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ECOBONUS: LO SCONTO IN FATTURA DISTORSIVO DELLA CONCORRENZA

pubblicato 2 ago 2019, 01:41 da Edi Barbazza

Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Nei giorni scorsi, unitamente ai colleghi presidenti delle altre province venete del sistema Confartigianato, abbiamo inviato una lettera ai parlamenti  per sollecitare una loro azione bi-partisan sulla recente vicenda della disciplina sull’ecobonus.

Di seguito l’inizio dell missiva:
Nonostante le tante buone intenzioni espresse dalle forze politiche, comprese quelle che formano l’attuale maggioranza di Governo, l’artigianato e la piccola impresa continuano a subire condizioni di mercato e di legislazione che, incuranti dello “small business act”, della disciplina dei termini di pagamento, della disciplina che regola il sub appalto, dei costi energetici, dei carichi burocratici e della necessità di assicurare effettiva concorrenza, condizionano quotidianità e crescita della fascia di imprese che, nonostante ciò, continua a rappresentare il 93,5% (fino a 10 addetti con il 42,5% dell’occupazione) che diventa 99% (fino a 50 addetti con 66,3% dell’occupazione) dell’intero tessuto imprenditoriale italiano.”

Lettera che si chiude con: “buona l’idea di rilanciare il risparmio energetico e gli interventi antisismici con lo sconto in fattura; cattiva l’esecuzione che vuole il piccolo imprenditore essere anche bancomat, per l’anticipo dello sconto. Tra le tante soluzioni possibili è stata scelta la peggiore, premiando l’intermediazione con i relativi costi che ricadono sul cittadino e sulla piccola impresa, anziché il lavoro professionale vero ed il rapporto tra comunità ed imprese. Vi chiediamo di ascoltare le imprese e la loro rappresentanza e di modificare quanto prima la norma. Noi siamo a vostra disposizione!”

Questa nostra forte presa di posizione si basa sulla consapevolezza della profonda distorsione della concorrenza introdotta dalla norma – come evidenziato dall’Antitrust – a danno di 52mila600 imprese artigiane venete edili, dell’installazione di impianti e dei serramenti (in legno e in metallo)pari al 41% di tutto l’artigianato regionale: Le imprese artigiane trevigiane interessate sono 9.800 ( che occupano 20.200 addetti), pari complessivamente  al 42.8% del comparto. 

Il valore di questo mercato in Veneto
In Veneto il mercato sostenuto dall’ecobonus ammonta, nel 2018 da fonte ENEA, a 541 milioni € di investimenti (pari al 16,3% dei 3.331 milioni a livello nazionale) e 42mila interventi. Nell’ultimo quinquennio queste cifre diventano oltre 2 miliardi di investimenti e 215mila interventi. La distribuzione per tipologia rileva il 31,4% riferito ai serramenti, il 24% a pareti verticali, il 15,4% a pareti orizzontali, il 12,6% alle caldaie a condensazione, il 7,4% a pompe di calore, il 4% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,75% a Impianti a Biomassa.

I danni per l’impresa “tipo”
Ma quali sono gli effetti del provvedimento su di una impresa tipo di cinque addetti nel settore delle costruzioni? A questo risponde una stima elaborata dall’ufficio studi della federazione. Nell’ipotesi in cui gli interventi per efficienza energetica pesino per il 50% del fatturato aziendale si evidenzia che la norma, dal 4° anno, mette fuori mercato la nostra impresa tipo. Nei primi 3 anni lo sconto praticato ai clienti rimane inferiore alle somme versate all’Erario – imposte su reddito, ritenute dei dipendenti, contributi, Irap e Iva – consentendone il completo recupero da parte dell’impresa, ma dal 4° questa condizione non si avvera più e l’impresa è costretta, per quell’anno, a rinunciare alla gran parte degli interventi incentivati, nel 5° la rinuncia per incapienza è totale. Nell’arco dell’intero quinquennio è del 37% la riduzione del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica.

Se l’impresa è invece fortemente specializzata negli interventi per efficienza energetica, con un peso del 75% del fatturato, la situazione peggiora. Lo sconto, infatti, può essere recuperato solo nel primo biennio mentre già nel 3° anno si registra una incapienza di versamenti all’Erario per la quasi totalità dei lavori e nell’ultimo biennio sarà necessario rinunciare alla totalità dei lavori incentivati. Nell’arco del quinquennio l’impresa perderà oltre la metà (58%) degli interventi beneficiati da incentivi.
Le condizioni peggiorano ulteriormente nel caso in cui l’impresa non riesca a compensare i mancati ricavi sul mercato sostenuto dall’ecobonus su altri segmenti di mercato (immobili non residenziali, nuove costruzioni, ecc.), in quanto la riduzione dei ricavi diminuisce gli oneri fiscali utilizzabili per la compensazione.

E’ urgente arrestare questo paradosso di provvedimenti presentati come vocati alla “crescita” che, invece di sostenere le piccole imprese private delle costruzioni rischiano di generare ulteriori spazi di rendita di posizione a grandi imprese a capitale pubblico.
 

CAMPAGNA #IONONSONOUNBANCOMAT

pubblicato 9 lug 2019, 02:17 da Edi Barbazza

Con riferimento all'art. 10 del DL Crescita e l’introduzione dello “sconto” in fattura, c’è un rischio “concorrenza sleale” grande come una casa e, a certificarlo, arriva anche il pronunciamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Ed anche l’introdotta possibilità di un’ulteriore cessione dei crediti di imposta a propri fornitori di beni e servizi -risultato minimo ottenuto grazie alla nostra azione di lobby verso il Parlamento in fase di approvazione del DL- non intacca la complessità delle procedure, mentre lascia  inalterati i rischi per le piccole imprese di restare alla mercé dei grandi fornitori, gli unici nelle condizioni di prendere in carico queste opere per poi assegnarle in una sorta di sub-appalto. 

Le piccole imprese e gli artigiani non possono fare da bancomat ed anticipare al cliente il credito d’imposta, sotto forma di sconto in fattura con la possibilità di recuperarlo in cinque anni, dei lavori relativi all’Ecobonus o al Sismabonus e, il pronunciamento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, indirizzato ai Presidenti di Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Consiglio dei Ministri, rileva appunto che la norma in esame, nella sua attuale formulazione, appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni. 

Viene evidenziato che il nuovo sistema si pone, in ragione delle modalità prescelte per il trasferimento dei crediti fiscali dai soggetti aventi diritto ai fornitori, quale meccanismo fruibile, nei fatti, solo dalle imprese di grande dimensione, che risultano le uniche in grado di praticare gli sconti corrispondenti alle detrazioni fiscali senza confronti concorrenziali, potendo compensare i correlativi crediti d’imposta in ragione del consistente volume di debiti fiscali, godendo anche di un minor costo finanziario connesso al dimezzamento da dieci a cinque anni del periodo di compensazione del credito d’imposta. 

La disposizione normativa segnalata appare quindi introdurre una discriminazione fra operatori concorrenti - in termini di impossibilità, per alcuni di essi, di utilizzare nelle proprie offerte di mercato tutti i diversi meccanismi di incentivazione normativamente previsti per la domanda di lavori di efficientamento energetico - avvantaggiando gli operatori di maggiori dimensioni e capacità finanziaria e rischiando, conseguentemente, di distorcere le dinamiche del relativo mercato con l’effetto di restringere le possibilità di offerta per i consumatori finali.

Le leggi, se sbagliate come in questo caso, si possono cambiare. Nel frattempo l'attenzione si sposta verso l’Agenzia delle Entrate, chiamata ad emanare entro un mese dalla approvazione della norma, una circolare esplicativa proprio in materia di possibile ulteriore cessione dei crediti di imposta da parte della impresa esecutrice dei lavori a propri fornitori di beni e servizi. Resta valida anche la proposta di poter cedere il credito d’imposta sulla spesa effettuata direttamente alle banche per evitare che alle piccole imprese non sia possibile acquisire il credito per carenza di risorse finanziarie o di capienza fiscale tale da consentire la procedura di compensazione.

1 LUGLIO 2019: DEBUTTO DELLO SCONTRINO ELETTRONICO

pubblicato 2 lug 2019, 03:20 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 2 lug 2019, 03:22 ]

Ha fatto la sua apparizione stamattina lo scontrino elettronico. Obbligatorio, per ora, per tutte le attività artigiane, commerciali e di somministrazione con volume d’affari superiore a 400mila euro. Una rivoluzione per il punto cassa e l’amministrazione di un consistente numero di imprese. Si passerà dall’attuale cassa “fisica” a un’infrastruttura completa e certificata con la funzione di memorizzazione e invio dei corrispettivi, con la garanzia di una connessione sicura e inalterabile diretta all’Agenzia delle Entrate.

Positiva la circolare dell'Agenzia delle Entrate , richiesta dal sistema Confartigianato, che prevede che: "tutti i soggetti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi sin da oggi, 1° luglio, potranno adempiere al nuovo obbligo entro il 31 agosto senza incorrere in sanzioni, indipendentemente dalla messa in servizio o meno del registratore telematico. Ciò significa che le imprese coinvolte avranno più tempo per adeguarsi tecnologicamente e, nel frattempo, potranno continuare ad emettere scontrini, ricevute fiscali e ad annotare i relativi importi sul tradizionale registro cartaceo.

“Serviva più tempo –afferma Vendemiano Sartor, Presidente di Confartigianato Imprese Marca trevigiana – perché questa scadenza ha già creato caos anche per via dei ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi e delle difficoltà oggettive legate al cambiamento tecnologico in atto. Moltissime le imprese che ci hanno segnalato difficoltà sia nell’installazione dei nuovi registratori telematici, sia nell’adeguare l’attuale misuratore fiscale. Le problematiche nascono, principalmente, dai numerosi provvedimenti che nel corso degli anni si sono susseguiti in merito alla certificazione delle prestazioni di servizi tramite ricevute fiscali e alla necessità di dover “adattare” gli stessi al nuovo adempimento. Ci si riferisce, in particolare, all’obbligo di rilascio del documento commerciale, unicamente per finalità di controllo, all’atto dell’ultimazione della prestazione anche se l’importo della stessa non è determinato o pagato. Come pure all’obbligo di emissione del documento commerciale in presenza di prestazioni eseguite in garanzia, senza addebito di importo, al cliente. Queste e altre particolarità devono essere gestite tramite il registratore telematico”.

Su richiesta di Confartigianato, in relazione a tali situazioni di criticità, nello stesso Decreto “Crescita” è stato previsto che “per un periodo di sei mesi dall’avvio del nuovo obbligo, la non applicazione di sanzioni “in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto.

“L’operazione – continua Sartor – purtroppo non sarà senza costi per le imprese: artigiani e commercianti, infatti, dovranno sostituire o “aggiornare” i registratori di cassa investendo fra gli 800 e i mille euro. In compenso otterranno un credito d’imposta del 50 per cento entro la soglia massima di 250 euro (50 euro nel caso di ammodernamento di una vecchia macchina)”.
In ogni caso, questo è soltanto l’anticipo della vera, importante consistente, “rivoluzione” che arriverà il 1° gennaio prossimo. Secondo quanto appena stabilito dal “Decreto Crescita”, tutte le attività soggette a IVA, quindi anche gli artigiani e i commercianti al minuto con fatturato annuo inferiore a 400.000 euro, saranno obbligate al nuovo scontrino.
“Siamo preoccupati sia per gli artigiani sia per le imprese – conclude Sartor - che operano in una sede non fisica e nei territori che soffrono la carenza di connessione web. Per questo continueremo a batterci affinché il Decreto possa essere migliorato, consentendo alle imprese di operare con il minor impatto burocratico possibile”.

IMPRESE E FAMIGLIE TREVIGIANE PAGANO PER IL RILANCIO DI ALITALIA

pubblicato 3 giu 2019, 03:43 da Edi Barbazza

“Confartigianato Imprese Marca Trevigiana dissente dal trasformare la bolletta energetica nell’ennesimo salvadanaio dal quale attingere risorse per salvare Alitalia. Questo il commento del presidente dell’Associazione Vendemiano Sartor dopo aver appreso la notizia che, nelle pieghe del decreto Crescita — chiamato alla conversione in Parlamento —, due articoli prevedono di poter prelevare dai conti della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) 650 milioni di euro per la copertura finanziaria della misura in favore della continuità di servizio di Alitalia

L'ultima novità riguarda, infatti, il rischio che tale possibile decisione “impoverisca” ulteriormente le disponibilità finanziarie della CSEA, che sono funzionali in determinati momenti al contenimento dei costi della bolletta elettrica delle famiglie e delle imprese. La conseguenza di tale decisione potrebbe quindi tramutarsi in un incremento improprio dei prezzi dell’energia (ancora una volta a carico della collettività) al fine di salvare il vettore, ancora commissariato, e alla disperata ricerca di uno o più nuovi partners. E l'allarme arriva direttamente dall'Autorità per l'Energia, Reti e Ambiente, che è un soggetto al di sopra delle parti, che dichiara l’inopportunità di tale decisione. 
Ma da dove arriverebbero esattamente questi 650 milioni? Si chiamano «oneri di sistema» e vengono pagati in bolletta da cittadini e imprese — inseriti in una voce esplicitata in fattura — assolutamente indipendenti dai consumi di energia elettrica e destinati a costituire un “fondo” istituito per evitare ripercussioni a famiglie e imprese nel caso di forti aumenti tariffari.
Un accantonamento che poi viene restituito periodicamente ai clienti in quei trimestri in cui il prezzo dell'elettricità o del metano salgono in modo considerevole, ben oltre le medie. 
Come scrive l'Autorità, i soldi messi da parte servono in sostanza «alla mitigazione degli effetti per i clienti finali, in caso di forti oscillazioni dei costi di generazione o di approvvigionamento dell'energia». Togliendo 650 milioni al fondo diventa concreto il rischio che non sia poi sufficiente per "mitigare" il rincaro dei prezzi.

“Si tratta di una soluzione – rileva Sartor - che penalizza ancora una volta e in maniera particolarmente incisiva le piccole imprese e famiglie. Forse molti non lo sanno ma i maggior oneri sono a carico di quelle aziende che “utilizzano” poco la potenza elettrica impegnata. Situazione che la nostra Associazione ha denunciato nel 2014 con un ricorso al TAR per annullare i provvedimenti dell’Autorità che andavano ad alleggerire gli oneri generali di sistema alle imprese energivore appesantendo le bollette elettriche delle piccole imprese e delle famiglie. E’ inaccettabile inoltre che negli articoli proposti si preveda che il trasferimento dei 650 milioni avvenga per tutto il periodo necessario per il rilancio di Alitalia. In pratica, il prelievo rischia di divenire un automatismo e non una misura eccezionale. 
Negli oneri di sistema ci sono già troppi costi impropri che dobbiamo sostenere, basti pensare ai 100 milioni di euro l’anno che vengono poi girati al Gruppo Ilva. Veramente non se ne può più. Come si può competere in un mercato globale se anche l’energia, vitale per l’attività delle imprese, e’ considerata alla stregua di un bancomat per lo Stato?
Come si può immaginare che la capacità di spesa delle famiglie aumenti se costantemente si applicano oneri impropri?
Le politiche industriali del nostro Paese meritano ben altra attenzione e necessitano di reali strategie di rilancio che vadano oltre alle semplici prebende (che poi paghiamo tutti) per tenere in piedi aziende che da anni incidono sui costi dello Stato”. 

IL GIRO, LE BICI, LE IMPRESE, IL TERRITORIO

pubblicato 30 mag 2019, 07:06 da Edi Barbazza

In occasione della partenza della Treviso-San Martino di Castrozza, tappa n.19 del 102° Giro d’Italia, fissata per il 31 maggio, Confartigianato Imprese  Marca Trevigiana ha presentato  il protocollo d’intesa siglato tra la Confederazione e la Federazione Ciclistica Italiana – FCI per la promozione della bicicletta e del suo tessuto economico, la valorizzazione del territorio a favore della mobilità pulita, della difesa della salute e dell’ambiente

Hanno  illustrato e dettagliato la nuova partnership Marco Granelli, vice presidente vicario di Confartigianato Imprese e Daniela Isetti, vice presidente vicario della Federciclismo. Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, ha reso noto il valore dell’indotto e Mario Pozza, presidente dell’Organizzazione di Gestione della Destinazione “Città d'arte e ville venete del territorio trevigiano”, ha ricordato le azioni che sta promuovendo l’OGD in tema di cicloturismo.

La collaborazione tra l’Associazione e la Federazione si articola in una serie di iniziative turistiche, in attività integrate di educazione ambientale per lo sviluppo locale in un’ottica di sostenibilità; in progettualità aventi carattere formativo sul mondo della bicicletta e sulla sua manutenzione che porteranno alla definizione di  nuove figure professionali  - operatori turistici e guide cicloturistiche sportive- attraverso l’organizzazione di corsi gestiti dal Centro Studi FCI.

Con particolare riferimento a quest’ultimo ambito Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, attraverso la sua società di formazione, si è attivata per la strutturazione di un percorso ad hoc  territoriale che va ad integrare e completare  il  gia’ collaudato corso Federciclismo per la qualificazione di guide ciclo-turistiche sportive ovvero di figure che per professione accompagneranno persone singole o gruppi in percorsi cicloturistici, fornendo informazioni generali sul territorio, illustrando le zone di pregio naturalistico e ambientale, i siti di interesse artistico, storico e culturale attraversati, al di fuori degli ambiti di competenza degli Accompagnatori Naturalistici e delle Guide Turistiche.

“La partnership con Confartigianato – ha fatto rilevare Daniela Isetti, Vice Presidente Vicario della Federazione Ciclistica Italiana – consente di potenziare le nostre iniziative nel settore del cicloturismo, fenomeno in forte crescita, e porterà valore aggiunto nelle attività che riguardano il mondo della bicicletta, anche con la riscoperta degli artigiani che si occupano della produzione e manutenzione. Figure oggi molto richieste dal mercato, oltre a valorizzare il ruolo e le potenzialità delle guide cicloturistiche sportive abilitate da FCI e dare nuovo impulso all’occupazione giovanile in un contesto quanto mai attuale”. 

L’accordo ha come obiettivo chiave quello di generare valore aggiunto per  tutte le imprese che operano  nel mondo delle due ruote potenziando le competenze e le peculiarità delle realtà produttive e dare nuovo impulso alla neoimprenditoria  che si connota per una spiccata vocazione alla sostenibilità e all’innovazione. 

“Con questo intesa – ha sottolineato il Vice Presidente di Confartigianato Marco Granelli – abbiamo l’occasione di valorizzare un settore, quello della produzione di biciclette, in cui l’artigianato è protagonista con 2.062 imprese e 3.862 addetti artefici della qualità manifatturiera italiana nel mondo dove lo scorso anno ne abbiamo esportate circa 1.800.000. Oggi più che mai l’utilizzo delle biciclette fa bene all’economia, alla salute e all’ambiente”.

“Quello delle biciclette – ha evidenziato Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - è infatti uno dei settori in cui gli imprenditori artigiani sono stati artefici della rinascita e del rilancio della qualità manifatturiera italiana. Proprio negli anni della crisi gli imprenditori artigiani sono stati i promotori del ritorno alla bicicletta sofisticata, realizzando capolavori che esprimono tradizione, innovazione, talento, gusto e creatività. Quello delle due ruote è un mercato in evoluzione ed espansione. Lo è per le caratteristiche delle aziende che le producono, nell’utilizzo che se ne fa, nel valore del prodotto stesso che non è più solo un oggetto di consumo ma diventa uno stile di vita che a sua volta apre ad altre esigenze ed opportunità che riguardano sia la bicicletta, che diviene un bene di valore da tutelare, sia le sue diverse forme di utilizzo”.

“L’OGD è un grande risultato per tutto il territorio – ha affermato il presidente Mario Pozza - Riuscire a creare un sistema strategico per il turismo, come indicato dalla Regione Veneto, forte delle nuove competenze della Camera di Commercio di Treviso– Belluno, ci pone davanti un percorso di grande responsabilità, ma che sono certo riuscirà, con Fondazione Marca Treviso, a dar vita a nuove esperienze d’impresa , come lo sono le reti d’impresa “cycling in the venice garden” , “Golf in Veneto”, “Matrimonio all’italiana”  e a nuove occasioni di business diffuso. Il Cicloturismo è ormai uno degli asset strategici dell’offerta turistica della nostra provincia, basti pensare che con oltre 400 km di piste ciclabili, la nostra provincia registra oltre 200 mila presenze all’anno. Di questi, circa il 30% sono veri e propri cicloturisti, ospiti che considerano la bici un vero e proprio mezzo di locomozione per vivere la vacanza in una determinata destinazione. Il loro indotto per l’economia trevigiana è di circa 7 milioni di euro. La restante parte (quasi 140 mila presenze) sono turisti – ciclisti, il cui apporto all’economia della Marca è di circa 17 milioni di euro. Parliamo dunque di un indotto totale di quasi 24 milioni di euro all’anno.”

CONCORSO L’ARTIGIANATO A TREVISO AI TEMPI DELLA REPUBBLICA VENETA

pubblicato 24 mag 2019, 05:52 da Edi Barbazza

Gli studenti della classe 2^A dell’istituto comprensivo Serena sono i vincitori del concorso “L’ARTIGIANATO A TREVISO AI TEMPI DELLA REPUBBLICA VENETA“ promosso da Confartigianato Marca Trevigiana Formazione in occasione del 40° anniversario del progetto scuola media manualità. L’iniziativa che porta nelle scuole medie della città di Treviso i maker, i testimoni della cultura del fare per far assaporare, il fascino dell’artigianato.

La giuria composta dalla dirigente dell’ufficio scuola del Comune di Treviso Gloria De Pra, dai Segretari di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Treviso, Valeria Maggiolo e Carlo Ceriana, da Federica Preto di Fondo Plastico e dal direttore di Confartigianato Marca Trevigiana Formazione, Fabio Borsato,  ha premiato gli alunni, omaggiando ciascuno con una cassa wireless, che hanno realizzato il pannello in mosaico raffigurante l’arte molitoria, con il supporto del docente Antonio Favale e assistiti dall’artigiana Paola Scibilia. 
Opera già posizionata nel Sottopasso della Stazione Ferroviaria, che arricchisce la collezione esistente, creata negli anni dai ragazzi che hanno frequentato in orario curricolare le attività dei laboratori didattici.

Quindici le classi facenti capo agli istituti comprensivi Martini, Fellisent, Stefanini, Coletti, Serena  e alla scuola media Madonna del Grappa che hanno aderito al concorso che, muovendo dalle suggestioni derivanti dalla relazione dello storico ed espetto di arte prof. Marco Zanetto, hanno creato 8 tavole , 4 in ceramica e altrettante in mosaico, che ripropongono i mestieri dello scalpellino, del maestro d’ascia, della filatrice, del maniscalco, delle arti molitoria, della ceramica, della tessitura  oltre che della dea Reizia.


A latere della premiazione sono stati proposti agli oltre 100 studenti che si sono riuniti presso la sede di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per assistere alla cerimonia alla quale ha preso parte anche l’Assessore all’istruzione del Comune di Treviso, Silvia Nizzetto, alcuni stimoli, ragionamenti di scenario circa la scelta dell’indirizzo scolastico futuro. Un momento di particolare interesse durante il quale sono state confrontate le diverse opportunità offerte dai percorsi scolastici con l’obiettivo di alimentare la curiosità dei ragazzi nei confronti dell’articolato e variegato mondo artigiano, di sostenere il desiderio di fare da se, di sperimentare e misurarsi nella trasformazione di un’idea in una concreta opportunità professionale





IRRINUNCIABILE EUROPA - 13 MAGGIO

pubblicato 7 mag 2019, 05:54 da Edi Barbazza


Un incontro, lunedì 13 maggio alle ore 16.30 presso la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, per discutere e approfondire i macro temi che riguardano non solo le  elezioni del 26 maggio per il rinnovo del Parlamento Europeo, ma anche l'intera costruzione europea, i suoi rapporti con le altre grandi potenze, l’esigenza di stabilità in un mondo attraversato da tensioni, come quelle mosse dai temi delle migrazioni e dell’energia, i concetti di sovranismo e di statualità e la posizione dell’Italia e dei suoi interessi nella geografia economica mondiale.

IRRINUNCIABILE EUROPA": l'occasione per comprendere le ragioni per le quali si confida in un’Europa più forte, più equilibrata, più condivisa.

Autorevoli esperti,  docenti e rappresentanti di enti che a vario titolo quotidianamente supportano gli interessi  del nostro Paese in seno alle istituzioni europee, dibatteranno sui temi.
Interverrà anche Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato Imprese, per dare voce agli interessi del mondo artigiano e delle pmi.

Per ragioni organizzative è richiesta conferma della partecipazione cliccando qui.





SCUOLA MEDIA MANUALITA'

pubblicato 6 mag 2019, 03:57 da Edi Barbazza

Come creare delle connessioni tra i ragazzi e i mestieri artigianali che si traducano in curiosità e stimoli per futuri progetti anche professionali? Come alimentare la voglia di fare da se, di misurarsi, di sperimentare?

Confartigianato l’ha risposta ce l’ha. Si chiama scuola media manualità. Un progetto, giunto quest’anno a festeggiare il suo 40° anniversario, che porta nelle scuole medie della città di Treviso gli artigiani, i testimoni della cultura del fare che, combinata con il sapere genera eccellenza. 
Veri e propri atelier creativi all’interno dei quali si sono avvicendati, dal ’79 ad oggi, oltre 30mila giovani, molti dei quali avranno avviato un’impresa.
Un’esperienza singolare, svolta in orario curricolare che porta tra i banchi di scuola il fascino dell’artigianato, del“maker” e dello sperimentatore, attraverso lo sviluppo negli alunni della consapevolezza che gli oggetti si progettano e si creano. 
Le proposte di attività nel corso degli anni hanno tenuto conto dell’evoluzione del mercato e delle tecnologie: pertanto accanto ai laboratori tradizionali come quelli della ceramica, della stampa d’arte, della lavorazione dei metalli, sono stati proposti ad esempio quelli della fabbricazione digitale, della fotografia, dello storytelling.
I laboratori rappresentano uno stimolo all’innovazione della didattica, alla promozione di attività alternative finalizzate a favorire la riflessione su ciò che si fa, valorizzando anche chi contribuisce a generare benessere in un territorio grazie alle proprie capacità.
Le parole chiave dell’esperienza progettuale sono: talenti da sviluppare e sostenere, linguaggi derivanti da differenti approcci alle materie, competenze, saperi frutto di contaminazioni tra discipline, scoperta e ricerca, conoscenza di tecniche, strumenti e materiali

A testimoniare il valore e il portato di questa progettualità sarà la mostra che si potrà visitare nella suggestiva Loggia dei Cavalieri nelle giornate di sabato 11 maggio, dalle 11.00 alle 22.30, e domenica 12 maggio fino alle 18,00. 
Curata da Confartigianato Marca Trevigiana Formazione srl in collaborazione con il Comune di Treviso,  prevede l’esposizione dei lavori eseguiti dai circa mille studenti all’interno dei 35 laboratori allestiti nel corso dell’anno nelle scuole medie ed istituti Comprensivi del Comune di Treviso.

Il taglio del nastro da parte delle autorità cittadine fissato per sabato alle ore 11, sarà preceduto dall’inaugurazione presso il “Sottopasso Stazione” alle ore 10.30 dell’esposizione permanente dei pannelli in ceramica e mosaico, raffiguranti: “I Mestieri Artigiani ai tempi della Repubblica Veneta”: un omaggio degli studenti alla città a testimonianza della loro voglia di concorrere a impreziosire la Città.

Nella giornata di sabato i visitatori della mostra saranno invitati a prendere parte alle attività di ceramica, mosaico e cartapesta sotto la guida dei ragazzi e dei maestri artigiani. 

 Il progetto è finanziato dal Comune di Treviso e la mostra è stata realizzata grazie anche al contributo di: Camera di Commercio Treviso-Belluno, Ebav (Ente Bilaterale Artigianato Veneto), Confartigianato Imprese Treviso, Cassa di Risparmio del Veneto, Banca Prealpi.


CRESCITA E SVILUPPO: SOSTENUTI SOLO A PAROLE

pubblicato 19 apr 2019, 01:20 da Edi Barbazza

Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Grandi proclami quando a parole si dice di voler ridurre le tasse. Se si entra nel merito dei provvedimenti si ha certezza che nulla o poco è stato fatto e che comunque quanto adottato non ha sortito gli effetti sperati.
Dimostrazione ne è il regime forfettario che ha riscontrato un irrilevante interesse in termini di adozione da parte delle imprese artigiane poichè non conveniente. Solamente il 10 % delle imprese l’hanno applicato.
Il problema è correlato ai coefficienti di forfettizzazione. Per le imprese artigiane pagare il 15% di imposta forfettaria su ben il 67% o anche l'86% dei propri ricavi, rinunciando anche ad ogni forma di detrazione, non è risultato vantaggioso. Molti dei costi sostenuti dalle stesse, ad esempio per l'acquisto dei materiali o il pagamento dei propri dipendenti, andrebbero "persi" e non dedotti dall'utile imponibile. 
Se, come ipotizzato, dovesse aumentare l’Iva le imprese artigiane e le pmi che lavorano sul territorio sarebbero ulteriormente penalizzate.
I livelli dei consumi sono purtroppo terribilmente lontani da quelli del 2008 e la variazione dell’Iva corrisponderebbe ad una loro ulteriore contrazione, i cui effetti sarebbero amplificati dall’accentuazione del fenomeno del sommerso. Quella ripresa in parte accennata e assaporata nel 2018 andrebbe vanificata.
Stiamo creando un debito per provvedimenti che favoriscono l’assistenzialismo piuttosto che la crescita. Tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo e il sostegno alla competitività non si vede ancora all’orizzonte. Mi riferisco a infrastrutture materiali e immateriali , TAV, reale semplificazione e sostegno al lavoro vero
Siamo al paradosso che ciò che genera debito (reddito di cittadinanza e quota 100) si è tradotto in concretezza mentre ciò che potrebbe generare ricchezza non prende forma, è limitato agli annunci.

5° EDIZIONE CONFARTIGIANATO ACADEMY

pubblicato 16 apr 2019, 23:35 da Edi Barbazza

In continuità con le precedenti edizioni e alla luce dei lusinghieri risultati ottenuti in termini di partecipazione, anche nel 2019 viene proposta la progettualità Confartigianato Academy, u
n percorso formativo che ha l’obiettivo dopo di mettere a disposizione degli associati l’acquisizione di competenze gestionali e manageriali utili al miglioramento del proprio business aziendale.

L’iniziativa ha come destinatari imprenditori artigiani (titolari o soci), figli di imprenditori artigiani, con un ruolo operativo in azienda.

Il corso, organizzato in esclusiva per Confartigianato da SDA Bocconi si svilupperà in 6 moduli di 2 giornate per Confartigianato Academy classico,
secondo i calendari previsti nella brochure allegata e prevede una quota ridotta a carico dei partecipanti di 2.000 euro.
Una sessione ad hoc sarà dedicata alla valorizzazione del ruolo associativo dell’imprenditore all’interno del sistema Confartigianato.

Per partecipare sarà necessario inviare la domanda (scheda allegata), completa dei dati anagrafici e aziendali.
Il corso si terrà a un raggiungimento minimo di 20 partecipanti e le richieste di partecipazione dovranno essere inviate, compilando l’allegata scheda, entro il 30 giugno 2019, al seguente indirizzo email:direzione.relazioniistituzionali@confartigianato.it

La Confederazione ha previsto 5 borse di studio al fine di agevolare la partecipazione agli imprenditori provenienti da tutta la Penisola, che copriranno i costi di trasferta e soggiorno a Milano.

Per l'assegnazione delle borse di studio saranno considerati i seguenti requisiti:
  • residenza a una distanza superiore ai 400 km dalla sede di svolgimento del corso (Milano presso SDA Bocconi);
  • essere un giovane imprenditore/imprenditrice;
  • essere titolare di un’impresa di prima generazione.

Le borse di studio saranno assegnate alle candidature che arriveranno entro la data di scadenza a insindacabile giudizio del Comitato di Presidenza.

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