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SICUREZZA E ...FATTORE C

pubblicato 4 giu 2014, 07:09 da Edi Barbazza   [ aggiornato il 4 giu 2014, 08:51 da Giorgio Gagliardi ]
Il fattore C, nella comune opinione, indica che è il CASO , anche se l’espressione sarebbe più pittoresca, e non il MERITO a determinare un esito e, per ciò che diremo, anche il C di CLICK .
E’ quanto succede, da 4 anni, con la scadenza del bando Inail laddove le aziende  venete, chiedono interventi quattro volte superiori alle disponibilità e laddove un quarto di loro raggiunge l’obbiettivo grazie ai nanosecondi di vantaggio ottenuto premendo un bottone al via del Click Day. Lo scorso anno in Veneto sono stati presentati 1.008 progetti per un importo pari a circa 41 milioni, di cui 247 ammessi per complessivi oltre 11milioni. 
Secondo Confartigianato Marca Trevigiana è il modo peggiore , e non più sopportabile, di corrispondere alle aspettative  generate dalla qualità dei progetti. 
Finisce che diventa una lotteria e non solo: la strettoia  selettiva dell’invio informatico , ha generato offerte di consulenti che assicurano il Click vincente, quasi dispongano della possibilità di mettere in linea come non altri l’algoritmo usato con la piattaforma pubblica che riceve. Una soluzione tecnica che sarebbe in palese violazione delle modalità di invio previste dall’Inail. Nel 2013 su 1.008 aziende venete cliccanti solo 3 sono state capaci di scendere sotto la soglia umana dei 2,59 secondi realizzando l’incredibile tempo di poco superiore al secondo, confermando così  l’utilizzo di software dedicati. 
Tutta la partita si è conclusa in meno di 5 secondi.
E’ risaputo che ogni novità porta adempimenti, genera offerte di nuovi servizi , ma l’offerta per ottenere la premuta di tasto vincente non può non sorprendere , forse, anche farci sospettare: se è possibile accettare, sebbene con fatica, che sia il caso, per sua natura democratico, a dominare, ci risulta assai più complesso tollerare che vengano premiati coloro i quali investono per assicurarsi un vantaggio informatico. In proposito ci sono già ricorsi pendenti.
Confartigianato Marca Trevigiana  dice basta al sistema del Click Day! 
Chiede l’adozione di un sistema di merito basato su parametri  chiari, di facile lettura e quantificazione, parametri che consentano di generare una classifica in base a fattori oggettivi e senza intervento discrezionale. Chiede che sia fissato un periodo di presentazione dei progetti, utile a consentire la stessa operazione senza graduatoria temporale alcuna e che il merito dei progetti corrisponda fedelmente all’obbiettivo di ridurre  gli incidenti nei luoghi di lavoro e premiare i livelli di sicurezza.
Confartigianato chiede inoltre che la componente di risorse destinate alle sostituzione di macchinari obsoleti (ante 1996) che è , per il Veneto, di 817mila euro su 22.400.000 euro, sia fortemente implementata per corrispondere alle esigenze di sicurezza di gran parte delle microimprese che non sono in grado di affrontare la spesa per sostituire l’impianto.
L’alternativa, se ciò non risultasse possibile, è in ogni caso la chiusura di questa esperienza e la spalmatura delle risorse previste su tutte le aziende virtuose. Abbiamo un esempio recente di applicazione di questo principio, adottato per realizzare l’abbassamento di un miliardo nel costo dei premi Inail, che è una vittoria anche di Confartigianato, a favore di tutte le imprese con posizione assicurativa Inail. Si tratta della legge 147 del 2013 che prevede l’abbattimento del premio per le aziende con e senza dipendenti, di circa 14 punti percentuale della polizza annuale dovuta sulla base di un indice di “gravità medio”.
Nonostante le recenti novità legislative, il comparto dell’artigianato presenta ancora una forte differenza tra incassi per premi pagati dalle aziende artigiane e  costi per interventi da parte dell’INAIL.
I dati relativi all’ultimo bilancio Inail del 2012 che attestano che la gestione artigiana incassa 1,5 miliardi di premi e ne avanza più di 815milioni, dimostrano che il premio Inail è del tutto scollegato dalle effettive necessità della gestione e procura liquidità che l’istituto utilizza per altre gestioni. 
Si traduce in una sorta di tassa aggiuntiva.
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