LEGGE DI STABILITA' 2019 - NOVITA' LAVORO

pubblicato 21 gen 2019, 10:07 da Stefano Garibbo   [ aggiornato in data 21 gen 2019, 10:09 ]
Si riporta, di seguito, sintesi delle principali disposizioni in materia di lavoro e previdenza contenute nella Legge di bilancio 2019, "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021", approvata definitivamente il 29 dicembre 2018 e pubblicata sul Supplemento ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018.

 NORMA


  CONTENUTO DELLA NORMA

Reddito e pensione di cittadinanza

(Art. 1, comma 255)

Al fine dell’introduzione delle pensioni di cittadinanza e del reddito di cittadinanza, si prevede l’istituzione presso il Ministero del Lavoro del “Fondo per il reddito di cittadinanza”, con una dotazione pari a 7,1 miliardi di euro per il 2019, 8,055 miliardi per il 2020 e 8,137 miliardi a decorrere dal 2021 (una parte di tali risorse sarà attinta da quelle già stanziate per il Reddito di inclusione, che continuerà ad essere erogato fino all’entrata in vigore del reddito di cittadinanza).

Al Fondo per il reddito di cittadinanza sono destinati anche gli stanziamenti del Fondo per la povertà (istituito nel 2017), che risulta ridotto di 2.198 milioni nel 2019, 2.158 milioni nel 2020 e 2.130 milioni a decorrere dal 2021.

 

L’attuazione del reddito e delle pensioni di cittadinanza è demandata ad appositi provvedimenti normativi.

 

Rafforzamento Centri per l’Impiego

(Art. 1, comma 258)

Si prevede che, nell’ambito del Fondo per il reddito di cittadinanza, fino a 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 sia destinato ai Centri per l’Impiego al fine del loro potenziamento.

Un importo fino a 10 milioni di euro per l’anno 2019 è destinato invece al funzionamento di ANPAL Servizi (ex Italia Lavoro).

Il potenziamento dei Centri per l’Impiego, propedeutico all’avvio del reddito di cittadinanza, dovrebbe muoversi lungo tre direttrici:

·         rafforzamento dell'organico attraverso l'aumento del personale (a decorrere dal 2019, le Regioni sono autorizzate ad assumere, con aumento della rispettiva dotazione organica, fino a complessive

4.000 unità di personale da destinare ai centri per l’impiego) e promozione dello sviluppo delle competenze degli operatori;

·         dotazione di un software unico e costruzione del sistema informativo del lavoro attraverso l’effettiva integrazione di tutte le banche dati, al fine di garantire la creazione del fascicolo elettronico del lavoratore;

·         rafforzamento della dotazione strumentale e informatica e della connettività dei Centri per l’Impiego.


Revisione del sistema previdenziale

(Art. 1, comma 256)

Si prevede l’istituzione presso il Ministero del Lavoro del “Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani”, con una dotazione pari a 3,97 miliardi di euro per l’anno 2019, 8,336 miliardi per il 2020, 8,684 miliardi per il 2021, 8,153 miliardi per il 2022, 6,99 miliardi per il 2023 e 7 miliardi di euro a decorrere dal 2024.

 

L’attuazione delle misure è demandata ad appositi provvedimenti normativi.


 

Revisione tariffe Inail (Art. 1, commi 1121 -1126)

 

A decorrere dal 1° gennaio 2019 è disposta l’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario Inail, previa emanazione degli appositi decreti attuativi ex art. 3 D.Lgs n. 38/2000.

Il finanziamento della norma è ottenuto aggiungendo agli stanziamenti già previsti dalla legge n. 147/2013, art. 1, comma 128 (1.200 milioni annui a partire dal 2016) per il c.d. “taglio lineare” del premi, gli importi fissati dalla legge per ciascun anno del triennio 2019 - 2021 (410 milioni per il 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021).

La riforma è sottoposta a monitoraggio, con la previsione di apposite misure correttive in caso di significativi scostamenti in senso negativo sull’equilibrio dei conti.

Al fine di assicurare l’applicazione delle nuove tariffe sono differiti i termini per l’Autoliquidazione 2018/2019, con lo slittamento al 31 marzo 2019 della comunicazione da parte dell’Inail delle basi di calcolo ai datori di lavoro, e al 16 maggio 2019 del termine per i pagamenti dei premi, anche in relazione al sistema di pagamento in quattro rate (con l’unificazione al predetto termine delle scadenze per la prima e la seconda rata).



Credito di imposta formazione 4.0

(art. 1, commi 78 – 18)



 

Viene prorogato di un anno (per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 – essenzialmente quindi per l’anno 2019) il riconoscimento del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale impresa 4.0, di cui all’articolo 1, commi da 46 a 55, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018).

La norma differenzia l’entità del credito d’imposta a seconda dell’assetto organizzativo dell’impresa:

·         PICCOLE IMPRESE: credito di imposta nella misura del 50% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente per il periodo dedicato ad attività di formazione, nel limite di 300.000 euro;

·         MEDIE IMPRESE: credito di imposta nella misura del 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente per il periodo dedicato ad attività di formazione, nel limite di 300.000 euro;

·         GRANDI IMPRESE: credito di imposta nella misura del 30% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente per il periodo dedicato ad attività di formazione, nel limite di 200.000 euro.

Ai fini applicativi, in quanto compatibili, sono richiamate le vigenti disposizioni contenute nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 4 maggio 2018 (per la cui analisi si rimanda alla circolare confederale prot. n. 689 del 28 giugno 2018).

Per la copertura è autorizzata la spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2020.



Agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno

(Art. 1, comma 247)




Si prevede la proroga per il 2019 ed il 2020 dell’esonero contributivo del 100%, nel limite massimo di 8.060 euro annui, per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) di:


·         giovani entro i 35 anni di età

·         soggetti di età superiore a 35 anni privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.



La misura sarà finanziata con i programmi operativi nazionali e regionali e i programmi operativi 


complementari, per una cifra pari a 500 milioni di euro per ciascuna delle due annualità.




 

Sistema duale

(Art. 1, comma 281)



Si prevede uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro per il finanziamento dei percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato duale (c.d. di primo livello), nonché dei percorsi formativi relativi all’alternanza scuola – lavoro.


In virtù di tale previsione le risorse destinate al sistema duale per il 2019 sono pari a 125 milioni di euro (75 milioni erano già previsti dalla legge di bilancio 2018).





Incentivi al contratto di apprendistato (Art. 1, comma 290)

 

Si riduce a 5 milioni di euro il finanziamento relativo agli incentivi per l’apprendistato di primo livello previsti dall’art. 32 del D.Lgs. n. 150/2015 (aliquota contributiva al 5%; no versamento ticket licenziamento; no versamento 0,30; sgravio totale contribuzione  NASpI).

Per il finanziamento di tale regime agevolativo si prevede adesso un finanziamento di 5 milioni di euro per il 2018, 5 milioni di euro per il 2019 (per questa annualità la scorsa legge di bilancio aveva stanziato 15,8 milioni) e di 5 milioni di euro a decorrere dal 2020 (la scorsa legge di bilancio prevedeva un finanziamento di 22 milioni di euro a

decorrere da tale annualità).


 

Sgravio contributivo giovani eccellenze (Art. 1, commi 706 -

717)




Si prevede un esonero contributivo, pari ad 8mila euro per 12 mesi, per chi assume, nel 2019, a tempo indeterminato giovani eccellenze, ovvero:

·         cittadini under 30 con laurea magistrale, ottenuta tra il 1° gennaio 2018 ed il 30 giugno 2019, con 110 e lode, e media ponderata di almeno 108/110, ed entro la durata legale del corso di studi;

·         cittadini in possesso di dottorato di ricerca, ottenuto tra il 1° gennaio 2018 ed il 30 giugno 2019, prima del compimento dei 34 anni, in università statali o non statali legalmente riconosciute.

L’esonero spetta, inoltre:

·         per le trasformazioni a tempo indeterminato avvenute nel corso del 2019 e fermo restando il possesso dei requisiti richiesti alla data di trasformazione;

·         per la parte residua, nel caso in cui il lavoratore, per il quale l’esonero è stato parzialmente fruito, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro nel corso del 2019.

L’esonero, le cui modalità di fruizione saranno oggetto di una circolare dell’INPS, è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, di natura economica o contributiva, definiti su base nazionale e regionale.

Lo stanziamento, che può anche essere integrato dalle Regioni, è pari a

50 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro per il 2020.





Contrasto al lavoro nero

(Art. 1, comma 445, lett. d ed e)




Al fine di rafforzare l’attività di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, si prevede un incremento delle sanzioni per irregolarità in materia di lavoro.

In particolare, sono aumentate del 20% le sanzioni connesse a:

·         lavoro    irregolare    (assenza    di    preventiva    comunicazione    di instaurazione del rapporto di lavoro);

·         somministrazione di lavoro (esercizio non autorizzato dell’attività di somministrazione; ricorso, da parte dell’utilizzatore, a soggetti diversi da quelli autorizzati dalla legge);

·         appalti e distacchi non genuini;

·         obblighi di comunicazione in caso di distacco transnazionale;

·         durata massima dell’orario di lavoro e disciplina dei riposi.

Sono invece aumentate del 10% le sanzioni dovute per la violazione di norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.


Tali maggiorazioni sono raddoppiate se nei tre anni precedenti il datore di lavoro sia già stato colpito da

sanzioni amministrative o penali per medesimi illeciti e sono destinate all’incremento del Fondo risorse decentrate dell’Ispettorato nazionale del lavoro per la valorizzazione del personale del medesimo Ispettorato.





Alternanza scuola - lavoro

(Art. 1, commi 784 - 787)



Si prevede che i percorsi di alternanza scuola - lavoro siano denominati “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e che, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, con effetti dall’esercizio finanziario 2019, siano attuati per una durata complessiva:

a)  non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali (rispetto alle precedenti 400 ore);

b)  non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici (rispetto alle attuali 400 ore);

c) non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei

(finora l’obbligo è stato pari a 200 ore nel triennio).

Con decreto del Ministro dell’Istruzione, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, saranno definite le linee guida in merito ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Le relative risorse saranno assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore.




Congedo obbligatorio di paternità

(art. 1, comma 278)



Viene prorogato per il 2019 il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, e ne viene elevata la durata da 4 a 5 giorni. Inoltre, si dispone anche per il 2019 che il padre possa astenersi per un ulteriore giorno (in accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima).




Maternità posticipata (Art. 1, comma 485)


E’ prevista la possibilità per le lavoratrici di astenersi nei cinque mesi successivi al parto, in alternativa alle normali modalità di fruizione del congedo obbligatorio di maternità (due mesi prima del parto e tre mesi

successivi), a condizione che ci sia parere medico favorevole.



 

Maternità e smart working

(Art. 1, comma 486)




Viene previsto che i datori di lavoro che stipulano accordi in materia di smart working debbano riconoscere priorità alle richieste provenienti dalle lavoratrici madri nei tre anni successivi alla conclusione del

congedo obbligatorio di maternità nonché ai lavoratori con figli disabili.








 


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