SALA STAMPA‎ > ‎

Notizie Eventi


APPALTI: PRECEDENZA ALLE IMPRESE LOCALI E NESSUN AUMENTO DELLA FISCALITA'

pubblicato 13 feb 2019, 02:33 da Edi Barbazza


87 le lettere inviate, a firma del presidente provinciale e dei sei presidenti delle associazioni mandamentali, ai sindaci dei Comuni della Marca con meno di 20mila abitanti, destinatari degli stanziamenti previsti dalla legge di stabilità per interventi volti alla messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. 
La Finanziaria 2019 assegna alle Amministrazioni comunali contributi che variano dai 40mila ai 100mila euro, in base alla dimensione, da investire in opere di manutenzione con un univo vincolo: avviare i lavori entro il 15 maggio.
Da qui l’appello del sistema Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ai primi cittadini affinché tengano in debita considerazione le aziende del territorio.

“Non possiamo che essere favorevoli – spiega Vendemiano Sartor, presidente dell’Associazione che rappresenta circa 11mila imprese artigiane e pmi -  rispetto a questa occasione riservata ai Comuni che da un lato consente di investire in sicurezza, un tema per noi prioritario, e dall’altro può concorrere a riattivare la filiera delle costruzioni. Le risorse spendibili si traducono in opportunità di lavoro per molte aziende, con ricadute importanti per i nostri territori in termini di attrattività e di creazione di occupazione, di posti di lavoro. Presteremo attenzione affinché gli appalti siano a km zero.”“Contiamo che i nostri Sindaci – prosegue Sartor- colgano questa occasione considerato che l’aggiudicazione dei lavori, a seguito della modifica del codice degli appalti, prevede l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto, da 40 a 150mila euro, facilitando la partecipazione delle micro e piccole imprese. Un invito che vale anche per gli affidamenti che fanno leva su altre risorse, su altri capitoli di spesa. Oltre a riconfermare la nostra disponibilità a collaborare nei territori per avviare e dare continuità a sinergie virtuose, siamo pronti a confrontarci con l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana per ricercare delle modalità che snelliscano il più possibile gli iter burocratici, per tradurre in realtà delle potenziali opportunità.”
“Ho inoltre invitato, congiuntamente ai colleghi presidenti mandamentali – conclude Vendemiano Sartor – tutti gli amministratori, inclusi quelli dei comuni di Treviso, Mogliano, Paese, Conegliano, Castelfranco, Montebelluna, Oderzo, Vittorio Veneto a non intervenire  sui  coefficienti  della  fiscalità  locale.  Abbiamo loro richiesto di non prevedere alcun aggravio del carico fiscale per  le imprese, anzi, qualora fosse possibile, li abbiamo sollecitati a intervenire per delle riduzioni della aliquote onde evitare che un ulteriore aumento della pressione fiscale freni lo spirito dell’intraprendere portando all’abbandono dell’attività d’impresa, in questo periodo che già risente di un rallentamento della crescita.”

INPS: L'ORGANICO VA POTENZIATO

pubblicato 5 feb 2019, 05:15 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 5 feb 2019, 06:10 ]

Di Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana 

“Le nostre imprese, che necessitano di tempestività nelle risposte, pena pesanti sanzioni, reclami, contenziosi  rischiano di essere penalizzate dall’aggravio del carico di attività cui è sottoposto l’INPS a seguito dell’introduzione delle nuove misure previdenziali e assistenziali nella legge di Stabilità: Quota 100, riscatto della laurea, reddito di cittadinanza. Solo alcuni dei provvedimenti dell’ultima ora che si vanno ad aggiungere alla corposa mole di pratiche che L’INPS già gestisce. 
La nostra preoccupazione è più che fondata: il numero di imprese che “gravano” su ogni dipendente INPS in provincia di Treviso sono 397.5, quasi un centinaio in più rispetto a quelle venete (306) e poco meno del doppio rispetto a quelle nazionale(240). E la situazione di disagio aumenta se si analizza il rapporto dipendenti e  imprese artigiane: 114 nella Marca per ogni addetto, 80 in Veneto, e 52 in Italia. Oppure con il numero degli occupati 1.965 nella nostra provincia, 1332 nella nostra regione e solo 908 in Italia. Se è vero che la competitività delle imprese dipende anche dalle pubbliche amministrazioni che ne regolamentano l'attività, forse sarebbe opportuno che istituti come l’INPS adattassero il loro organico territoriale rispetto alle esigenze piuttosto che sulla base di altri criteri”. 

A manifestare questo disagio è Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana commentando i dati di una analisi dell’ufficio studi della Federazione che ha elaborato i contenuti del Rendiconto Sociale 2018 dell’Istituto di Previdenza.

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per consolidare e rafforzare la fattiva collaborazione esistente con l’INPS di Treviso, alla fine del 2017 ha siglato con l’Istituto un protocollo per rendere più snelle,  meno complesse e più efficaci le procedure per le imprese associate.
L’intesa ha portato alla definizione di un canale dedicato alla trattazione di istanze o richieste tramite cassetto informatico bidirezionale; a garantire, entro 10 giorni, un riscontro alle comunicazioni telematiche inoltrate dalle imprese per il tramite dell’Associazione; a dedicare a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana uno sportello, in un giorno fisso della settimana, per la verifica di singole posizioni contributive, del corretto inquadramento dell’attività artigiana, della corretta gestione di sgravi contributivi per assunzioni agevolate e del costo contributivo durante i periodi di cassa integrazione, nonché la consulenza ai fini del raggiungimento del traguardo pensionistico per i singoli artigiani e loro collaboratori familiari.
Questioni ordinarie e quotidiane che le aziende dovrebbero risolvere nello scambio informatico sul cassetto previdenziale INPS,   ma la cui complessità, derivante da costanti novità legislative, richiede scambi e confronti puntuali tra operatori dell’istituto e dell’associazione per ricostruire la soluzioni più corretta.
L’Associazione dal canto suo è impegnata a rispondere entro 30 giorni lavorativi dalla ricezione di una comunicazione, all’Istituto; a sensibilizzare e informare i propri associati sulle sanzioni derivanti dalla violazione delle leggi e sui benefici conseguenti agli adempimenti contributivi; sull’importanza del rispetto delle regole ai fini della corretta competizione tra imprese sul costo del lavoro.

“È fondamentale – continua Sartor - per dare continuità a questa virtuosa sinergia disporre di una struttura adeguata al bacino d’utenza: gli imprenditori necessitano di soluzioni immediate su problematiche crescenti di carattere burocratico dovute al legislatore che, con l’introduzione di nuovi incentivi per le assunzioni, riforme degli ammortizzatori sociali e del sistema pensionistico, assegna all’INPS e alla sua piattaforma informatica un crescente numero di funzioni e alle imprese una mole di adempimenti la cui tempestiva correttezza applicativa ne condiziona la competitività. Basti pensare  agli effetti negativi di un Documento Unico di Regolarità Contributiva, non regolare ai fini dell’accesso all’assegnazione di gare o appalti.”

“Mentre si discute di come realizzare un diverso federalismo – conclude Sartor - e quindi una maggiore autonomia veneta, questa per essere vera non può fare a meno di una più corretta distribuzione dell’amministrazione pubblica rispetto a due variabili chiave: popolazione e imprese.”

OPERATIVO UNO SPORTELLO DEL PATRONATO A MOGLIANO VENETO

pubblicato 1 feb 2019, 08:07 da Edi Barbazza

Per avere risposte tempestive e puntuali sulle recenti novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2019: quota 100, riscatto della laurea, opzione donna oltre che su tematiche previdenziali, pensionistiche, sanitarie e socio-assistenziali apre a Mogliano Veneto un nuovo sportello del Patronato Inapa di Confartigianato. 

Gli uffici saranno attivi e a disposizione di imprenditori, lavoratori e cittadini tutti i martedì mattina a partire dal 5 FEBBRAIO nella sede di Confartigianto Imprese Treviso in Via degli Alpini, 4. Si allarga così l’offerta di servizi di Inapa, l'ente promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per l'assistenza e la tutela della categoria artigiana e dei cittadini nel campo della sicurezza sociale e del lavoro, della previdenza e dell'assistenza.

Lo sportello di Mogliano offre una vasta gamma di servizi di carattere previdenziale, assicurativo ed assistenziale, sia in fase ordinaria che in fase di contenzioso amministrativo, medico e legale,  che vanno dalla pensione di anzianità al confronto “Fornero” e “Quota 100”, passando per la pensione vecchiaia, di invalidità, quella riservata ai superstiti  e agli assegni sociali e ancora ai supplementi di pensione, alle richiesta invalidità civile e alle ricostituzioni per reddito. 

Il Patronato INAPA assicura consulenze personalizzate a artigiani, commercianti, coltivatori diretti, professionisti, lavoratori, dipendenti e familiari  relativamente alla situazione pensionistica attraverso il controllo puntuale dei contributi versati come lavorate autonomo o dipendente, l’accredito dei contributi figurativi, esempio il servizio militare e la maternità, i versamenti volontari, i riscatti e le ricongiunzioni contributive, la Naspi e la previdenza complementare. L'INAPA provvede all'espletamento di ogni pratica di carattere previdenziale, assicurativo ed assistenziale

Per fissare un appuntamento contattare lo 041.5900644.


RIFORMA CRISI D'IMPRESA

pubblicato 28 gen 2019, 02:56 da Edi Barbazza

di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Se il Veneto con le sue oltre 3.100 imprese artigiane è la 2° regione più penalizzata d’Italia, dopo Lombardia con 16,3% delle aziende coinvolte, le 636 srl artigiane trevigiane sono le seconde su scala regionale, dopo quelle vicentine, a dover sopportate dei costi terribilmente significativi per dare seguito a tutte le novità relative alla riforma delle procedure fallimentare, ovvero 3.666.879 euro. Essendo una variazione imposta sarebbe legittimo che la stessa fosse a costo zero per le imprese.

L’approvazione del decreto legislativo che recepisce il contenuto della legge delega 155/2017, contenente l’intera riforma delle procedure fallimentari, avvenuta il 10 gennaio scorso in Consiglio dei Ministri –in attesa solo della pubblicazione in Gazzetta– introduce, tra le tante novità, delle modifiche al codice civile che penalizzeranno migliaia di aziende artigiane a responsabilità limitata già a partire da quest’anno. Sono infatti oltre 3.100 le srl artigiane Venete, seconda regione più penalizzata dopo la Lombardia con il 16,3% del totale imprese coinvolte -due terzi delle quali manifatturiere- di cui 636 trevigiane, che saranno obbligate a dotarsi di un collegio sindacale o del revisore e di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale con un aumento di costi che stimiamo complessivamente attorno ai 18 milioni di euro l’anno, di cui oltre 3.660.000 sborsati dalla Marca”. 
A nulla sono valse le nostre puntuali e precise richieste di delimitare con certezza l’ambito applicativo e di escludere “i piccoli” dai nuovi obblighi che, per altro, penalizzano proprio quelle imprese che nella Marca sono in straordinaria crescita: +1400% in meno di 20 anni. Come non sono state ascoltate le nostre richieste di un periodo di transizione di 5 anni come avviene nel resto d’Europa in barba ai principi dello Small Business Act e contro tutti i participi di semplificazione tanto sbandierati da questo Governo.


Il positivo intento del legislatore che muoveva dalla volontà di far emergere, prima che sia troppo tardi, una situazione di crisi dell’impresa, evitando così che la stessa arrivi all’insolvenza cronica a danno delle imprese fornitrici, alla rimarcata responsabilità che impone agli amministratori, sempre a tutela degli interessi dei terzi si è tradotto anche in questo caso in un aggravio di adempimenti e  costi per le imprese.

La riforma introduce delle modifiche al codice civile che già a partire da quest’anno (dopo 30 gg dalla pubblicazione) obbligheranno molte piccole imprese a dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale. Il primo sospetto è che l’applicazione pratica di questo (ancora un po’ fumoso) diktat significhi, anche per le società di persone, sostenere nuovi costi di gestione. 
Altro aspetto delicato e dagli esiti dirompenti riguarda i nuovi limiti che, superati i quali, imporranno alle srl di nominare un organo di controllo. Se per due anni consecutivi (per quest’anno i bilanci 2017 e 2018) si supererà anche solo uno dei nuovi paletti previsti dall’art. 2477 del codice civile, la società dovrà dotarsi del collegio sindacale o del revisore.
In particolare, le soglie previste sono: 2 milioni di attivo patrimoniale, 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni, 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio. In caso di superamento, si deve procedere alla nomina entro 9 mesi dalla data di pubblicazione del decreto. Pertanto, per le srl, i giochi sono fatti e l’ampiezza della platea interessata dipenderà soprattutto dall’esiguo numero di dipendenti previsto. Ciò provocherà un aumento dei costi per le aziende anche di 4-5mila euro l’anno.

Pur condividendo la volontà di incentivare una gestione più oculata delle imprese, è innegabile che ciò provocherà un aumento di costi per le aziende anche di 4-5 mila euro all’anno. Ci siamo opposti con forza all’abbassamento così drastico dei limiti dimensionali e tentato, con proposte di emendamento al decreto, di evitare che il calcolo del superamento si basasse su bilanci i cui esercizi sono ormai chiusi. Questo senza contare che i revisori, soggetti pienamente indipendenti dalla società, avranno nuovi e precisi obblighi di monitoraggio infrannuale dell’attività e di segnalazione, anche ad organismi esterni tenuti presso le Camere di Commercio, di eventuali situazioni degne di allerta. Andandone della loro diretta responsabilità, ci si può giustamente attendere un’attività attenta e scrupolosa.
 
Non bastasse il decreto impone che le srl adeguino i propri statuti e atti costitutivi al contenuto dei nuovi articoli del codice civile riguardanti la nomina dell’organo di controllo. E’ d’obbligo, quindi, fare una preventiva verifica sul contenuto dei propri regolamenti societari e, se necessario, procedere alla loro modifica. 
Anche questo nel 2019, ossia entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Pur non essendo previste sanzioni in caso di mancato adeguamento, il restyling imposto potrà comportare ancora spese a carico delle società per i dovuti adempimenti pubblicitari, stimabili anche in 1.000-1.500 euro. 



AMPIA INTESA PER LE INFRASTRUTTURE

pubblicato 16 gen 2019, 06:46 da Edi Barbazza

Sottoscritto oggi, 16 gennaio,  il protocollo di intesa fra le tre Province di Padova, Treviso e Vicenza, i 21 Comuni di  Padova, Bassano del Grappa, Borgoricco, Borso del Grappa, Cadoneghe, Campodarsego, Camposampiero, Cassola, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Cismon del Grappa, Crespano del Grappa,Loreggia Loria, Mussolente, Paderno del Grappa, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rossano Veneto, San Nazario, San Zenone degli Ezzelini, Solagna.
I Presidenti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Confartigianato Vicenza, Assindustria Veneto Centro e Presidente Interporto Padova 

Importante sinergia sancita oggi tra Istituzioni territoriali e associazioni delle categorie produttive per sottolineare l’esigenza che la Regione, nella programmazione degli interventi viari previsti nel Programma Pluriennale delle Opere Pubbliche regionali, inserisca anche per stralci funzionali, il completamento del collegamento della SPV con la Strada Regionale 308 – nuova strada del Santo, in direzione di Padova Est, provvedendo anche in seconda fase, all'ammodernamento dell'infrastruttura esistente, la quale si dimostra carente visto il volume di traffico che vi transita.

Il documento sottoscritto conclude una prima fase di incontri e confronti avviati nel maggio 2018, su iniziativa del Comune di Romano d’Ezzelino e dei Comuni prossimi al confine interprovinciale con le Province di Vicenza e Treviso, e poi proseguito con una riunione presso la Provincia di Treviso il 19 novembre, finalizzati all'analisi delle criticità comuni, legate ai percorsi che effettueranno i mezzi afferenti alla SPV per accedere ai caselli, percorsi che coinvolgeranno necessariamente la rete viaria esistente su cui si allacciano le opere di adduzione in costruzione. 

Ne è scaturita la volontà di elaborare una proposta comune quale indicazione di priorità da sottoporre all'attenzione della Regione e non in contrapposizione alla realizzazione delle opere complementari già in fase di progettazione o di esecuzione.

Tutti i soggetti intervenuti ritengono che la Pedemontana, fortemente voluta dal territorio, debba essere messa in grado, una volta ultimata ed aperta al traffico, di funzionare in modo coerente con le aspettative, per minimizzarne gli impatti conseguenti alla realizzazione ed al traffico di esercizio.

Pertanto, pur nella consapevolezza dei numerosi interventi necessari, tra i quali anche il raddoppio dell’attuale S. R. 308, viene ritenuto prioritario, oltre a quanto già programmato dalla Regione, il completamento del collegamento della SPV con la Strada Regionale 308 – nuova strada del Santo, in direzione di Padova Est con un percorso che prevede l'utilizzo della SR 47 nel tratto della vallata trentina, l'adeguamento di un tratto di Tangenziale Est di Bassano, l'ingresso in Pedemontana Veneta sullo svincolo dedicato già previsto tra le opere di SPV (SPV si sostituisce per un tratto al tracciato della Tangenziale di Bassano-Sud), l'utilizzo della Pedemontana stessa e della programmata Bretella di Loria, opera di adduzione al casello di Mussolente-Loria, il completamento della complanare alla ferrovia della linea Castelfranco-Bassano, congiungendo la SR 308 – nuova strada del Santo, dal punto di consegna dell'opera di adduzione di SPV (SR245) a Castello di Godego, sino all'attestamento in rotatoria posta sulla SR 53 “Postumia” a Castelfranco Veneto.

 


TREVISO SUL GRADINO PIÙ ALTO DEL PODIO VENETO PER L’EXPORT MANIFATTURIERO

pubblicato 10 gen 2019, 01:33 da Edi Barbazza

NEI PRIMI 9 MESI 2018 L’EXPORT DELLA MARCA SFIORA IL VALORE DI 10 MILIARDI DI  EURO (DI CUI 4.791,1 MILIONI DA SETTORI A MAGGIOR PRESENZA PMI) 

Nei primi nove mesi del 2018 le esportazioni trevigiane nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI) sono salite del +2.4%, a 4.791,1 milioni di euro ad un ritmo meno elevato rispetto alla media del manifatturiero provinciale (+4.8%) che ha raggiunto i 9.957 milioni di euro. I dati sono relativi alla ultima rilevazione dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto su dati ISTAT.
Performance che portano Treviso a collocarsi in testa alle province venete, seguita da Venezia (+4.7%), Padova (+4%) Verona (+1.7%) Vicenza (+1.4%).Segno negativo per Belluno (-1.2% e Rovigo (-0.5%).
Nello stesso periodo le esportazioni venete nei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (MPI) sono salite del +1%, a 19 miliardi e mezzo di euro ad un ritmo meno elevato rispetto alla media del manifatturiero regionale (+2,6%) che ha raggiunto i 45 miliardi e mezzo di euro. 


“Per far si che le nostre imprese riescano a mantenere queste straordinarie performance - afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - non posso non sottolineare l’urgenza di realizzare quelle opere infrastrutturali che assicurano la circolazione delle merci con tempi rispondenti alla velocità dei mercati. 
A Milano lo scorso 13 dicembre in occasione della mobilitazione nazionale abbiamo reso noto come la nostra Regione rischi di essere emarginata nel nuovo triangolo dello sviluppo formato dal capoluogo lombardo, il nodo emiliano e l’area centrale veneta
Per il nostro territorio è fondamentale realizzare la parte nord della Valdastico per connettere vaste aree del nord est, attraverso la pedemontana veneta, e a sud Rovigo e quelle emiliane con il valico del Brennero, alleggerendo il carico dell’infrastruttura autostradale che da Verona porta ai mercati tedeschi.
Ma oltre alle strade, servono anche le infrastrutture immateriali , quelle sulle quali viaggiano informazioni e dati, da noi purtroppo ancora insufficienti. 
Disporre di banda larga è essenziale per stare nel gruppo di testa delle imprese.
La digitalizzazione è un acceleratore per la competitività del sistema produttivo.  

Tornando ai numeri
Le esportazioni della provincia di Treviso verso i Paesi dell’area UE28 raggiungono il 66% del totale (60.8% a livello Veneto), con un incremento del +4.2% rispetto allo stesso periodo del 2017 per un valore complessivo di 6.569.8 milioni di euro
Le crescite più consistenti hanno riguardano l’export diretto in Repubblica Ceca (+19.6%), Romania (+14.7%), Spagna (+7.2%) e Francia (+5.9%). La Germania si conferma il principale Paese importatore Intra UE (13,2% dell’export manifatturiero trevigiano); segue la Francia, con il 11.2%. 
L’’Extra UE, solo in lieve aumento a livello regionale (+0,4%), nella Marca raggiunge livello straordinari, tanto che Treviso è la prima provincia veneta con un +6% seguita da Padova con +3.6% e da Venezia con +3.5%. 
Tra i principali paesi di sbocco, la Corea del Sud (+91.1%). Seguono Australia (+23.7%), Stati Uniti (+13.5%), Cina (+12.3%) e Turchia (+7.5%). 
Nel corso del periodo indicato sono diminuite le esportazioni manifatturiere verso Hong Kong (-6.8%) e in maniera significativa quelle verso gli emirati Arabi (-20.2%). 
Gli Stati Uniti si confermano comunque il principale mercato di sbocco Extra UE28 (7,1% del totale dell’export manifatturiero).
Concentrandosi infine sui settori ad alta concentrazione di MPI, essi rappresentano il 48.1% del totale delle esportazioni manifatturiere Trevigiane (43.2% il peso equivalente a livello regionale) e rispetto al medesimo periodo del 2017 hanno registrato un aumento di +2.4% (+1% a livello regionale). Si osserva una crescita pari alla metà del resto dei settori (+4.8%). 
Tra l’export di settori ad alta concentrazione di MPI, a pesare maggiormente sono i mobili (pari al 27.7% del totale MPI) e gli articoli in pelle – escluso abbigliamento (19.2% del totale MPI). 

NATALE DI SOLIDARIETA'

pubblicato 18 dic 2018, 06:57 da Edi Barbazza


Brilla da sabato in piazza Borsa a Treviso l’albero di Natale che Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Confartigianato Belluno hanno voluto posizionare davanti alla Camera di Commercio, che fa sintesi dei due territori, per testimoniare la vicinanza alla montagna e  la solidarietà nei confronti di tutte le realtà produttive che sono state colpite dal dissesto idrogeologico.

Gli abeti sono diventati il simbolo di una  tragedia e di una emergenza ambientale che il forte vento di fine ottobre ha causato sradicando ed abbattendo migliaia di conifere, cambiando così la fisionomia dei nostri boschi.

Per non dimenticare Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Confartigianato Belluno, grazie alla generosità  della categoria degli operatori del verde, hanno portato nella città di Treviso una pianta a indicare la disponibilità a collaborare per concorrere alla rinascita dei territori e delle imprese purtroppo coinvolte dagli eventi climatici eccezionali.

“NATALE DI SOLIDARIETÀ: vicinanza alla montagna e tutela del territorio”: questa la scritta che le due associazioni hanno scelto di apporre sul basamento della pianta che dà conto della sinergia promossa tra le due organizzazioni   imprenditoriali a significare  l’importanza dell’attenzione all’ambiente, la  salvaguardia del territorio e la centralità dell’impresa per il suo sviluppo.


QUELLI DEI SI - MILANO 13 DICEMBRE

pubblicato 14 dic 2018, 01:45 da Edi Barbazza


Il commento di Dario Di Vico in prima pagina e un’intera pagina di cronaca. Così il Corriere della sera ha raccontato ed analizzato la manifestazione ‘Quelli del sì’ organizzata da Confartigianato ieri a Milano. L’evento è stato ampiamente narrato da tutti  i media, carta stampata, radio, tv, web e social.

Di seguito la rassegna stampa odierna sulla manifestazione.

Clicca QUI per leggere i servizi sul Corriere della sera

Clicca QUI per leggere la rassegna stampa dei quotidiani

Clicca QUI per rivedere e riascoltare i servizio radio-televisivi

Le ragioni della manifestazione sono spiegate anche in un’intervista del Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli a Formiche.net. Clicca QUI per leggerla



QUELLI DEL SI - MILANO 13 DICEMBRE

pubblicato 5 dic 2018, 08:57 da Edi Barbazza

Il 13 dicembre le piccole imprese si riuniscono a Milano per dire sì allo sviluppo dell’Italia. Da tutto il Paese, artigiani e piccoli imprenditori raggiungeranno il capoluogo lombardo per mandare un messaggio chiaro e positivo: siamo ‘Quelli del sì’ che vogliono mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo, siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre ‘valore artigiano’ e a rimanere nel gruppo di testa delle imprese competitive europee.

La manifestazione è organizzata da Confartigianato per dire al Governo e alle istituzioni che il futuro non si ferma, che indietro non si torna, che bisogna ascoltare la voce delle imprese e servono politiche a sostegno del mondo produttivo rappresentato per il 98% da artigiani, micro e piccoli imprenditori.
Perché lo sviluppo delle imprese è lo sviluppo del Paese.

Negli spazi del MiCo, Milano Convention Centre, centinaia di imprenditori di tutta Italia riuniti sotto le bandiere di Confartigianato diranno tanti sì che sono altrettanti incitamenti a realizzare le condizioni per lo sviluppo. A cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali indispensabili per far muovere il Paese.

Sì, quindi, a efficaci collegamenti nazionali e internazionali, alle grandi opere strategiche per far viaggiare le persone e le merci. Sì a reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza. Sì anche ad una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta alle esigenze dei cittadini. Sì ad un mercato del lavoro che valorizzi il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle imprese. Sì ad una giustizia civile rapida ed efficiente. Sì all’Europa con l’euro moneta comune.

Il 13 dicembre, a Milano, appuntamento con le piccole imprese che vogliono continuare a fare grande l’Italia, a creare reddito, occupazione, benessere economico e sociale.

1-10 of 449