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ART. 18 REINTREGO OBBLIGATORIO: PER GLI ARTIGIANI UN LIMITE ALLE ASSUNZIONE

pubblicato 25 set 2014, 02:16 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 25 set 2014, 02:16 ]
L’articolo 18 è un ostacolo alla crescita occupazionale per il mondo dell’artigianato.
La sentenza arriva da uno studio di Confartigianato Marca Trevigiana che rileva come Il 60% delle aziende artigiane con dipendenti dichiari che l’obbligo del reintegro del lavoratore frena la crescita occupazionale. La percentuale sale al 65% per le aziende con oltre 10 dipendenti.
Da notare che le aziende artigiane più strutturate dichiarano una propensione ad assumere nei prossimi mesi quasi doppia rispetto a quelle più piccole. Il loro numero è stimabile in circa 850 aziende di cui 233 orientate ad assumere nei prossimi mesi. Di queste 233, ben 170 denunciano che l’obbligo di reintegro rappresenta un freno alle assunzioni.

“Riteniamo – afferma Renzo Sartori, presidente di Confartigianato Marca Trevigiana  -  che se anche un intervento normativo concorresse a creare un solo posto di lavoro questo dovrebbe essere fatto per contrastare le criticità sociali. Non si tratta di battaglie di religione, di prese di posizione ideologiche ma di azioni per fronteggiare l’emergenza occupazionale,  per rilanciare il sistema Paese.  Siamo stanchi che i veti incrociati tra i vari gruppi politici impediscano delle vere riforme del mercato del lavoro nel nostro Paese. Il tempo dell’attesa per l’economia reale è già scaduto.”

In allegato alcune tabelle che sintetizzano alcuni rilievi dello studio condotto.
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Giorgio Gagliardi,
25 set 2014, 02:16