SALA STAMPA‎ > ‎Approfondimenti‎ > ‎Notizie Focus‎ > ‎

PRIMA VITTORIA SUL FRONTE PICCOLA MOBILITA': L'INPS SI BLOCCA

pubblicato 17 set 2014, 08:33 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 18 set 2014, 02:45 ]
Confartigianato Marca Trevigiana da mesi si sta adoperando per affermare il diritto di oltre 300 imprese della Provincia di Treviso, che hanno assunto altrettanti lavoratori dipendenti  nell'anno 2012 applicando le leggi in vigore al tempo (l.236/2003), a vedersi definitivamente confermato lo sgravio sul costo del lavoro, previsto dalla "piccola mobilità" pari mediamente a 400€ ogni mese/ € 3.000 per ogni assunzione generata al tempo e che per naturale durata era poi proseguita negli anni 2013/2014.
Dal 15 settembre scorso l'Inps, in esecuzione di sue discutibili istruzioni interne, a nostro avviso in palese violazione del basilare  principio di irretroattività delle leggi o "tempus regit actum" (sancito dal'art.11 delle preleggi del codice civile e dall'art. 25 della nostra carta costituzionale),avrebbe dovuto inoltrare alle imprese che avevano beneficiato degli sgravi, delle note di rettifica per la restituzione allo Stato del bonus ricevuto. 
Nella nota allegata di RETI IMPRESE ITALIA registriamo positivamente che l'attesa azione esecutiva dell'Inps contro le imprese, è stata al momento sospesa. 
Si tratta di una prima vittoria.
La nostra azione non intende attaccare l'Inps, che si limita ad applicare le leggi. Nel caso specifico la Fornero, L.92/2012,  che dal 1 gennaio 2013 ha sciaguratamente eliminato la piccola mobilità sostituendola con una selva di improbabili incentivi all'assunzione di difficilissima applicazione e a risorse plafonate che rendono questi pseudo aiuti alle ditte più simili a lotterie che  a concreti sostegni a chi assume. 
La nostra azione è diretta al Legislatore. E' inaccettabile sanzionare i datori di lavoro che hanno assunto. Non si possono mandare  cartelle esattoriali ai titolari di imprese con una media occupazionale che non arriva neanche a  4 addetti, la cui unica colpa sarebbe quella di aver creato, in piena crisi, occupazione genuina. Le assunzioni in contenzioso riguardano infatti i licenziati per crisi (uomini o donne di ogni età) nel medesimo periodo da altre ditte artigiane, e sono avvenute con contratti di lavoro subordinato, con applicazione dei CCNL, con applicazione integrale della normativa sulla sicurezza e nel rispetto di ogni altra forma di tutela prevista per legge a garanzia del dipendente.
Urge risolvere questa vicenda restituendo valore alla legalità, chiudendo nel breve la spiacevole questione  della piccola mobilità assicurando le coperture economiche necessarie.
Nell'immediato futuro bisogna rivedere il sistema degli incentivi alle ditte che  assumono, avendo cura di progettarlo pensando ai titolari delle tantissime microimprese che costituiscono l'ossatura della nostra economia produttiva e di servizi, gli unici in grado di assicurare potere d'acquisto a chi vive e cerca lavoro in Italia.
Ċ
Giorgio Gagliardi,
17 set 2014, 08:33