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FISCALE E TRIBUTARIO

FISCALE E TRIBUTARIO

Tematiche principali


Consulente di riferimento:
Dario Marzola - Indirizzo m@il
Commercilista e revisore contabile
Tel. 0422 433300


Quest'are accoglie informazioni attinenti le questioni di contenuto fiscale che possono interessare il mondo dell'impresa.


FISCALE E TRIBUTARIO
I

SINTESI DEI PROVVEDIMENTI DI NATURA TRIBUTARIA DEL 2015, AVENTI IMPATTO DIRETTO O INDIRETTO SUGLI ADEMPIMENTI DICHIARATIVI DEL 2016

 ATTINENTI IL COMPARTO DELLE IMPRESE O DEL LAVORO AUTONOMO

Nuovo assetto delle deduzioni IRAP relative ai costi del personale dipendente

Nel modello IRAP 2016 troverà per la prima volta spazio la concreta riduzione della base imponibile IRAP conseguente alla modifica introdotta dalla legge di stabilità per il 2015 (L. 23/12/2014 n. 190), che consente di godere, in aggiunta alle deduzioni già previste, dell’integrale abbattimento dei residui costi relativi al personale dipendente, assunto a tempo indeterminato.

Ai soggetti passivi IRAP che non occupano personale dipendente spetta il diritto di fruire di un credito d’imposta del 10% del tributo IRAP emergente dalla dichiarazione.

Super ammortamenti al 140%

Debutta in questo modello Unico 2016, l’agevolazione consistente nella facoltà di dedurre ammortamenti calcolati sul valore dei beni strumentali e forfetariamente incrementato del 40%, ai soli fini dell’ammortamento medesimo.

Dell’agevolazione che spetta per i tutti beni (esclusi quelli che godono di un’aliquota di ammortamento inferiore al 6,5%) acquisiti, sia a titolo di proprietà che di locazione finanziaria dal 15/10/2015 e sino a tutto il 31/12/2016, si fruisce mediante annotazione nella sola dichiarazione dei redditi.

Innalzamento del rendimento nozionale ACE al 4,5%

Trova applicazione in questo modello Unico, la determinazione dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) secondo l’aliquota di rendimento nozionale aumentata al 4,5%, che si ricorda applicarsi per i soggetti cd trasparenti (persone fisiche e società di persone) all’intero patrimonio e per le società di capitali, ai soli incrementi rispetto il patrimonio netto risultante al 31/12/2010.

Interpelli delle società non operative e/o in perdita sistematica

Con il D.lgs. 24/9/2015 n. 156, sono state introdotte significative modifiche alla disciplina dell’interpello, che hanno rilevanti ricadute sulle società in condizioni di non operatività o di perdita sistematica, che non intendessero conformarsi alle penalizzanti conseguenze previste dalle relative disposizioni.

A seguito della citata modifica, per la disapplicazione delle disposizioni in questione, non è più previsto l’obbligo di presentazione dell’interpello disapplicativo, e la disapplicazione è possibile perfino se l’interpello pur presentato, non è stato accolto, a condizione che (in entrambe i casi) nel modello Unico si attesti la sussistenza delle condizioni di non applicabilità della norma.  

Ancorché si tratti di una significativa semplificazione, è bene sottolineare che l’attestazione delle condizioni di inapplicabilità della norma, scarica sugli amministratori certamente l’onere delle conseguenze amministrative del possibile accertamento, che ovviamente l’attestazione non preclude, mentre rimane da indagare l’ambito delle conseguenze penali.

E’ inoltre opportuno segnalare l’attinenza del tema società non operative e/o in perdita sistematica, con un’altra delle novità introdotte dalla legge di stabilità per il 2016, ovvero :

Assegnazione di beni immobili (e mobili registrati), non strumentali delle società, trasformazione in società semplice delle “immobiliari” ed estromissione degli immobili strumentali dell’imprenditore individuale

Due disposizioni di portata analoga, ma con significative differenze applicative, consento a società ed imprenditori di escludere dal patrimonio delle imprese immobili e beni mobili registrati.

Più esattamente, l’uscita degli immobili (il caso dei beni mobili registrati pare di poco interesse pratico) dal patrimonio delle società si attua mediante assegnazione degli stessi ai soci, mentre l’uscita degli immobili dal patrimonio dell’impresa dell’imprenditore individuale si attua mediante semplice annotazione del fatto sui registri fiscali.

Nel caso della società, possono formare oggetto di assegnazione agevolata, ai soci che risultino essere tali alla data del 30/9/2015, solo gli immobili NON strumentali e all’opposto, nel caso dell’imprenditore individuale, possono essere oggetto dell’operazione i soli  immobili ad utilizzo strumentale, purché già posseduti alla data del 31/10/2015 ed ancora strumentali alla data del 1/1/2016.

L’agevolazione consiste nell’assolvimento di quelle che sarebbero state le ordinarie imposte, mediante un’imposta sostitutiva dei redditi e dell’IRAP pari all’8% da applicarsi al costo fiscale ottenuto a partire dal minore tra il valore “normale”, ovvero quello determinato con criteri catastali.

Laddove, ed è qui l’attinenza con la disciplina delle cd società di comodo, la condizione di non operatività discenda (come spesso accade) dalla insufficiente redditività di un patrimonio immobiliare, potrebbe essere agevole procedere alternativamente o all’assegnazione dei beni immobili ovvero, ma limitatamente alle sole società che “hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione di immobili” , procedere alla trasformazione in società semplice, alla quale parimenti si applica l’imposizione forfetaria.

In entrambe le ipotesi si consegue la fuoriuscita da campo di applicazione della disciplina delle società cd di comodo, con l’avvertenza che per le società già considerate non operative per almeno un biennio, l’imposta sostitutiva è elevata al 10,5%.

Infine, alle citate fattispecie si applica anche l’agevolazione della riduzione al 50% dell’eventuale imposta di registro, nonché delle imposte catastali ed ipotecarie in misura fissa.

Rideterminazione del valore dei terreni e delle partecipazioni

Nella legge di stabilità per il 2016 ha trovato spazio anche l’ennesima riapertura dei termini per procedere alla rideterminazione del valore delle partecipazioni e dei terreni, in riferimento al 1/1/2016, con modalità immutate rispetto al passato, salvo ovviamente il termine ultimo per procedere alla redazione della perizia, ed il pagamento del’imposta (eventualmente anche a rate) fissato ora al 30/6/2016, nonché la misura dell’imposta sostitutiva ora unificata per tutte le ipotesi ed aumentata all’aliquota dell’8%.

Perdite su crediti – note di variazione IVA

Per quanto attiene i riflessi fiscali connessi al mancato incasso di crediti commerciali, si devono registrare alcune novità, che sono di impatto immediato sul fronte dell’imposizione diretta e differito sul fronte dell’imposizione indiretta.

In buona sostanza, è stato ampliato il ventaglio delle fattispecie che legittimano la deduzione delle perdite su crediti includendo le fattispecie dei crediti vantati nei confronti di soggetti che abbiano concluso un piano attestato di risanamento (art. 67 L. Fall.); Inoltre, e forse di maggior interesse pratico, si è posto rimedio al limite alla deducibilità delle perdite di modesta entità (2.500 euro e scadute da sei mesi, per le imprese di più modeste dimensioni), che non fossero state tempestivamente dedotte a seguito dell’entrata in vigore della relativa disciplina, facendone ora salva la deducibilità operata anche in periodi successivi, purché nel rispetto dei principi contabili.    

Per quanto attiene la facoltà di emettere note di variazione IVA in relazione a crediti interessai da procedure concorsuali ed assimilate, si segnala che le medesime potranno essere emesse sino dalla data di apertura della procedura, ma che la decorrenza della modifica è purtroppo differita alle procedure che si apriranno a partire dal 1/1/2017, permanendo per le tutte le altre ipotesi in vigore la previgente disciplina, che ne subordina l’emissione, sostanzialmente alla conclusione della procedura.

Costi da paesi a fiscalità privilegiata (Black List) da evidenziare in Unico 2016

Per effetto di talune modifiche entrate in vigore nel 2015, ora i costi relativi alla acquisizione di beni e servizi da soggetti cd Black List, purchè attinenti ad operazioni effettivamente realizzate, sono in ogni caso deducibili nei limiti del loro valore normale, mentre per poter conseguire l’integrale deducibilità dei costi medesimi è necessario poter dimostrare anche che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico.

L’indicazione in Unico 2016, dell’eventuale eccedenza del costo rispetto al valore normale è dunque, ai fini ti tale innovata disciplina, necessaria.