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- Welfare aziendale e premi di risultato

Dall’Accordo Interconfederale regionale dello scorso novembre 2016, tra Organizzazioni artigiane e Rappresentanze dei lavoratori nasce, prima nel suo genere in Italia, la Commissione provinciale per presentare piani welfare e premi di risultato.

Tramite l’ausilio della commissione di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana costituita con Cgil, Cisl e Uil attiva da gennaio 2017, le aziende potranno presentare i propri piani welfare (vedi mod. attivazione piano welfare - all. 2) o i premi di risultato (vedi mod. attivazione premi di risultato - all. 1) che intendono stanziare ai loro dipendenti, sostituendo così la contrattazione sindacale aziendale con una più semplice e snella  procedura, tipica della contrattazione territoriale e della consolidata bilateralità artigiana, di mera conformità al dato di legge.

L’asseverazione della commissione consente di omologare sindacalmente meccanismi retributivi premiali legati a indicatori e performance aziendali di modo che i lavoratori possano ottenere il beneficio della cedolare fiscale agevolata al 10% (contro una media tra il 23% e il 33%) su tali voci retributive. Nella Legge di Stabilità 2017, sono stati elevati i limiti reddituali di accesso dei lavoratori beneficiari (entro il tetto di 80.000,00 €  di reddito nel periodo d'imposta precedente) per consentire l'applicazione della tassazione agevolata ad una più ampia platea. Inoltre, per le aziende gli importi dei premi assoggettati a tassazione agevolata possono arrivare fino a 3.000,00 € lordi per dipendente.

Le aziende potranno inoltre beneficiare dell’integrale deduzione dal costo del lavoro sulle cifre investite per erogare beni e/o servizi tramite piani welfare sul controvalore dei quali i dipendenti non subiscono alcuna tassazione fiscale. Per welfare aziendale s’intende l’insieme di servizi e beni (anche opzionali tra loro) diversi dalla classica remunerazione in busta paga , erogati dal datore di lavoro per soddisfare bisogni personali/familiari dei propri dipendenti e che ne aumentano a parità di costo aziendale il potere d’acquisto degli stessi. In modo indicativo, ma non esaustivo, possono rientrare in un paniere di welfare ai sensi dell'art.51 del TUIR: rette scolastiche di ogni ordine e grado per i figli; spese per acquisto di libri scolastici; spese per l’assistenza di familiari anziani o non autosufficienti; rimborsi su prestiti, finanziamenti e/o interessi di muto; spese/pacchetti sanitari; cure dentarie; versamenti volontari integrativi a fondi pensione; buoni per la spesa/carburante; voucher per cinema/ musei/ viaggi.

Per comprendere e applicare questi innovativi e convenienti modelli retributivi sono a disposizione in ogni Mandamento gli uffici area lavoro e fiscale per tutte le informazioni e le assistenze del caso.


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Stefano Garibbo,
09 feb 2017, 04:26
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Stefano Garibbo,
05 set 2017, 09:17
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Stefano Garibbo,
05 set 2017, 09:20
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Stefano Garibbo,
10 feb 2017, 01:21
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Stefano Garibbo,
18 set 2017, 09:05
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Stefano Garibbo,
18 set 2017, 09:07
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Stefano Garibbo,
05 set 2017, 09:14
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Stefano Garibbo,
05 set 2017, 09:22
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