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Notizie Focus

GIUSTIZIA CIVILE IN AFFANNO NEL VENETO

pubblicato 27 mar 2017, 03:47 da Edi Barbazza

Processi lenti, personale amministrativo a ranghi ridotti, arretrato in calo, ma che resta consistente. Ad oltre due anni dall’avvio della cura di riforme volute dal ministro Andrea Orlando, lo stato di salute della giustizia civile in Veneto - pur migliorato - è ancora precario. Nel Veneto gli organici sono sottodimensionati rispetto alle esigenze: il 55% di imprese in più in media per Giudice togato con punte oltre il 90% a Treviso (provincia più penalizzata d’Italia). 
137.642 procedimenti iscritti nel corso del 2016. E’ questo il dato da cui si deve partire per una valutazione in tema di giustizia civile nella nostra regione secondo l’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto su dati Ministero della Giustizia. Un numero molto elevato (in leggero aumento rispetto al 2015 ma inferiore rispetto al 2014) che porta la media regionale per tribunale (19.663) ai massimi nel nostro Paese, ben al di sopra della media nazionale 14.849. Ma non è vero che i veneti sono più litigiosi, almeno nelle cause civili. Il tasso di litigiosità (28.153 casi iscritti per 100.000 imprese) è infatti inferiore a quello nazionale (34.264). La questione di fondo è che qui il numero di tribunali, di giudici e di personale amministrativo non sono adeguati al bacino di utenza -abitanti o imprese che siano.
In allegato i dossier di approfondimento.


BILANCIO ANNUALE SU COMMERCIO ESTERO - PROVINCE BELLUNO E TREVISO

pubblicato 17 mar 2017, 08:47 da Edi Barbazza

"Nel 2016 il commercio mondiale ha conosciuto un tasso di crescita particolarmente modesto, il più basso negli ultimi 5 anni. Tuttavia, negli ultimi mesi dell’anno si sono manifestati segnali di ripresa dell’industria globale e, di conseguenza della domanda internazionale, che hanno avuto effetti positivi sugli scambi del nostro Paese, soprattutto nei territori maggiormente export oriented - afferma il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Mario Pozza -
Secondo i dati ufficiali diffusi dall’ISTAT il 13 marzo, nel 2016 le esportazioni nazionali sono cresciute complessivamente del +1,2%, un indubbio miglioramento rispetto al parziale di settembre, quando la variazione tendenziale risultava pressoché nulla (+0,5%). 
Analoga accelerazione conosce l’export veneto, il cui tasso di crescita passa dal +0,7% dei primi 9 mesi al +1,3% di fine anno.
Sono lieto di registrare – afferma Pozza - che le esportazioni di Belluno e di Treviso crescono più della media regionale: +2,6% per Belluno, in linea con la crescita tendenziale registrata nei primi 9 mesi, mentre Treviso registra un +2,3%, con ritmo di crescita in accelerazione, rispetto a quanto registrato nei primi 9 mesi (+1,4%); Con oltre 12 miliardi di euro di esportazioni Treviso si conferma come la settima provincia italiana per vendite manifatturiere nel mondo.
Bene – ribadisce il presidente Pozza -  il risultato export per Belluno che vede in testa l’occhialeria con +1,7% e che rappresenta il 72,4% dei flussi di vendita provinciali, con volumi export prossimi ai 3 miliardi di euro. Seconda voce export, i macchinari con un +3,3% sull’anno e un +13,4% nel biennio, con vendite che superano i 400 milioni di euro. Trainanti anche, seppur con volumi di scambio più bassi, la gomma plastica (+12,1%), la concia (+28,9%) e l’alimentare (+19,1%).
C’è stata una netta inversione di tendenza per Treviso per l’export di macchinari – evidenzia il Presidente Pozza - da un consuntivo di metà anno in negativo (-2,2%) il settore chiude l’anno con un brillante +5,0%, con volumi di scambio che superano la soglia dei 2 miliardi di euro. Bene anche l’industria dell’arredo (+3,3%), le calzature (+6,1%), la carpenteria metallica (+4,5%), le bevande (+12%), i prodotti in gomma plastica (+4,9%).
Il recupero del commercio estero trevigiano, rispetto ai risultati dei primi nove mesi, è frutto della conferma di una buona performance nei mercati dell’Unione Europea 28 (+3,1%) e di un quarto trimestre di recupero sui mercati extra-Ue: che riporta in positivo la variazione annuale verso questi mercati (+0,4%), contro il calo del -1,7% registrato ai primi 9 mesi.

Mondi digitali e piccole imprese: alcune evidenze chiave

pubblicato 27 feb 2017, 06:40 da Edi Barbazza

Il lavoro raccoglie le principali evidenze statistiche prodotte nel percorso di ricerca svolto da Confartigianato negli ultimi 12 mesi sulle interazioni tra tecnologie digitali e piccole imprese.
Il dossier contiene alcune principali risultanze dell'indagine condotta su manifattura digitale oltre a proporre alcuni dati chiave su investimenti, spesa in comunicazione e Ict, sharing economy, banda larga e produttività. Inoltre sono esaminate alcune relazioni tra piccole imprese e mondi digitali: Internet of things, Big data, Cloud, Pubblicità on line, Social network, E-commerce, Fatturazione elettronica, Home banking ed E-money; viene sottolineata l’importanza dell' "ultimo miglio" nella installazione delle macchine digitali, segmento tipicamente presidiato da piccole imprese.

Sale al 16,3% la quota di prodotti contraffatti acquistati on line

pubblicato 10 feb 2017, 07:48 da Edi Barbazza

L’analisi dei dati Ocse ed Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, evidenzia che l’Italia si colloca al 2° posto nel mondo per contraffazione subita – il dato indica il paese di origine dell’impresa titolare del diritto di proprietà intellettuale violato – con la quota di sequestri del 14,6%, dietro agli Stati Uniti (19,5%). La Cina si conferma il principale Paese per provenienza dei beni contraffatti: il 41,1% dei beni sequestrati ai confini dell’Unione Europea proviene dalla Cina. Considerando i comparti dell’alimentare e della moda, emerge che la quasi totalità degli articoli alimentari sequestrati proviene dal Benin, i 2/3 dell’abbigliamento da Turchia e Cina, più della metà delle scarpe e degli orologi dalla Cina, sempre dalla Cina la quasi totalità degli occhiali e i 3/4 delle borse e gioielli.
Focalizzando l’analisi sui sequestri effettuati dalle nostre autorità sul territorio italiano il 65,8% dei sequestri di beni contraffatti tra il 2008 e il 2015 appartiene al comparto della moda. Nel comparto moda – come illustrato in un report presentato a Milano – si stimano, considerando gli effetti diretti e indiretti, 9.888 milioni di euro di minori vendite per le imprese italiane da contraffazione pari a 88.467 posti di lavoro. Nei settori esposti alla contraffazione si determina una forte concorrenza sleale su un mercato in cui operano 63.025 imprese artigiane, pari al 19,8% dell’artigianato manifatturiero italiano. 
Il canale online segna una crescita dello scambio di beni contraffatti: tra il 2010 e il 2014 triplica la quota di sequestri nell’Unione Europea relativi a merci trasportate con corriere espresso e posta, usuale mezzo di trasporto per beni acquistati online, passando dal 5,7% al 16,3%. Ad essere particolarmente esposto alla contraffazione nel commercio online è l’abbigliamento, al 2° posto per quota di utenti che hanno ordinato o comprato online per uso privato a seconda del tipo di bene/servizio. Come abbiamo recentemente esaminato, insieme agli alimentari e agli articoli per la casa, l’abbigliamento ha registrato tassi di crescita a doppia cifra degli acquirenti online nell’ultimo anno. In generale la contraffazione on line si colloca in un trend crescente della quota di acquirenti online, salita di 14,6 punti percentuali dal 2008 al 2016.
Nell’alimentare, comparto in cui l’Italia è prima in Ue con i 288 prodotti agroalimentari di qualità DOP, IGP e STG e in cui un’impresa su 5 è artigiana (20,0%), le minacce della contraffazione sono rilevanti e potrebbero danneggiare il trend di crescita, sostanzialmente ininterrotto, delle esportazioni di alimentari e bevande dell’ultimo decennio. Nell’UE il valore dei prodotti con indicazione geografica protetta contraffatti è stato di 4,3 miliardi di euro nel 2014, il 9,0% del mercato dell’UE di tali prodotti. Per l’Italia il valore dei prodotti contraffatti è di 682,4 milioni di euro, l’8,8% del mercato nazionale di questi prodotti. La perdita dei consumatori – valutata nella quota del prezzo ingiustamente pagato nella convinzione che si stia acquistando un prodotto con una reale indicazione geografica protetta – nell’UE si stima di 2,3 miliardi di euro, il 4,8% del totale acquisti di tali prodotti. Inoltre, secondo le valutazioni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, a livello mondiale, il giro d’affari annuo dell’Italian Sounding – l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese – è pari a circa 54 miliardi di euro l’anno oltre il doppio del valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23 miliardi di euro): almeno due prodotti su tre commercializzati all’estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese.

INDUSTRIA 4.0: TUTTE LE OPPORTUNITA' PER LE IMPRESE

pubblicato 07 feb 2017, 08:33 da Edi Barbazza   [ aggiornato il 07 feb 2017, 08:45 da Giorgio Gagliardi ]

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato le nuove pagine dedicate agli strumenti attuativi del Piano nazionale Industria 4.0. 
Un insieme di misure organiche per favorire gli investimenti in innovazione e capacità competitiva delle imprese e per potenziare quelle misure già in atto da tempo che si sono rivelate efficaci.

Di seguito le parole del Ministro Carlo Calenda

“L’Italia è un grande Paese industriale. Le nostre imprese manifatturiere rappresentano il motore della crescita e dello sviluppo economico, con la loro capacità di produrre ricchezza e occupazione, alimentare l’indotto e le attività dei servizi, contribuire alla stabilità finanziaria, economica e sociale.
Creare un ambiente favorevole alle imprese risponde quindi a un preciso interesse pubblico.
La politica industriale è tornata al centro dell’agenda di Governo e gli strumenti che abbiamo introdotto partono da una lettura della struttura dell’economia italiana, caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, e tengono conto della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici che stiamo attraversando.
Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività.
Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove. Saper cogliere questa sfida, però, non riguarda solo il Governo, ma riguarda soprattutto gli imprenditori.
Per questo abbiamo voluto cambiare paradigma: abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare. Industria 4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi.
Il successo del Piano Industria 4.0 dipenderà dall’ampiezza con cui ogni singolo imprenditore utilizzerà le misure messe a disposizione.”


AUMENTANO LE ASSUNZIONI NELL’APPRENDISTATO

pubblicato 06 feb 2017, 07:57 da Edi Barbazza

Confartigianato ha recentemente messo in evidenza l’importanza dell’apprendistato come canale di accesso al mercato del lavoro privilegiato per i giovani e l’analisi delle ultime evidenze statistiche mette in luce un ritorno alla crescita delle assunzioni di apprendisti nelle aziende italiane.
Per 
Nei primi undici mesi del 2016 le assunzioni con apprendistato arrivano a 216.020 unità, con un aumento di 46.648 unità, pari al +27,5%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: sono 935 i giovani che per ogni giorno entrano nel mondo del lavoro grazie all’apprendistato.
Il ritorno alla crescita delle assunzione avviene dopo che le politiche di decontribuzione del lavoro a tempo indeterminato, oltre ad avare l’effetto positivo di ridurre la pressione fiscale sul costo del lavoro, hanno determinato uno ‘spiazzamento’ del contratto di apprendistato. Nel 2015, infatti, le assunzioni effettuate con questa tipologia di contratto sono crollate del 21,9% rispetto all’anno precedente. In termini cumulati il totale degli apprendisti assunti negli ultimi dodici mesi (dicembre 2015-novembre 2016) è di 227.970 unità, livello che ritorna vicino a quello dei primi mesi del 2015.
Nei primi undici mesi del 2016 sono 75.340 i contratti di apprendistato trasformati a tempo indeterminato, con un rapporto di 34,9 trasformazioni ogni 100 contratti di apprendistato attivati nel periodo; il rapporto fu molto elevato nel 2015 e arrivò a 47,2 trasformazioni a fronte di 100 nuovi apprendisti.
Nei primi undici mesi del 2016 la variazione netta dei rapporti di lavoro in apprendistato – data dalle attivazioni al netto di trasformazioni a tempo indeterminato e di cessazioni – ritorna in positivo, con un saldo di 25.152 unità in controtendenza rispetto alla riduzione netta di 42.271 dello stesso periodo del 2015 e ampiamente superiore all’incremento di 13.772 registrato nei primi 11 mesi del 2014.
L’apprendistato è un contratto chiave per le imprese artigiane che lo utilizzano per l’8% delle assunzioni previste, 3 punti in più del 5% del totale imprese.
Nel 2015 sono 410.469 gli apprendisti, di cui il 56,6% sono uomini e il 43,4% sono donne. Gli apprendisti rappresentano il 9,1% dei dipendenti con meno di 35 anni e le regioni a maggiore vocazione per l’apprendistato sono Umbria (15,0%), Marche (13,6%) e Liguria e Toscana (entrambe con il 12,0%).
Sono 105.583 gli apprendisti in imprese artigiane, pari ad un quarto (25,7%) del totale degli apprendisti e le quote maggiori sono quelle di: Provincia Autonoma di Bolzano (39,6%), Marche (38,4%), Molise (32,8%), Toscana (32,5%) e Provincia Autonoma di Trento (30,0%).
A livello provinciale l’incidenza maggiore di apprendisti totali sui dipendenti under 35 anni si registra a Imperia (16,5%), Ragusa e Rieti (entrambe con il 16,0%), Perugia (15,1%), Pistoia (14,7%), Ascoli Piceno e Viterbo (entrambe con il 14,6%), Terni (14,5%), Arezzo (14,2%), Massa-Carrara (13,8%), Macerata (13,6%), Asti (13,5%), Ancona e Pisa (entrambe con il 13,4%), Cuneo e Vicenza (entrambe con il 13,3%), Forlì-Cesena (13,1%), Padova (13,0%), Pesaro e Urbino (12,8%) e Treviso (12,7%).

IN ATTESA DEL REFERENDUM

pubblicato 08 nov 2016, 04:22 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 08 nov 2016, 04:23 ]

Si è svolto lunedì 7 novembre l'incontro informativo dedicato alla disamina della proposta di riforma della carta costituzionale.
Oltre 140 imprenditori hanno seguito con interesse gli interventi della dr.ssa Stefania Multari, direttore relazioni istituzionali di Confartigianato Imprese e dell'avvocato Sandro De Nardi, professore di istituzioni di pubblico all'Università di Padova.

In allegato la documentazione illustrata nel corso della serata.

LE TRUFFE CONTRATTUALI E INFORMATICHE

pubblicato 21 lug 2016, 02:41 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 22 lug 2016, 01:30 ]

Lo scorso 19 luglio Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha organizzato un convegno per favorire la conoscenza degli strumenti digitali che, se da un lato rappresentano una straordinaria opportunità di sviluppo per le imprese, dall'altro rischiano di trasformarsi in un pericolo se non si conoscono le implicazioni e i rischi ai quali ci si espone con il loro utilizzo. L'appuntamento si inserisce nelle attività che l'Associazione promuove per potenziare la cultura imprenditoriale, che si declina anche in cultura della legalità dato che cyber crimine è in costante aumento.

Nel corso della serata sono state fornite delle utili indicazioni, di seguito riportate, per evitare di incappare in frodi o truppe tramite web
I ransomware si propagano principalmente attraverso allegati mail o mail fasulle che rimandano a siti. Si possono ricevere comunicazioni ingannevoli tramite web provenienti all’apparenza dalla propria banca, da un corriere espresso, da un servizio di energia elettrica, dalle Poste e si è indotti a credere a quanto indicato nel corpo del messaggio, redatto secondo evolute tecniche di “phishing”, oltre che attraverso i social media.

Alcune semplici regole per proteggere, se stessi e la propria organizzazione, dagli effetti del ransomware:
1.pianificare ed produrre un piano di backup e ripristino. Porre molta attenzione dove vengono salvati questi file, devono essere apparati non accessibili;

2.utilizzare strumenti professionali per e-mail e web, antivirus ad ampio raggio che possano controllare la vostra organizzazione;

3.se possibile eseguire il blocco degli allegati di posta elettronica per ragioni di sicurezza, perché possono essere un veicolo d’infezione come ad esempio:
File applicativi: *.exe, *.lnk, *.pif, *.dll, *.ocx, *.sys, *.scr, *.msi, *.msp, *.gadget, *.application, *.com, *.hta, *.html, *.htm, *.jar, *.cpl, *.msc, *.hlp
File VBScript e JavaScript: *.vb, *.vbs, *.vbe, *.js, *.jse
File script Monhad (rinominato poi in ProwerShell): *.msh, *.msh1, *.msh2, *.mshxml, *.msh1xml, *.msh2xml
File script PowerShell: *.ps1, *.ps1xml, *.ps2, *.ps2xml, *.psc1, *.psc2
File script DOS: *.bat, *.cmd
File Windows Script: *.ws, *.wsf, *.wsc, *.wsh
File di collegamento e configurazione: *.lnk, *.pif, *.sfc, *.inf, *.reg

o se  possibile è consigliabile anche bloccare i file compressi come *.zip, *.rar, *.7z;

4.blocco hyperlink nelle mail. Il blocco degli allegati non argina completamente il rischio d’infezione nel caso in cui il veicolo di attacco sia un link contenuto nel corpo della mail che sfrutta una falla del sistema;

5.mantenere sistemi operativi, dispositivi e tutto il software costantemente aggiornati;

6.assicurarsi che gli strumenti indicati nel punto 2 siano sempre aggiornati;

7.stabilire e applicare permessi e privilegi di accesso, in modo da ridurre il danno in caso di infezione;

8.non permettere l’installazione di software non strettamente connesse all’ambiente lavorativo;

9.garantire un sistema di formazione adeguato ai propri dipendenti per sensibilizzarli sull’importanza di non scaricare file, cliccare su allegati o seguire link che appaiono in messaggi e-mail non richiesti.

5 suggerimenti "antitruffa":

1. farsi consegnare una copia del contratti e firmarlo solo dopo un'attenta lettura;

2. verificare che l'offerta formulata verbalmente corrisponda a quanto riportato nel contratto;

3.i contratto stipulati con registrazione telefonica devono essere confermati per iscritto o via e-mail;

4. prima di pagare le penali che vengono chieste dopo la disdetta, contattare lo Sportello Difendimpresa;

5. ricordare che vi sono 14 giorni per procedere alla disdetta dei contratti firmati al di fuori dei locali commerciali, telefonicamente e via internet.

In allegato i contributi dei relatori Stefano Ciarelli, esperto informatico e Luca Bandiera, consulente legale associativo.


CATEGORIE DAY: LE "GUIDE DELLE CATEGORIE" SI INCONTRANO E GUARDANO AL FUTURO DELLA RAPPRESENTANZA

pubblicato 05 lug 2016, 03:47 da Giorgio Gagliardi   [ aggiornato in data 05 lug 2016, 04:00 ]

I neoeletti dirigenti delle comunità di mestiere sono stati i protagonisti al centro dell'evento CATEGORIE DAY 2016, organizzato sabato 2 luglio presso FabLab in via Venzone 12 – Treviso, a conclusione dell’attività dei cosiddetti "Laboratori mandamentali di categoria" svoltasi in questi ultimi mesi e che ha coperto ed interessato tutti i territori mandamentali.

Ricco il programma della mattinata che ha visto succedere all'introduzione dei presidenti dell’associazione Renzo Sartori e della società di formazione Adriano Baggio, l’indirizzo di saluto di Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno che ha sottolineato quanto sia importante l’esperienza che un dirigente matura in seno alla propria comunità di mestiere, in termini di crescita professionale e personale, di opportunità e di relazioni.

Federico Callegari e Ferruccio Bresolin, rispettivamente responsabile dell’ufficio studi camerale e economista e professore di Ca' Foscari,  hanno fornito aggiornate chiavi di lettura per impostare, secondo i nuovi indirizzi del mercato, le attività produttive, che difficilmente si sposano con la rigidità dei codici Ateco e l’assenza di una politica economica concertata con i corpi intermedi.
È stata poi la volta delle testimonianze di Ivan Borsato, rappresentante della neo costituita categoria dei birrai, prima a livello nazionale, di Maurizio Cattai, presidente dei tappezzieri, che ha illustrato la pubblicazione dedicata al ventennale della categoria e Luciano Rossi, presidente dei fumisti, che ha reso note le potenzialità di sviluppo del settore.

Mirco Casteller, responsabile dell’area economico sindacale, ha concluso le relazioni con la presentazione di un manifesto che conta 12 punti che sinteticamente tracciano un percorso di ri-generazione della rappresentanza: dal mercato alla formazione, passando per il territorio senza trascurare i principi dell’etica e della morale. La continuità della stessa non può prescindere da una riflessione onesta e consapevole circa la propria natura affinchè l’Associazione rinnovata, mantenga il suo ruolo di referente per le imprese e interlocutore strategico delle istituzioni.

Nel corso della mattinata il Presidente ed il Segretario, Renzo Sartori e Valeria Maggiolo hanno consegnato ai presenti “La bussola del dirigente”, un vademecum riportante le caratteristiche che dovrebbero far capo ad un rappresentante del sistema associativo corredate dalle rotte da seguire per orientare le scelte dell’organizzazione, oltre allo stemma a simboleggiare l’appartenenza a Confartigianato, luogo in cui si possono raggiungere obiettivi difficilmente percorribili individualmente; realtà in grado di rilanciare in maniera corale le proposte del mondo artigiano e della piccola impresa creando le condizioni perché  queste possano trovare concreta attuazione, determinando i presupposti del cambiamento che si vuole realizzare.

Vacanze dell'anima 2016

pubblicato 20 giu 2016, 08:29 da Edi Barbazza

Martedì 14 giugno, presso la sede della Camera di Commercio di Treviso, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Festival Vacanze dell’Anima alla quale hanno preso parte il presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna Fausto Bosa, il segretario di Confartigianato Marca Trevigiana Valeria Maggiolo, il Presidente di Treviso Glocal Fulvio Brunetta, il Direttore Artistico del Festival Loris De Martin, il sindaco di Montebelluna Marzio Favero e l’Assessore al Turismo e Cultura di Asolo Gerardo Pessetto. 
La VII edizione del festival - tra Pedemontana del Grappa, Colli Asolani e Montello – esplora la bellezza, ispiratrice di equilibrio dinamico e potenziale motore di cambiamento. 
Tanti gli ospiti: da Philippe Daverio all’alpinista Simone Moro, passando per Umberto Galimberti e Frankie hi-nrg mc. Nel 2016 “Vacanze dell’anima” diventa festival nazionale: a settembre, si trasferisce in Sicilia per il debutto fuori dai confini veneti.
Da sabato 16 a domenica 24 luglio, sono un trentina gli appuntamenti a ingresso gratuito - fra incontri, spettacoli, concerti, mostre, degustazioni ed esperienze nel paesaggio – che compongono un viaggio alla scoperta della bellezza, della natura e dei luoghi, delle persone e della produzione artigianale e agricola, esplorando la bellezza come motore di cambiamento, stimolo all’evoluzione personale e allo sviluppo sociale, culturale ed economico. 
Il festival è un progetto corale, occasione per ripensare il territorio, attivare la cittadinanza e i visitatori, che vede come capofila Confartigianato AsoloMontebelluna, a cui si affianca una rete diffusa di attori pubblici e privati: istituzioni locali, categorie economiche, associazioni e imprese. Promosso e patrocinato da 13 Comuni e ideato da Loris De Martin, il festival è sostenuto da Treviso Glocal e da Ebav-Ente Bilaterale Artigianato Veneto, insieme a numerose aziende locali. Sinergico al piano strategico delle IPA Terre di Asolo e Monte Grappa e IPA Montello Piave Sile, l’evento è patrocinato dalla Regione Veneto. A stimolare e accompagnare questo percorso, la collaborazione straordinaria di Slow Food Italia, che ha rinnovato il suo patrocinio.
Territorio da scoprire è il titolo delle iniziative collaterali. Sapori dell’anima propone speciali menù a km0 serviti dai ristoratori locali. Due le mostre collegate al tema del festival: al Museo di Montebelluna si svela il rapporto tra Scienza e sport, mentre la mostra al Civico di Asolo valorizza i cereali antichi. Anche quest’anno il percorso del festival incrocia quello della rassegna Gioie Musicali attraverso concerti e spettacoli. Le esperienze nel paesaggio accompagnano ad una riscoperta della bellezza in noi stessi e nell’ambiente, tra passeggiate e laboratori in natura.
Una grande novità per l’edizione 2016: Vacanze dell’anima esplora un nuovo territorio e a settembre si avrà la prima edizione siciliana della rassegna che da anni abita Pedemontana del Grappa, Colli Asolani e Montello. Dal 9 all’11 verrà riproposta in cinque comuni della provincia di Messina, a ridosso dei Nebrodi. Si tratta di un primo gemellaggio tra luoghi solo fisicamente lontani, che desiderano dialogare, con l’obiettivo di creare nuove sensibilità e nuovi percorsi turistici, sostenendo concretamente territori ancora da scoprire. Per l’edizione veneta di luglio sono stati predisposti pacchetti turistici abbinati al festival, che invitano a godere del programma, della bellezza e dell’accoglienza della Marca Trevigiana. Per l’edizione siciliana di settembre si offriranno occasioni di viaggio per abbinare turismo, riflessioni e bellezza.

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