Legge di bilancio 2018 (l. n. 205/2017) - Misure in materia di lavoro e previdenza

pubblicato 15 gen 2018, 06:23 da Stefano Garibbo   [ aggiornato in data 15 gen 2018, 09:56 ]
Si riporta, di seguito, una scheda di sintesi delle principali disposizioni in materia di lavoro e previdenza contenute nella Legge di bilancio 2018:

NORMA

CONTENUTO DELLA NORMA

Credito di imposta per le spese di formazione 4.0

Art 1, commi 46 - 56

La norma dispone l’attribuzione, a tutte le imprese che effettuano spese in attività di formazione nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, di un credito d’imposta del 40% per le spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui viene occupato in attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 300.000 euro per ciascun beneficiario ed è subordinato alla condizione che le attività di formazione siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Promozione del sistema della formazione tecnica non universitaria (ITS)

Art. 1, commi 67 - 69

La norma incrementa le risorse destinate al finanziamento del sistema degli ITS, prevedendo che il Fondo per l’istruzione e la formazione tecnica superiore sia incrementato di 10 milioni per il 2018, 20 milioni per il 2019 e 35 milioni a decorrere dal 2020.

 
Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile

Art. 1, commi 100 - 107

Per le assunzioni a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018 è riconosciuto l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, per 36 mesi entro il limite massimo di importo di 3.000 euro/anno.

L’esonero spetta per le assunzioni di giovani under 30 alla data dell’assunzione e che non risultino essere stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o altro datore di lavoro. A tal fine, eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro, e non proseguiti in rapporti a tempo indeterminato, non sono ostativi al riconoscimento del beneficio.

Per le sole assunzioni effettuate nel corso del 2018 l’esonero spetta anche per le assunzioni di giovani under 35.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato sia stato parzialmente fruito l’esonero, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro, il beneficio è riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni.

L’esonero spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi.

L’esonero è revocato nel caso di:

  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo comminato, nei 6 mesi successivi, al lavoratore assunto con l’esonero;
  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo comminato, nei 6 mesi successivi, ad un lavoratore impiegato nella stessa unità produttiva e con la stessa qualifica del lavoratore assunto con l’esonero.

L’esonero si applica anche in caso di:

  • trasformazione a tempo indeterminato, successiva al 1° gennaio 2018, di un precedente rapporto a termine;
  • prosecuzione (trasformazione) a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato. In tal caso, l’esonero è applicato per un periodo massimo di dodici mesi a decorrere dal primo mese successivo a quello di scadenza del beneficio contributivo di cui all’articolo 47, comma 7, del D.Lgs. n. 81/2015 (applicazione dell’aliquota del 10% per il primo anno successivo alla trasformazione).

Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile - Esonero contributivo alternanza scuola - lavoro

Art. 1, comma 108

La disposizione prevede, a partire dal 1° gennaio 2018, un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo massimo di 36 mesi, fermi restando il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua e il previsto requisito anagrafico, ai datori di lavoro privati che assumono, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti:
  • studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% delle ore di alternanza previste;
  • studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato duale (per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore) o periodi di apprendistato in alta formazione.

Finanziamenti per la formazione e l’apprendistato

Art. 1, commi 110 – 112

La norma prevede stanziamenti annuali, a decorrere dal 2018, per i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), per il finanziamento dei percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e all’alternanza scuola - lavoro, nonché per le attività di formazione relative all’apprendistato professionalizzante.

In particolare sono destinati:

  • 189.109.570,46 euro per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP);
  • 75 milioni, incrementati a 125 milioni per il solo 2018, per il finanziamento dei percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato duale (c.d. di primo livello), nonché dei percorsi formativi relativi all’alternanza scuola - lavoro;
  • 15 milioni per il finanziamento delle attività di formazione trasversale relative ai contratti di apprendistato professionalizzante;
  • 5 milioni per il 2018, 15,8 milioni per il 2019 e 22 milioni a decorrere dal 2020, per l’estensione degli incentivi di cui all’art. 32, comma 1, del D.Lgs. n. 150/2015 (e già previsti fino al 31 dicembre 2017) relativi alle assunzioni con contratto di apprendistato duale (c.d. di primo livello).                                                                                                                                               

  Agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno

Art. 1, commi 893 – 894

Si prevede un esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2018, nel limite massimo di 8.060 euro per ogni neo assunto, entro i 35 anni di età, nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna).

L’esonero contributivo si applica anche ai neo assunti con età superiore a 35 anni, purché privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. La misura sarà finanziata con i programmi operativi nazionali, cofinanziati dal FSE.

 Pagamento retribuzioni

Art. 1, commi 913 - 914

A decorrere dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti sono tenuti a corrispondere le retribuzioni o i compensi ai lavoratori mediante:
  • bonifico bancario (sul c/c identificato dall’IBAN del lavoratore);
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • assegno consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di impedimento (coniuge, convivente o familiare, in linea retta o collaterale del lavoratore, di età non inferiore a 16 anni).
I datori di lavoro e committenti, pertanto, non possono più corrispondere la retribuzione ai lavoratori per mezzo di denaro contante, indipendentemente dalla tipologia di rapporto di lavoro instaurato tra le parti.
 
La firma del lavoratore apposta sulla busta paga, inoltre, non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
 
Rientrano nel campo di applicazione della norma:
  • i rapporti di lavoro subordinato (articolo 2094 c.c.), indipendentemente dalle modalità di svolgimento e dalla durata;
  • i rapporti originati da contratti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • i contratti stipulati dalle cooperative con i propri soci.

Per la violazione dell’obbligo è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.

Libro Unico del Lavoro telematico

Art. 1, comma 1154

La norma proroga al 1° gennaio 2019 l’entrata in vigore dell’art. 15 del D.Lgs. n. 151/2015 che prevede la tenuta telematica presso il Ministero del Lavoro del Libro Unico del Lavoro.

Dati relativi alle persone in stato di
disoccupazione o a rischio di disoccupazione

Art. 1, commi 801 - 803

Si prevede che l’ANPAL comunichi, per il tramite del sistema informativo unitario di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 150/2015, ai soggetti iscritti all’albo informatico delle agenzie per il lavoro (ex articolo 4 D.Lgs. n. 276/2003), e ai soggetti iscritti all’albo nazionale dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro (ex articolo 12 D.Lgs. n. 150/2015), i dati relativi alle persone in stato di disoccupazione o a rischio di disoccupazione, per favorirne la ricollocazione nel mercato del lavoro e al fine di garantire una maggiore efficacia dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Misure a sostegno della ricollocazione dei lavoratori di imprese in crisi

Art. 1, comma 137

 Si introduce una misura per i casi di CIGS per riorganizzazione e crisi tesa ad agevolare tramite l’intervento dell’ANPAL, e quindi il ricorso all’anticipo dell’assegno di ricollocazione, le procedure di gestione degli interventi di CIGS limitando il ricorso ai licenziamenti. E’ previsto altresì un incentivo all’assunzione dei lavoratori interessati dalla cassa mentre, in caso di licenziamento collettivo, l’incremento all’82% del contributo previsto dalla legge n. 92/2012.

Prosecuzione trattamenti di CIGS nelle aree di crisi complesse

Art. 1, comma 140

La disposizione consente la prosecuzione per un massimo di 12 mesi (e comunque non oltre il 31 dicembre 2018) dei trattamenti di CIGS per le imprese ubicate nelle aree di crisi complesse che cessano il periodo autorizzato entro il 30 giugno 2018.

Misure previdenziali e assistenziali in favore degli addetti ad attività gravose

 Art. 1, comma 146

Si prevede un nuovo meccanismo di calcolo dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alle variazioni della speranza di vita che tiene conto della media dei valori registrati negli anni del biennio precedente, con un tetto di 3 mesi di incremento per l’adeguamento del 2019. Tale adeguamento non troverà applicazione (comma 147) per i lavoratori dipendenti addetti per almeno 7 dei 10 anni precedenti il pensionamento di vecchiaia o anticipato, alle lavorazioni gravose previste nell'allegato B (tra cui edili, conciatori, conduttori di mezzi pesanti, facchini, personale di pulizia non qualificato), e per i lavoratori già indicati dal D.Lgs. n. 67/2011 in materia di lavoro usurante.

  Istituzione Commissioni nazionali di studio sulle lavorazioni gravose e sulla spesa pubblica previdenziale e assistenziale

Art. 1, commi 155 e 158

Le disposizioni prevedono l’istituzione di una Commissione tecnica nazionale incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni (comma 155) e una seconda Commissione dedicata a predisporre un rapporto in materia di spesa pubblica per le finalità previdenziali ed assistenziali (comma 158): di entrambi gli organismi, che concluderanno i lavori entro il 30 settembre 2018 fanno parte rappresentanti dei Ministeri del Lavoro e Salute, di Inps e Inail.

Nuovo tetto prestazioni Fondo Integrazione Salariale Inps

Art. 1, comma 159

Viene disposto l’innalzamento a 10 volte i contributi versati dalle imprese, del tetto per prestazioni istituzionali del Fondo di Integrazione Salariale (FIS), rispetto alle 4 volte previste dalla disciplina ex D.Lgs. n. 146/2015 a regime.

  Accordi aziendali di incentivo all’esodo

Art. 1, comma 160

La norma dispone l’innalzamento a 7 anni del periodo massimo entro il quale i lavoratori interessati da accordi per la gestione di personale eccedentario nelle imprese con più di 15 dipendenti, devono raggiungere i requisiti minimi pensionistici (in caso di tali accordi la legge n. 92/2012 prevede il versamento all’Inps a carico dell’impresa della corrispondente contribuzione).

 APE Sociale Donna

Art. 1, comma 162

La disposizione prevede una riduzione dei requisiti contributivi di accesso per le lavoratrici rientranti nelle categorie indicate dalla disciplina sull’APE Sociale in ragione di 6 mesi per ogni figlio e fino a due anni.

APE Tempo determinato

Art. 1, comma 162

Si amplia la possibilità di accesso all’APE Sociale ai lavoratori disoccupati per i quali risulta un contratto a tempo determinato di durata superiore a 18 mesi negli ultimi tre anni.

APE Volontaria - Proroga

Art. 1, comma 162

La norma prevede un differimento di un anno del periodo di sperimentazione dell’APE Volontaria, finora previsto alla pari dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2018.

  Ampliamento della previsione di accesso all’APE Sociale ex L. 232/2016

Art. 1, comma 162

 La norma amplia la concessione dell’APE Sociale ai lavoratori che assistono parenti o affini entro il 2° grado affetti da handicap conviventi, qualora i genitori o il coniuge del soggetto abbia superato i 70 anni di età. Nel caso di lavorazioni gravose il requisito previsto dalla legge n. 232/2016 passa da 6 anni in via continuativa a 7 anni negli ultimi 10 ovvero 6 negli ultimi 7.

Stabilizzazione e semplificazione RITA (Rendita integrativa temporanea anticipata)

Art. 1, comma 168

 La disposizione è destinata a stabilizzare la disciplina in materia di anticipo della rendita integrativa temporanea (RITA), finora prevista solo in misura sperimentale per il periodo 17 maggio 2017 - 31 dicembre 2018. I requisiti sono ora differenziati consentendo l’accesso a RITA sia in caso di inoccupazione di lavoratori che entro 5 anni maturino l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia o che risultino inoccupati per oltre 24 mesi e che maturino la predetta età entro i 10 anni successivi. La nuova versione della norma mantiene inalterato il regime fiscale di favore.
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Stefano Garibbo,
15 gen 2018, 09:55
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