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BANCHE POPOLARI:QUALE FUTURO?

pubblicato 27 ott 2016, 06:28 da Edi Barbazza
I presidenti di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo, e Renzo Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, firmano assieme una lettera indirizzata ai presidenti di Banca Popolare Vicenza, Gianni Mion, e di Veneto Banca, Beniamino Anselmi, per esprimere la loro preoccupazione circa il futuro dei due istituti di credito.
Sia pure consci della presenza del Fondo Atlante, Bonomo e Sartori sottolineano: “Le imprese che rappresentiamo, nei loro rapporti e affidamenti con le due banche, non hanno chiarezza di continuità e prospettiva. Le stesse nostre associazioni, al di là di iniziative che vengono loro proposte per tornare a fidelizzare la clientela, non hanno visibilità sulle intenzioni degli istituti, non hanno percezione di una visione strategica, non ricavano idea di futuro. Anche le recentissime aperture a ipotesi di fusione tra le due banche, che comprendiamo essere tra le soluzioni possibili, non sono di per sé la soluzione. Unendo problemi, per la parte in cui tali sono, non si risolvono le cose”.
“Sino a oggi abbiamo avuto occasione di uno scambio di vedute solo con gli esponenti di Popolare Vicentina - continuano Bonomo e Sartori -, cui è seguita fra l’altro una iniziativa di positivo supporto, da parte del nostro sistema Confidi (Artigianfidi Vicenza, Consorzio Veneto Garanzie, Cofidi Veneziano, Neafidi) nei confronti di entrambi gli Istituti”.
Ma, proseguono i presidenti di Confartigianato Vicenza e Marca Trevigiana, “ci sono aspetti, nel merito del rapporto con le imprese, che dovrebbero avere un tavolo di confronto tecnico, per quanto ci riguarda anche unificato. Pensiamo non sia difficile comprendere che, senza una evidenza di nuovo orizzonte, la fiducia venuta meno, con le ben note gravi conseguenze, non si recupera con una normale manutenzione di rapporti o con il continuo stillicidio di annunci, talvolta contradditori, che leggiamo sulla stampa. Anche la recente richiesta del Presidente della Regione Veneto di dichiarare se vogliamo o meno una banca di territorio veneto non può, per i motivi sopra riportati, avere seguito pratico e credibile”.
Conclude perciò la lettera: “Le nostre associazioni, sia da sole che nell’ambito del recente format interassociativo denominato #ARSENALE2022, si sono interrogate in tema di credito e finanza a supporto delle imprese venete e, con l’apporto di Ca’ Foscari, hanno individuato possibili iniziative, sia di carattere generale che di misure più puntuali”. E sono naturalmente disponibili a illustrarle ai vertici delle due banche.

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