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PROROGA DELLA CIGD: COINVOLGE 2 MILA IMPRESE ARTIGIANE DI TREVISO

pubblicato 3 lug 2014, 06:39 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato il 26 lug 2014, 01:34 da Maurizio Venturino ]
Salvati 6 mila posti di lavoro a Treviso grazie alla firma dell’accordo ponte sugli ammortizzatori sociali in deroga che, nella sola Marca Trevigiana coinvolge 2 mila imprese artigiane, dei settori della meccanica di produzione, del legno-arredo e dell’area.
Un patrimonio di professionalità e d’imprenditoria che merita un trattamento sicuramente migliore di quanto il Governo Renzi per ora sta loro riservando.
Soddisfatta Confartigianato Marca Trevigiana per la proroga del sostegno garantito sino al 31 agosto 2014, mentre resta aperto il problema dei 6 mila lavoratori trevigiani che non hanno visto nel 2014 nemmeno un euro di quanto loro dovuto dall’Inps per le ore di effettivo utilizzo della cig in deroga. Mediamente il tasso di effettivo utilizzo / tiraggio della cigd si è attestato al 19%: 34 ore sulle previste 170 mensili. Esistono purtroppo anche numerosi casi in cui il lavoratore cassaintegrato non ha lavorato per l’intero mese. In queste situazioni la norma prevede che sia l’Inps a pagare direttamente l’importo dovuto di cigd, con un valore orario medio di circa 5 euro all’ora ovvero 800 € mensili.
Questa situazione paradossale ha privato 6 mila persone del reddito per ritardi imputabili al Governo. Evidenti le conseguenze su lavoratori e consumi. Le associazioni sono intervenute per evitare l’inasprimento del disagio sociale. In Veneto servono 55 milioni per pagare tutte le cigd fino al 31 agosto 2014. Si tratta solo di un primo passo. Il legislatore, infatti, con la cosiddetta "Legge Fornero" si è impegnato a garantire la cigd per intero 2014, per un importo complessivo di circa 100 milioni, che diventano oltre un miliardo per l’intero territorio nazionale. 
Il Governo non può venir meno ad impegni assunti per legge.
Il paradosso è che lo Stato incassa aumentando il costo del lavoro delle piccole e medie imprese, come previsto dal decreto del Ministero del lavoro del 7 febbraio 2014, ma non attiva i nuovi ammortizzatori stabili e non finanzia la deroga come invece prevede la legge. Dal 1° gennaio, infatti, le imprese e i dipendenti stanno già “pagando” un aumento dello 0,50% del costo del lavoro ossia circa 130 € anno per dipendente direttamente allo Stato, anche tramite gli enti bilaterali di riferimento.
L'auspicio è che il ritardo del Governo nell’onorare questi accordi non dipenda dalla scelta di dirottare le risorse previste per artigianato e le pmi verso altri lidi, come gli esuberi previsti dalla trattativa Ethiad-Alitalia. In tal caso a questi dipendenti di "serie A" oltre alle risorse sarebbero riconosciuti ammortizzatori sociali ben oltre gli otto mesi concessi ai dipendenti delle aziende artigiane. Un film già visto nella precedente trattativa Alitalia-Cai .
Il Governo Renzi entro la fine di agosto deve anche trovare le risorse per finanziare le assunzioni fatte, fino al 31 dicembre 2012, di lavoratori iscritti alla piccola mobilità, in pratica i licenziati per crisi delle pmi. Se la questione non verrà risolta a settembre l’Inps richiederà la restituzione alle ditte dello sgravio legittimamente fruito. Significano tra i due e i cinque mila euro per ciascuna assunzione a seconda della durata del rapporto di lavoro. 
Confartigianato si aspetta pertanto che il Governo destini i 794 milioni di euro stanziati per il fallito "bonus Letta", riservato alla creazione di centomila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato per giovani tra i 18 e i 29 anni, ai datori di lavoro che hanno semplicemente applicato la legge. Nella sola provincia di Treviso sono circa mille le imprese interessate.