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Razionalizzare

RAZIONALIZZARE? MISSION IMPOSSIBLE

Un’analisi di Confartigianato sulle ragioni che hanno impedito alle semplificazioni di produrre
effetti positivi per le imprese e le cinque regole per cambiare

Ma quanto è difficile semplificare! I numerosi tentativi effettuati in questi anni dai Governi che si sono succeduti alla guida del Paese per migliorare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione non hanno prodotto gli effetti sperati. Le imprese non hanno percepito i benefici auspicati in termini di riduzione di costi e di tempi necessari per adempiere agli obblighi amministrativi. Insomma, la semplificazione non ha centrato l’obiettivo perché la riduzione degli oneri non ha raggiunto le imprese.

Dei 31 miliardi di oneri amministrativi che in questi anni sono stati misurati e delle riduzioni realizzate, ben poco è stato percepito dalle imprese. Perché la semplificazione non ha prodotto gli effetti auspicati? Secondo Confartigianato ci sono una serie di motivi.

Per primo, la mancata o tardiva attuazione delle disposizioni di semplificazione adottate. Quindi l’annullamento dei benefici di una semplificazione a causa dell’entrata in vigore di nuove complicazioni.

Il riferimento va in particolare alla scarsa attenzione posta dal legislatore alla produzione normativa europea sia in fase ascendente che discendente. Un esempio sono i numerosi casi di goldplating, ovvero il recepimento di una normativa comunitaria “arricchita” di nuovi adempimenti non previsti dalla norma originaria. Caso emblematico in tal senso il Sistri, il Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti. Infine, la semplificazione non ha prodotto gli effetti sperati per l’eccessivo numero di istituzioni coinvolte nei procedimenti, a partire dai troppi livelli di Governo presenti.

Per queste ragioni Confartigianato sostiene la necessità di concentrare gli sforzi su alcuni punti prioritari.

  1. Dare attuazione alle disposizioni già approvate, prima di puntare su nuove semplificazioni.
  2. Approvare le norme di semplificazione sulle materie già misurate e sulle quali esistono proposte condivise.
  3. Introdurre il monitoraggio quale strumento ordinario di verifica del funzionamento delle riforme approvate.
  4. Informatizzare e standardizzare le procedure in modo da ridurre l’eccessiva frammentazione e discrezionalità della Pubblica Amministrazione.
  5. Assicurarsi che il risultato sia percepito dalle imprese, perché in assenza di questa percezione non c’è semplificazione.