Versamento dei contributi previdenziali su ferie 2017 non godute

pubblicato 17 giu 2019, 07:03 da Stefano Garibbo
I datori di lavoro entro il 20 agosto 2019 devono versare i contributi all’INPS riferiti alle giornate di ferie maturate dai propri lavoratori dipendenti nel 2017 e non godute entro i successivi 18 mesi, ossia entro il 30 giugno. 

L’art. 10 del D.lgs. n. 66/2003 dispone la durata minima del periodo di ferie che è pari a quattro settimane e, fatta salva la contrattazione collettiva di riferimento, generalmente vengono fruite per almeno due settimane consecutive nel corso dell'anno di maturazione, mentre per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. 
Il periodo minimo delle quattro settimane, non può essere monetizzato con un’indennità sostitutiva in quanto irrinunciabile e costituzionalmente garantito (art. 36), salvo nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro stesso. 

Il mancato godimento del periodo feriale entro i termini fissati dalla legge o dal contratto collettivo, fa sorgere in capo al datore, l’onere di versamento dei contributi all’INPS.
Inoltre, in via generale, il lavoratore che non ha fruito delle ferie previste, può agire in giudizio contro il datore di lavoro per richiedere il risarcimento del danno biologico ed esistenziale per il mancato recupero delle energie psicofisiche. 

Pertanto, relativamente alle ferie maturate nel 2017 le prime due settimane andavano fruite nell’anno di maturazione (2017), le altre due settimane devono essere fruite entro il 30 giugno 2019; l’eventuale ulteriore periodo feriale previsto in eccedenza dalla contrattazione può essere invece monetizzato. 

La deroga ai suddetti termini di scadenza è contemplata solo nel caso in cui la mancata fruizione sia ascrivibile a un’assenza prolungata dovuta ad una causa di sospensione del rapporto di lavoro individuata dalla legge (es. malattia, infortunio, maternità).


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