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STORIA DI ORDINARIA FOLLIA: QUANDO E' IL DURC A FAR LICENZIARE

pubblicato 03 nov 2014, 06:06 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 03 nov 2014, 06:07 ]
Quella che segue è una vicenda surreale che sta vivendo una ditta trevigiana  e che porterà, nel caso non venga gestita con buon senso e non solo con lo strumento degli interpelli, alla perdita di 60 posti di lavoro che, caso raro in questi anni difficili, non saranno imputabili alla crisi ma all'assurda gestione burocratica.
Quello che fa difetto all'azienda in questione non sono la capacità, la volontà, il mercato ma, incredibilmente, un foglio di carta: il DURC, riportante i bolli dell'Inps e dell'Inail.
Il documento unico di regolarità contributiva, DURC, è stato introdotto nel 2005, quale antidoto per evitare infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici, specie in edilizia. Successivamente è stato esteso ad ogni attività/settore, a colpi di riforme e circolari, quale precondizione per fare impresa. 
Il DURC, che sembra il parto di una legislazione sovietica, ha ridotto la capacità delle imprese di competere sul mercato e ha alimentato i casi di pretesti strumentali con i quali scaltri committenti giustificano ritardati o  mancati pagamenti nella filiera della subfornitura. 
La ditta in questione, seppure sprovvista di DURC, era riuscita a superare, con non poche difficoltà, un periodo di grave criticità e a metà del 2013 aveva brillantemente raggiunto un accordo e chiuso tutti i debiti accumulati con un concordato preventivo con continuazione dell'attività d'impresa. Una soluzione negoziale per soddisfare i debiti, anche con le parti sindacali, entro un congruo termine di 5 anni, verso tutti i suoi creditori: in primis i dipendenti, i fornitori e quindi anche l'Inps per i contributi non versati. 
Tale accordo, omologato dal Tribunale di Stato, ha consentito alla ditta a fine 2013 di riprendere l’attività assicurando lavoro ai suoi dipendenti.
Tutto bene?
No, perché l’Inps, essendo la commessa di natura pubblica, non vuole più rilasciare all'azienda il DURC. Il mancato DURC, sostiene l'Inps, è un atto dovuto perché un interpello recita, interpretando senza averne titolo la legge fallimentare, che così si deve procedere. 
L'interpello e' un altro misterioso strumento burocratico introdotto nel 2003, assimilabile ad una sorta di quesito formale  che solo le associazioni nazionali dei vari settori produttivi o ordini professionali possono muovere al Ministero del Lavoro, la cui risposta finisce per vincolare il comportamento delle imprese.
Nel caso in oggetto il tema non riguarda sanzioni per il lavoro. L’interpello è stato mosso dall'Associazione dei Consulenti del Lavoro nel dicembre del 2012 e lo Stato  non ha perso ovviamente la ghiotta occasione per darsi la risposta più congeniale, ossia quella che gli consente di chiedere il pagamento alla ditta che si trova a dover rispettare una sentenza del giudice fallimentare, che gli dà cinque anni di tempo.
Di fronte a questi casi gli unici titolati a fare interpelli al Ministero del Lavoro dovrebbero essere i titolari di impresa che incappano in situazioni come questa e i lavoratori, con le loro famiglie, conseguentemente a rischio.