CRESCITA E SVILUPPO: SOSTENUTI SOLO A PAROLE

pubblicato 19 apr 2019, 01:20 da Edi Barbazza
Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Grandi proclami quando a parole si dice di voler ridurre le tasse. Se si entra nel merito dei provvedimenti si ha certezza che nulla o poco è stato fatto e che comunque quanto adottato non ha sortito gli effetti sperati.
Dimostrazione ne è il regime forfettario che ha riscontrato un irrilevante interesse in termini di adozione da parte delle imprese artigiane poichè non conveniente. Solamente il 10 % delle imprese l’hanno applicato.
Il problema è correlato ai coefficienti di forfettizzazione. Per le imprese artigiane pagare il 15% di imposta forfettaria su ben il 67% o anche l'86% dei propri ricavi, rinunciando anche ad ogni forma di detrazione, non è risultato vantaggioso. Molti dei costi sostenuti dalle stesse, ad esempio per l'acquisto dei materiali o il pagamento dei propri dipendenti, andrebbero "persi" e non dedotti dall'utile imponibile. 
Se, come ipotizzato, dovesse aumentare l’Iva le imprese artigiane e le pmi che lavorano sul territorio sarebbero ulteriormente penalizzate.
I livelli dei consumi sono purtroppo terribilmente lontani da quelli del 2008 e la variazione dell’Iva corrisponderebbe ad una loro ulteriore contrazione, i cui effetti sarebbero amplificati dall’accentuazione del fenomeno del sommerso. Quella ripresa in parte accennata e assaporata nel 2018 andrebbe vanificata.
Stiamo creando un debito per provvedimenti che favoriscono l’assistenzialismo piuttosto che la crescita. Tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo e il sostegno alla competitività non si vede ancora all’orizzonte. Mi riferisco a infrastrutture materiali e immateriali , TAV, reale semplificazione e sostegno al lavoro vero
Siamo al paradosso che ciò che genera debito (reddito di cittadinanza e quota 100) si è tradotto in concretezza mentre ciò che potrebbe generare ricchezza non prende forma, è limitato agli annunci.

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