SALA STAMPA‎ > ‎Approfondimenti‎ > ‎Notizie Focus‎ > ‎

ORGOGLIOSI DI RISPETTARE LE REGOLE

pubblicato 09 giu 2014, 06:41 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 09 giu 2014, 06:41 ]
Mi è difficile far finta di niente, sia come cittadino che come imprenditore presidente di Confartigianato Marca Trevigiana, di fronte al pesante e massiccio intervento della magistratura mercoledì scorso, per le presunte anomalie riguardanti le opere del Mose.
Pur non disponendo di elementi sufficienti per fare commenti nel merito e augurandomi che i giudici facciano presto e bene il loro lavoro, ciò che leggo sui giornali comunque conferma i sospetti di molte imprese, piccole imprese in particolare, che rispettare le regole in questo Paese non paga.
Appare purtroppo evidente che a talune imprese sono stati concessi spazi che altre non hanno.
Appare evidente che organi dello Stato che avrebbero dovuto decidere con imparzialità e assicurare il rispetto delle regole, non l’avrebbero fatto, preferendo attività illegali in capo a loro esponenti.
I piccoli imprenditori che ho l’onore e l’onere di rappresentare, vivono un grande disagio e osservano, in un silenzio assordante, come rigidità fiscali e burocratiche loro riservate stridano con le libertà godute da progetti e aziende complici nel farsi gioco delle regole.
Siamo bersagliati da accuse relative ai redditi medi degli imprenditori comparati con i redditi dei lavoratori.
Viviamo le difficoltà di una crisi che sta acuendo effetti ed espone persone, imprese, confidi e le stesse banche a perdite dolorose. Abbiamo la sensazione, puntellata da fatti, che non siamo tutti ugual idi fronte al fisco il quale appare debole con i forti e duro con i piccoli.
Confartigianato Marca Trevigiana, durante la presidenza del collega Mario Pozza in particolare, non ha mancato di denunciare discriminazioni e assurdità burocratiche.
Ma dopo quanto è accaduto occorrono risposte diverse da quelle ottenute nel passato.
Occorre abbassare le tasse ed il costo del lavoro, tagliare spese che ogni giorno di più appaiono inutili o ingiuste.
Occorrono regole uguali per tutti; occorre una netta separazione tra responsabilità per forma e burocrazia e responsabilità dolose.
Occorre rivedere radicalmente le conseguenze per infrazioni informali e piccole infrazioni.
Occorre far rispettare le regole degli appalti e i tempi di pagamento ai fornitori e subfornitori.
Un collega edile, ieri, mi ha detto che un’istituzione pubblica, di cui è creditore, lo ha invitato ad avviare un contenzioso attraverso ingiunzione, perché solo così avrà i soldi in tempi decenti. Il che equivale a pagare un pizzo legale, coinvolgendo Stato contro Stato, per ottenere ciò che comunque gli spetta.
Il Presidente del Consiglio ed il Parlamento, fatti i proclami veri o di circostanza che siano, mettano mano a questi problemi, prima che la disaffezione alle regole produca guai ben maggiori.
Comments