SALA STAMPA‎ > ‎Approfondimenti‎ > ‎Notizie Focus‎ > ‎

SEMPRE PIU' ARTIGIANI PROTAGONISTI DEL DIGITALE

pubblicato 12 giu 2014, 09:07 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 16 giu 2014, 08:15 ]
In Veneto sono 4.500 le imprese che operano nell'high tech. E se i produttori di hardware risentono della crisi, i programmatori di software sono in vertiginosa ascesa: più 42,5 % in cinque anni. Padova e Vicenza sono infine le provincie pi digitali. Assieme rappresentano più della metà dell'intero comparto ICT artigiano.
Il fenomeno dell'artigianato high tech ha confermato i numeri positivi nella quarta convention regionale delle categorie, promossa da Confartigianato Imprese Veneto, quest'anno dedicata proprio a "Artigiani Digitali e la rivoluzione ICT". E non a caso l'appuntamento, il 7 giugno a Mogliano Veneto, ha raccolto l'interesse di Corriere Innovazione. Sullo sfondo le nuove tecnologie che stanno cambiando le abitudini non solo di vita ma anche nell'organizzazione e metodi di produzione. Ne sono un esempio le stampanti 3D che trasformano l'immaterialità di un file in un oggetto. Oppure l'internet delle cose (iot) che permette di trasferire virtualmente nel mondo le botteghe artigiane e rendere globale il "su misura". 

L'appuntamento ha proposto due tavole rotonde moderate dal giornalista di Corriere Innovazione Luca Barbieri. 
La prima con Carlo Bagnoli, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Davide Mantovani, "The urban Reef" di Bassano del Grappa, e Francesco Simone, vice direttore Artigiancassa.
La seconda è stata invece dedicata a casi concreti di contaminazioni digitali: la rete dei Calzolai 2.0 con Paride Geroli; il Sistema casa: la certificazione degli edifici, Paolo Bassani; la promozione turistica sul web: Discovering Artigianato Franco Pozzebon; AppTaxi, Alessandro Nordio; nuove frontiere del Benessere Lino Fabbian. 
Circa duecento i dirigenti dell'associazione presenti in sala in rappresentanza di tutte le categorie in cui è articolata Confartigianato. 
Ha chiuso i lavori Elena Donazzan, assessore regionale all'istruzione, alla formazione e al lavoro. "Sono in sintonia con le esigenze dell'artigianato", ha detto Donazzan, "ci tengo a sottolineare che in un periodo storico in cui la rappresentanza è messa in discussione, io rilancio il valore dei ruoli intermedi che devono essere valorizzati. Il rapporto pubblico privato funziona se va verso il bene pubblico come avviene con Confartigianato. No amicizie o interessi. Per quanto riguarda i prossimi strumenti della Regione", ha concluso l'Assessore, "per gli anni a venire i fondi comunitari saranno fondamentali. Con gli assessori Coppola e Ciambetti abbiamo ragionato su come rivolgerli alle imprese venete per investire su innovazione, risorse umane e internazionalizzazione. Grazie anche al contributo delle Associazioni".

"Si sta delineando", ha spiegato Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, "una nuova geografia dello sviluppo economico. Un'architettura che mette assieme tre asset fondamentali del nostro Paese: la manifattura, l'artigianato e le tecnologie digitali. Il digitale, dunque, sembra assurgere a nuova frontiera per il manifatturiero, che potrà trovare impulso non solo dalle stampanti 3D ma anche dalla interazione tra i software, internet, i nuovi dispositivi come smartphone e tablet con la creatività e la capacità manuale della creazione del "pezzo unico", su misura. Ecco quindi che sarti, calzolai, falegnami e persino coloro che operano nel campo del benessere e della bellezza della persona, possono trovare nel mondo digitale dei validi supporti alla propria attività, anche soltanto per promuovere la propria produzione o i servizi sul web (legandolo a percorsi turistici ad esempio) mantenendo un costante contatto con il mondo intero con la clientela già fidelizzata".   

"Siamo di fronte", è intervenuto Soffiro Fontana, vice presidente Confartigianato Imprese Veneto con delega alle categorie, "alla terza rivoluzione industriale, per gli effetti che determinerà nella produzione, nell'organizzazione e nei costi aziendali. Le stampanti 3D, infatti, sposteranno il valore del prodotto quasi completamente nell'ideazione e nel design, con effetti non trascurabili sull'economia politica globale con relativa riduzione dei costi di produzione, dell'invenduto e dell'assemblaggio. Non ultimo, questi cambiamenti potrebbero portare a una diminuzione del divario fra i costi di produzione in Occidente e quella in Oriente. Ma soprattutto le stampanti 3D potranno rappresentare il ritorno del manifatturiero e con esso degli artigiani digitali: i nuovi makers. Dopo parecchi anni in cui il comparto della manifattura si è dovuto confrontare con fenomeni "destabilizzanti" quali: delocalizzazione, competitività dei Paesi emergenti, costo del lavoro, risultando spesso perdente, oggi può vedere una nuova luce. Sono in molti a crederci e la Confartigianato Veneto è al loro fianco".