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CONFARTIGIANATO PER I CASCHI SALVACAPELLI

pubblicato da Edi Barbazza

Il sistema associativo accanto alla LILT nella raccolta fondi per l’acquisto dei caschi salvacapelli.
Confartigianato sostiene l‘iniziativa promossa dalla LILT a favore delle pazienti oncologiche sottoposte a cure chemioterapiche all’Usll 2, alla quale hanno già aderito, oltre ad vari sponsor, molte imprese dei settori estetica e acconciatura che hanno assicurato la devoluzione della metà dei loro incassi della giornata dell’8 marzo. 
L’invito che l'Associazione rivolge agli  associati è di concorrere a supportare l’iniziativa poichè è risaputo che per le donne affette da tumore al seno, sentirsi belle aiuta moltissimo in termini di autostima e dignità. L’obiettivo è raccogliere 60mila euro attraverso donazioni sul conto attivato dalla LILT
Sarebbe straordinario superarlo per poter dotare le strutture sanitarie di un numero considerevole di questi dispositivi di nuova generazione. 

LEGGE DI STABILITA': NOVITA' PER PENSIONI E LAVORO

pubblicato 16 gen 2018, 07:55 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data ]

La Legge Finanziaria introduce importanti elementi di novità sulle materie del lavoro e della previdenza che saranno al centro di un ciclo di incontri gratuiti, per i quali si richiede l'iscrizione, promossi dalle Associazioni  Mandamentali nelle serate di: 
Mercoledì 24 gennaio,ore 19 - presso l’Hotel Fior a Castelfranco Veneto,  Via dei Carpani - per iscrizioni clicca qui
Giovedì 25 gennaio ,ore 20 - presso la sede di Confartigianato Imprese Vittorio Veneto, Via Leonardo Da Vinci n.68 - per iscrizioni clicca qui
Martedì 6 febbraio, ore 18 - presso la sede di Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna, Via Strada Muson 2/b - Asolo

PROGRAMMA
I vantaggi fiscali e non solo per chi si crea una propria posizione di  previdenza complementare, le novità per il 2018 
Paolo Stefan, direttore del fondo Solidarietà Veneto  

Le novità per andare in pensione prima  per i titolari,soci,collaboratori familiari di imprese artigiane e per i loro dipendenti
Iris Ortis, responsabile provinciale Patronato INAPA Confartigianato Imprese Marca Trevigiana 

Il nuovo incentivo per assumere giovani fino a 35 anni nel 2018 e le modalità per utilizzare il nuovo voucher
Stefano Garibbo, responsabile area lavoro e contrattuale Confartigianato Imprese Marca Trevigiana 


ATTENZIONE: VERIFICA INDIRIZZI PEC

pubblicato 16 gen 2018, 00:42 da Edi Barbazza

La Camera di Commercio di Treviso - Belluno comunica che registra un crescente numero di pratiche irregolari relative ad imprese che non hanno mai comunicato il proprio indirizzo PEC al Registro Imprese, oppure, più frequentemente, che lo hanno comunicato ma non lo hanno mantenuto attivo. 
Per evitare la sospensione di queste pratiche e l’oneroso ciclo della correzione, è opportuno procedere tempestivamente alla verifica della validità dell’indirizzo PEC iscritto al Registro Imprese prima dell’invio delle pratiche. 


POS: A TREVISO SE NE CONTANO OLTRE 27.500

pubblicato 12 gen 2018, 03:55 da Edi Barbazza

Fermo restando che vige l’obbligo del Pos per artigiani, professionisti e commercianti per pagamenti superiori ai 5 euro, sebbene sulle sanzioni per gli inadempienti non vi sia ancora certezza, in Veneto – i dati si riferiscono alla fine del 2016 – i lettori di moneta elettronica sono oltre 182mila, uno ogni 27 abitanti (erano 1 ogni 37 abitanti solo 3 anni fa). Il numero delle “macchinette” in 6 anni, è cresciuto di 52.862 unità. Sono queste le cifre dell’osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto, su dati della Banca d’Italia.
Un vantaggio per i consumatori ma uno svantaggio per artigiani e commercianti i quali dovranno sostenere i costi di gestione del Pos delle banche, che possono raggiungere cifre non indifferenti se si tiene conto che spesso ad essere coinvolte sono piccole e medie imprese con fatturati annui spesso contenuti.
Nel corso dei lavori preparatori alla Finanziaria, Confartigianato aveva avanzato una proposta di emendamento, che purtroppo non ha avuto seguito, che andava nelle direzione del mantenimento dell’obbligo per i soli soggetti che svolgono attività mediante pubblici esercizi, ovvero in subordine che pure sussistendo l’obbligo per tutti si consentisse l’integrale recupero, in forma di credito di imposta, degli oneri connessi alla gestione del dispositivo elettronico. Pure nel disagio che l’obbligo certamente comporta soprattutto per alcune categorie, non esiste un preconcetto verso tali strumenti destinati a contrastare l’evasione che non possono essere posti a esclusivo carico delle imprese. 
A livello provinciale se ne contano 27.556, aumentati nel corso tre anni si 7.416 unità. Il numero più elevato si rileva a Venezia con 42.550 “lettori”, a seguire Verona con 35.972 (+9.431), Padova con 30.343 (+6.379), Vicenza 26.393 (+5.355), 10.663 Pos si trovano a Belluno (+4.281) e 8.882 a Rovigo con (+4.126). 
Non siamo contrari ad accettare i pagamenti elettronici e a combattere il nero. Il problema principale che continuiamo a rilevare restano le commissioni bancarie. Per alcuni settori i ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza di uno o due punti percentuali sul transato significa rinunciare al profitto. Non vogliamo che a subire siano sempre le imprese. 
Già 2 anni fa la legge di Stabilità aveva stabilito che sarebbero stati fissati i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici, commisurandoli ai servizi effettivamente erogati. Nulla ci pare sia stato fatto.
Alla luce della considerazione che l’obbligo di adozione del Pos viene generalizzato a tutti i soggetti Iva rimane la curiosità di verificare, alla fine dell’anno appena iniziato, se esisterà una ragionevole corrispondenza tra numero di partite Iva e dispositivi installati.



SISTRI: UN PARADOSSO TUTTO ITALIANO

pubblicato 10 gen 2018, 07:18 da Edi Barbazza

Lo strumento che doveva risolvere il problema delle ecomafie , che nella carta figurava come la panacea di tutti i mali, in questo decennio, in cui si sono alternati governi di destra e di sinistra, non ha portato a nulla se non ad aggravi di costi per le imprese che si sono dovute dotare  di chiavette, black box  rimaste nei cassetti, e a perdite di tempo per la formazione dedicata al corretto uso del sistema e  per evadere pratiche burocratiche.
Il portale ufficiale continua a riportare la seguente specifica: “La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo. È questo il motivo per cui è stato realizzato SISTRI.”
Il Sistri sembra inamovibile, continua  a succhiare ossigeno alle aziende mentre le discariche abusive proliferano e gli  impianti di recupero e smaltimento di rifiuti continuano “misteriosamente” a prendere fuoco . A che cosa ci serve o meglio a chi serve che questo sistema continui a stare in piedi?
L’ottusità e incapacità di un sistema politico senza distinzione di colori che  solo a parole è vicino alle imprese e  che in questi giorni riempie i giornali con promesse di ogni tipo dal gusto prettamente elettorale, non è riuscito a rendere operativo questo strumento e continua a non arrendersi, a riproporlo con cadenza annuale.
Non  si scandalizzano ormai più le aziende, troppo  stanche di continuare a denunciare i continui pagamenti per un sistema che non ha mai funzionato. Non scandalizza più nemmeno l’ennesima proroga della sua operatività che anche quest’anno è arrivata puntuale verso fine anno. Sapevamo già che non sarebbe partito e che così com’è  mai partirà. Ora, con le ultime novità della legge di bilancio  sembra che dovrebbe partire nel 2019,  ma intanto si continuano ad utilizzare i vecchi  formulari di trasporto, il registro cartaceo  di carico  scarico e si dovrà fare la denuncia rifiuti (MUD) entro aprile. Ovviamente  rimangono in vigore gli obblighi di pagamento per l’iscrizione , gli obblighi di  contribuzione e le sanzioni .
Fosse “tutto” qua, vabbè nulla di nuovo, ma quest’anno è arrivata  quella che sembra l’ennesima provocazione del legislatore: la previsione nella legge di bilancio di un decreto di prossima attuazione, che dovrebbe essere diretto al recupero dei contributi sistri che non sono stati pagati negli anni scorsi dalle aziende.  La retroattività parte dal 2009.  Tutto questo si commenta da solo
Come possono le nostre aziende concorrere a quel famoso  “rilancio del paese” di cui tutti si riempiono la bocca in queste settimane se il nostro sistema politico ci ancora a inutili pesi? Ancora una volta diciamo  basta con questi pasticci,  basta con l’inutilità, è ora di liberare le imprese da inutili fardelli.

LEGGE DI BILANCIO: PER LE PICCOLE IMPRESE PIÙ OMBRE CHE LUCI

pubblicato 28 dic 2017, 00:25 da Edi Barbazza

Concluso da pochi giorni il laborioso iter della legge di stabilità 2018 si possono trarre le prime conclusioni.
La sconfortante considerazione è che per le piccole imprese non si sia fatto praticamente nulla.
Sul fronte della burocrazia e degli adempimenti le cose sono, non solo invariate, ma addirittura peggiorate: dalle costanti variazioni apportate al calendario dello spesometro, all’introduzione obbligatoria della fattura elettronica con aggiunta di nuovi adempimenti comunicativi con cadenza mensile, per finire con il mancato accoglimento delle istanze volte alla semplificazione in materia di fruizione dei crediti fiscali senza dimenticare il pasticcio sulla detrazione dell’IVA e l’irrisolto nodo del riporto delle perdite per i contribuenti in regime semplificato con criterio di cassa.
L’elenco si allunga con il rinvio dell’imposta sul reddito d’impresa (IRI) e con il mancato accoglimento della richiesta di ampliamento della deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali.
Scarsa consolazione proviene dalla proroga delle agevolazioni in materia di ristrutturazione edilizia.
L’unica nota che poteva avere una reale valenza positiva correlata alla proroga del super e dell’iper ammortamento in chiave Industria 4.0, è purtroppo difficilmente fruibile per ragioni strutturali dalle piccole imprese.
Prendiamo atto che il legislatore ha deliberatamente inteso ignorare le questioni prioritarie per il mondo artigiano e per le piccole imprese che non chiedevano né favori né agevolazioni, ma buon senso ed equità e su questi presupposti si fondava l’azione di lobby coltivata dal sistema Confartigianato a tutti i livelli, provinciale, regionale e nazionale .
È chiaro che così va all’aria ogni proposito di collaborazione, avanzato peraltro dalle istituzioni medesime.
È scontato che Confartigianato guarderà con molta attenzione, in vista del prossimo avvicendamento istituzionale, agli aspiranti rappresentanti della collettività con il filtro della sensibilità per i temi inutilmente già presentati ai loro predecessori.


RECUPERARE IL PATRIMONIO DISMESSO INDUSTRIALE

pubblicato 28 dic 2017, 00:15 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 28 dic 2017, 00:15 ]

Un miliardo e 200 milioni di euro: questo il valore stimato del patrimonio industriale dismesso della nostra Regione, al quale sommare altri 2,7 miliardi di valore dei capannoni disponibili sul mercato ma non utilizzati, per un totale patrimoniale sulla carta di 3,9 miliardi di risorse non utilizzate (valori basati sulle quotazioni medie al m2 di fonte Agenzia delle Entrate abbattute in percentuale per tener conto dello stato d’uso e di conservazione dei capannoni).


In totale, in Veneto ci sono quasi 45 mila edifici inutilizzati, residenziali e non, pari al 3.7% del totale regionale, di cui 8.076 in provincia di Treviso. Focalizzandosi sui capannoni, secondo i dati catastali 2016 in Veneto ci sono 92 mila capannoni (8% del totale degli edifici), di cui 17.053 in Treviso ( pari al 19% del totale regionale)  tra questi 10.610 sono quelli dismessi (12% del totale dei capannoni), 1940 quelli trevigiani, pari al 18% del monte complessivo regionale.

Su questi si è focalizzata l’indagine, riuscendo a distinguere tra quelli inutilizzabili (da rottamare) che sono ben 4.570 (un 43% che si trova in mediocri o pessime condizioni di conservazione e ad oggi non sono utilizzabili, pari ad una superficie di poco inferiore a 12 milioni di metri quadrati abbandonati, una perdita di valore non solo economica ma anche di qualità del territorio e del paesaggio) e quelli utilizzabili. Questi rappresentano il 57% dei capannoni dismessi e sono ulteriormente suddivisibili tra quelli, 3.155 (30% del dismesso) che sono sul mercato (in vendita o affitto) ed i 2.885 (27% del dismesso) che non sono immessi sul mercato.

Del 57% di fabbricati dismessi, 3.155 possono essere oggetto di agevolazioni per la riconversione e trasformazione ad esempio mediante cambi di destinazione d’uso, riduzione degli oneri, sostegno al frazionamento, sostegno ad affitti agevolati. 2.885 possono avere riutilizzi alternativi come: leasing del lastrico solare, incentivi agli usi temporanei degli spazi.

La ricerca, promossa da Confartigianato Imprese Veneto, in collaborazione con IUAV e Regione del Veneto e realizzata da Smart Land, per la prima volta, ha adottato un sistema misto di rilevazione con l’utilizzo statistico dei PAT (Piani Assetto Territorio) forniti dalla Regione (che hanno dato il dimensionamento delle superfici e le indicazioni sulla destinazione d’uso) sovrapposti ai dati catastali (che hanno dato indicazioni sulla numerosità) ed indagini originali attraverso gli strumenti forniti da google street view, è entrata anche nell’ambito del valore potenziale dato dalla valorizzazione degli immobili recuperabili.

“La riconversione e il riutilizzo di questo patrimonio – spiega Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana -  riqualificandolo e intervenendo con azioni ad hoc, potrebbe portare alla creazione di un indotto pari a 7,9 miliardi. Un ottimo motivo per impegnarsi  tutti per migliorare la qualità delle aree industriali, soprattutto in collaborazione con gli Enti locali. Anche la demolizione dei manufatti irrecuperabili e il recupero globale di aree abbandonate è un valore attraverso, ad esempio, le potenzialità della legge regionale 11 del 2004 sui crediti edilizi, con recupero di suolo e “trasferimento” della volumetria demolita in altri luoghi, così da ridurre la perdita di valore dei manufatti esistenti e renderli commerciabili”.

 

Lo studio ha rilevato che in Veneto ci sono 5.679 aree produttive con una media di 10 aree produttive per comune e una superficie totale di 41.295 ettari. La provincia di Treviso è quella con più aree produttive per comune, pari a 14 con una superficie media di 5,4 ettari. Vicenza è la provincia con il valore più alto di capannoni, pari al 22% del totale regionale, e di capannoni dismessi, pari al 20% del totale regionale. L’area centrale del Veneto è quella con il numero più elevato di capannoni dismessi (cfr. grafico1) ma nella mappa è ben visibile tutta l’incidenza dell’area produttiva e della pedemontana.

 


In Veneto le stime dell’indagine contano ben 135 comuni con una percentuale di capannoni dismessi sul totale del patrimonio inutilizzato (residenziale e non residenziale) superiore al 35% (cfr. grafico2).

  

In questo quadro, negli ultimi anni le compravendite di capannoni sono crollate (-41% rispetto al 2006) ma nonostante questo crollo la quotazione di mercato ha perso solo il 3,6% di valore, passando da 500 a 482 euro/mq, un valore che in molti casi si può ritenere comunque non appetibile. Rispetto alla media nazionale c’è un incremento del valore medio delle quotazioni dei capannoni in Veneto che si scontra con un uso più flessibile e un riuso economicamente appetibile di queste risorse oggi inutilizzate.

Il Veneto è la seconda regione in Italia per incidenza della superficie di territorio consumato, pari al 12,21% del territorio regionale, dove il 54% dei comuni superano la media regionale di consumo di suolo e il 22% dei comuni supera il 20% di territorio consumato.

L’obiettivo che il sistema associativo intende perseguire è quello di  Veneto più consu(meno) e meno consu(mone).

In che modo:

  • ·         innanzi tutto con le sinergie, partendo dal protocollo di intesa tra noi, IUAV e Regione Veneto che prende il via con questa prima mappatura e che proseguirà con la medesima metodologia a livello territoriale al fine di portare Comune per Comune a capire cosa c’è e cosa farne;
  • ·         con la campagna del diversamente capannone per accompagnare i territori a trasformare edifici brutti che non portano ricchezza in nuovi luoghi anche del terziario (scuole, biblioteche etc) con un po’ di fantasia (ci sono già start up in questo ambito).
  • ·         partendo dalla recente legge regionale sul contenimento del consumo di suolo, che offre ottime opportunità, si invita la Regione Veneto a redigere un decalogo di indicazioni concrete da fornire ai comuni che devono attivarsi per procedere, con politiche specifiche di intervento anche nella logica win win di collaborazione pubblico/privato, a “portare a terra” gli obiettivi della legge.
  • ·         Inoltre richiediamo l’intervento dell’Ente regionale affinché colmi, al più presto, il ritardo nel riordino delle aree attrezzate con gli APEA (aree produttive ecologicamente attrezzate) e APSEA (aree produttive socialmente e ecologicamente attrezzate), già attivi su altre aree del Paese.

DONAZIONE DI CONFARTIGIANATO A PEDIATRIA E COMUNITA’ DISABILI

pubblicato 14 dic 2017, 07:26 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 14 dic 2017, 08:14 ]

Dolce Natale per i bambini delle Pediatrie dell’Ulss 2 Marca Trevigiana e gli ospiti dei Centri disabili aziendali. Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha loro donato il grande stemma di Treviso. Una scultura realizzata con oltre 50 chili di cioccolato nel corso della manifestazione Cioccolato di Marca che sarà distribuito sotto controllo dei nutrizionisti e utilizzato dal “Biscottificio in pigiama” del Ca’ Foncello. 
Confartigianato inoltre per il tramite dell’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati ha regalato al Dipartimento pediatrico anche alcuni arredi, destinati a un’ulteriore umanizzazione degli ambienti in modo da assicurare maggiore comfort ai familiari dei piccoli pazienti. 
Le donazioni sono state formalizzate venerdì 14 dicembre, a Villa Carisi durante il tradizionale incontro prenatalizio col Direttore generale Francesco Benazzi, a conclusione del quale i frequentatori dei centri disabili hanno illuminato il grande albero di Natale nel parco. Erano presenti per Confartigianato Imprese Marca Trevigiana il presidente e il segretario provinciali, Vendemiano Sartor e Valeria Maggiolo, unitamente al presidente dell’ANAP Fiorenzo Pastro e al referente della comunità associativa produttori dolciari Andrea Marin.
    

I rappresentanti di Confartigianato hanno simbolicamente consegnato nelle mani di Benazzi i particolari doni natalizi. Entusiasmo ha suscitato il grande quantitativo di cioccolato che sarà distribuito tra le pediatrie ospedaliere e i vari Centri per Disabili della Marca oltre che essere impiegato per la confezione di dolcetti dal Biscottificio in Pigiama, seguito al Ca’ Foncello dal professor Mellone. Ancor più significativa la donazione, fatta tramite l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati alla Pediatria del Ca’ Foncello per un valore di circa 5000 euro. Comprende 3 poltrone appositamente progettate per pazienti dotati di sufficiente mobilità, ma in grado di assicurare anche condizioni di riposo ai familiari coinvolti nell’assistenza ai piccoli. La donazione è stata completata con un due divani, rispettivamente per 2 e 3 persone.

“Si tratta di una giornata particolare – spiega Francesco Benazzi, Direttore generale – l’atmosfera natalizia conferma l’attenzione che da tante parti della società c’è verso il nostro lavoro e l’impegno verso i più piccoli e i meno fortunati. Accogliamo con gratitudine la presenza dei rappresentanti di Confartigianato che con le loro donazioni trasmettono i segni di una dolcezza non solo per il gusto. Mi riferisco in particolare alla donazione alla Pediatria che è attenzione verso la malattia ma anche segno di condivisione dei nostri sforzi per un ambiente ospedaliero sempre più umanizzato. Ringrazio, inoltre, i professionisti e gli operatori e i volontari dei Servizi Sociali che hanno consentito questo momento con l’illuminazione dell’albero che abbellisce la nostra sede e fa felici i nostri opiti”.

“Confartigianato Imprese Marca trevigiana non è solo partner delle imprese che ogni giorno le affianca nella loro attività quotidiana supportandole nello sviluppo. E’ un’Associazione da sempre attenta al sociale. La prossimità, la sussidiarietà, la solidarietà – afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – sono peculiarità del nostro sistema associativo. Per questo abbiamo deciso di significare questo Natale con due importanti iniziative. I doni consegnati, cioccolato e arredi, sono dei tasselli che compongono il puzzle del nostro impegno e della nostra vicinanza a chi vive condizioni di disagio e malattia. Concorrere ad alleviare la sofferenza è un dovere civico e morale a cui siamo tutti chiamati. Per quanto ci riguarda siamo, con le nostre iniziative, sempre al fianco di chi, a vario titolo, dedica risorse, tempo ed energia ad accompagnare chi vive esperienze che segnano, che graffiano non solo il corpo ma l’intera esistenza.”

CONFARTIGIANATO INCONTRA L'ON.LE DI MAIO

pubblicato 14 dic 2017, 07:20 da Edi Barbazza

Una delegazione di Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Confesercenti Veneto, Confcooperative Veneto, Confprofessioni Veneto e Cisl Veneto ha incontrato il candidato Premier del Movimento 5 Stelle On. Luigi di Maio. Sullo sfondo delle prossime elezioni nazionali, previste per il 4 marzo 2018, martedì 13 dicembre le rappresentanze regionali venete di Confartigianato Imprese Veneto, presente anche il presidente provinciale di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana Vendemiano Sartor,  Cna Veneto, Confesercenti Veneto, Confcooperative Veneto, Confprofessioni Veneto e Cisl Veneto, con la formula di #Arsenale2022, hanno incontrato, in Via Torino a Mestre nella sede di Confartigianato Imprese Veneto, il candidato Premier del Movimento 5 Stelle ed attuale vice Presidente della Camera dei Deputati On. Luigi di Maio accompagnato dal consigliere regionale Jacopo Berti.

In premessa i rappresentanti delle organizzazioni hanno fatto una sintesi dei temi “caldi” per il mondo del lavoro, della piccola impresa e delle professioni. “Siamo Parti Sociali autorevoli, rappresentative ed abituate a proporre contenuti ed idee chiare, concrete e misurabili. Consapevoli che il nostro Paese è oramai incompatibile -per fisco e burocrazia- con la piccola impresa, se si prosegue su questa china si apre un problema economico enorme per l’Italia. Ovviamente chiediamo attenzione e provvedimenti a nostra misura ma in una cornice che mantenga stabile e credibile il nostro Paese agli occhi dell’Europa e del mondo economico internazionale”. 
Due ore di confronto serrato sui temi dell’economia del lavoro, del credito, della formazione e dell’Europa. L’incontro ha toccato anche argomenti critici, dall’articolo 18 allo Statuto dei Lavoratori, dal tema del welfare innovativo, anche sul modello francese, al Codice degli Appalti, sino al ragionamento sull’autonomia rivendicata -a ragione secondo l’On Di Maio dalla nostra regione.
Particolare attenzione è stata quindi posta alle possibili misure per una procedura semplificata della giustizia, del fisco e lavoro in primis e ad una altrettanto decisa delegiferazione.  

L’On Luigi Di Maio ha chiuso il confronto con un auspicio: “comunque vadano le elezioni del 2018, il Movimento 5 Stelle chiede a voi Parti Sociali, in particolare quelle di una Regione così strategica per la nazione, di fare squadra per realizzare punti programmatici condivisi”. 

AL VIA LA CAMPAGNA RADIOFONICA DI CONFARTIGIANATO

pubblicato 11 dic 2017, 05:10 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 11 dic 2017, 05:10 ]

Piccola impresa protagonista del panorama produttivo italiano. E’ il messaggio della campagna radiofonica di Confartigianato Imprese che ha debuttato l’11 dicembre sui principali network nazionali.
Articolata in 3 spot da 30 secondi ciascuno, trasmessi a rotazione per un totale di 1.750 passaggi, la campagna prevede una programmazione in blocchi di 2 settimane: dall’11 al 24 dicembre e dall’8 al 21 gennaio 2018.
L’iniziativa, che accompagna e rafforza la campagna tesseramento 2018, punta sulla centralità dei valori dell’artigianato e della piccola impresa nell’economia del Paese, sulla presenza capillare dei piccoli imprenditori sul territorio italiano, sulla capacità di rappresentanza espressa da Confartigianato: la piccola impresa è la “nota di sapere artigiano” che fa grande l’Italia, è la “destinazione” presente ovunque nel Paese. Il terzo spot è dedicato agli associati Anap con il racconto di una storia di lavoro ed un claim di chiusura: “Perché chi ha dato tanto, merita tanto”.
Sette i network che trasmetteranno la campagna, scelti tra i primi in termini di ascolto: RTL 102,5 (la radio più seguita in assoluto con oltre 8 milioni di ascoltatori), RDS, Radio Italia, Radio Dee Jay, Radio Rai 1, Radio Rai 2, Radio 24, Radio Capital, Radio Sportiva e Radio Zeta.

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