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RIORDINO ISTITUZIONALE

pubblicato 10 dic 2013, 05:24 da System Admin   [ aggiornato il 08 mag 2014, 03:02 da Giorgio Gagliardi ]

UNIONI O FUSIONI? CONFUSIONE ITALIANA

Un seminario di Confartigianato fa il punto sulle forme di aggregazione per i comuni. Il Veneto troppo incerto. Bene il modello francese e quelli di Emilia Romagna e Toscana

 Grande è la confusione sotto il cielo delle fusioni e unioni di comuni. La conferma è venuta dal seminario di formazione, il 20 novembre a Treviso, riservato ai dirigenti del sistema Confartigianato. «Questo incontro sottolinea il ruolo dell’Associazione come portatore di interessi del territorio», ha spiegato il presidente provinciale Mario Pozza. «In Veneto qualcuno deve fare supplenza a una Regione troppo timida», ha provocato da parte sua il politologo Paolo Feltrin che ha rilanciato: «Serve una proposta sulla quale aggregare interessi per arrivare a una proposta di legge regionale. Le associazioni di categoria potrebbero assumere questo ruolo di stimolo e supplenza». Un’idea subito rilanciata da Francesco Giacomin, segretario di Confartigianato Marca Trevigiana: «Sarà elaborato un documento che sintetizzi il dibattito ed esprima una proposta di Confartigianato alla Regione. E vorremmo anche mettere a disposizione dei consiglieri comunali e dei sindaci un supporto attraverso le Associazioni mandamentali».

Il seminario ha già fornito una serie di indicazioni utili grazie agli interventi di Paolo Feltrin,  Sergio Maset, ricercatore di Tolomeo, e Vittorino Spessotto, segretario e direttore generale del comune di Pieve di Soligo. Si è trattato di un ulteriore passo avanti nella riflessione di Confartigianato iniziata nel giugno scorso a Montebelluna con l’incontro dell’Assemblea diffusa dal titolo “Prima che ci mettano in comune”. Qui di seguito riportiamo una sintesi delle idee e dei dati presentati nel seminario di Treviso.

CONFARTIGIANATO GUARDA ALLE UNIONI
Renzo Sartori, vicepresidente Confartigianato. Sul tema aleggia ancora molta confusione. Nei progetti di fusione non c’è traccia di analisi dei costi a carico delle imprese. I partiti politici sono divisi. Anche tra le associazioni di categoria non c’è comune sentire. Confartigianato è più favorevole alle unioni di servizi.


UN SINDACO: SÌ AL GOVERNO DEL TERRITORIO
Giancarlo Mion, sindaco di Orsago. La cosa che conta è offrire i migliori servizi ai costi minori. Invece si vede una moltiplicazione di burocrazia con costi ulteriori. Per questo non vorrei trovarmi domani ad aver fatto fusioni o unioni e vedere lievitare i costi. Guardo con maggiore favore le convenzioni. D’accordo invece su un governo comune del territorio, non possono esserci differenze sui piani regolatori tra un comune e l’altro.


NEI COMUNI SIAMO ALLA FOLLIABUROCRATICA
Ezio Dan, sindaco di Fontanelle. Lo Stato centrale ci sta ammazzando di burocrazia, gli ultimi 22 decreti hanno introdotto 60 nuovi adempimenti. Siamo alla follia burocratica. Oggi i sindaci sono senza soldi. I cittadini hanno capito le difficoltà degli amministratori e stanno dando una mano. Il nodo sono anche i dipendenti pubblici che devono essere gestiti come privati. Chiudere il Consorzio dei comuni Opitergino-Mottense è stata una follia.


LA COMPETIZIONE ECONOMICA È COMPETIZIONE TRA TERRITORI
Vendemiano Sartor, presidente Treviso Tecnologia. Il dibattito sulle forme di aggregazione è nato con le Regioni. Dovevano nascere i comprensori tra comuni, ma non sono stati imposti. Quelli che sono nati lo hanno fatto su base volontaria come nel caso dell’Opitergino-Mottense. La circonvallazione di Oderzo e il sottopasso sulla ferrovia non sarebbero stati possibili senza una logica consortile. Il comprensorio era già una dimensione ottimale per il governo del territorio. Oggi i sindaci partecipano a molti enti superiori, ma tutti con riferimenti territoriali diversi. E anche la legge di elezione dei sindaci, se ha reso più forte il governo del comune, ha però alimentato il campanilismo. Confartigianato deve interessarsi di questi temi perché la competizione economica passa ormai dalla competizione tra territori. È un dibattito che deve investire tutto il sistema Confartigianato.