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FESTIVAL TREVISO GIALLO - 24/27 SETTEMBRE

pubblicato 11 set 2020, 07:44 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 11 set 2020, 07:55 ]


Treviso Giallo: 
il primo festival letterario che affronta con taglio scientifico il genere letterario giallo e noir: uno strumento straordinario per raccontare e comprendere la realtà contemporanea sarà ospitato dal 24 al 27 settembre 2020 al Museo Bailo di Treviso e in alcune città della Marca Trevigiana.

Il Festival, www.trevisogiallo.it, aperto al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con obbligo di prenotazione, è unico nel suo genere in ambito nazionale per l’impostazione scientifica che lo caratterizza e offre un approfondimento del genere giallo e noir che lo proietta a fianco dei maggiori festival europei.

Quattro giorni d’incontri, tavole rotonde, presentazioni di libri attraverso interviste di approfondimento all’autore, tavole rotonde, alle quali parteciperanno scrittori, giornalisti, sociologi, criminologi, investigatori, magistrati, psicologi, psichiatri. In concomitanza con il festival sarà realizzata una mostra artistica dalla tematica noir e avranno luogo una specifica proiezione cinematografica e un concerto a tema.

ll Festival, giunto alla sua seconda edizione, è organizzato dall’Accademia Veneta assieme al Comune di Treviso, con il Patrocinio della Regione del Veneto, del MiBACT, dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, del Consolato della Repubblica Federale Tedesca, della Provincia di Treviso, della Camera di Commercio di Treviso/Belluno/Dolomiti, della Fondazione Marca Treviso, dell’O.G.D., di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, di Confcommercio Treviso, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dell’Università di Padova, dell’Università di Trieste, dell’Università IULM Milano e dell’Università dell’Aquila, l’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

In concomitanza Treviso ospiterà la prima Mostra nazionale dedicata a Diabolik, dal titolo “Giallo e Fumetto”, proprio in vista dell’uscita, prevista in dicembre, del film dei Manetti Bros, dedicato al celebre personaggio (protagonista maschile nei panni di Diabolik sarà Luca Marinelli, Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia 2019). Diabolik è uno dei mostri sacri del fumetto italiano che, nato nel 1962 dalla penna delle sorelle Giussani, continua ad affascinare un vasto pubblico di lettori. Dal 24 settembre al 1 ottobre sarà allestita al Museo Bailo, in pieno centro città, una mostra dedicata a Diabolik.

INDIRIZZO PEC – OBBLIGO DI REGOLARIZZAZIONE ENTRO IL 1° OTTOBRE 2020

pubblicato 10 set 2020, 07:49 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 10 set 2020, 07:53 ]

Tutte le imprese, costituite in forma societaria o individuale (queste ultime attive e non soggette a procedura concorsuale), già iscritte al Registro delle imprese, che non avessero ancora comunicato il proprio indirizzo PEC (ora domicilio digitale), o il cui domicilio digitale sia stato cancellato d'ufficio, o per le quali il proprio domicilio digitale, seppur dichiarato, sia inattivo, entro il 1 ottobre p.v. dovranno regolarizzare la propria posizione con la relativa comunicazione al Registro delle Imprese competente per territorio, in esenzione dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

Il servizio “Pratica semplice” accessibile via web all’indirizzo https://www.registroimprese.it/pratiche-semplici consente al legale rappresentante dell’impresa munito di dispositivo di firma digitale, di trasmettere il proprio indirizzo PEC al registro imprese in maniera semplice e veloce.

La mancata comunicazione comporterà l'assegnazione d'ufficio di un nuovo e diverso domicilio digitale e l'irrogazione di una sanzione amministrativa come prevista dall'art. 2630 del codice civile, in misura raddoppiata, per le società (cioè da 206,00 a 2.064,00 euro), e come indicata dall’art. 2194 del codice civile, in misura triplicata, per le imprese individuali (cioè da 30,00 a 1.548,00 euro). Lo prevede l'art. 37 del Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” - che ha modificato l’art. 16 del D.L. 29.11.2008 n. 185, convertito con legge 28 gennaio 2009, n.2 e l'art. 5 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221.

Permane, sempre secondo quanto stabilito all’articolo 37, sia le imprese costituite in forma societaria che le imprese individuali, l'obbligo di comunicare al Registro delle imprese il proprio “domicilio digitale” al momento dell’iscrizione. L'ufficio del Registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione priva dell'indicazione del domicilio digitale, sospenderà la pratica in attesa che essa sia integrata con l'informazione richiesta.

COVID -19: DPCM 7 SETTEMBRE 2020

pubblicato 8 set 2020, 03:46 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 8 set 2020, 07:01 ]


E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.222 il DPCM " Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19" che proroga  i divieti fissati il 10 agosto scorso fino al 7 ottobre 2020.

Il decreto non introduce nuove restrizioni e circa l’utilizzo della MASCHERINA - salvo diverse ordinanze locali - conferma l’obbligo nei luoghi al chiuso, così come all’aperto in tutte quelle circostanze in cui non può essere garantita la distanza di un metro tra le persone. Restano esclusi i bambini sotto i 6 anni e i disabili.
Ricordiamo, ai sensi della vigente ordinanza del Ministero della Salute del 16 Agosto 2020 che è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale e che sono sospese, all’aperto o al chiuso, le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico.

Il nuovo DPCM stabilisce che “è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva”.

Viene confermata anche la validità dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 agosto scorso, la quale OBBLIGA coloro che nei 14 giorni antecedenti al rientro in Italia abbiano soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna a sottoporsi al TAMPONE. Sono autorizzati al rientro coloro che si sono già sottoposti al test nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale; in alternativa il tampone viene sottoposto direttamente in aeroporto o comunque entro 48 ore dall’ingresso in Italia.

Il DPCM è corredato dagli allegati che apportano delle modificazioni ai seguenti temi:
  • Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico
  • Linee guida per il trasporto scolastico dedicato
  • Spostamenti da e per l’estero (una scheda di sintesi riportante le misure da seguire e rispettare per i rientri da Paesi esteri è consultabile cliccando qui)
  • Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di sars-cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia
  • Protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di covid-19 nelle aule universitarie

AUTOGIRO E MOTOGIRO: IL 14 SETTEMBRE A TREVISO LA PRIMA TAPPA DEL TOUR

pubblicato 8 set 2020, 02:54 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 8 set 2020, 06:39 ]


Confartigianato Imprese sostiene l'edizione 2020 di Autogiro D’Italia – Historic Challenge e Motogiro, la manifestazione per auto e moto storiche non competitiva di regolarità su strada che si snoda lungo un tragitto di 1.700 chilometri.

Prima tappa del tour che parte da Villafranca di Verona domenica 13 settembre è il park dell’hotel BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, in via Postumia Castellana, dove è previsto l’arrivo delle moto lunedì 14 settembre a partire dalle ore 15.00 e a seguire quello dei veicoli che rimarranno esposti al pubblico sino alle ore 19.30.

La manifestazione testimonia l’attenzione del sistema associativo al mondo dei motori e alla centralità del ruolo delle imprese artigiane del settore manutenzione e riparazione di  autoveicoli e motoveicoli sia nell’assistenza che negli interventi su mezzi di valore storico e collezionistico (www.autogiroitalia.it www.motogiroitalia.it)

Con l’intento di percorrere le strade più belle del nostro Paese le 40 auto e le altrettante moto attraverseranno buona parte del Veneto per poi addentrarsi nelle Dolomiti, in Trentino, nell’Appennino Parmense e Tosco Emiliano.  Sei le tappe del percorso:  Treviso, Cortina d’Ampezzo (15/09), Trento (16/09), Salsomaggiore (17/09) e Montecatini Terme (18/09).  Si visiteranno i paesi più rinomati delle Dolomiti, da  Corvara in Badia a Madonna di Campiglio, da Selva di Val Gardena ad Ortisei passando da Pinzolo e tanti altri luoghi incantevoli. Si valicheranno Passo Rolle e Passo Gardena, così come il Passo Giau. Ci si spingerà oltre l’Appennino ed il noto Abetone per arrivare in Toscana, da dove inizierà il ritorno verso Villafranca di Verona il 19 di settembre dopo sei giorni di guida impegnativa ma ricchi di paesaggi ed esperienze indimenticabili.

WEBINAR - L'ACCESSO AL CREDITO PER LE PMI IN PERIODO COVID -19

pubblicato 7 set 2020, 04:53 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 8 set 2020, 00:25 ]


E' fissato per martedì 15 settembre alle ore 18.30 il webinar gratuito "L'ACCESSO AL CREDITO PER LE PMI IN PERIODO COVID-19" (locandina allegata).

L'evento promosso dall'Associazione, in collaborazione con il Consorzio Veneto Garanzie, è dedicato all'illustrazione delle novità in materia oggetto dei provvedimenti normativi e delle opportunità di finanziamento introdotte dai nuovi strumenti attivati da Regione Veneto, Camera di Commercio e Consorzio.


Nell'occasione saranno inoltre suggerite utili indicazioni per facilitare l'accesso al credito e per ottimizzare il rapporto banca-impresa. 
L'accesso al webinar è consentito sino a esaurimento posti. E' richiesta l'iscrizione compilando il form online.

UNIONCAMERE: INCONTRI SULLE MISURE A SUPPORTO DELLA LIQUIDITA'

pubblicato 2 set 2020, 01:57 da Edi Barbazza


Unioncamere del Veneto in collaborazione con la Regione Veneto ha organizzato nel mese di settembre 3 webinar, suddivisi per raggruppamenti territoriali, sugli strumenti di accesso al credito a favore delle imprese, che in questo momento stanno soffrendo le conseguenze dell'emergenza Covid, soprattutto dal punto di vista della liquidità.

I tre incontri (di uguale contenuto) si terranno:
- venerdì 11 settembre per le imprese delle province di Treviso e Belluno 
- venerdì 18 settembre per le imprese delle province di Verona e Vicenza
- venerdì 25 settembre per le imprese delle province di Padova, Venezia e Rovigo
dalle ore 9.30 alle ore 12.00.

Nel flyer allegato sono riportati il programma dell'incontro e le informazioni per la registrazione.
Per ogni ulteriore chiarimento è possibile contattare Unioncamere del Veneto (Tel. 041 0999311 - email unione@ven.camcom.it)

ORDINANZA REGIONE VENETO N. 92

pubblicato 28 ago 2020, 03:04 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 28 ago 2020, 03:25 ]


E' stata pubblicata nel tardo pomeriggio di giovedì 27 agosto,  nel Bur n.132 l'Ordinanza del Presidente della Giunta regionale del veneto n .92  "Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da virus COVID-19. Ulteriori disposizioni" che ha effetto dal 28 agosto al 6 settembre 2020.


Il provvedimento prevede:
1. Controllo su base volontaria di persone provenienti dalla Regione Sardegna
I soggetti che fanno ingresso, con qualsiasi mezzo, nel territorio della Regione del Veneto e che nei 14 giorni precedenti hanno transitato o soggiornato in Sardegna, possono effettuare un test di screening a mezzo tampone (test di biologia molecolare o test antigenico rapido).
Il test è effettuato gratuitamente presso uno qualsiasi dei punti tampone dedicati alle attività di screening, istituiti dalla Regione del Veneto ed allestiti negli aeroporti o nelle sedi predisposte dalle Aziende Sanitarie.
Le Aziende Sanitarie pubblicano sul proprio sito istituzionale le modalità di accesso al servizio.
Il soggetto, in attesa dell'esito del test non è sottoposto a isolamento domiciliare fiduciario, ma può riprendere la vita di comunità nel rispetto di tutte le raccomandazioni igienico-comportamentali finalizzate alla prevenzione della diffusione di COVID-19.
In caso di esito positivo, il soggetto si colloca immediatamente in isolamento fiduciario.

2. Ulteriori misure di prevenzione
Tutti i soggetti sottoposti ai test di screening ai sensi della presente Ordinanza e della Ordinanza n. 84 del 13.8.2020, in considerazione del periodo di incubazione che può arrivare fino a 14 giorni, anche in caso di esito negativo del test, sono obbligati al rispetto di tutte le raccomandazioni igienico-comportamentali generali, con particolare riferimento al rigoroso mantenimento del distanziamento interpersonale, all'utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie quando prevista e alla frequente igiene delle mani.

Una scheda di sintesi riportante le misure da seguire e rispettare per i rientri da Paesi esteri è consultabile cliccando qui.

REPORT MPI SULLA RECESSIONE

pubblicato 18 ago 2020, 07:31 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 18 ago 2020, 07:36 ]


Fermi assunzioni e investimenti per l’incertezza che contraddistingue il periodo . Bisogna attivare delle leve per favorirli
Di Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

C’è pessimismo tra gli imprenditori artigiani della Marca Trevigiana. Lo ha rilevato Confartigianato attraverso un questionario che ha interessato, oltre a Treviso, l’intero Veneto, per un totale di 1.500 interviste. 
«Il nostro artigianato è stato colpito al cuore dall’emergenza Covid-19», sottolinea Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «il 54% delle aziende, contro il 51,3% a livello regionale, ha perso più del 25% del fatturato. C’è la volontà di ripartire, ma in questo momento manca una visione di futuro. La parola d’ordine è resistere. Il 77,12% degli artigiani trevigiani dichiara, infatti, che il proprio obiettivo principale è la continuità aziendale».
Scorrendo i dati, emergono alcune linee di tendenza che caratterizzano la Marca Trevigiana. Quello più significativo riguarda la propensione al mantenimento del proprio personale, il 53,5% a Treviso contro la media regionale del 51,9, e che trova una conferma anche nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, che ha interessato l’81,8% delle imprese artigiane in provincia.
«I numeri la dicono lunga», fa notare Sartor, «sull’approccio ideologico del decreto “Agosto” che ha prorogato il blocco dei licenziamenti, introducendo peraltro la deroga solo tramite contratti collettivi aziendali, propri della grande impresa, escludendo la contrattazione territoriale che caratterizza le relazioni sindacali dell’artigianato e delle pmi. L’artigiano investe nelle risorse umane, sa utilizzare gli strumenti per salvaguardare le professionalità che ha concorso a preparare in anni di attività. I problemi veri del rilancio sono altri, per esempio l’aiuto finanziario.»
Proprio questo aspetto ha visto negli artigiani trevigiani una maggiore propensione alla richiesta di contributi a fondo perduto e l’evidenziazione di una forte esigenza di liquidità, con il 58,5% degli imprenditori che ha dovuto attingere ai propri risparmi. 
«È necessario sostenere gli investimenti», rilancia Sartor, «che sono bloccati o non programmati per il 79.1% degli artigiani di Treviso (78,1% la media veneta). Gli investimenti sono le uniche misure che possono dare una prospettiva alle imprese e che portano in dote nuova occupazione».
Non a caso circa il 40% degli intervistati trevigiani (oltre un terzo del totale) prenderà in considerazione la possibilità di assumere, a conferma che la voglia di andare avanti è forte nella Marca Trevigiana. L’edilizia è il settore che più di altri dichiara che certamente assumerà (13% rispetto al 6% del manifatturiero), reagendo positivamente all’attese di una domanda in crescita, spinta dalle detrazioni del 110%.
Tuttavia, come emerge chiaramente dai dati, a vincere in questo momento è l’incertezza sul futuro, anche legato a una possibile seconda ondata del Covid-19, con lo spettro di un nuovo “lockdown”, una prospettiva che è respinta dal 78,9% degli intervistati trevigiani. 
Un’incertezza che frena, appunto, gli investimenti e pesa come una cappa sul futuro, con le imprese trevigiane più pessimiste (34,7% contro 33,3%). Oltre la metà delle imprese (36,4% Treviso, 36,4% Veneto) di quelle che avevano previsto investimenti (66% del totale) li ha sospesi e il 9.9% Treviso (7,9% Veneto), vi ha rinunciato in via definitiva. 
«In questo momento sta prevalendo la ricerca di soluzioni per ridurre i costi aziendali e dare continuità», conferma il presidente Sartor. «Bisogna evitare il rischio di un ripiegamento e che l’attendismo diventi stagnazione. Ben vengono, dunque, il sostegno alla cassa integrazione e la decontribuzione sulle assunzioni, ma gli effetti positivi si vedono dove ci sono prospettive di rilancio del mercato come nel caso delle costruzioni. Fondamentale dunque la politica di sostegno al green new deal, gli investimenti su tecnologie digitali, nonché l’attenzione per processi di reshoring in modo da attivare segnali di crescita della domanda.
Tutte queste azioni devono essere supportate da una legislazione votata alla reale semplificazione affinchè sia evidente che i decisori sono dalla parte di chi fa impresa, di chi genera PIL assicurando anche sostegni agli investimenti e una pianificazioni degli interventi perché i territori siano sempre più competitivi (esempio realizzazione di infrastrutture materiali e non).»

RISULTATI DEL SONDAGGIO

Nonostante il recupero atteso, la produzione industriale nel complesso 2020 è destinata a un crollo senza precedenti rispetto al 2019. Le previsioni rilasciate da Prometeia a luglio fissano la dinamica del Pil del Veneto del 2020 in flessione del -10,6% (rispetto ad un dato nazionale del -10,1%) a seguito dell’indebolimento del settore turistico e della domanda estera. Le esportazioni sono viste in calo del -16,9%, gli investimenti fissi del -19,5%, i consumi delle famiglie del -10,2% e le unità di lavoro del -10,2%. In questo contesto come si collocano le imprese artigiane?
Il campione intervistato composto in Provincia dal 78% (76,7% Veneto) di imprese che durante il lock down per obbligo o per scelta è rimasto chiuso, in gran parte con dipendenti ed opera in un mercato locale ha affermato, nel 53.5% dei casi (51,9% Veneto), che l’allungamento della cassa integrazione FSBA (solo ipotizzato al momento della rilevazione e confermato nel decreto agosto in questi giorni) è utile per mantenere i propri dipendenti e solo il 12.2% (10,8% in Veneto) lo ritiene dannoso. L’81.8% degli imprenditori trevigiani (80,2% dei veneti) ha invece fatto ricorso alla cassa durante i mesi di aprile e maggio, anche la riduzione d’orario è stata una valvola di sfogo per il 59.8 dei capitani d’impresa trevigiani ( 61,7% Veneti ) intervistati. La maggior parte poi, 61.1 % ( 63,2% Veneto) non assumerà anche a fronte di forti incentivi e il 31.9% (28,4% Veneto) ha molti dubbi. 
Forte l’impatto sui fatturati del 1 semestre: il 14.4% dei trevigiani (13,5% dei venetI) ha registrato una riduzione superiore al 50%, il 39.6% (37,8% Veneto) tra il 25 e il 50. Una azienda su 3 ha contenuto i danni sotto il -25.
Le cose miglioreranno pochissimo nella seconda parte dell’anno. Tra 25, 50 e oltre di riduzione attesa troviamo il 34.7 dei casi mentre il 35.4% ipotizza di restare sotto il 25%. 
Buone notizie dai due fronti dei pagamenti (clienti e fornitori) e dall’accesso al credito e contributi. Circa la metà degli intervistati dichiara di essere stato pagato nei tempi stabiliti, ed il 27.9% Treviso dopo una dilazione concordata. Affermano nel 69.7% dei titolari trevigiani di aver onorato le fatture e nel 22.7% di aver chiesto delle dilazioni rispettate. Solo il 7.7% degli intervistati non è riuscito ad onorare i debiti.
Il 63.7% dei titolari (61,2% Veneto) ha fatto richiesta dei contributi a fondo perduto, il 38.3% Treviso ha richiesto nuovi finanziamenti e il 58.5% (53,8% Veneto) ha infine attinto a risorse proprie. Tutti coloro che hanno richiesto afferma di averli ricevuti agevolmente (grazie anche alla assistenza determinante delle territoriali di Confartigianato), il 48.3% dei rispondenti provinciali ( 53% Veneto) entro un mese a cui sommare un ulteriore 35.7% che li ha ricevuti entro due mesi.
L’incertezza legata all’emergenza sanitaria ha frenato naturalmente gli investimenti. Il 36,4% dei rispondenti trevigiani e veneti non ha fatto investimenti data l’incertezza della situazione, mentre il 9.9% dei trevigiani (7,9% dei totale Veneto) ha rinunciato definitivamente agli investimenti previsti. Tuttavia, una quota pari al 15.8% (16,7% Veneto) ha comunque dato seguito a quanto aveva pianificato. Il 32.8% nella Marca (33,8% Veneto) dei rispondenti non aveva invece pianificato alcun investimento. Introdotti invece alcuni cambiamenti organizzativi e negli obiettivi aziendali. Il 62.2% del complessivo provinciale (62,7% Veneto) dei titolari sentiti, a seguito dell’emergenza sanitaria, ha ricercato soluzioni per ridurre i costi aziendali, il 28.3% Treviso ha avviato la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi, mentre il 15.8% ha ricercato nuovi canali per commercializzare il proprio prodotto/servizio (es. vendita online, consegna a domicilio).
In questo momento di incertezza gli imprenditori hanno una sola certezza: il 77.1% dei trevigiani pensano solo a dare continuità all’azienda. Pochi pensano a fare grandi innovazioni e cambiamenti: per il 10.1% l’obiettivo principale è l’individuazione di nuovi processi organizzativi che permettano una riduzione dei costi aziendali, mentre per il 6.8% è necessario individuare nuovi spazi e canali di commercializzazione del prodotto/servizio. Infine per il 6% è prioritario lo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi.

IV RAPPORTO GIUSTIZIA: TREVISO - VENETO - ITALIA

pubblicato 13 ago 2020, 00:18 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 13 ago 2020, 00:21 ]

LA GIUSTIZIA A TREVISO: «BRAVI I GIUDICI, MA NE SERVONO DI PIÙ, SOPRATTUTTO NEL CIVILE»

Di Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana



«Serve la riforma della Giustizia civile, tema non nuovo, ma di stringente attualità nel post Covid, un elemento centrale per ripensare uno sviluppo della Marca Trevigiana”. A ribadirlo è Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, commentando il report annuale sullo stato delle Giustizia in provincia.

Treviso, infatti, si conferma fanalino coda rispetto alle altre province venete per numero di imprese per giudice. La provincia Treviso è in testa alla classifica delle province venete sul tema. Ciascun giudice trevigiano è chiamato a farsi carico di 1.836 realtà produttive (+26 rispetto al 2019 in cui se ne contavano 1.810). Un primato negativo che la Marca mantiene anche considerando il rapporto giudice-abitanti: 18.496 (18.111 lo scorso anno) a fronte di un media veneta pari a 13.482 e una nazionale di 8.932. Treviso doppia notevolmente la media del Paese. 

A Treviso c’è un giudice civile ogni 23.363 abitanti, un rapporto superiore del 55.7% rispetto alla media nazionale, e ogni 2.319 imprese (+53.2% rispetto alla media italiana). «Questa situazione della giustizia civile», sottolinea Sartor, «penalizza l’economia di un territorio che ha nella manifattura la sua specificità e nelle esportazioni il suo valore aggiunto. Mai come quest’anno l’enfasi è davvero sulla crescita e quindi la questione centrale diventa la qualità della spesa e delle riforme. La crisi Covid deve diventare l’occasione per imprimere un’accelerazione ad alcune prassi e modelli organizzativi della Giustizia da applicare in futuro come, per esempio, il consolidamento della digitalizzazione del processo, nel rispetto dei diritti fondamentali che lo governano. Per quanto riguarda la Marca, è urgente per le realtà produttive e i cittadini che gli organici della giustizia vengano celermente implementati.»

Altra nota dolente della provincia, infatti, è il tasso di scopertura, cioè quanti giudici mancano rispetto all’organico stabilito. Ed è in particolare la giustizia civile trevigiana a soffrirne. Si contano infatti solo 38 giudici, di cui 26 ordinari e 12 onorari, contro i 46 previsti in pianta organica. Di fatto, un tasso di scopertura del 17.4% contro il 10,97% veneto e l’12.7% del sistema Paese.

Scendendo più nel dettaglio, il 61.3% dei giudici trevigiani opera nella giustizia civile, il 28,8% nel penale e il 10% si interessa di materie correlate al lavoro. 

Ciò incide negativamente sulle cause civili sia aperte che pendenti. Nel 2019 quelle aperte sono state 19.891 (+170 rispetto al 2018), contro la media veneta di 15.904 e nazionale di 13.792. 

Passando alle cause pendenti, in Treviso nel 2019 se ne contano 15.052, dato che posiziona la Marca al secondo posto tra le province venete. La media regionale è di 12.196 e quella italiana è di 14.215. Anche in questo ambito si rileva una contrazione rispetto al 2018 di 1.762 casi.

Nonostante le carenze di organico, l’efficienza della macchina della giustizia civile trevigiana è confermata dalla riduzione dei tempi medi dei procedimenti, passati da 300 giorni del 2017 ai 284 del 2018, sino ai 248 del 2019 performance di gran lunga migliore di quella nazionale attestata ai 356 giorni. 

«Un plauso ai giudici trevigiani per l’impegno», dice il presidente Sartor, «ma si tratta di piccoli segnali che ancora non incidono in maniera determinante sui tempi della giustizia. Un fattore che incide negativamente non solo sulla vita dei cittadini, ma anche sulla competitività delle nostre imprese, chiamate a confrontarsi sui mercati globali». 

La Marca si colloca poi al sesto posto della classifica regionale per tasso di scopertura nell’ambito dei giudici di pace, pari al 46%, con sette giudici effettivi a fronte dei 13 previsti in pianta organica. È la terza provincia veneta per numero di abitanti in capo a ciascun giudice di pace, ovvero 126.829, +150.5% rispetto alla media nazionale. Analoga posizione se si correlano giudici di pace e imprese. In questo caso ciascuno ne ha in dote 12.590, più 146.3% rispetto alla media nazionale.

«Confartigianato  guarda con favore a qualsiasi riforma che acceleri i tempi della giustizia», è la conclusione di Vendemiano Sartor. «In particolare auspichiamo che per il processo civile siano ridotti i casi in cui il tribunale giudica in commissione collegiale e che vengono fissati tempi più stringenti per la fissazione delle udienze. Altro aspetto è porre limiti ai casi in cui sia possibile ricorrere in appello. Senza dimenticare di arrivare all'obbligo del deposito telematico degli atti e alla notifica dei documenti con posta elettronica certificata».


La giustizia in Veneto e Treviso


Il personale di magistratura ordinaria e onoraria: in organico ed effettivi

In Veneto mancano all’appello 27 giudici ordinari (se ne contano 244 su 271) e 22 onorari (113 effettivi su un totale di 135). Complessivamente il tasso di scopertura (ordinari + onorari)è pari al 12,1%. Treviso è in testa alla classifica regionale con un +15.8%.

In merito ai giudici ordinari, il tasso di scopertura della Marca Trevigiana è pari al 10%, mancano 4 giudici; per quanto riguarda quelli onorari ne mancano 5 (tasso di scopertura è del 29.4%, il secondo tra le province venete).

In Veneto si osserva un maggior apporto percentuale alla materia civile. In termini provinciali, Treviso è la provincia con la percentuale più elevata di apporto al civile (61,3%) e al lavoro (10%). Mentre è fanalino di coda circa il penale (28.8%).

Guardando al rapporto tra giudici (ordinari e onorari) e popolazione emerge che Treviso è la provincia maggiormente svantaggiata, con 18.496 abitanti per giudice. Analogo primato negativo anche relativamente al numero di imprese per giudice (1.836). 

Il tribunale di Treviso risulta essere quello con la maggior scopertura in relazione al bacino di utenza (popolazione e imprese). 


Focus sulla Magistratura Civile e del lavoro in Veneto

In merito alla materia civile e lavoro, e relativamente alla magistratura ordinaria, secondo le stime del CSM, dovrebbero essere 163 i giudici ordinari in Veneto. Di fatto, i giudici ordinari effettivi in materia civile e lavoro sono 146. A Treviso si registra un tasso di scopertura pari al 10.3%. 

La stima sulla magistratura onoraria destinata al civile e al lavoro rimane invece aggiornata al 2018.

In merito al carico di lavoro, il Veneto presenta un valore lievemente inferiore alla media nazionale (466 procedimenti iscritti per magistrato, contro i 480 della media nazionale). 

Treviso è il secondo tribunale veneto per rapporto più elevato (523).

Va specificato ancora una volta che i procedimenti sono un dato aggregato dei due registri (SICID+SIECIC) e comprendono quindi anche le cause in materia di lavoro; pertanto nel calcolare il rapporto tra procedimenti iscritti e magistrati si è incluso anche la quota di magistrati assegnati al lavoro.

Guardando alle densità per abitanti e imprese, limitatamente ai giudici per materia civile e lavoro, rileviamo 20.112 abitanti per giudice in Veneto. 

Treviso è al terzo posto della classifica regionale (23.363 abitanti per giudice)

Con riferimento al rapporto imprese/giudice, il tribunale di Treviso è  il secondo in regione ad avere la peggio: 2.319 imprese per giudice. 


La dinamica dei procedimenti in materia civile in Veneto

Passiamo ora ad analizzare le performance dei tribunali veneti relativamente alla materia civile e lavoro. Nessun tribunale del distretto veneto presenta un indice di ricambio inferiore ad 1 e non tendono quindi ad accumulare arretrato. 

I trevigiani sono al quarto posto della classifica regionale per essere tra i più litigiosi (indice pari a 2.240, contro il dato regionale di 2.313), 

Nel 2019 sono aumentati i procedimenti iscritti presso il tribunale di Treviso (+0,9%). Nei restanti tribunali veneti si è registrata invece una diminuzione. Solo nella Marca Trevigiana sono aumentati i definiti (+2,3%). 

Un altro segnale positivo è la quasi generale riduzione dei pendenti, con valori compresi tra il -8,4% e il -15,6% . A Treviso si registra -10.5%.


Il tasso di smaltimento, analogamente al clarence rate, misura l’efficienza dei tribunali; la durata dei procedimenti, invece, pur trattandosi di una approssimazione, rappresenta il tempo necessario per smaltire procedimenti pendenti alla fine di un dato anno.

Va specificato che i procedimenti sono un dato aggregato dei due registri (SICID e SIECIC) e comprendono dunque anche le cause in materia di lavoro; pertanto nel calcolare il rapporto tra procedimenti definiti e magistrati si è incluso anche la quota di magistrati assegnati al lavoro. Tale rapporto in Veneto è di 502 procedimenti definiti per magistrato, un valore inferiore alla media nazionale (507). 

Il tribunale di Treviso (582) registra il valore più elevato a livello regionale (582).

Sempre con riferimento ai procedimenti civili di primo grado (registri SICID e SIECIC), si è calcolata la durata dei procedimenti. La durata, espressa in giorni, si riferisce all’aggregato di tutti i procedimenti inclusi anche quelli relativi alla materia lavoro. La durata in Veneto si stima in 259 giorni e risulta inferiore alla media nazionale (356 giorni). Rispetto al 2018 in Veneto la durata si è “accorciata” di 18 giorni. 

Il tribunale di Treviso mostra la performance migliore a livello veneto che passa dai 284 giorni del 2018 a 248 del 2018.


I Giudici di Pace in Veneto

In Veneto mancano 65 giudici di pace su un totale di 105 previsti, con un tasso di scopertura pari al 61,9%. 

A Treviso il tasso di scopertura è ampiamente sotto la media regionale (46.2%)

Treviso si aggiudica la terza posizione nella classifica regionale per peggior rapporto sia per abitanti per giudice di pace (126.829 abitanti contro 120.325 del Veneto) sia per numero di imprese (12.590 imprese; 11.897 in Veneto).


Per vedere il servizio dedicato allo studio andato in onda mercoledì 12 agosto nel tg Treviso di Antenna 3 , clicca qui 

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO EX ART. 25 dl 34/2020 (CONV. L. 77/2020)

pubblicato 10 ago 2020, 02:52 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 10 ago 2020, 02:57 ]

contributo fondo perduto 2020
Il contributo a fondo perduto, come espressamente previsto dalla legge, spetta anche in difetto della condizione di riduzione del fatturato, ai soggetti aventi domicilio fiscale o sede operativa alla data del 31 gennaio 2020, in uno dei Comuni interessati da provvedimenti emergenziali. 
La richiesta deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate, unicamente con modalità telematiche ed entro il 13 agosto 2020.
Per consultare la lista dei Comuni (allegato 1544) disposta dal Commissario per l’emergenza ex OCDPC 558/2018, clicca qui.

L’individuazione dei Comuni si è rivelata particolarmente complessa, atteso che la stessa Agenzia delle Entrate ha dichiarato di non disporre di un elenco esaustivo dei medesimi.
Del problema è stata investita, tra gli altri, la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto, la quale ha invitato a fare riferimento all’ufficio della Regione Veneto deputato alla decretazione del superamento delle condizioni di emergenza. La Regione del Veneto ha dedicato una sezione del proprio sito istituzionale ai documenti inerenti le situazioni di crisi esistenti, ancora in essere alla data del 31/01/2020  (https://www.regione.veneto.it/en/web/gestioni-commissariali-e-post-emergenze/stati-di-emergenza-al-31-gennaio-2020)  dove è reperibile l’elenco dei Comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione agli eventi atmosferici di fine 2018, e per i quali lo stato di emergenza, originariamente valido sino all’8/11/2019, è stato prorogato sino al 8/11/2020.
I soggetti che avessero avuto dunque il domicilio fiscale o la sede operativa, già dalla dichiarazione di emergenza e fino al 31/1/2020 nei suddetti comuni, potrebbero decidere di accedere alla richiesta di contributo a fondo perduto, anche in difetto della condizione di riduzione del fatturato, ma in tal caso aspirando solo alla misura minima di 1.000 euro (persone fisiche) o 2.000 euro (società ed altri enti).

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