RINNOVI CONTRATTI A TERMINE: AUMENTO 0,50% - ISTRUZIONI INPS

pubblicato 9 set 2019, 08:19 da Area Lavoro   [ aggiornato in data 30 set 2019, 06:55 ]
L’INPS ha emanato il 6 settembre u.s. la circolare n. 121 con le istruzioni per la gestione degli adempimenti contributivi riferiti all’aumento dell’addizionale Naspi (+0,50%) legato ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato.

Le istruzioni, attese da oltre un anno, in applicazione dall’articolo 3, comma 2, del D.L. 87/2018 (c.d. Decreto Dignità), sono valevoli per tutti i contratti a termine, anche in somministrazione, stipulati dal 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del D.L.).

L’incremento della percentuale contributiva dello 0,50% si aggiunge a quella già esistente (1,4%), e riguarda tutti i rinnovi dei contratti di lavoro a termine, ovvero, da quando l’iniziale contratto raggiunge la scadenza fissata (o successivamente prorogata) e le parti procedono alla sottoscrizione di un ulteriore contratto a tempo determinato.
Gli aumenti dovranno essere calcolati per ciascun rinnovo come illustrato dall’INPS, ad esempio nel caso in cui un contratto a tempo determinato venga rinnovato per tre volte, il datore di lavoro interessato dovrà corrispondere il contributo addizionale secondo le seguenti misure:

CCNL METALMECCANICA ARTIGIANI 

COSTO MENSILE CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA PER TEMPO DETERMINATO 

OPERAIO 3° LIVELLO 

OPERAIO 4° LIVELLO  

OPERAIO 5° LIVELLO  

  1.528,85 1.438,33 1.383,94 
 STIPULA1,40% € 21,40€  20,14€ 19,38 
 1° RINNOVO 1,90%€ 29,05€ 27,33€ 26,29 
2° RINNOVO 2,40%  € 36,69 € 34,52€ 33,21
3° RINNOVO  2,90%€ 44,34  € 41,71€ 40,13 

Un importante chiarimento contenuto nella circolare riguarda i contratti privi di clausola iniziale, in quanto inferiori a 12 mesi. In tale ipotesi, nel caso di prolungamento oltre i 12 mesi con prima apposizione della causale, si tratta di proroga e non di rinnovo, senza obbligo per il datore di lavoro di versare il contributo aggiuntivo. L’aumento dell’importo è invece dovuto quando viene modificata una causale originariamente apposta nel contratto.
L’aumento del contributo Naspi si applica anche ai rapporti di lavoro a termine stagionale. Si precisa infatti che per i contratti a tempo determinato siglati nell’ambito di attività stagionali non ricomprese dall’elencazione del D.P.R. n. 1525/1963, o definite “stagionali” dalla contrattazione collettiva, il contributo addizionale Naspi è dovuto.
 
L’aumento degli importi del contributo Naspi non si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato che sono esclusi dall’applicazione dello stesso:
  • rapporti a tempo determinato degli operai agricoli, per effetto delle previsioni dell’articolo 2, comma 3, della legge n. 92/2012;
  • i rapporti di lavoro contemplati dall’articolo 2, comma 29, della legge n. 92/2012, cioè i lavoratori assunti con contratto a termine in sostituzione di lavoratori assenti; i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963; agli apprendisti;
  • ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle pubbliche amministrazioni;
  • ai rinnovi di contratti di lavoro domestico.
Oltre alle esclusioni totali, vi sono poi specifici casi in cui è possibile beneficiare della restituzione dell’importo erogato all’INPS:  
  • trasformazione del contratto a tempo indeterminato; 
  • assunzione del lavoratore a tempo indeterminato entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine.
I datori di lavoro tenuti al versamento della maggiorazione del contributo addizionale e degli arretrati, a decorrere dalla competenza settembre 2019, evidenziando nel flusso Uniemens i lavoratori per i quali è dovuta la maggiorazione ---- PROROGATO A OTTOBRE 2019 (MESSAGGIO INPS 3447 DEL 24.09.2019)
 
Ulteriori indicazioni alla circolare in allegato o richiedibili agli uffici paghe/consulenza lavoro presso le nostre sedi mandamentali.
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Area Lavoro,
9 set 2019, 08:19
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