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BEFFA INPS

pubblicato 18 dic 2013, 03:11 da System Admin   [ aggiornato il 8 mag 2014, 06:30 da Giorgio Gagliardi ]

BEFFA INPS CHI ASSUME PAGA

Confartigianato Marca Trevigiana, prima in Italia ha denunciato la circolare Inps che chiede la restituzione degli incentivi a chi ha assunto lavoratori in mobilità. Ora il provvedimento è sospeso. A Treviso il provvedimento riguarda circa 400 casi con un costo per le imprese di 1,6 milioni di euro


L’Inps chiede indietro gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. «L’Istituto di previdenza ha dato il colpo di grazia finale ai datori di lavoro che nonostante tutto hanno fatto assunzioni»,  commenta Mario Pozza, presidente di Confartigianato Marca Trevigiana, che per primo in Italia ha denunciato un vero e proprio scandalo burocratico con un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 31 ottobre.

La “novità” è contenuta nella circolare 150 del 25 ottobre scorso. Riguarda chi avesse assunto nel 2012 un lavoratore licenziato da una piccola impresa iscritto nella lista della piccola mobilità. Chi lo ha fatto, si è visto chiedere dall’Inps la restituzione degli incentivi di cui ha beneficiato nel 2013. Un provvedimento che segue la cancellazione, imposta dalla Riforma Fornero a inizio 2013, della lista della piccola mobilità, nella quale da circa 20 anni venivano iscritti gli operai e gli impiegati che perdevano il posto di lavoro nelle piccole e medie industrie. A fine 2012 in Provincia di Treviso risultavano iscritte circa 4.300 persone in cerca di nuova occupazione.

La novità è che ora le imprese che hanno assunto questi lavoratori nel corso del 2012 devono restituire gli incentivi ricevuti. Si trattava di un risparmio mensile di circa 300 euro per l’assunzione di un operaio qualificato. Un contenzioso con l’Inps che può variare tra i quattro e i seimila euro. In provincia di Treviso si stima che i casi in cui si dovrà agire per il rimborso all’Inps o per la definitiva perdita del beneficio siano almeno quattrocento, con un danno alle imprese di circa 1,6 milioni di euro.

«Nel giro di pochi mesi prendiamo atto che per il Governo», scrive Pozza sul Corriere, «esistono licenziati di serie A, quelli espulsi dalla grande industria che portano in dote per una loro ricollocazione

incentivi, e licenziati di serie B, quelli licenziati dall’artigianato e dal piccolo commercio». Confartigianato ha contestato la violazione del principio di non retroattività della legge. Ora la speranza è che nell’iter di approvazione della legge di stabilità siano trovati i correttivi per introdurre sistemi incentivanti alle assunzioni di gran lunga migliori di quelli previsti dalle riforme Fornero e Giovannini, unanimemente criticati da imprese, sindacati e addetti ai lavori.

I RISULTATI: 
UN AVVISO COMUNE SIGLATO CON I SINDACATI E UN PRIMO STOP DELL’INPS

L’articolo di Mario Pozza sul Corriere della Sera ha avviato un diffuso confronto che per ben 10 giorni è stato su tutte le testate nazionali. La questione è stata inoltre presentata dal presidente Pozza a “Piaz a Pulita”, la trasmissione di La7 registrata per l’occasione presso il gruppo Carretta Automazioni di Quinto di Treviso. Qui il titolare, Renato Pavanetto, ha denunciato il suo caso: sei lavoratori assunti nel 2012 per i quali ora dovrebbe restituire oltre 20 mila euro. L’azione di denuncia è arrivata anche su Radio 24 che alla vicenda ha dedicato una puntata della “Versione di Oscar” .

Il presidente veneto Renato Sbalchiero è poi riuscito a mobilitare opportunamente sul tema anche Cgil, Cisl, Uil. Un ulteriore risultato è stata la retromarcia dell’Inps che, con il messaggio n.18639 del 18/11/2013 ha dichiarato che in attesa di chiarimenti di legge sono sospesi i recuperi.