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CORONAVIRUS - INCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO BARETTA

pubblicato 10 mar 2020, 05:58 da Edi Barbazza

Si è tenuto venerdì 6 marzo, un confronto tra Confartigianato Imprese Veneto ed il sottosegretraio all’economia Pier Paolo Baretta. Un’ora e mezza di confronto tra Confartigianato Imprese Veneto, presenti il Presidente regionale Agostino Bonomo, il direttore Sergio Maset ed i due Presidenti di Venezia e Treviso Salvatore Mazzocca e Vendemiano Sartor, ed il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta durante il quale si è discusso di criticità, proposte di intervento e fatto il punto della situazione di una emergenza, quella da coronavirus, che di giorno in giorno presenta un conto economico crescente. 

Per tutto il territorio della Regione Veneto bisogna: 
1 - estendere le sospensioni dei versamenti, ritenute, contributi e premi attualmente previsti per il settore turistico-alberghiero anche alle imprese direttamente correlate quali gli Autobus Operator, i Taxi e gli NCC; 
2 - estendere la cassa integrazione in deroga ai datori di lavoro di lavoratori a domicilio e i dipendenti di datori di lavoro artigiani con sostanziale mono-committenza, compresi gli edili ed affini; 
3 - ampliare a tre mesi la cassa integrazione in deroga; 
4 - prevedere l’indennità ai lavoratori autonomi, per un importo almeno analogo a quanto previsto per i dipendenti, condizionato a indicatori che evidenzino l’emergere della situazione di crisi per la singola impresa e all’andamento del settore; 
5 - prevedere una sospensione temporanea dell’applicazione del rating creditizio per le imprese che sono andate incontro ad un peggioramento della classe di merito e inoltre apertura di linee di finanziamento dedicato alla crisi di liquidità aziendale valutando strumenti per allentare o compartecipare agli obblighi di accantonamento patrimoniale del sistema del credito in relazioni a tali linee di finanziamento; 
6 - prevedere il ristoro delle spese sostenute da parte delle imprese per la partecipazione a fiere o iniziative commerciali cancellate o posticipate. 
7 - Inoltre l’esclusione da liste selettive di controllo in materia di ISA, per l'anno 2020, per le imprese con diminuzione di ricavi oggettivamente dimostrabili e riferibili agli effetti della crisi. 
8 - E sempre per quelle attività la cui situazione di difficoltà si dimostri oggettivamente riconducibile alla crisi: sospensione del versamento del primo acconto IRPEF, IRES, IRAP e contributi previdenziali per il periodo d'imposta 2020, in scadenza al 30 06 2020 e conseguente possibilità di versamento entro il 30 novembre 2020 favorendo così l’applicazione del metodo di calcolo "previsionale"; 
9 - possibilità di dilazione del versamento dei contributi previdenziali trimestrali dell’artigiano con possibile rateizzazione; infine slittamento dell’attivazione OCRI. 

Sono queste in estrema sintesi le proposte messe sul tavolo dal Presidente Bonomo che ha anche sottolineato come “il filo conduttore di tutti gli aiuti/ristori che verranno messi in atto dovrà essere il sostegno ad attività che hanno subito veramente un impatto negativo dal diffondersi del coronavirus, affinché le risorse vadano a sostenere le imprese effettivamente colpite e non ci sia spazio per i furbi. “E’ importante -ha proseguito Bonomo- nella previsione di una dinamica recessiva, che si pensi si all’immediato, ad esempio con delle detrazioni per consumi con forte effetto moltiplicativo sul PIL, ma anche in prospettiva a trasformare questa grave criticità in uno stimolo a modernizzare il nostro sistema economico e sociale. 
Dobbiamo prepararci al futuro. Promuovendo ad esempio un accordo Europeo per il recepimento accelerato delle politiche del Green Deal e digitalizzazione, ripensando le filiere con misure di reshoring con super ammortamento per investimenti, snellendo ed accelerando iter autorizzativi connessi a programmi di investimento in ambito produttivo, attuando progetti già autorizzati in materia di infrastrutture e manutenzioni edilizia pubblica, anche riproponendo i contributi per gli interventi di manutenzione degli edifici e infrastrutture nei comuni più piccoli (sotto i 20mila abitanti) che tanto successo ha riscosso lo scorso anno”. “Abbiamo apprezzato -ha concluso- l’intensa opera di consultazione messa in campo dal Governo. Ci auguriamo rimanga aperto e costante il livello di confronto con autonomie territoriali e le rappresentanze di impresa poiché la situazione è in continua evoluzione con cambiamenti repentini che necessitano di una capacità di risposta rapida ed efficace. Si tratta di contrastare il duro colpo che l’infezione da coronavirus infliggerà all’immagine dell’Italia e del Made in Italy con ripercussioni non soltanto sul nostro export ma anche su fattori più prettamente interni come sta già accadendo per l’annullamento e riprogrammazione sine die delle più importanti fiere e che sta comportando anche ripercussioni sull’indotto a queste collegato”. 

“Il Governo -ha affermato il Sottosegretario Pier Paolo Baretta- ha aperto un confronto che resterà costante sino a fine emergenza, in particolare con le Organizzazioni come Confartigianato che hanno il polso della situazione reale e ci possono aiutare ad individuare gli impegni più importanti e dove destinarli. Le proposte sono tutte di buon senso. Il nuovo decreto previsto per la prossima settimana conterrà un numero consistente di misure a sostegno dell'economia. Stiamo affrontando una situazione inedita di crisi sanitaria sconosciuta con risvolti economici gravissimi. E proprio per questo abbiamo impostato un programma modulare. La situazione che stiamo vivendo -ha proseguito- è talmente diversa ed in evoluzione che prevediamo di approvare, se ce ne sarà bisogno, un decreto a settimana che, grazie anche al rapporto con le categorie e il mondo scientifico, affronti di volta in volta le emergenze che saremo chiamati a contrastare. Abbiamo già messo “in sicurezza” le attività delle zone rosse, ora ci concentriamo sui territori più coinvolti ed i settori più colpiti. Condivido con voi -ha concluso- che la grande sfida è pensare anche a provvedimenti di medio lungo periodo che accompagnino il Paese verso un nuovo modello di sviluppo più green e meno dipendente da paesi lontani, tanto per cominciare. E sono contento che a vederla in questo modo sia chi rappresenta le micro e piccole imprese perché sono convinto che il futuro dell’Italia sia per tre quarti nelle mani di questi imprenditori”.
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