SCADENZA 31.01.2019 - COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA ANNUALE SULL’UTILIZZO DI LAVORATORI SOMMINISTRATI

pubblicato 15 gen 2019, 06:50 da Stefano Garibbo   [ aggiornato in data 15 gen 2019, 07:19 ]
Le imprese che usano lavoratori somministrati (anche da società estere), devono ricordare che il D. Lgs 81/15 art. 36 comma 3, prevede a loro carico una comunicazione annuale alle rappresentanze sindacali aziendali o in mancanza (caso ricorrente nelle imprese artigiane e PMI) ai sindacati dei lavoratori comparativamente più rappresentative anche per il tramite della nostra Associazione.

Il FAC-SIMILE della comunicazione è disponibile qui di seguito.  

L’obbligo di comunicazione è in capo all’utilizzatore/impresa che diviene, quindi, l’unico destinatario della sanzione in caso di mancata comunicazione.
Ove violato trova applicazione la sanzione di cui all’art. 40 ossia sanzione amministrativa da 250€ --- 1.250€ .

 


Le altre sanzioni riferite ad adempimenti previsti a carico dell’utilizzatore di lavoratori in somministrazione a cui rinviano gli artt. 38, 40 D. Lgs.81/15 s.m.i. sono comminate per violazioni e/o mancanze :

    1. su forma e contenuti del contratto di somministrazione, anche su aspetti relativi ai rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e le misure di prevenzione adottate(art. 33,co. 1);
    2.  sui limiti numerici di contratti stipulabili con lavoratori somministrati (art. 31): 
      • a tempo indeterminato, c.d. staff leasing - non oltre il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipula del predetto contratto;  
      • a tempo determinato, novità introdotta dal Decreto Dignità l. 96/2018 - il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato o con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti.
                3.  sulle causali (art.34): obbligo di inserire/fornire la “causale” (esigenza) in ogni rinnovo e/o nel primo contratto di somministrazione a termine o sue proroghe che portino a                                 superare la durata di 12 mesi, così come pretende la vigente disciplina dei contratti a termine diretti novità introdotta dal Decreto Dignità l. 96/2018;
                4.  sui divieti di stipula della somministrazione (art. 32):
      • per la sostituzione di scioperanti;
      • in unità produttive nelle quali si e' proceduto, entro i 6 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della l.n. 223/1991, che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi; 
      • presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni (anche i Deroga o FSBA ,ecc.) , che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;
      • su assunzioni da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. 
Ammoniamo le aziende che intendono usare la somministrazione a consultare prima di firmare i contratti commerciali con la società (anche estere) il proprio ufficio paghe del Mandamento in Confartigianato per ricevere le opportune consulenze. E’ necessario verificare che tutti i profili di legittimità del ricorso a tale tipologia di contratto sussistano, che le condizioni di sicurezza siano presenti, che siano rispettati i limiti di contratti stipulabili valutando anche le soluzioni alternative e i vantaggi che offre la contrattazione collettiva artigiana applicata che con le commissioni paritetiche bilaterali deroga ai limiti contrattuali sui tempi determinati (no in somministrazione) o prevede causali stagionali. QUI per approfondire.
Si rammenta che una volta firmato il contratto commerciale con la società e ricevuto il lavoratore ogni eventuale errore/vizio dimostrato in giudizio nella gestione di questo contratto comporta l’instaurazione in capo all’utilizzatore ( ossia la ditta e non la società di somministrazione) del lavoratore “affittato”, come prevede il D.lgs.81/2015 art. 38 quando si configura la “somministrazione irregolare”, o come prevede il nuovo articolo 38 bis D.Lgs 81/15 introdotto dal Decreto Dignità l. 96/2018 per quando si configurano gli estremi della “somministrazione fraudolenta”, posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore.
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Stefano Garibbo,
15 gen 2019, 07:17
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