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CONFARTIGIANATO IMPRESE MARCA TREVIGIANA E COMUNI: PROPOSTE DI CONFRONTO

pubblicato 18 mag 2017, 01:30 da Edi Barbazza
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha incontrato nella serata di mercoledì 17 maggio, i rappresentanti comunali della struttura associativa ai quali è affidato il ruolo di testimonianza e portavoce del sistema presso le 95 realtà comunali,  per evidenziare alcune priorità sociali ed economiche, ritenute di importanza strategica per il benessere della comunità e la crescita economica dei territori. 
Nel corso della riunione, molto partecipata, sono stati illustrati dal presidente provinciale Vendemiano Sartor gli ambiti sui quali intervenire per la creazione di una piattaforma comune sulla quale agire di concerto con le Amministrazioni, oltre a un dossier che riporta un quadro di sintesi dell'associazionismo intercomunale.
“La nostra Associazione- ha evidenziato il presidente Vendemiano Sartor- rappresentando oltre 11mila impresa, ha la responsabilità di  promuovere e mantenere il confronto  con gli amministratori, che deve essere  generativo di proposte e innovazione per rafforzare la capacità di agire e concorrere alla crescita e al benessere delle comunità.”
“La nostra attenzione – ha continuato Sartor- si focalizza su alcuni fenomeni che richiedono e richiederanno uno sforzo di progettualità tra e con le Amministrazioni locali, chiamate più che in passato a collaborare tra di loro: perché i fenomeni in atto attraversano e superano i confini amministrativi e perché trovarvi delle risposte efficaci richiede una riorganizzazione dell’agire amministrativo attraverso anche una maggiore efficienza nella spesa pubblica. L’intensità con la quale ci rivolgiamo al tema della gestione associata di funzioni e servizi non è evidentemente quella di perseguire in sé e per sé l’efficienza contabile, ma quella della ricerca di formule di innovazione istituzionale attraverso le quali attrezzarsi rispetto alle sfide poste da una società sempre più complessa e da un sistema produttivo-sociale al centro di profonde trasformazioni.”
Nello specifico quattro sono gli assi su cui poggia la proposta di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana che l’Associazione presenterà  a tutti i sindaci, all’indomani delle prossime elezioni amministrative, nel corso di un incontro loro riservato al fine di condividerla:
1) affinché le imprese possano essere competitive e concorrenziali, deve esserlo anche l’ecosistema produttivo e amministrativo all’interno delle quali esse operano. L’interesse comune deve portare ad elaborare delle strategie di gestione di problematiche locali che potrebbero, se non governate, trasformarsi in diseconomie, problemi di sicurezza, degrado ambientale e territoriale. Il riferimento principale è ovviamente alle aree artigianali e industriali nelle quali insistono immobili produttivi inutilizzati, così come a quegli immobili inseriti all’interno dei tessuti urbani, adibiti in precedenza ad attività commerciali o artigianali e ora vuoti.
In questa prospettiva è fondamentale adottare delle pratiche di confronto costante e informato tra le amministrazioni e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana  per ciò che riguarda la semplificazione delle procedure burocratiche, la fiscalità (Imu, Tasi, Tari) e le tariffe per i servizi territoriali (rifiuti in primis) e la progettazione urbana. E’ auspicabile che vengano definite politiche di riordino territoriale che prevedano una fiscalità sovracomunale che ottimizzi servizi e assicuri introiti; 
2) bisogna intervenire sui giovani e per farlo è necessario lavorare per consentire loro di avere fiducia nel futuro anche attraverso l’adeguamento dei percorsi scolastici alle esigenze delle imprese e quindi del mercato e l’alternanza scuola-lavoro davvero funzionali all’inserimento nel lavoro; 
3) bisogna costruire una società che consenta agli anziani di realizzare un invecchiamento attivo, anche attraverso innovazione sociale e tecnologica: In Veneto, già tra 10 anni più di 1 persona su 4 avrà almeno 65 anni (26% nel 2027, contro il 22% attuale). E’ fondamentale lavorare insieme su soluzioni e azioni da mettere in atto per dare risposta a una società in invecchiamento, all’interno della quale si rifiuta con ragione una prospettiva di declino, e in cui i ritirati dal lavoro intendono mantenersi attivi dal punto di vista culturale, sociale ed economico;
4) far evolvere gli enti locali in direzione di un assetto di governance che consenta maggiore efficienza ed efficacia
“Riteniamo doveroso – ha precisato il presidente Sartor-  riportare alla ribalta il tema dell’associazionismo tra enti locali e in particolare la realizzazione di unioni di comuni. Una simulazione effettuata su dati di spesa comunale ipotizzando la realizzazione di Unioni di Comuni corrispondenti ai Mandamenti della nostra associazione, ha consentito di stimare un ammontare di risorse liberabili che corrisponde, per l’intera provincia di Treviso, a circa 35 milioni di euro l’anno.
Bisogna però purtroppo constatare che le politiche sino ad ora messe in atto per promuovere l’associazionismo intercomunale non hanno sortito nella provincia di Treviso risultati di rilievo. Ad oggi l’unica Unione di Comuni in provincia di Treviso attiva è quella istituita e realizzata a tra Loria, Riese Pio X, Vedelago e Resana. 
Si è invece assistito a un proliferare di forme associative in convenzione, che tuttavia non consentono di evolvere verso una governance di area vasta dei servizi comunali. Oggi diversi comuni stanno portando avanti dei processi per valutare la fattibilità di realizzazione di unioni di comuni: si tratta di 19 comuni in relazione a 3 ipotesi di unione. Queste percorsi verranno da noi sostenuti con convinzione. Si tratta infatti di prendere atto di come tutta una serie di attività e funzioni cui sono chiamati i comuni - il turismo, la gestione del territorio, la programmazione delle aree industriali, la programmazione dei servizi di trasporto, le infrastrutture, la sicurezza, i servizi sociali -  richiedono un coordinamento tra enti locali e questo è possibile solo all’interno di un contesto culturalmente, politicamente e organizzativamente preparato al dialogo e all’azione interistituzionale.”

L’auspicio è che queste e nuove iniziative di associazionismo intercomunale possano realizzarsi in maniera diffusa e non per mera convenienza di breve periodo. Questo perché da un lato una gestione associata è in grado di distribuire e quindi di ridurre la spesa per il mero funzionamento della macchina amministrativa comunale, dall’altro perché consente di liberare risorse per la realizzazione di progetti che abbiano come obiettivo il ben-essere delle comunità locali e il rafforzamento dell’ecosistema produttivo.

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