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Mobilità smart, Treviso agli ultimi posti secondo il Libro bianco Eurispes

Trasporti, il Libro bianco dell’osservatorio Eurispes un’occasione per ridisegnare la mobilità a Treviso e in provincia. La condizione è però che si apra una consultazione con il Comune capoluogo e con gli altri Enti locali. Dalle prime anticipazioni del “Libro Bianco sulla mobilità e i trasporti”, che verrà presentato il 10 giugno al Citytech di Roma, emerge un quadro allarmante, che traccia a base di partenza per tentare di ridisegnare il sistema dei trasporti del nostro Paese.

Carlo Tosti, direttore dell’Osservatorio dell’Eurispes sulla mobilità e trasporti, pone l'accento sugli aspetti da affrontare per compensare, in particolare, gli effetti dello “urban sprawl”, ovvero della rapida e disordinata crescita delle città. In sintesi la ricetta prevede un riequilibrio e l’integrazione dell’offerta modale, inclusa la mobilità dolce. Quindi la riduzione del trasporto privato con mezzi a elevato impatto ambientale. A cui si aggiunge l’aumento dell’offerta di trasporto collettivo attraverso una diversa articolazione ed equilibrio tra offerta pubblica e privata. Ancora, l’introduzione di un numero maggiore di nodi d’interscambio modale sia per il trasporto di persone che di merci. Infine l’infrastrutturazione finalizzata all’informazione, al controllo, al sanzionamento e alla tariffazione e la “valorizzazione” delle esternalità.

Da diversi anni il fenomeno dello “urban sprawl” interessa anche la Marca trevigiana con il conseguente incremento della domanda di trasporto privato su gomma. La conseguenza sono evidenti problemi di traffico, importanti impatti ambientali e ripercussioni a cascata anche sulle imprese. Per questo Confartigianato considera vitale recepire le indicazioni contenute nel Libro bianco applicandole al contesto trevigiano, a maggior ragione oggi che il Comune di Treviso ha intrapreso il proprio percorso per qualificarsi come “smart city”.

Sebbene il termine sia oggi inflazionato e, in un certo senso, impoverito di significato, una ricerca a cura di Confartigianato pubblicata nel 2013 ha messo in luce quanto il tessuto delle imprese artigiane abbia un ruolo attivo e contribuisca allo sviluppo del nuovo modello “smart”.

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