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SETTEMBRE: GOVERNO BATTI UN COLPO SULL’ECONOMIA

pubblicato 1 set 2014, 05:53 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 1 set 2014, 06:01 ]
Il mese di agosto ci ha regalato l’avvio delle riforme istituzionali, con il superamento del bicameralismo all'italiana e con un nuovo titolo quinto della costituzione, un’ importante affermazione italiana in Europa con la nomina del Ministro Mogherini a capo della diplomazia europea e, con l’ultimo Consiglio dei Ministri, le misure “sblocca Italia”. Sono tre buone notizie, seppur faticosamente costruite.
Complimenti al presidente Renzi per l’affermazione in Europa che, grazie anche alla figura del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, fa guadagnare punti al nostro Paese dopo un periodo più scuro che chiaro.Ora, alla ripartenza delle aziende, tornano i problemi irrisolti. 
Sia ben chiaro, riforme istituzionali e Alto Rappresentante per la politica estera e la sicurezza europea sono comunque risultati utili e incoraggianti, come continua a dimostrarsi utile, se non determinante, l’azione del nostro Draghi alla BCE.
Ma è il cosiddetto “sblocca Italia” che tocca nel vivo le imprese. Le tocca per i provvedimenti presi, per  quelli solo  annunciati, per quelli , purtroppo, ancora una volta rinviati, pur nell’ottica del “passo dopo passo” e dei mille giorni . 
Qualcuno, con superficialità, ha tentato di ironizzare sulla severità della critica degli artigiani trevigiani che, peraltro, sono in buona compagnia con i colleghi di Vicenza, Padova e Venezia, i quali continuerebbero a vedere il bicchiere mezzo vuoto e preferirebbero protestare anziché costruire. Nei salotti questo modo di dire può fare presa; di fronte alla  cruda realtà aziendale e territoriale no.
E’ bene ricordare che Confartigianato Marca Trevigiana, sotto la guida di Mario Pozza, ha dedicato un intero anno, il 2013, ad una serie di iniziative chiamate “percorsi di crescita” , suscitando anche qualche mugugno tra chi avrebbe preferito dare spazio a, fondate, ragioni di protesta. Abbiamo altresì cercato di difendere, assieme alle altre associazioni del commercio, dell’artigianato e del sindacato, i diritti di operai e imprese calpestati nella vicenda “piccola mobilità. Ci siamo spesi, sul Piano Casa regionale e con l’iniziativa “case a costo contenuto, per dare una mano all’edilizia; abbiamo trascinato maglieria e abbigliamento, a reagire alle decisioni di Benetton e praticare in proprio percorsi di valorizzazione della produzione trevigiana. Sono alcuni tra i tanti esempi di fatti, e non chiacchiere, che potremmo descrivere.
Ciò premesso, il guardare in faccia i problemi non può essere demonizzato.
Criticare è il sale della democrazia e, nella difficile condizione di imprenditori e piccole imprese, tuttora  poco difesi, solo  una sana mobilitazione civile può produrre spinte a fare meglio e a  non perdere tempo.
“Fare squadra “ per crescere si; dover “cantare in coro” per dire che tutto va bene, no.
Lo “sblocca Italia” ha aperto spiragli importanti, anche se, in fatto di opere cantierabili, mancano molti dei soldi inizialmente previsti e fa bene il Veneto, pagatore netto di tasse, a recriminare. Portiamo a merito governativo anche il raccordo tra l’aeroporto di Venezia e l’alta velocità, pur sapendo che è una condizione posta da Ethiad per  partecipare ad Alitalia e pur sapendo che non si sa ancora a quale alta velocità si aggancerà  il raccordo.
C’è uno sforzo per semplificare le norme edilizie per piccole modifiche, una misura che sembra una sorta di piano casa veneto  portato   a livello nazionale anche se inspiegabilmente è saltata la prosecuzione degli incentivi al risparmio energetico. C’è un atteso provvedimento in tema di giustizia civile, per recuperare il pregresso e snellire i processi . Bene esserci arrivati, daremo un parere  nel merito.  Fin qui tutto bene, comprese le misure per rilanciare il made in Italy, ennesimo obbligatorio tentativo , e la copertura della CIG in deroga, anche al momento non rileviamo copertura al problema “piccola mobilità”.
Ma dove sono i tagli a improduttività e burocrazia? Le prime indiscrezioni sul  piano, o meglio sulla lista “Cottarelli”, hanno mostrato una inammissibile confusione tra settore privato, che non può essere oggetto di interventi pubblici, e settore pubblico. Non solo; anche all'interno del pubblico, dove ci sono situazioni del tutto differenti  e dovrebbe essere data precedenza alle società  e alle disfunzioni di maggiore impatto, si tengono invece assieme aziende per i servizi tradizionali, con le associazioni locali per la cultura.
Nel frattempo sentiamo dire, dal Ministro della Pubblica Istruzione, che peraltro viene da una Regione dove l’industria maggiore è la pubblica amministrazione, di nuove assunzioni nella scuola, per eliminare il fenomeno dei supplenti, a mio parere comunque ineliminabile. Onestamente non ne capiamo il perché, visto che fin qui abbiamo tutti condiviso esigenze di smagrimento nell'ambito della P.A.
Sulla burocrazia siamo ancora alle buone intenzioni e ancora non bastano le ammissioni dell’azienda che ha partorito il SISTRI,  e le incarcerazioni per causa di ciò, a tirare una riga definitiva su questa infausta pagina italiana che è gravata sulle piccole imprese e ora grava su quelle con più di 10 dipendenti.
Sul lavoro, dopo la liberalizzazione, quasi rivoluzionaria, dei contratti a a termine, tutte le buone intenzioni per ulteriormente facilitare le assunzioni, specie dei giovani,  e adottare il cosiddetto JOB ACT, sono ferme al palo. E la lista potrebbe continuare.
Settembre è un “mese verità” per l’economia e per la crescita attesa. Lo è, ovviamente nelle proporzioni, anche per la nostra economia provinciale con relativa occupazione. E in proposito penso che i protagonisti della rappresentanza, anziché parlare solo ai giornali, dovrebbero farlo anche tra di loro per individuare le possibili buone azioni a favore della competitività e della tenuta del nostro sistema economico territoriale.