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COME TRADURRE LE OPPORTUNITA’ DEL PIANO “INDUSTRIA 4.0” IN PROGETTI CONCRETI DI INNOVAZIONE PER LE IMPRESE ARTIGIANE

pubblicato 17 nov 2017, 03:11 da Edi Barbazza
Nel corso di quest’anno uno dei temi che ha connotato gli appuntamenti promossi da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è stato quello di ‘Industria 4.0”, trainato dal piano di incentivi messo a punto dal Governo che ha destato  l’interesse degli imprenditori per l’introduzione nelle proprie imprese di tecnologie innovative, con particolare riferimento all’automazione digitale.
La materia è stata al centro dei primi due seminari svoltisi nel mese di novembre, attuati in collaborazione con t2i, centro  di trasferimento tecnologico e digital innovation hub riconosciuto dalla Commissione Europea, ai quali hanno preso parte imprenditori operanti nei settori della meccanica e degli impianti.




SIMULAZIONE NUMERICA E STAMPAGGIO 3D e  INTERNET OF THINGS PER L’INNOVAZIONE DI PRODOTTO i titoli degli incontri che hanno visto, dopo una breve introduzione, interventi tecnici finalizzati all’illustrazione dello stato dell’arte delle tecnologie disponibili sul mercato e le loro traiettorie di sviluppo future. A supporto e ad esempio dell’implementazione in azienda di questi strumenti sono state portate le testimonianze di imprenditori, titolari di piccole imprese, che hanno attuato investimenti significativi in questi ambiti traendo importanti benefici dalla modernizzazione dei processi produttivi.

“La possibilità per le nostre imprese – precisa Vendemiano Sartor , presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - di sfruttare il potenziale di ‘Industria 4.0’ non passa semplicemente per l’adozione di nuove soluzioni hardware/software, ma necessita di sviluppare la capacità di definire applicazioni innovative all’interno delle nostre specializzazioni manifatturiere. Per poter compiere questo salto, per realizzare questo connubio, è fondamentale conoscere le tecnologie disponibili ed esplorarne le applicazioni possibili, magari partendo dalle soluzioni già implementate nelle realtà che hanno già iniziato questo percorso, cercando di immaginarne al contempo l’evoluzione e gli sviluppi che potranno caratterizzarle nei prossimi anni.”
“È il percorso da compiere – continua Sartor - perché il paradigma tedesco di ‘Industrie 4.0’ possa trovare felice traduzione nel tessuto economico trevigiano in ‘Artigianato 4.0’. Un approccio  che si basa su una nuova integrazione e complementarietà tra uomini e macchine, e offre l’opportunità di far diventare il lavoro umano sempre meno operaio e sempre più artigianale, ovvero legato alla capacità di lavorare alzando costantemente l’asticella della qualità e dando espressione e valorizzazione a un saper fare unico e irriproducibile. Il ‘lavoro sporco’, ovvero gli aspetti più ripetitivi, può essere così demandato alle macchine, che possono altresì offrire il vantaggio di garantire una elevata flessibilità produttiva.”

Nella prima metà del mesi di dicembre sono fissati gli altri due workshop dedicati alla robotica per il settore della meccanica, chimica/gomma/plastica, legno e alla tracciabilità per quanto attiene ai comparti agro alimentare e fashion.

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