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AGEVOLAZIONI ASSUNZIONI: IL GOVERNO BLOCCHI IL RECUPERO VOLUTO DALL'INPS

pubblicato 25 lug 2014, 03:48 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato il 26 lug 2014, 01:56 da Maurizio Venturino ]
Conferenza stampa congiunta 25 luglio 2014
Il Governo Renzi blocchi l’azione avviata dall’Inps per Il recupero delle agevolazioni di cui hanno beneficiato le aziende che hanno assunto lavoratori dalle liste di mobilità fino al 31 dicembre del 2012 e trovi la copertura economica prevista dalla normativa.
Questa è la richiesta, chiara, inequivocabile, lanciata da Treviso da Confartigianato Marca Trevigiana, Casartigiani, Cna Treviso, Unascom-Confcommercio Treviso, Cgil Treviso, Cisl Belluno-Treviso, Uil Treviso in occasione della conferenza stampa congiunta il 25 luglio 2014 nella sede di Confartigianato Marca Trevigiana.
Dal 2013 il duo Monti-Fornero, incautamente e impropriamente, non ha più finanziato la legge 236/1993, che favoriva la ricollocazione dei tanti licenziati per crisi dalle piccole imprese che non rientrano nel campo di applicazione della mobilità ordinaria tipica della grande impresa (legge 223/1991). Un provvedimento che interessa artigianato, commercio, terziario, servizi e in generale dai tanti datori di lavoro, professionisti o del terzo settore. 
Anche quest’ultimo incentivo è destinato a sparire dal 1 gennaio del 2017. Una conferma in più della disparità di trattamento tra i lavoratori della grande impresa rispetto a quelli dell'artigianato e della piccola impresa, assai meno tutelati. Continua infatti la ricollocabilità di chi viene licenziato per crisi dalla grande impresa, quella che nel manifatturiero occupa più di 15 addetti o nel terziario più di 50.
L’abrogazione della piccola mobilità dal 1° gennaio del 2013 è sempre stata duramente contesta dalle associazioni imprenditoriali e dai sindacati perché, in un momento di assoluta criticità occupazionale, ha tolto alle imprese e a quanti cercano un impiego:
  • un incentivo universalistico con cui assumere i licenziati della piccola impresa di ogni età e genere a un minor costo del lavoro, pari a un risparmio del 20%. Incentivo di facile e consolidato utilizzo, quasi ventennale, della durata fino a 12 mesi nelle assunzioni a termine o di 18 mesi nelle assunzioni dirette a tempo indeterminato;
  • una lista gratuita e pubblica, costantemente aggiornata dai Centri per l’Impiego di ogni Provincia, dalla quale era facilissimo per qualsiasi datore di lavoro recuperare  professionalità esperte in ogni  settore, dall’edilizia al manifatturiero, dai servizi alla persona, fino alla ristorazione.
Per questo la circolare dell’Inps dell’ottobre 2013 è arrivata come un fulmine a ciel sereno e con quelle parole pesantissime: «in via cautelare – si legge – deve ritenersi anticipata al 31 dicembre 2012 la scadenza dei benefici connessi a rapporti agevolati, instaurati prima del 2013 con lavoratori iscritti nelle liste di mobilità Legge 236/93 a seguito di licenziamento individuale». Parole espressione di uno Stato che pretende di fare cassa perfino a danno di chi ha dato lavoro in tempo di crisi a lavoratori licenziati dalle pmi. Uno Stato che viola le norme che per primo dovrebbe invece con forza difendere.
Le istituzioni fanno la voce grossa con i piccoli e calpestano goffamente il principio fondamentale dell’irretroattività della legge o “tempus regit actum” scolpito come fondamento del nostro ordinamento giuridico dal combinato disposto dell’articolo 11 delle disposizioni preliminari al nostro codice civile e dell’articolo 25 della Costituzione.
Confartigianato chiede che sia ripristinato il diritto al beneficio di oltre 30 mila datori di lavoro su tutto il territorio nazionale, di cui seicento trevigiani, che hanno assunto attraverso questa lista fino al 31 dicembre 2012, applicando correttamente la legge 236/1993 e generando circa 33.600 genuini posti di lavoro, di cui 670 nella Marca, la cui naturale durata ha sforato nei mesi del 2013.
Se il Governo Renzi non restituirà giustizia a queste assunzioni trovando la copertura finanziaria, pari a 74 milioni di euro per il sistema Italia, l’Inps come ha già minacciato con la circolare 2889 del 27 febbraio 2014, il prossimo il 15 settembre emetterà le note di rettifica alle ditte. Sarà così ripetuto illegalmente il beneficio che è mediamente pari a circa 2.200 euro per ogni assunzione che si traduce, per i 600 imprenditori trevigiani, in un esborso complessivo di 1.500.000 euro.
Se la ditta non paga, oltre all’esecutività della relativa cartella esattoriale, dovrà fare i conti anche con i gravi problemi connessi all’irregolarità contributiva (Durc), certificata ovviamente dall’Inps, che farebbe perdere altri consistenti benefici su differenti tipologie di assunzioni o di premi in essere, come per esempio apprendistato, assunzioni per sostituire donne in maternità, sconto sul premio Inail per virtuosità o investimento su normativa sicurezza. L'azienda potrebbe dunque perdere commesse di lavoro perché non più in grado di fornire al committente, privato o pubblico, un aggiornato Durc in regola.
La correttezza del contratto di assunzione, ove fatto a tempo determinato, viene messa in discussione visto che si nega la vigenza della norma stessa, generando un grave e incalcolabile contenzioso tra datori di lavoro e lavoratori coinvolti loro malgrado in questa assurda storia di cattiva gestione della cosa pubblica. Se il Governo Renzi non ripristinerà la legalità, le associazioni e i sindacati sono pronti a difendere, tutelare i datori di lavoro, che hanno creato posti di lavoro e contenuto la disoccupazione, anche con cause pilota.