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Snellire-burocrazia

QUANTO È DIFFICILE SNELLIRE LA BUROCRAZIA

Sportello Unico per le Attività Produttive e Sportello Unico dell’Edilizia. Autorizzazione Unica Ambientale. Sistema dei controlli. Tre esempi delle difficoltà nell’attuazione delle politiche di semplificazione


SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Un piccolo imprenditore del Nord che voglia aprire e gestire un’attività di acconciatore o di estetista oppure voglia avviarne una di piercing o di tatuatore può arrivare a dover prendere in considerazione 118 procedure amministrative diverse. Un altro imprenditore che voglia aprire un’officina meccanica può trovarsi di fronte a 84 procedure.

Sono questi gli elenchi di procedimenti che interessano queste attività pubblicate su “impresainungiorno.gov.it”, il portale che deve accompagnare l’imprenditore nello svolgimento delle pratiche di competenza dello Sportello Unico delle Attività Produttive - Suap. Il Suap dovrebbe consentire all’imprenditore di dialogare in maniera completamente telematica con qualunque pubblica amministrazione abbia competenza sulla vita dell’impresa.

Concretamente l’imprenditore dovrebbe poter consultare sul portale www. impresainungiorno.gov.it gli adempimenti richiesti per lo svolgimento della sua attività, dovrebbe poter scaricare la modulistica, compilarla ed inviarla telematicamente al Suap, dovrebbe poter effettuare i pagamenti di oneri e diritti sempre in via telematica dal proprio ufficio o dalla propria abitazione.

Al momento questo alleato non appare ancora in grado di svolgere il proprio compito fino in fondo o almeno non in maniera uniforme sul territorio nazionale.
Secondo un primo monitoraggio realizzato da Confartigianato sul funzionamento dei Suap “comunali” il grado di apprezzamento degli utenti non è, infatti, lusinghiero: il 22,5% dichiara di non utilizzare in alcuna misura i servizi tematici del proprio SUAP comunale e il 29,2% lo fa solo saltuariamente. Più della metà degli operatori ricorre ancora al cartaceo. Il dato peggiora nei confronti dei Suap del Centro e del Mezzogiorno.

La situazione migliora, ma solo in parte, se l’imprenditore si trova in uno dei 4.737 comuni che hanno ottenuto l’accreditamento del Suap da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. L’imprenditore, infatti, dovrebbe poter svolgere alcuni passaggi consultando il sito web del comune. Secondo l’analisi fornita dallo stesso Ministero siamo, tuttavia, ancora lontani dall’obiettivo. Il 65% dei Suap “comunali” riporta un’informazione scarsa o assente relativamente all’avvio dell’attività. Meno del 15% consente lo svolgimento di una pratica in maniera esclusivamente telematica. La consultazione dello stato di avanzamento del procedimento è consentita solo nel 30% dei Suap “comunali”.

Una sorte più favorevole, ma non ancora pienamente soddisfacente, tocca all’imprenditore che si rivolge ad uno dei 3.038 comuni che hanno delegato il front office del proprio Suap al Sistema camerale. In questo caso, sempre secondo i dati del Ministero, le informazioni relative all’avvio dell’attività sono garantite nel 100% dei casi. Circa il 50% dei Suap “camerali” consente lo svolgimento di una pratica in maniera esclusivamente telematica. La consultazione dello stato di avanzamento del procedimento è consentita nel 71% dei SUAP “camerali”.

Comunque vada, difficilmente l’imprenditore riuscirà a superare lo scoglio del pagamento dei diritti e degli oneri senza lasciare la propria azienda; il pagamento on line è consentito solo in pochissimi casi: il 3% dei Suap “comunali” e l’8% di quelli “camerali”.


SPORTELLO UNICO DELL’EDILIZIA
A inizio 2013 è stata varata la riforma dello Sportello Unico per l’Edilizia – Sue, che ne ha rafforzato l’istituto già previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR n. 380/01) trasformandolo da strumento di natura istruttoria a strumento di natura decisoria. Le nuove disposizioni hanno chiarito alcuni aspetti importanti. Il Sue è l’unico punto di accesso per tutte le vicende amministrative riguardanti l’intervento edilizio. Per questo deve acquisire d’ufficio tutta la documentazione già in possesso di altre pubbliche amministrazioni. È vietato alle amministrazioni trasmettere direttamente al richiedente atti, pareri, nulla osta, eccetera. Tutto deve passare attraverso il Sue.

Nonostante l’importanza dei compiti affidati al Sue, ad oggi, non esiste nessuna mappatura che consenta di conoscere quanti e quali comuni l’abbiano istituito, quale sia il reale funzionamento in termini di tempi per la conclusione del procedimento, né il grado di informatizzazione raggiunto.

AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE

Oggi le norme ambientali costringono le imprese, anche quelle di minori dimensioni, a rivolgersi a Regioni, Province, comuni, Arpa, eccetera per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all’attività produttiva. Il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che queste autorizzazioni hanno periodi di validità differenti. Per questo è stata approvata un’unica procedura, applicabile alle Pmi, che accorpa sette diverse pratiche di autorizzazione, tra cui quelle di maggior impatto sulle imprese: autorizzazione agli scarichi, autorizzazione alle emissioni in atmosfera e comunicazione per l’impatto acustico.

L’Autorizzazione Unica Ambientale – Aua non riduce le tutele per l’ambiente e non abolisce gli obblighi esistenti, ma si limita ad unificarli in un’unica autorizzazione valida 15 anni ed individuando un unico interlocutore amministrativo: il Suap. È anche semplificato il rinnovo dell’autorizzazione, in particolare nel caso in cui non siano mutate le condizioni dell’impianto.

Secondo i dati forniti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, dall’attuazione di questa norma le imprese dovrebbero risparmiare circa 700 milioni di euro all’anno. Per la verifica dei risultati attesi è stato previsto un sistema di monitoraggio istituzionale con la collaborazione delle associazioni imprenditoriali, non ancora avviato. Tuttavia, dopo un anno e otto mesi dall’approvazione dell’Aua, l’iter normativo non è completo.

Manca, infatti, il decreto del Ministero Ambiente e del Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, previa intesa con la Conferenza Unificata, che deve approvare il modello semplificato ed unificato

per la richiesta di Aua. Nelle more dell’emanazione della modulistica, tuttavia, si può comunque richiedere l’autorizzazione unica ambientale al Suap del proprio comune. Da un conteggio effettuato dal Sistema camerale sono pervenute circa 450 richieste di Aua attraverso i Suap la cui gestione del front-office è stata delegata alle Camere di Commercio. Questo dimostra che, malgrado le difficoltà derivanti dalla mancanza di una modulistica unificata, è possibile gestire questa tipologia di adempimento.

SISTEMA DEI CONTROLLI
Un altro tema molto sensibile per le imprese è quello dei controlli e delle ispezioni in azienda. Le imprese lamentano, innanzitutto, l’assenza di coordinamento tra gli enti preposti ai controlli e la marcata differenziazione nell’interpretazione delle norme.

L’urgenza di trovare una soluzione a questa criticità è emersa con forza durante gli incontri con le categorie imprenditoriali di Confartigianato. La necessità di intervenire sul punto è emersa anche da una prima indagine telefonica realizzata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, in collaborazione con le Organizzazioni imprenditoriali. La ricerca ha evidenziato che il 36% delle Pmi ha subito almeno un controllo e che almeno il 45% delle imprese controllate ne ha subito più di uno.

La rilevazione ha fornito inoltre, un quadro d’insieme dei controlli, evidenziando l’assenza di proporzionalità rispetto alla dimensione d’impresa: le imprese che impiegano tra 5 e 10 addetti presentano una percentuale di soggetti controllati (36,1%) quasi analoga a quella delle imprese che impiegano tra 5 e 249 addetti (36,7%). Inoltre il numero medio di controlli subiti da ogni impresa, calcolati sul totale delle imprese della classe 5-249 addetti è 1,9, mentre quello della classe 5-10 addetti è 0,7. Per risolvere queste criticità, anche grazie all’iniziativa di Confartigianato, sono stati introdotti nella legislazione italiana alcuni importanti principi in materia di controlli sulle imprese, quali la programmazione, la proporzionalità, il coordinamento e la trasparenza. Tuttavia tali disposizioni sono state approvate attraverso interventi frammentari, che risultano difficili da coordinare e creano margini rilevanti di incertezza interpretativa, dando adito a spazi di ampia discrezionalità.