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CRESCITA E SVILUPPO: SOSTENUTI SOLO A PAROLE

pubblicato 19 apr 2019, 01:20 da Edi Barbazza

Di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Grandi proclami quando a parole si dice di voler ridurre le tasse. Se si entra nel merito dei provvedimenti si ha certezza che nulla o poco è stato fatto e che comunque quanto adottato non ha sortito gli effetti sperati.
Dimostrazione ne è il regime forfettario che ha riscontrato un irrilevante interesse in termini di adozione da parte delle imprese artigiane poichè non conveniente. Solamente il 10 % delle imprese l’hanno applicato.
Il problema è correlato ai coefficienti di forfettizzazione. Per le imprese artigiane pagare il 15% di imposta forfettaria su ben il 67% o anche l'86% dei propri ricavi, rinunciando anche ad ogni forma di detrazione, non è risultato vantaggioso. Molti dei costi sostenuti dalle stesse, ad esempio per l'acquisto dei materiali o il pagamento dei propri dipendenti, andrebbero "persi" e non dedotti dall'utile imponibile. 
Se, come ipotizzato, dovesse aumentare l’Iva le imprese artigiane e le pmi che lavorano sul territorio sarebbero ulteriormente penalizzate.
I livelli dei consumi sono purtroppo terribilmente lontani da quelli del 2008 e la variazione dell’Iva corrisponderebbe ad una loro ulteriore contrazione, i cui effetti sarebbero amplificati dall’accentuazione del fenomeno del sommerso. Quella ripresa in parte accennata e assaporata nel 2018 andrebbe vanificata.
Stiamo creando un debito per provvedimenti che favoriscono l’assistenzialismo piuttosto che la crescita. Tutto ciò che ha a che fare con lo sviluppo e il sostegno alla competitività non si vede ancora all’orizzonte. Mi riferisco a infrastrutture materiali e immateriali , TAV, reale semplificazione e sostegno al lavoro vero
Siamo al paradosso che ciò che genera debito (reddito di cittadinanza e quota 100) si è tradotto in concretezza mentre ciò che potrebbe generare ricchezza non prende forma, è limitato agli annunci.

5° EDIZIONE CONFARTIGIANATO ACADEMY

pubblicato 16 apr 2019, 23:35 da Edi Barbazza

In continuità con le precedenti edizioni e alla luce dei lusinghieri risultati ottenuti in termini di partecipazione, anche nel 2019 viene proposta la progettualità Confartigianato Academy, u
n percorso formativo che ha l’obiettivo dopo di mettere a disposizione degli associati l’acquisizione di competenze gestionali e manageriali utili al miglioramento del proprio business aziendale.

L’iniziativa ha come destinatari imprenditori artigiani (titolari o soci), figli di imprenditori artigiani, con un ruolo operativo in azienda.

Il corso, organizzato in esclusiva per Confartigianato da SDA Bocconi si svilupperà in 6 moduli di 2 giornate per Confartigianato Academy classico,
secondo i calendari previsti nella brochure allegata e prevede una quota ridotta a carico dei partecipanti di 2.000 euro.
Una sessione ad hoc sarà dedicata alla valorizzazione del ruolo associativo dell’imprenditore all’interno del sistema Confartigianato.

Per partecipare sarà necessario inviare la domanda (scheda allegata), completa dei dati anagrafici e aziendali.
Il corso si terrà a un raggiungimento minimo di 20 partecipanti e le richieste di partecipazione dovranno essere inviate, compilando l’allegata scheda, entro il 30 giugno 2019, al seguente indirizzo email:direzione.relazioniistituzionali@confartigianato.it

La Confederazione ha previsto 5 borse di studio al fine di agevolare la partecipazione agli imprenditori provenienti da tutta la Penisola, che copriranno i costi di trasferta e soggiorno a Milano.

Per l'assegnazione delle borse di studio saranno considerati i seguenti requisiti:
  • residenza a una distanza superiore ai 400 km dalla sede di svolgimento del corso (Milano presso SDA Bocconi);
  • essere un giovane imprenditore/imprenditrice;
  • essere titolare di un’impresa di prima generazione.

Le borse di studio saranno assegnate alle candidature che arriveranno entro la data di scadenza a insindacabile giudizio del Comitato di Presidenza.

VENETO WELFARE DAY

pubblicato 10 apr 2019, 05:16 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 10 apr 2019, 05:22 ]

VENETO WELFARE DAY: una giornata ricca di eventi aperti a tutti i cittadini per conoscere le opportunità offerte dal welfare integrato che vede il coinvolgimento su tutto il territorio regionale di Sani.in.Veneto, Parti Sociali Venete e diversi altri soggetti.

Quasi 200 sportelli diffusi in ogni angolo del territorio regionale, per Treviso in tutte le sedi mandamentali e provinciale del sistema Confartigianato ; 298 mila 800 lavoratori dipendenti aderenti, 403 mila domande per 49 milioni di euro di erogazioni su prestazioni di welfare. Sono questi gli straordinari numeri della Bilateralità artigiana veneta dell’ultimo triennio (Ebav, Edilcassa Veneto e Sani.In.Veneto) 
Tre i servizi di welfare più significativi erogati da Edilcassa: il contributo acquisto prima casa; il contributo per figli studenti e il contributo Imprese per 1.246 corsi di formazione 6-16 ore che hanno complessivamente distribuito €2.500.000. L’Ebav invece ha visto un maggiore interesse per il consolidamento professionalità lavoratori €3.827.000; acquisto e ristrutturazione prima casa lavoratori € 3.716.000; sostegno al reddito lavoratori licenziati €3.717.000; sussidio scolastico al lavoratore per 2 figli frequentanti asilo nido, scuola infanzia scuola primaria e secondaria con €2.420.000 e il contributo al lavoratore per figlio a carico €1.586.000. Il suo pacchetto dei servizi di welfare è però molto più completo con il sussidio assistenziale alle lavoratrici per maternità, affidamento e adozione; contributo alle aziende che abbiano in forza dipendente assente per maternità/paternità; contributo ai lavoratori per abbattimento barriere architettoniche della propria abitazione; contributo all'azienda che assume un disabile; contributo per calamità naturale a favore delle aziende e propri lavoratori; borsa di studio per lavoratori assunti in apprendistato duale.  Sani.In.Veneto infine nel triennio ha distribuito €4.710.260 per visite specialistiche; €3.800.975 per analisi  di laboratorio e €1.300.629 per interventi chirurgici oltre ad aver introdotto il riconoscimento anche per le prestazioni esenti derivanti da patologie gravi e invalidanti e  da maternità.

La bilateralità artigiana del Veneto è stata antesignana di quell’insieme di prestazioni che, in aggiunta alla normale retribuzione del lavoratore dipendente, contribuiscono a rendere più solida la retribuzione stessa, migliorando di conseguenza la vita privata e professionale del dipendente che oggi è definita come welfare.
Un progetto che ha contribuito ad una migliore e più profonda presa di coscienza sia di imprese che di lavoratori, delle opportunità offerte dal welfare contrattuale. Senza mai mettere in discussione la centralità dello Stato in tema di sanità e previdenza ma esaltando complementarietà e sussidiarietà grazie ad un sistema mutualistico che ha saputo adattarsi e aggiornarsi rispetto al mutare delle esigenze. Si chiede per questa ragione allo Stato di riconoscere questo valore prevedendo la detassazione di tutte le prestazioni come, ad esempio, quelle di sussidio alla maternità o scolastico per i figli oggi escluse.      

Forte del proprio ruolo nel welfare integrato in Veneto e di prima realtà italiana per i Fondi sanitari integrativi territoriali, Sani.in.Veneto sarà protagonista del calendario ufficiale degli eventi, che si terranno a:
  •  Treviso, Piazza Borsa
  • Venezia, Via Torino, 2 / Via Ca’ Marcello
  • Belluno, Piazzale della Resistenza
  • Padova, Piazza de Gasperi
  • Rovigo, Piazza Duomo
  • Vicenza, Piazza Matteotti
  • Verona, Lungadige Galtarossa

Sani.in.Veneto sarà inoltre fra i relatori del Convegno Regionale “Veneto Welfare Day”, che si terrà alle ore 9:00 presso l’Aula Magna dell’Università IUAV di Venezia (Tolentini - Santa Croce, 91).

Negli stand organizzati nelle piazze, Sani.in.Veneto incontrerà i cittadini con informazioni sulle proprie tutele e il proprio modo di fare welfare, solidaristico e senza scopo di lucro, che si differenzia perché non è impostato a tavolino, ma nasce da un confronto delle parti sociali: un rapporto bilaterale tra imprese e organizzazioni sindacali che in Veneto esiste da 30 anni, con particolare attenzione al mondo dell’artigianato.

Nelle piazze saranno inoltre a disposizione check-up gratuiti di prevenzione e tutela della salute per tutti i cittadini interessati, in particolare:

·         Screening Cardio-Metabolico (in tutte le città);

·         Screening senologico (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Vicenza);

·         Check-up posturale (Verona e Venezia);

·         Check-up oculistico (Venezia).

Nelle province di Treviso, Vicenza e Verona sarà presente uno psicologo per condividere idee sui successivi interventi concepiti da Sani.in.Veneto in merito alle zone colpite dalle calamità naturali nel 2018, al fine di integrare nel prossimo futuro servizi di supporto psicologico e post-traumatico.

A seguire, in chiusura della giornata, la partecipazione al convegno “Questo SI che è Welfare: I numeri della bilateralità per l’artigianato veneto”, con cui valorizzare una bilateralità storica e i numeri del supporto concreto ad aziende e lavoratori.

FGAS: CANCELLATA LA DICHIARAZIONE DEL 31 MAGGIO

pubblicato 25 mar 2019, 03:16 da Edi Barbazza

Non esiste più la dichiarazione ISPRA con la quale ogni 31 maggio i responsabili di impianti che contengono gas a effetto serra comunicavano i quantitativi di fgas che venivano aggiunti nell'apparecchiatura.
A seguito dell'entrata in vigore del nuovo decreto Fgas n. 517/2014, il cui recepimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio scorso, la comunicazione dei dati è stata sostituita dalla creazione della Banca Dati gas fluorurati a effetto serra e apparecchiature contenenti gas fluorurati, non ancora operativa, che sarà g estita dalle Camere di Commercio competenti, alla quale  le imprese dovranno trasmettere i dati inerenti le attività di assistenza, manutenzione, installazione, riparazione e smantellamento delle apparecchiature contenenti fgas. 
La banca dati si aggiunge al  Registro telematico già istituito presso il MATTM.

#PARTECIPARELEUROPA

pubblicato 7 mar 2019, 03:41 da Edi Barbazza

Il 26 maggio i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, l'organo legislativo che rappresenta i popoli degli Stati membri dell'Unione europea. 

Si segnala che l'Associazione “Partecipare il Presente”, alla quale aderisce anche Confartigianato Imprese Marca Trevigiana unitamente ad altre 18 realtà istituzionali e associative operanti in provincia di Treviso, dedica a questo importante appuntamento quattro incontri di formazione socio - politica.  

Di seguito il calendario degli eventi: 

Le sfide della democrazia tra crisi della rappresentanza e disordine internazionale - martedì 12 marzo 2019 - ore 20.30 Auditorium Istituto S. Pio X Viale D’Alviano, Treviso (MODULO ISCRIZIONE 12/03/2019) 

Crisi del progetto Europa? Democrazia, istituzioni e cittadini nell'Unione Europea - mercoledì 13 marzo 2019 - ore 20.30 Sala Conferenze Camera di Commercio di Treviso e Belluno Piazza Borsa, Treviso (MODULO ISCRIZIONE 13/03/2019)

Differenze e integrazione: la nuova sfida dell'Unione Europea - giovedì 28 marzo 2019 - ore 20.30 Sala Conferenze Camera di Commercio di Treviso e Belluno Piazza Borsa, Treviso (MODULO ISCRIZIONE 28/03/2019)

Convivere in Europa - venerdì 26 aprile 2019 - ore 20.30 Sala Conferenze Camera di Commercio di Treviso e Belluno Piazza Borsa, Treviso (MODULO ISCRIZIONE 26/04/2019)

Gli incontri, occasioni di informazione e confronto che favoriscono la comprensione dei cambiamenti sociali, politici ed economici del nostro tempo, sono gratuiti. 
Per partecipare si richiede l'iscrizione on line, cliccando sui link ai moduli sopra riportati.

APPALTI: PRECEDENZA ALLE IMPRESE LOCALI E NESSUN AUMENTO DELLA FISCALITA'

pubblicato 13 feb 2019, 02:33 da Edi Barbazza


87 le lettere inviate, a firma del presidente provinciale e dei sei presidenti delle associazioni mandamentali, ai sindaci dei Comuni della Marca con meno di 20mila abitanti, destinatari degli stanziamenti previsti dalla legge di stabilità per interventi volti alla messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. 
La Finanziaria 2019 assegna alle Amministrazioni comunali contributi che variano dai 40mila ai 100mila euro, in base alla dimensione, da investire in opere di manutenzione con un univo vincolo: avviare i lavori entro il 15 maggio.
Da qui l’appello del sistema Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ai primi cittadini affinché tengano in debita considerazione le aziende del territorio.

“Non possiamo che essere favorevoli – spiega Vendemiano Sartor, presidente dell’Associazione che rappresenta circa 11mila imprese artigiane e pmi -  rispetto a questa occasione riservata ai Comuni che da un lato consente di investire in sicurezza, un tema per noi prioritario, e dall’altro può concorrere a riattivare la filiera delle costruzioni. Le risorse spendibili si traducono in opportunità di lavoro per molte aziende, con ricadute importanti per i nostri territori in termini di attrattività e di creazione di occupazione, di posti di lavoro. Presteremo attenzione affinché gli appalti siano a km zero.”“Contiamo che i nostri Sindaci – prosegue Sartor- colgano questa occasione considerato che l’aggiudicazione dei lavori, a seguito della modifica del codice degli appalti, prevede l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto, da 40 a 150mila euro, facilitando la partecipazione delle micro e piccole imprese. Un invito che vale anche per gli affidamenti che fanno leva su altre risorse, su altri capitoli di spesa. Oltre a riconfermare la nostra disponibilità a collaborare nei territori per avviare e dare continuità a sinergie virtuose, siamo pronti a confrontarci con l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana per ricercare delle modalità che snelliscano il più possibile gli iter burocratici, per tradurre in realtà delle potenziali opportunità.”
“Ho inoltre invitato, congiuntamente ai colleghi presidenti mandamentali – conclude Vendemiano Sartor – tutti gli amministratori, inclusi quelli dei comuni di Treviso, Mogliano, Paese, Conegliano, Castelfranco, Montebelluna, Oderzo, Vittorio Veneto a non intervenire  sui  coefficienti  della  fiscalità  locale.  Abbiamo loro richiesto di non prevedere alcun aggravio del carico fiscale per  le imprese, anzi, qualora fosse possibile, li abbiamo sollecitati a intervenire per delle riduzioni della aliquote onde evitare che un ulteriore aumento della pressione fiscale freni lo spirito dell’intraprendere portando all’abbandono dell’attività d’impresa, in questo periodo che già risente di un rallentamento della crescita.”

INPS: L'ORGANICO VA POTENZIATO

pubblicato 5 feb 2019, 05:15 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 5 feb 2019, 06:10 ]

Di Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana 

“Le nostre imprese, che necessitano di tempestività nelle risposte, pena pesanti sanzioni, reclami, contenziosi  rischiano di essere penalizzate dall’aggravio del carico di attività cui è sottoposto l’INPS a seguito dell’introduzione delle nuove misure previdenziali e assistenziali nella legge di Stabilità: Quota 100, riscatto della laurea, reddito di cittadinanza. Solo alcuni dei provvedimenti dell’ultima ora che si vanno ad aggiungere alla corposa mole di pratiche che L’INPS già gestisce. 
La nostra preoccupazione è più che fondata: il numero di imprese che “gravano” su ogni dipendente INPS in provincia di Treviso sono 397.5, quasi un centinaio in più rispetto a quelle venete (306) e poco meno del doppio rispetto a quelle nazionale(240). E la situazione di disagio aumenta se si analizza il rapporto dipendenti e  imprese artigiane: 114 nella Marca per ogni addetto, 80 in Veneto, e 52 in Italia. Oppure con il numero degli occupati 1.965 nella nostra provincia, 1332 nella nostra regione e solo 908 in Italia. Se è vero che la competitività delle imprese dipende anche dalle pubbliche amministrazioni che ne regolamentano l'attività, forse sarebbe opportuno che istituti come l’INPS adattassero il loro organico territoriale rispetto alle esigenze piuttosto che sulla base di altri criteri”. 

A manifestare questo disagio è Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana commentando i dati di una analisi dell’ufficio studi della Federazione che ha elaborato i contenuti del Rendiconto Sociale 2018 dell’Istituto di Previdenza.

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per consolidare e rafforzare la fattiva collaborazione esistente con l’INPS di Treviso, alla fine del 2017 ha siglato con l’Istituto un protocollo per rendere più snelle,  meno complesse e più efficaci le procedure per le imprese associate.
L’intesa ha portato alla definizione di un canale dedicato alla trattazione di istanze o richieste tramite cassetto informatico bidirezionale; a garantire, entro 10 giorni, un riscontro alle comunicazioni telematiche inoltrate dalle imprese per il tramite dell’Associazione; a dedicare a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana uno sportello, in un giorno fisso della settimana, per la verifica di singole posizioni contributive, del corretto inquadramento dell’attività artigiana, della corretta gestione di sgravi contributivi per assunzioni agevolate e del costo contributivo durante i periodi di cassa integrazione, nonché la consulenza ai fini del raggiungimento del traguardo pensionistico per i singoli artigiani e loro collaboratori familiari.
Questioni ordinarie e quotidiane che le aziende dovrebbero risolvere nello scambio informatico sul cassetto previdenziale INPS,   ma la cui complessità, derivante da costanti novità legislative, richiede scambi e confronti puntuali tra operatori dell’istituto e dell’associazione per ricostruire la soluzioni più corretta.
L’Associazione dal canto suo è impegnata a rispondere entro 30 giorni lavorativi dalla ricezione di una comunicazione, all’Istituto; a sensibilizzare e informare i propri associati sulle sanzioni derivanti dalla violazione delle leggi e sui benefici conseguenti agli adempimenti contributivi; sull’importanza del rispetto delle regole ai fini della corretta competizione tra imprese sul costo del lavoro.

“È fondamentale – continua Sartor - per dare continuità a questa virtuosa sinergia disporre di una struttura adeguata al bacino d’utenza: gli imprenditori necessitano di soluzioni immediate su problematiche crescenti di carattere burocratico dovute al legislatore che, con l’introduzione di nuovi incentivi per le assunzioni, riforme degli ammortizzatori sociali e del sistema pensionistico, assegna all’INPS e alla sua piattaforma informatica un crescente numero di funzioni e alle imprese una mole di adempimenti la cui tempestiva correttezza applicativa ne condiziona la competitività. Basti pensare  agli effetti negativi di un Documento Unico di Regolarità Contributiva, non regolare ai fini dell’accesso all’assegnazione di gare o appalti.”

“Mentre si discute di come realizzare un diverso federalismo – conclude Sartor - e quindi una maggiore autonomia veneta, questa per essere vera non può fare a meno di una più corretta distribuzione dell’amministrazione pubblica rispetto a due variabili chiave: popolazione e imprese.”

OPERATIVO UNO SPORTELLO DEL PATRONATO A MOGLIANO VENETO

pubblicato 1 feb 2019, 08:07 da Edi Barbazza

Per avere risposte tempestive e puntuali sulle recenti novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2019: quota 100, riscatto della laurea, opzione donna oltre che su tematiche previdenziali, pensionistiche, sanitarie e socio-assistenziali apre a Mogliano Veneto un nuovo sportello del Patronato Inapa di Confartigianato. 

Gli uffici saranno attivi e a disposizione di imprenditori, lavoratori e cittadini tutti i martedì mattina a partire dal 5 FEBBRAIO nella sede di Confartigianto Imprese Treviso in Via degli Alpini, 4. Si allarga così l’offerta di servizi di Inapa, l'ente promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana per l'assistenza e la tutela della categoria artigiana e dei cittadini nel campo della sicurezza sociale e del lavoro, della previdenza e dell'assistenza.

Lo sportello di Mogliano offre una vasta gamma di servizi di carattere previdenziale, assicurativo ed assistenziale, sia in fase ordinaria che in fase di contenzioso amministrativo, medico e legale,  che vanno dalla pensione di anzianità al confronto “Fornero” e “Quota 100”, passando per la pensione vecchiaia, di invalidità, quella riservata ai superstiti  e agli assegni sociali e ancora ai supplementi di pensione, alle richiesta invalidità civile e alle ricostituzioni per reddito. 

Il Patronato INAPA assicura consulenze personalizzate a artigiani, commercianti, coltivatori diretti, professionisti, lavoratori, dipendenti e familiari  relativamente alla situazione pensionistica attraverso il controllo puntuale dei contributi versati come lavorate autonomo o dipendente, l’accredito dei contributi figurativi, esempio il servizio militare e la maternità, i versamenti volontari, i riscatti e le ricongiunzioni contributive, la Naspi e la previdenza complementare. L'INAPA provvede all'espletamento di ogni pratica di carattere previdenziale, assicurativo ed assistenziale

Per fissare un appuntamento contattare lo 041.5900644.


RIFORMA CRISI D'IMPRESA

pubblicato 28 gen 2019, 02:56 da Edi Barbazza

di Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Se il Veneto con le sue oltre 3.100 imprese artigiane è la 2° regione più penalizzata d’Italia, dopo Lombardia con 16,3% delle aziende coinvolte, le 636 srl artigiane trevigiane sono le seconde su scala regionale, dopo quelle vicentine, a dover sopportate dei costi terribilmente significativi per dare seguito a tutte le novità relative alla riforma delle procedure fallimentare, ovvero 3.666.879 euro. Essendo una variazione imposta sarebbe legittimo che la stessa fosse a costo zero per le imprese.

L’approvazione del decreto legislativo che recepisce il contenuto della legge delega 155/2017, contenente l’intera riforma delle procedure fallimentari, avvenuta il 10 gennaio scorso in Consiglio dei Ministri –in attesa solo della pubblicazione in Gazzetta– introduce, tra le tante novità, delle modifiche al codice civile che penalizzeranno migliaia di aziende artigiane a responsabilità limitata già a partire da quest’anno. Sono infatti oltre 3.100 le srl artigiane Venete, seconda regione più penalizzata dopo la Lombardia con il 16,3% del totale imprese coinvolte -due terzi delle quali manifatturiere- di cui 636 trevigiane, che saranno obbligate a dotarsi di un collegio sindacale o del revisore e di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale con un aumento di costi che stimiamo complessivamente attorno ai 18 milioni di euro l’anno, di cui oltre 3.660.000 sborsati dalla Marca”. 
A nulla sono valse le nostre puntuali e precise richieste di delimitare con certezza l’ambito applicativo e di escludere “i piccoli” dai nuovi obblighi che, per altro, penalizzano proprio quelle imprese che nella Marca sono in straordinaria crescita: +1400% in meno di 20 anni. Come non sono state ascoltate le nostre richieste di un periodo di transizione di 5 anni come avviene nel resto d’Europa in barba ai principi dello Small Business Act e contro tutti i participi di semplificazione tanto sbandierati da questo Governo.


Il positivo intento del legislatore che muoveva dalla volontà di far emergere, prima che sia troppo tardi, una situazione di crisi dell’impresa, evitando così che la stessa arrivi all’insolvenza cronica a danno delle imprese fornitrici, alla rimarcata responsabilità che impone agli amministratori, sempre a tutela degli interessi dei terzi si è tradotto anche in questo caso in un aggravio di adempimenti e  costi per le imprese.

La riforma introduce delle modifiche al codice civile che già a partire da quest’anno (dopo 30 gg dalla pubblicazione) obbligheranno molte piccole imprese a dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale. Il primo sospetto è che l’applicazione pratica di questo (ancora un po’ fumoso) diktat significhi, anche per le società di persone, sostenere nuovi costi di gestione. 
Altro aspetto delicato e dagli esiti dirompenti riguarda i nuovi limiti che, superati i quali, imporranno alle srl di nominare un organo di controllo. Se per due anni consecutivi (per quest’anno i bilanci 2017 e 2018) si supererà anche solo uno dei nuovi paletti previsti dall’art. 2477 del codice civile, la società dovrà dotarsi del collegio sindacale o del revisore.
In particolare, le soglie previste sono: 2 milioni di attivo patrimoniale, 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni, 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio. In caso di superamento, si deve procedere alla nomina entro 9 mesi dalla data di pubblicazione del decreto. Pertanto, per le srl, i giochi sono fatti e l’ampiezza della platea interessata dipenderà soprattutto dall’esiguo numero di dipendenti previsto. Ciò provocherà un aumento dei costi per le aziende anche di 4-5mila euro l’anno.

Pur condividendo la volontà di incentivare una gestione più oculata delle imprese, è innegabile che ciò provocherà un aumento di costi per le aziende anche di 4-5 mila euro all’anno. Ci siamo opposti con forza all’abbassamento così drastico dei limiti dimensionali e tentato, con proposte di emendamento al decreto, di evitare che il calcolo del superamento si basasse su bilanci i cui esercizi sono ormai chiusi. Questo senza contare che i revisori, soggetti pienamente indipendenti dalla società, avranno nuovi e precisi obblighi di monitoraggio infrannuale dell’attività e di segnalazione, anche ad organismi esterni tenuti presso le Camere di Commercio, di eventuali situazioni degne di allerta. Andandone della loro diretta responsabilità, ci si può giustamente attendere un’attività attenta e scrupolosa.
 
Non bastasse il decreto impone che le srl adeguino i propri statuti e atti costitutivi al contenuto dei nuovi articoli del codice civile riguardanti la nomina dell’organo di controllo. E’ d’obbligo, quindi, fare una preventiva verifica sul contenuto dei propri regolamenti societari e, se necessario, procedere alla loro modifica. 
Anche questo nel 2019, ossia entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Pur non essendo previste sanzioni in caso di mancato adeguamento, il restyling imposto potrà comportare ancora spese a carico delle società per i dovuti adempimenti pubblicitari, stimabili anche in 1.000-1.500 euro. 



AMPIA INTESA PER LE INFRASTRUTTURE

pubblicato 16 gen 2019, 06:46 da Edi Barbazza

Sottoscritto oggi, 16 gennaio,  il protocollo di intesa fra le tre Province di Padova, Treviso e Vicenza, i 21 Comuni di  Padova, Bassano del Grappa, Borgoricco, Borso del Grappa, Cadoneghe, Campodarsego, Camposampiero, Cassola, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Cismon del Grappa, Crespano del Grappa,Loreggia Loria, Mussolente, Paderno del Grappa, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rossano Veneto, San Nazario, San Zenone degli Ezzelini, Solagna.
I Presidenti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Confartigianato Vicenza, Assindustria Veneto Centro e Presidente Interporto Padova 

Importante sinergia sancita oggi tra Istituzioni territoriali e associazioni delle categorie produttive per sottolineare l’esigenza che la Regione, nella programmazione degli interventi viari previsti nel Programma Pluriennale delle Opere Pubbliche regionali, inserisca anche per stralci funzionali, il completamento del collegamento della SPV con la Strada Regionale 308 – nuova strada del Santo, in direzione di Padova Est, provvedendo anche in seconda fase, all'ammodernamento dell'infrastruttura esistente, la quale si dimostra carente visto il volume di traffico che vi transita.

Il documento sottoscritto conclude una prima fase di incontri e confronti avviati nel maggio 2018, su iniziativa del Comune di Romano d’Ezzelino e dei Comuni prossimi al confine interprovinciale con le Province di Vicenza e Treviso, e poi proseguito con una riunione presso la Provincia di Treviso il 19 novembre, finalizzati all'analisi delle criticità comuni, legate ai percorsi che effettueranno i mezzi afferenti alla SPV per accedere ai caselli, percorsi che coinvolgeranno necessariamente la rete viaria esistente su cui si allacciano le opere di adduzione in costruzione. 

Ne è scaturita la volontà di elaborare una proposta comune quale indicazione di priorità da sottoporre all'attenzione della Regione e non in contrapposizione alla realizzazione delle opere complementari già in fase di progettazione o di esecuzione.

Tutti i soggetti intervenuti ritengono che la Pedemontana, fortemente voluta dal territorio, debba essere messa in grado, una volta ultimata ed aperta al traffico, di funzionare in modo coerente con le aspettative, per minimizzarne gli impatti conseguenti alla realizzazione ed al traffico di esercizio.

Pertanto, pur nella consapevolezza dei numerosi interventi necessari, tra i quali anche il raddoppio dell’attuale S. R. 308, viene ritenuto prioritario, oltre a quanto già programmato dalla Regione, il completamento del collegamento della SPV con la Strada Regionale 308 – nuova strada del Santo, in direzione di Padova Est con un percorso che prevede l'utilizzo della SR 47 nel tratto della vallata trentina, l'adeguamento di un tratto di Tangenziale Est di Bassano, l'ingresso in Pedemontana Veneta sullo svincolo dedicato già previsto tra le opere di SPV (SPV si sostituisce per un tratto al tracciato della Tangenziale di Bassano-Sud), l'utilizzo della Pedemontana stessa e della programmata Bretella di Loria, opera di adduzione al casello di Mussolente-Loria, il completamento della complanare alla ferrovia della linea Castelfranco-Bassano, congiungendo la SR 308 – nuova strada del Santo, dal punto di consegna dell'opera di adduzione di SPV (SR245) a Castello di Godego, sino all'attestamento in rotatoria posta sulla SR 53 “Postumia” a Castelfranco Veneto.

 


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