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CONDIZIONATORI E POMPE DI CALORE: SANZIONI PER CITTADINI E IMPRESE

pubblicato 14 gen 2020, 04:02 da Edi Barbazza

Manutenzione, riparazione e dismissione dei climatizzatori: dal 17 gennaio al via le sanzioni che possono arrivare sino a 100mila euro per i cittadini e le imprese che richiedono l’intervento di installatori non in possesso delle certificazioni previste dalla normativa sugli F-gas.

È fondamentale – precisa Luigino Da Dalt, presidente del gruppo impianti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – che, in fase di acquisto, installazione, manutenzione e smantellamento delle apparecchiature che contengono gas fluorurati, come ad esempio i condizionatori e le pompe di calore, i cittadini si rivolgano a impiantisti qualificati, abilitati presso la Camera di Commercio e in possesso delle certificazioni F-Gas in corso di validità. Diversamente  rischiano una sanzione da 5.000 a 100mila euro. Il decreto prevede sanzioni pecuniarie anche a carico delle imprese non certificate che intervengono su impianti contenenti gas altamente inquinanti.”

Un giro di vite per combattere l’abusivismo, la concorrenza sleale nell’ambito dell’impiantistica che nella Marca Trevigiana conta oltre 2.150 imprese tra termoidraulici, elettricisti, frigoristi e bruciatoristi, per tutelare la salute e l’incolumità delle persone.

Il provvedimento, condivisibile rispetto alla finalità che persegue, confidiamo possa essere riparametrato per le imprese certificate nel caso in cui le violazioni siano di carattere squisitamente adempimentale, riproporzionandolo sulla base delle sanzioni previste per i venditori che appaiono essere più clementi. 
Inoltre abbiamo chiesto una forte riduzione delle sanzioni previste per le imprese in caso di ritardato inserimento dei dati nella Banca Dati F-GAS (entro 30 giorni), che appaiono troppo elevate, fino 15mila euro, rispetto alla natura amministrativa della violazione. La sproporzione potrebbe causare effetti opposti, andando a pesare solo sulle imprese in regola che rischiano di essere facili bancomat per fare cassa. I controlli sarebbe bene si concentrassero invece su chi il patentino non ce l’ha e non, al contrario, su chi è già dotato dei permessi per operare”.

“Segnalo – precisa Da Dalt - che il primo fondamentale snodo per i controlli sono i venditori che attraverso il rigoroso adempimento dei loro obblighi possono garantire la piena tracciabilità delle macchine e degli F-Gas, oltre che svolgere un prezioso ruolo di informazione dovendo chiedere agli utilizzatori finali una dichiarazione contenente l'impegno affinchè l'installazione sia effettuata da un'impresa certificata. “

“Avendo individuato la filiera dei soggetti che concorrono alla riduzione delle emissioni a effetto serra, ciascun attore -conclude il Presidente- deve sentirsi responsabilizzato a promuovere  comportamenti virtuosi a difesa dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Gli installatori e manutentori di Confartigianato mettono la propria professionalità al servizio dei cittadini per contribuire al controllo di prodotti e sostanze che, in caso di uso improprio, sono dannose per l’ambiente e per la salute”.

EXPORT MANIFATTURIERO: IL MERCATO DA MONITORARE E' QUELLO TEDESCO

pubblicato 27 dic 2019, 01:13 da Edi Barbazza



Nei primi nove mesi del 2019 le esportazioni trevigiane del  comparto manifatturiero sono diminuite del 1,2 %  rispetto allo stesso periodo del 2018 per un valore di 118,1 milioni di euro, passando da 10.016 a 9.897,9 milioni. Un meno 0,3 nei paesi dell'area UE e un -2,8 nei paesi extra UE. I settori che hanno perso in maniera rilevante sono : tessile -7.9, legno -5.1 e quello della produzione di macchinari e apparecchiature -3.1.
Le performance trevigiane si scostano significativamente da quelle venete che hanno riportato un + 0.9%, traguardando i 46.3 miliardi di euro. 

Merita di essere rilevato che i temuti effetti negativi della Brexit non ci sono stati e che il Regno Unito è una delle mete in cui si mantiene alta la richiesta di beni Made in Treviso con un +4.8 , al pari di Polonia e Spagna dove il valore è cresciuto dell’11.4%. 

Non abbiamo debitamente attenzionato la Germania, mercato principale di destinazione dei nostri prodotti, che ha ridotto dello 0,7% le importazioni. circa 10 milioni in meno concentrati sui prodotti chiave: -28.1 tessile, 13.4 apparecchiature elettriche (tutto l'indotto correlato alla componentistica per le auto),  -8.4 bevande, -7.1 gomma e plastica e per finire -6.4 macchinari e apparecchiature.






A differenza del livello regionale che vede un consolidamento della quota di export manifatturiero verso i paesi dell'UE,

raggiungendo 61.3 , con un +1,2 rispetto al medesimo periodo 2018, la Marca riporta un -0.3 ovvero meno 22, 5 milioni di manifattura distribuiti in quei mercati. La contrazione più importante è stata verso la Romania (-12,6), seguita dal Belgio (-5,3). Di segno opposto le esportazioni destinate alla Spagna (+11,4) e di quelle verso il Regno Unito (+4,8) per circa 33 milioni e Polonia (+4,8) corrispondenti. 15,1 milioni. 

Per quanto Riguarda i paesi extra UE calano le esportazioni aventi come destinazione i mercati asiatici, in particolare la Turchia (-19.3), la Cina (-18.5) e Hong Kong (-11.7). Una contrazione da non trascurare anche quella riportata nel mercato oceanico - 17,6. 

A far la parte del leone con segno positivo il mercato indiano che ha importato beni trevigiani per 108,8 milioni , registrando un +137.2% rispetto all’analogo periodo 2018. 

Ai settori a maggiore concentrazione di MPI si deve riconoscere il 48.1 del totale delle esportazioni manifatturiere, pur avendo riportato un -1.2 rispetto al 2018. I meno 57 milioni di merci esportate sono imputabili alle minori richieste di prodotti tessili (-7,9%), di articoli di abbigliamento (-5.9%), di legno e derivati (-5.1) e a seguire prodotti in metallo e mobili.

200 MILIONI DI EURO DI PRODOTTI AGROALIMENTARI ARTIGIANALI SULLE TAVOLE TREVIGIANE

pubblicato 23 dic 2019, 00:09 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 23 dic 2019, 00:13 ]

Spenderanno circa 200 milioni di euro le famiglie trevigiane per acquistare prodotti alimentari e bevande da mettere in tavola prossime festività di Natale e fine anno.
Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy trevigiana che, in particolare sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite. 
Un settore, quello dell’agroalimentare, che nella provincia trevigiana conta 1.173 imprese artigiane (in Veneto se ne contano 6.576) che danno lavoro a 2.556 addetti (13.102 in Regione. Numeri che la collocano nel gradino più alto del podio tra le province venete. Il numero degli addetti in forza nelle imprese artigiane rappresenta il 28,7% del totale dei lavoratori impiegati nel settore). 
L’offerta enogastronomica veneta si compone di 36 prodotti DOP, IGP e STG, ben 374 “tradizionali”, e una capacità export regionale di circa 6 miliardi di euro, alla quale concorre significativamnente Treviso (1.248  milioni di euro).
Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’analisi dell’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto che, nel dossier “Food economy di MPI e artigianato alimentare nel 2019”, ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie nell’ultimo anno.
“I nostri maestri del gusto impiegano per la prepazione dei loro prodotti materie prime locali e seguono modalità e metodi di lavorazione che confermano il legame con il territorio – commenta Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – la genuinità dello loro specialità fa bene alla salute, alimenta l’economia e mantiene alta la bandiera del food di Marca  nel mondo. Per questo, i prodotti e le imprese che preservano e valorizzano la nostra tradizione alimentare, informata alla qualità e all’artigianalità della lavorazione, vanno sostenuti e promossi”.

La spesa nelle festività natalizie
Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori. 
A dicembre, infatti, il 95,3% della spesa in prodotti alimentari e bevande delle famiglie è costituita da prodotti alimentari e bevande analcoliche e per il restante 4,7% da bevande alcoliche.
In particolare i prodotti più acquistati sono formaggi e latticini con una quota del 6,1% sul totale della spesa in prodotti alimentari e bevande, salumi con il 4,9%, pane con il 4,6% e altri prodotti di panetteria e pasticceria (tra cui rientrano in particolare i dolci da ricorrenza) con il 4,3%, prodotti in cui l’artigianalità rappresenta un importante fattore di qualità.
Confartigianato stima una spesa delle famiglie trevigiane in prodotti alimentari e bevande di 198 milioni di euro, più alta di 32 milioni rispetto al consumo medio mensile. Inoltre, considerato come nella nostra provincia una fetta consistente della spesa alimentare sia intercettabile dalle imprese artigiane, si prevede che a Treviso si spenderanno circa 88 milioni di euro per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani. 
“Il miliardo e 200 milioni di giro d’affari e l’export in continua crescita – continua Sartor – attestano la qualità delle nostre produzioni alimentari, un patrimonio di bontà, varietà e tradizione. Ne siamo orgogliosi e il nostro obiettivo è tutelare chi lo realizza. La nostra azione ha ovviamente delle ricadute sulle nostre comunità perché agiamo a tutela della salute, per rendere ulteriormente attrattivo  il nostro territorio offrendo opportunità di lavoro”.

Imprese e addetti dell’agrolimentare
Sono 1.173 le imprese artigiane che operano in Treviso nel 2019 nella produzione di bevande e prodotti alimentari, in lieve calo rispetto allo scorso anno (- 1,8% equivalenti a 21 imprese in meno). 
A livello regionale se ne contano 6.576 in contrazione di 90 unità rispetto al 2018 (- 1,4%)
A livello nazionale, invece, sono 87.499, con una perdita complessiva di 1.462 imprese (-1,6%).

L’attacco di Confartigianato alle contraffazioni alimentari e all’abusivismo.
Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è in prima fila contro il “fake food”. Una “rapina”, a livello nazionale, da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno, di centinaia di milioni di euro solo in Veneto.
Si tratta di un vero e proprio “scippo” ai danni del settore, un assalto indiscriminato e senza tregua, dove la criminalità organizzata fa veri affari. 
I consumatori vengono truffati, i piccoli imprenditori e gli agricoltori dell’agroalimentare derubati: A questo si aggiunge il fatto che ogni anno entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane negli ultimi due anni si sono più che quadruplicati. E ciò significa che i controlli funzionano, ma il pericolo di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente.
L’invito di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana è ad acquistare prodotti agroalimentari da aziende regolari. Nel periodo delle feste crescono a dismisura i furbetti che, senza alcuna tutela per i consumatori, vendono prodotti alimentari in maniera totalmente abusiva. Tutto ciò sottraendo spazi di mercato a chi rispetta le regole.


I numeri chiave nella Marca Trevigiana e in Veneto 

Spesa alimentare delle famiglie a dicembre:  1,1 miliardi di euro in Veneto  (44,7% della spesa  pari a 507 milioni di euro intercettabile dalle imprese artigiane);  200 milioni a Treviso ( 44,4 % della spesa  complessiva pari a 88 milioni di euro è riconducibile alle imprese artigiane);  

Addetti nelle MPI della food economy: 23 mila in Veneto di cui 13 mila nelle imprese artigiane; in Treviso complessivamente 5.212 di cui 2.556 nelle imprese artigiane

Export alimentari e bevande nei primi sei mesi del 2019: +3,3% in Veneto, una delle regioni più dinamiche ; +1.3% in Treviso

4,33% peso dell'export di prodotti alimentari e bevande sull'economia regionale.
Verona, Treviso, Vicenza e Venezia tra le province con propensione superiore alla media nazionale 

Imprese artigiane nell’alimentare e bevande: 6.576 in Veneto , 1.173 in Treviso, terza provincia regionale per consistenza  

37 prodotti agroalimentari di qualità (299 totale Italia). Veneto tra le regioni con il maggior numero di prodotti di qualità 

347 prodotti agroalimentari tradizionali veneti 

20,4% export di prodotti alimentari negli USA soggetti a dazi. Veneto è tra le regioni più esposte



UN ACCORDO CON INTESA SANPAOLO PER SOSTENERE LE FILIERE PRODUTTIVE

pubblicato 16 dic 2019, 04:21 da Edi Barbazza

È stato firmato oggi a Padova l’accordo “Filiere”, nato dalla volontà comune di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso, Confartigianato Imprese Padova, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Intesa Sanpaolo di contribuire in maniera condivisa ed efficace alla crescita e al consolidamento delle filiere, assicurando alle aziende del Padovano e del Trevigiano, la tutela del know-how manifatturiero che costituisce un fondamentale elemento di competitività e un’opportunità di lavoro e di crescita. Si avvia così una stretta collaborazione tra le Associazioni dell’industria e dell’artigianato del territorio facendo sistema tra le imprese medio-grandi e le piccole realtà, unitamente al credito.
 
Il presupposto del programma è la valorizzazione delle piccole e medie imprese che lavorano con le grandi aziende del Made in Italy, contribuendo alla realizzazione dei loro prodotti, nell’ambito della stessa filiera produttiva. Al centro dell’accordo il rafforzamento dei sistemi a rete, che rappresentano gli strumenti più efficaci per assicurare competitività e crescita a tutto il sistema manifatturiero locale, attraverso il coinvolgimento delle aziende committenti e dei relativi fornitori.
 
Le Associazioni promuovono la diffusione e il consolidamento delle filiere nelle due province e Intesa Sanpaolo si impegna a sostenerne lo sviluppo mettendo a disposizione sia un plafond di un miliardo di euro per il credito, sia prodotti per rispondere alle esigenze non solo finanziarie del Capofiliera e dei suoi fornitori, oltre a quelle dei dipendenti appartenenti alla stessa. 
In particolare, Intesa Sanpaolo ha elaborato un nuovo modello di rating che valorizza le potenzialità e gli aspetti qualitativi intangibili delle imprese, tra cui l’appartenenza ad una filiera, per migliorare l’accesso al credito dei fornitori strategici del Capofiliera. 
 
Nel Veneto hanno già aderito al contratto di filiera 75 aziende capofila con complessivi 9.000 dipendenti e oltre 800 imprese fornitrici per un giro d’affari globale di 6,3 miliardi di euro. Nel Padovano i contratti di filiera sono 12 e coinvolgono circa 130 fornitori, 1.700 dipendenti del Capofiliera per un giro d’affari complessivo di oltre 900 milioni di euro. Nel Trevigiano i contratti di filiera sono 13 e coinvolgono circa 160 fornitori, 1.350 dipendenti del Capofiliera per un giro d’affari complessivo di oltre 700 milioni di euro.
 
È prevista anche la collaborazione nelle rispettive iniziative sulle politiche correlate al piano nazionale Impresa 4.0 comprese le attività riguardanti i Competence Center, i Digital Innovation Hub e le strategie di Circular Economy. Inoltre verranno organizzati ricerche, studi ed eventi riferiti ad ambiti che interessano le imprese di ogni dimensione, come l’internazionalizzazione, la ricerca e l’innovazione e la digitalizzazione.
 
«Abbiamo siglato un’operazione ‘di territorio’ che vede protagonista la rappresentanza associativa in un ambito importante per le imprese, soprattutto di piccola e media dimensione, come il credito - ha dichiarato Maria Cristina Piovesana, Presidente di Assindustria Venetocentro -. In AVC già da alcuni anni abbiamo voluto rendere sistemico uno strumento, come il credito di filiera, già adottato da alcuni gruppi aziendali. Conoscendone i vantaggi, abbiamo voluto ampliarne la portata ad un numero maggiore di aziende dialogando direttamente, forti della rappresentanza di migliaia di imprese, con il sistema bancario. Intesa Sanpaolo ha subito condiviso e implementato questa iniziativa con risultati già significativi. Siamo certi che con questo accordo insieme a Confartigianato questo strumento finanziario sarà ancora più diffuso, con importanti effetti per la competitività del sistema produttivo di Padova e di Treviso».  
 
«Il tema del credito è uno dei principali nodi da sciogliere per la crescita - ha affermato Massimo Finco, Presidente Vicario di Assindustria Venetocentro - specie in questa fase delicata di rallentamento. È ora essenziale lavorare insieme, partendo proprio da dove ha origine la forza del nostro modello produttivo. Dietro alle migliori performance rispetto alla media del Paese, c’è la logica di filiera, la condivisione di strategie, know-how e best practice tra piccole, medie e grandi imprese, industriali e dell’artigianato, lungo le catene del valore. Nel futuro ciò che conterà sarà proprio l’appartenenza a una filiera in grado di competere nel mondo. Da qui la nostra forte convinzione e l’impegno con Intesa Sanpaolo sul programma Filiere, che consente a imprese leader con più elevato standing creditizio, di dare l’opportunità ai fornitori strategici di accedere a finanziamenti a condizioni più favorevoli, con un vantaggio tangibile per tutti». 
 
«Sottoscrivere accordi sottesi ad assicurare alle imprese la possibilità di sviluppare soluzioni tailor made per i committenti, di elevare la qualità del servizio offerto segna la differenza poichè permette loro di posizionarsi, in qualità di protagonisti all’interno di processi di valore - ha evidenziato Vendemiano Sartor, Presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana -. Il potenziamento della collaborazione tra aziende nel territorio grazie ad intese innovative favorisce percorsi di crescita e accresce la cultura e le capacità finanziarie, essenziali per competere nel mercato».
 
«Firmiamo questo accordo con grande soddisfazione perché rappresenta un’importante opportunità per le nostre piccole imprese, che fino ad oggi sono state esposte ad eccessivi rischi in ambito finanziario - ha spiegato Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Padova -. Grazie a questo nuovo protocollo, potranno contare su uno strumento innovativo e su un nuovo modo di operare, frutto di una significativa sinergia tra le associazioni di rappresentanza delle piccole e grandi imprese del territorio e un istituto bancario di primo piano qual è Intesa Sanpaolo. Attraverso il meccanismo della filiera, anche i fornitori di piccole dimensioni saranno in grado di affrontare un piano di sviluppo, tutelate dalla possibilità di accesso al credito a condizioni favorevoli. Per la nostra associazione rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di supporto, finalizzato a far emergere il valore delle filiere con l’obiettivo di consolidare l’economia del territorio».
 
«Il Triveneto è un territorio a vocazione distrettuale fortemente caratterizzato da imprese di medio-piccole dimensioni spesso collegate tra di loro in filiera - ha affermato Renzo Simonato, Direttore regionale Intesa Sanpaolo -. Con questo accordo vogliamo valorizzare la capacità di fare sistema sia tra le Associazioni sia con i partner finanziari per sostenere ancora di più le imprese che in un mondo che sta cambiando velocemente, anche grazie alla spinta della rivoluzione 4.0., devono aumentare la loro resilienza e adattarsi a nuovi modelli di business».
 
Le filiere produttive rappresentano una caratteristica importante del tessuto produttivo del manifatturiero italiano che spiega anche la maggiore presenza nel nostro Paese di imprese di piccola e micro-dimensione e, nonostante ciò, la forte proiezione e competitività dell’offerta italiana in una pluralità di prodotti. L’analisi dei bilanci di un campione di 405 imprese inserite in filiere produttive in Veneto, evidenzia, infatti, una crescita del fatturato tra il 2016 e il 2018 del 12,3%, di gran lunga superiore a quella espressa dalle altre imprese (pari a +9,4%), con differenziali particolarmente elevati tra le imprese anche di piccolissime dimensioni. Le aziende fornitrici raggiungono gli stessi parametri di crescita del capofiliera e mostrano marginalità e patrimonializzazione del tutto simili, a indicazione dell’effetto di traino offerto dalle filiere produttive quando si è inseriti come subfornitori strategici.
 
Le filiere produttive ricoprono un ruolo particolarmente importante in Veneto, come è evidente anche dalla distanza media delle forniture che mediamente nella regione è pari a 92 Km e scende addirittura a 85 Km nei distretti, presentando valori minimi nelle province di Padova e Treviso nel distretto del Mobile di Treviso (65 Km) e massimi per il Tessile e abbigliamento di Treviso (127 Km). Le distanze medie di fornitura sono particolarmente basse tra le imprese più piccole: le micro imprese (con fatturato fino a 2 milioni di euro) di Padova e Treviso hanno i loro fornitori nel raggio di 66 Km; il dato sale a 117 Km per le imprese più grandi (oltre 50 milioni di euro di fatturato), riuscendo a combinare i vantaggi di prossimità dei fornitori locali e il ricorso a catene di approvvigionamento più lunghe per forniture ad esempio di tecnologia. 
 
Sono questi i principali risultati che emergono da un database originale basato sui flussi di pagamento che i clienti Intesa Sanpaolo gestiscono tramite la rete, da cui è stato possibile analizzare oltre 7 milioni di operazioni di acquisto, per un valore pari a circa 59,5 miliardi di euro, che corrispondono circa al 24% degli acquisti di beni e servizi delle imprese manifatturiere specializzate nei settori distrettuali.
 
In prospettiva, il tessuto produttivo veneto potrà continuare a far leva sulla competitività delle filiere produttive interne. Sarà però fondamentale riuscire a collocarsi con successo all’interno delle catene globali del valore mondiali, continuando a ricoprire un ruolo importante nella fase di ingegnerizzazione e di produzione, ma cercando anche di acquisire un ruolo crescente nelle fasi iniziali di prototipazione, R&S e design, e in quelle finali di commercializzazione nei mercati internazionali, di costruzione del marchio e di contatto con il cliente finale nelle fasi di vendita e di post vendita.

ECOBONUS - STOP ALLO SCONTO IN FATTURA

pubblicato 11 dic 2019, 04:00 da Edi Barbazza

Il Parlamento dà ragione a Confartigianato: abrogato lo sconto in fattura per gli interventi relativi a ecobonus e sismabonus previsto dall’articolo 10 Decreto Crescita. 

Un risultato che premia l'azione di lobby coordinata tra Confartigianato nazionale - che ha messo a disposizione anche una straordinaria piattaforma digitale di condivisione dei lavori parlamentari- e il sistema associativo regionale veneto, protagonista di diversi incontri con i parlamentari locali a cui è stato consegnato un preciso emendamento che è stato non solo recepito ma votato ieri all’unanimità in commissione bilancio del Senato.

In questi mesi ci si è battuti per chiedere l’eliminazione di una misura che avrebbe escluso dal mercato una grossa fetta delle 60mila impresse artigiane venete del ‘sistema casa’ (costruzioni, installazione impianti, serramenti). Le ragioni associative sono state condivise dall’Autorità Antitrust intervenuta anche nei confronti del Governo e del Parlamento proprio per chiedere modifiche all’articolo 10 del Decreto Crescita. 
L’abrogazione dello sconto in fattura consentirà di restituire equilibrio ed efficacia ad un sistema di incentivi che rappresenta un valido strumento per la riqualificazione energetica e la sostenibilità del patrimonio immobiliare e per il rilancio del settore costruzioni. L'auspicio è che l’aula non stravolga questa decisione. Il principio di incostituzionalità che sta alla base della richiesta di abrogazione del provvedimento è stata la chiave di volta per il successo in Commissione e pertanto si è fortemente ottimisti sul proseguo dell’iter parlamentare. 

Il valore di questo mercato in Veneto

In Veneto il mercato sostenuto dall’ecobonus ammonta, nel 2018 da fonte ENEA, a 541 milioni € di investimenti (pari al 16,3% dei 3.331 milioni a livello nazionale) e 42mila interventi. Nell’ultimo quinquennio queste cifre diventano oltre 2 miliardi di investimenti e 215mila interventi. La distribuzione per tipologia rileva il 31,4% riferito ai serramenti, il 24% a pareti verticali, il 15,4% a pareti orizzontali, il 12,6% alle caldaie a condensazione, il 7,4% a pompe di calore, il 4% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,75% a Impianti a Biomassa.

 

SOLIDARIETA' ALLE IMPRESE ARTIGIANE VENEZIANE

pubblicato 10 dic 2019, 05:46 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 10 dic 2019, 05:49 ]



#rialziAMO gli artigiani veneziani... io dono fallo anche tu!. Questa è la raccolta fondi organizzata da Confartigianato per gli artigiani veneziani colpiti dall’acqua alta.


È un'Iniziativa di raccolta fondi promossa da Confartigianato Venezia per sostenere le botteghe veneziane supportata da un video emozionale che è possibile guardare e condividere su youtube:https://www.youtube.com/watch?v=GdEdw3eObcE&feature=youtu.be

Per elargire un contributo: IT92F0200802004000105797358 Unicredit - Associazione Artigiani Venezia.




LA TAVOLA DI GIUGNO DEL CALENDARIO DI SARMEDE DEDICATA AI 50 ANNI DELL'ASSOCIAZIONE

pubblicato 10 dic 2019, 05:18 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 10 dic 2019, 05:20 ]

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana incontra la mostra “Le immagini della fantasia” di Sarmede. Una delle tavole della prestigiosa collezione di illustrazioni per l’infanzia, inserita nel calendario 2020, è stata infatti dedicata proprio ai 50 anni dell’Associazione.

Si tratta dell’opera “La nuova via della seta” realizzata dall’artista friulana Giulia Cornaggia per l’anniversario di Confartigianato.

Un’illustrazione che racconta di un passato che è stato importante e che può ancora insegnare molto.

Un’anziana signora che dona a una giovane donna moderna l’antico sapere racchiuso nel baco. Accanto alle figure femminili una mucca onirica che simboleggia la forza e la stabilità, con le corna adornate con sfoglie di gelso sulle quali posa un alveare, emblema di operosità e organizzazione.

Per terra il fuso che rievoca un lavoro paziente e scrupoloso, circondato da foglie morte e mele marce che richiamano l’attenzione sull’importanza del rispetto per la natura senza il quale la nuova via della seta non sarebbe possibile. Un’allegoria che rinvia a una filiera che si è legata al passato ma che guarda, con sostenibilità, innovazione e lungimiranza al futuro dell’ambiente, del territorio riconoscendo all’artigianato un ruolo chiave perché con passione, determinazione e coraggio, sa riportare in vita, mantenere, alimentare antichi saperi.


La mostra,visitabile sino al 16 febbraio, è allestita nella Casa della fantasia, via Marconi, Sàrmede
Orari Feriali: ore 9 – 17 / Festivi e prefestivi: ore 10 — 19
Dal 26 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020: ore 10.30 — 19
Giorni di chiusura: 23, 24, 25 dicembre e 31 dicembre 2019
Info e prenotazioni: tel. 0438/959582 - www.fondazionezavrel.it

RINVIATO LO SPETTACOLO TERRA FELIX

pubblicato 28 nov 2019, 09:34 da Edi Barbazza


Si informa che per ragioni di carattere organizzativo la conferenza spettacolo TERRA FELIX, ultimo momento del ciclo di incontri "Dire, fare, sostenibilità"  fissato per martedi 3 dicembre alle ore 20.30 presso il Teatro Sant'Anna,  è stato rinviato agli inizi del 2020.









UN SISTEMA CHE CAMBIA ED EVOLVE

pubblicato 5 nov 2019, 05:08 da Edi Barbazza


Il 20 giugno del 1969 nasceva l’Alleanza Artigiana delle Associazioni Mandamentali della provincia di Treviso. Un’eredità vitale dopo mezzo secolo di storia.

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha scelto di celebrare questo importante traguardo con l’evento “UN SISTEMA CHE CAMBIA ED EVOLVE. Orientamenti per dare futuro alle imprese”, fissato per domenica 17 novembre 2019 alle ore 10.00 presso lo spazio Hangar – La Fornace di Asolo, via Strada Muson 2.  
 
Al centro del dibattito l’artigianato, la sua evoluzione, le sue trasformazioni. Grazie all’apporto dell’ufficio studi di CGIA Mestre verrà proposta una disamina del settore, della sua storia, del suo andamento.

Nell’occasione verranno dettagliati gli indicatori del comparto, sarà presentato il volume “Nulla è come prima”, curato da Enrico Quintavalle responsabile dell’ufficio Studi di Confartigianato Imprese e dall’economista Giulio Sapelli.

Verranno portate all’evidenza anche le implicazioni sociologiche derivanti dai molteplici rinnovamenti grazie all’intervento di Massimiliano Valerii, direttore del Censis.

All’appuntamento celebrativo interverranno i vertici della nostra Confederazione nazionale, Giorgio Merletti e Cesare Fumagalli, il Presidente e il Segretario Generale di Confartigianato Imprese. 

Il programma è consultabile cliccando qui

Data la ricorrenza e il valore associativo della stessa si richiede conferma della partecipazione entro mercoledì 13 novembre, compilando il modulo online.

LAUDATO SI' E LE SFIDE DELLA SOSTENIBILITA'

pubblicato 28 ott 2019, 02:10 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 29 ott 2019, 01:53 ]


Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, in collaborazione con l'Associazione Premio Gambrinus Mazzotti e la Diocesi di Vittorio Veneto, sono lieti di invitarLa:

venerdì 8 novembre 2018 dalle ore 18.00 alle ore 19.30 presso il Parco Gambrinus - Sala Veranda - San Polo di Piave

ALLA CONVERSAZIONE PER LA CURA DELLA CASA COMUNE. LA “LAUDATO SI’” E LE SFIDE DELLA SOSTENIBILITA' 
L'appuntamento sarà l'occasione per una riflessione sul rapporto tra sostenibilità, fede e artigianato.


Il programma prevede i saluti di:  
Roberto De Martin - Presidente Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti
Vendemiano Sartor - Presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
Agostino Bonomo - Presidente Confartigianato Imprese Veneto

Il messaggio di: 
S.E. Mons. Corrado Pizziolo - Vescovo di Vittorio Veneto

Conversano sull’Enciclica di Papa Francesco
Simone Morandini - teologo - esperto etica ambientale
Ermete Realacci - fondatore di Symbola

Modera don Alessio Magoga direttore L’Azione

A chiusura gli organizzatori sono lieti di offrire dei piatti tipici locali sapientemente realizzati nelle cucine del Parco Gambrinus.
Per consultare il programma cliccare qui. Si invita a  confermare la propria presenza compilando il modulo online

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