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14 CORONAVIRUS - DECRETO LIQUIDITA'

pubblicato 9 apr 2020, 04:01 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 9 apr 2020, 06:46 ]

Le norme per l’accesso al credito e quelle per consentire la continuità delle attività imprenditoriali, con impatti notevoli sul codice d’impresa e sul diritto fallimentare. 
Sono due dei sei capitoli del Decreto Imprese (CONSULTABILE E SCARICABILE CLICCANDO QUI) che è stato pubblicato nella notte tra mercoledì e giovedì in Gazzetta Ufficiale.
Il decreto è suddiviso in sei capitoli e cambia le norme anche per «golden power» (ovvero la protezione rispetto a scalate e operazioni transnazionali delle aziende strategiche per lo Stato), scadenze fiscali con la moratoria di tasse e contributi, proroga dei termini processuali e altre disposizioni in materia di salute e lavoro.

I prestiti garantiti dallo Stato
Il meccanismo di garanzie statali per i prestiti alle imprese si avvale di 400 miliardi di euro che dovranno assicurare liquidità alle imprese in difficoltà a seguito dell’emergenza coronavirus. Il provvedimento anticipa quello che sarà il vero decreto di aprile, che verrà varato entro la metà del mese e che metterà in campo 15 miliardi di aiuti per lavoratori (anche autonomi) e famiglie.

Le banche e la circolare operativa dell’Abi
Le banche si sono rese immediatamente operative rispetto ai dettami del nuovo decreto grazie a una circolare pubblicata e trasmessa dall’Abi, l’Associazione delle banche italiane.

Dl imprese: su finanziamenti garantiti solo costi istruttoria
Tra le varie norme del decreto imprese, l’Abi indica che le banche possono applicare ai finanziamenti che godono della garanzia del Fondo centrale per le pmi «un tasso di interesse, nel caso di garanzia diretta o un premio complessivo di garanzia, nel caso di riassicurazione, che tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria».

Prestiti finalizzati ad attività in Italia
Niente dividendi e riacquisto di azioni proprie per un anno e l’ obbligo di destinare il finanziamento per costi del personale e investimenti di attività localizzate in Italia. Sono i due principali paletti di accesso al credito garantito previsti dal «dl Imprese». Meno vincolante la norma sul lavoro: «L’impresa che beneficia della garanzia assume l’impegno a gestire i livelli occupazionale attraverso accordi sindacali». Vengono poi sterilizzate le commissioni che si possono limitare al recupero dei costi ed essere inferiori ai prestiti senza garanzia.

Stop per tutti i processi fino all' 11 maggio
Lo stop ai procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, fissato dal Cura Italia al 15 aprile, viene differito all’11 maggio. Lo prevede il decreto Imprese, che ha efficacia anche sulle commissioni tributarie, magistratura militare e Corte dei Conti. Le norme non si applicano ai procedimenti penali i cui termini scadono nei sei mesi successivi all’11 maggio. Per i processi amministrativi la proroga è dal 16 aprile al 3 maggio incluso ma con esclusivo riferimento alla notifica dei ricorsi.

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