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ALERT BREXIT PER LE ESPORTAZIONI MADE IN TREVISO

pubblicato 23 giu 2016, 05:47 da Edi Barbazza
A 24 ore dal “remain or leave”, il referendum con cui i cittadini del Regno Unito voteranno per la loro permanenza all’Unione europea, Renzo Sartori presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana lancia l’allarme: “l’Inghilterra è il terzo mercato di sbocco della nostra Regione, una sua uscita dalla UE mette a serio rischio 3,5 miliardi di esportazioni annue (dato 2015), in crescita costante negli ultimi due anni (1,5% anche nel primo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Treviso è in testa alle 7 province con 912.634.693 euro, il 26.5% del totale complessivo regionale. 
Con la Brexit si sposterebbe il baricentro del made in Veneto. Attualmente le esportazioni della nostra regione sono per la maggioranza (60,5%) destinate nei 28 Paesi dell’Ue; con la vittoria dei “leave”, la quota di made in Veneto destinata ai Paesi extra Ue passerebbe dall’attuale 39,5% al 45,3% sommandosi il 5,8% del Regno Unito.
Negli ultimi dodici mesi (aprile 2015-marzo 2016) abbiamo esportato nel Regno Unito beni e servizi per 3.460 milioni di euro. La nostra quota di mercato è in costante espansione. i settori con maggiori vendite sono quello delle Macchine ed apparecchi NCA con 523 milioni di euro esportati nel 2015, seguito dalle bevande (vino in particolare) con 399 milioni e da Prodotti di altre industrie manifatturiere con 297 milioni, Articoli in Pelle con 251 milioni e mezzo, e l’Abbigliamento con 266 milioni. Questi primi cinque settori rappresentano oltre la metà delle nostre esportazioni oltre Manica (51,6%).
Sulla base delle valutazioni dell’Ocse (2016), che individuano l’impatto della Brexit sulla domanda di importazioni pari al 9,4% per i beni intermedi e al 9,7% per i beni di consumo, si stima che la vittoria dei “leave” domani determini 727 milioni di euro di minori esportazioni italiane nei settori a maggiore concentrazione di Micro e Piccola Impresa.
“Un rischio che colpirebbe soprattutto il Nord Est –continua Sartori-. L’analisi per territorio mostra che la regione con la maggiore esposizione nei settori di MPI sul mercato del Regno Unito – valutata come incidenza percentuale delle esportazioni manifatturiere dei settori a più alta concentrazione di MPI sul valore aggiunto del territorio – è il Friuli-Venezia Giulia con l’1,22%, media nazionale dello 0,52%, seguito dal Veneto con l’1,12%, dalla Toscana con lo 0,96% e dall’Emilia-Romagna con lo 0,94%. Ma non solo, ben tre delle sette provincie venete rientrano tra le prime dieci per esposizione che sono: Belluno con l’export di MPI sul valore aggiunto regionale pari al 3,93%, seguita da Pordenone con il 2,64%, Gorizia con il 2,58%, Reggio Emilia con il 2,41%, Piacenza con il 2,35%, Prato con il 2,19%, Treviso con il 2,01%, Vercelli con l’1,78%, Vicenza con l’1,71% e Salerno con l’1,70%.

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