InfoServizi‎ > ‎Contratti e Lavoro‎ > ‎

- Notizie recenti


COVID-19 GESTIONE DEI CERTIFICATI DI MALATTIA PER QUARANTENA

pubblicato 3 ago 2020, 05:50 da Area Lavoro

Con il messaggio 24 giugno 2020, n. 2584 l’INPS fornisce le indicazioni sulla gestione delle certificazioni di malattia, prodotte dai lavoratori dipendenti privati, durante il periodo dell’emergenza Covid-19.

L’articolo 26, comma 1, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 dispone l’equiparazione della quarantena alla malattia. Pertanto, ai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia a carico dell’Istituto vengono riconosciute l’indennità economica e l’eventuale integrazione retributiva dovuta dal datore di lavoro.

Ai fini del riconoscimento della tutela, il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena, nel quale il medico dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica.

Il comma 2 dello stesso articolo dispone che per i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, o in possesso del riconoscimento di disabilità, l’intero periodo di assenza dal servizio debitamente certificato, fino al 31 luglio 2020, è equiparato a degenza ospedaliera. Il medico è tenuto a precisare, nelle note di diagnosi, l’indicazione dettagliata della situazione clinica del suo paziente.

Il comma 6, infine, stabilisce che, in caso di malattia da Covid-19, il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tutti i dettagli e le istruzioni operative sono contenute nel messaggio INPS consultabile in questa sezione del sito 

COVID -19: CONTRIBUTI REGIONALI PER LA RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO IN ALCUNI SETTORI

pubblicato 30 lug 2020, 06:11 da Edi Barbazza   [ aggiornato il 5 ago 2020, 00:44 da Area Lavoro ]

La Regione Veneto con la DGR 958 del 14 luglio 2020 ha approvato il provvedimento "Interventi regionali per la riduzione del costo del lavoro", in applicazione di quanto previsto dall'art. 60 del DL 34/2020 che prevede la possibilità per le Regioni di adottare misure di aiuto temporaneo alle imprese di determinati settori particolarmente colpiti dalla pandemia COVID-19 (es. settore del turismo, alberghi, editoria e cinematografia, cultura e intrattenimento,autobus operator), individuati a partire da un elenco di codici ATECO, concesse per abbattere quota parte del costo del lavoro perché riprende l'attività dei dipendenti, dopo aver fatto ricorso agli ammortizzatori Covid.. 

Il contributo della Regione Veneto  ai datori di lavoro – imprese con una classe occupazionale compresa tra 1 e 49 dipendenti e lavoratori autonomi – è  a copertura parziale e varia da un minimo del 50% ad un massimo dell’80% della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro) del personale.

L’entità del contributo è cosi ripartita:
· da 1 a 5 dipendenti: 15.000 euro,
· da 6 a 9 dipendenti: 25.000 euro,
· da 10 a 25 dipendenti 35.000 euro,
· da 26 a 49 dipendenti 50.000 euro.

Sono sovvenzionabili i costi connessi a personale dipendente assunto a tempo indeterminato, apprendistato o tempo determinato, a condizione che lo stesso personale continui a svolgere in modo continuativo l'attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l'aiuto.

Il numero massimo delle mensilità che possono essere sostenute è compreso tra un minimo di tre e un massimo di sei. 

Per approfondire CLICCA QUI

REGIONE VENETO: INCENTIVI PER L’OCCUPAZIONE GIOVANILE

pubblicato 30 lug 2020, 05:55 da Edi Barbazza   [ aggiornato in data 3 ago 2020, 04:55 ]

Con la DGR n. 933 del 9.7.2020 la Regione Veneto agevola l’inserimento dei giovani, d'età compresa tra 18 e  35 anni, e il loro mantenimento in contesti lavorativi.

Attraverso un contributo alle imprese che hanno instaurato rapporti di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata pari ad almeno 12 mesi, oppure che hanno proceduto alla trasformazione in tempo indeterminato dei rapporti di lavoro a termine dei giovani lavoratori inseriti nella propria organizzazione, il provvedimento mira ad attenuare le conseguenze negative sull’occupazione giovanile dovuta all'emergenza COVID-19. 

Possono richiedere il contributo i datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1 febbraio 2020 ed il 31 ottobre 2020 hanno sottoscritto con il lavoratore:
un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato full time (anche di apprendistato professionalizzante o in somministrazione) o
un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato full time della durata di almeno 12 mesi.

Il “bonus occupazionale” a favore dell’impresa, può arrivare fino a 6 mila euro, ed è così diversificato:
Le domande dovranno essere presentate attraverso il portale della Regione: https://cdnbandi.regione.veneto.it/bonusoccupazionale-covid-fse  tramite SPID del titolare/rappresentante legale dell’impresa richiedente.

Le imprese venete potranno presentare la domanda entro i termini fissati per le tre aperture a sportello ( l’ordine cronologico di presentazione della domanda non è tra i  criteri selettivi per l’accoglimento):
- dal 28 luglio al 27 agosto 2020 ;
- dal 1° al 30 settembre 2020; 
- dal 1° al 31 ottobre 2020 .

LEGGE 77/2020: CONVERSIONE DEL DECRETO RILANCIO (D.L. 34/2020)

pubblicato 23 lug 2020, 10:02 da Area Lavoro

Si riportano, di seguito, le modifiche di maggior rilievo in materia di ammortizzatori sociali e lavoro apportate in sede di conversione in legge del D.L. n. 34/2020 (c.d. “Rilancio”):

 ARTICOLO

 SINTESI DELLA NORMA

Art. 68
Modifiche all’art. 19 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario

L’articolo 68 apporta modifiche all’articolo 19 del D.L. n. 18/2020 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e di assegno ordinario di integrazione salariale, concessi a seguito della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da COVID-19.
In particolare, la durata massima dei trattamenti è estesa complessivamente da 9 a 18 settimane e la scadenza del periodo integrabile dal 31 agosto al 31 ottobre 2020.
Il limite delle settimane fruibili è ripartito in 14 settimane risultanti dalle 9 già previste dall’art. 19 più 5 settimane aggiuntive una volta esaurito il precedente plafond per il periodo dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 e 4 settimane dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.
Riguardo all’autorizzazione di queste ultime 4 settimane viene precisato che la disciplina applicabile è quella prevista ai sensi dell’art. 22-ter, di nuova introduzione, che dispone un apposito finanziamento per le misure previste dagli artt. 19 – 22 del D.L. n. 18/2020.
Nel corso dell’esame della Camera è stata disposta, in recepimento di quanto già previsto dall’art. 1 del D.L. n. 52/2020, una revisione della disciplina dei termini temporali per la presentazione delle relative domande, attribuendo agli stessi natura decadenziale.
L’articolo, in particolare, dispone che la domanda per la concessione dei trattamenti di integrazione salariale ai sensi degli artt. 19-22 del D.L. n. 18/2020 deve essere presentata, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo (e non più del quarto mese successivo) a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Nel corso dell’esame della Camera, sempre in recepimento di quanto disposto dal D.L. n. 52/2020, è stato inoltre previsto, in sede di applicazione, lo slittamento del predetto termine allo scadere del trentesimo giorno dall’entrata in vigore del D.L. 52/20 (17 luglio 2020), qualora questo risulti più favorevole.
Il comma 2 dell’art. 19 è, inoltre, integrato con la previsione della decadenza in caso di presentazione in ritardo oltre il termine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione, della domanda di integrazione salariale.
Viene introdotto, altresì, con il nuovo comma 2-bis, un termine di trenta giorni, a decorrere dalla comunicazione di errore da parte dell’ente di riferimento, per la ripresentazione delle domande di integrazione salariale erroneamente presentate (per trattamenti diversi rispetto a quelli spettanti o contenenti errori od omissioni tali da determinarne il rigetto).

 Art. 70
Modifiche all’art. 22 in materia di Cassa integrazione in deroga

La disposizione modifica l’articolo 22 del D.L. n. 18/2020 in materia di cassa integrazione in deroga.
In sede di conversione è stata confermata l’estensione della durata massima complessiva del trattamento da 9 a 18 settimane, mentre la scadenza del periodo integrabile è differita dal 31 agosto al 31 ottobre 2020. 
Come per l’art. 19 del D.L. n. 18/2020, riformulato dall’art. 68 del presente decreto, il predetto limite delle settimane fruibili è ripartito in 14 settimane risultanti dalle 9 già previste dall’art. 19 più 5 settimane aggiuntive (per il periodo 23 febbraio-31 agosto 2020) a cui le imprese possono accedere una volta che il precedente plafond interamente autorizzato, e in 4 settimane dal 1° settembre al 31 ottobre 2020. Analogamente alle altre disposizioni, l’autorizzazione di queste ultime 4 settimane è disciplinata dall’art. 22-ter del D.L. n. 18/2020 (introdotto dall’art. 71 del D.L. n. 34/2020), che dispone un apposito finanziamento per l’intero periodo aggiuntivo.
Nel corso dell’esame del provvedimento alla Camera sono state introdotte alcune modifiche alla disciplina dei termini temporali per la presentazione delle relative domande.
In particolare, il termine di presentazione della richiesta del trattamento della cassa integrazione in deroga, nella sola modalità di con pagamento diretto, termine fissato alla fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o riduzione, viene previsto a pena di decadenza.
La disposizione prevede, inoltre, l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare all’Inps i dati necessari per il pagamento della prestazione entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo da integrare. 
In entrambi i casi che precedono, in sede di prima applicazione, il termine viene differito al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del D.L. n. 52/20 (17 luglio 2020), ovvero, se ai fini della comunicazione dei dati all’Inps, al trentesimo giorno dall’adozione del provvedimento autorizzativo, qualora posteriore.

 Art. 70-bis
Norme speciali in materia di trattamenti di integrazione salariale

 La disposizione, inserita nel corso dell’esame alla Camera dei Deputati, prevede la possibilità per i datori di lavoro che abbiano interamente fruito delle 14 settimane precedenti di anticipare le ulteriori 4 settimane di erogazione dei trattamenti previste dall’art. 22-ter antecedentemente alla decorrenza prevista del 1° settembre, ferma restando la durata complessiva dei trattamenti ex artt. 19-22, pari a 18 settimane. L’Inps vigilerà sul rispetto dei limiti di spesa, fissati in 1.162,2 milioni di euro.

 Art. 72
Modifiche agli articoli 23 e 25 in materia di specifici congedi per i dipendenti

 Il congedo parentale straordinario COVID per i lavoratori dipendenti con figli minori di 12 anni, di cui all’art. 23 del D.L. n. 18/2020, viene esteso da 15 a 30 giorni, continuativi o frazionati, fruibili a decorrere dal 5 marzo 2020 e fino al 31 agosto 2020 (termine così fissato nel corso dell’esame alla Camera dei Deputati in luogo del 31 luglio), con corresponsione di un’indennità pari al 50% della retribuzione. 
In alternativa alla fruizione del congedo parentale di 30 giorni è confermata la possibilità di richiedere uno o più voucher baby sitting nel limite massimo complessivo di 1200 euro, utilizzabili anche per l’iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi all’infanzia.
La fruizione del bonus per i servizi integrativi all’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.

 Art. 80
Modifiche all’articolo 46 in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo

 Viene confermato il blocco dei licenziamenti per motivo economico fino al 17 agosto 2020. In particolare, fino a tale data:

  • è precluso l’avvio delle procedure relative ai licenziamenti collettivi e sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola di contratto di appalto;
  • in merito ai licenziamenti individuali, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge n. 604/1966 e sono sospese le procedure in corso di cui all’articolo 7 della medesima legge (e riguardanti le imprese con più di 15 dipendenti).
Inoltre, il datore di lavoro che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020, abbia proceduto ad un licenziamento per motivi economici, può, in deroga all’articolo 18, comma 10, della legge n. 300/1970, revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta della cassa integrazione, di cui agli articoli da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, dalla data in cui abbia avuto efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.
In sede di conversione è stata introdotta una previsione riguardante il trasferimento di azienda in cui sono occupati complessivamente più di 15 lavoratori. Fino al 17 agosto 2020 la comunicazione scritta alle rappresentanze sindacali, nel caso in cui non sia stato raggiunto un accordo, non può avere una durata inferiore a 45 giorni anziché i 25 previsti dall’articolo 47, comma 1, della legge 29 dicembre 1990, n. 428.

 Art. 80 bis

Interpretazione autentica del comma 3 dell’art. 38 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81

 E’ stata introdotta in sede di conversione una norma di interpretazione autentica del secondo periodo del comma 3 dell’art. 38 del D.Lgs. n. 81/2015, disposizione in virtù della quale, nel caso di somministrazione irregolare con conseguente richiesta del lavoratore di costituzione del rapporto di lavoro con l’utilizzatore, tutti gli atti compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o nella gestione del rapporto, per il periodo durante il quale la somministrazione ha avuto luogo, si intendono come compiuti o ricevuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione.
In merito a tale fattispecie la norma in esame chiarisce che tra gli atti di costituzione e di gestione del rapporto di lavoro non è compreso il licenziamento.

 Art. 81
Modifiche all’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18

 In sede di conversione è stato abrogato l’articolo 103, comma 1, del D.L. n. 18/2020, disposizione che aveva stabilito che i DURC in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile 2020 conservassero validità fino al 15 giugno 2020.
A seguito di tale abrogazione, per i DURC trova applicazione il regime di proroga previsto dall’art. 103, comma 2, del D.L. n. 18/2020, a mente del quale tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio 2020 conservano validità per i 90 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza.

 Art. 82
Reddito di emergenza

 Nel corso dell’esame presso la Camera dei Deputati è stato esteso il termine di presentazione delle domande di accesso al Rem, al 31 luglio 2020 (in luogo del 30 giugno 2020).

 Art. 90

Lavoro agile

 In sede di conversione il diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile è stato esteso, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio COVID-19, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da morbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 83 del presente decreto.
Tale diritto opera a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.

 Art.93
Disposizioni in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine e di proroga di contratti di apprendistato

 In deroga all’articolo 21 del D.Lgs. n. 81/2015 è possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020 anche senza indicazione delle causali di cui all’articolo 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015.
In sede di conversione è stato aggiunto un ulteriore comma, in virtù del quale il termine dei contratti di apprendistato di 1° e 3° livello (apprendistato duale) e dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, è prorogato di una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Dal tenore letterale della previsione in esame sembrerebbe trattarsi di una proroga ex lege che non riconosce all’impresa la possibilità, bensì impone l’obbligo, di prorogare il termine inizialmente previsto.

 Art. 95
Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro

 In sede di conversione è stato inserito il comma 6bis che consente all’INAIL, in via eccezionale per l’anno 2020, di utilizzare un importo pari a 200 milioni di euro, adottando, entro il 15 settembre 2020, un bando per il concorso al finanziamento di progetti di investimento delle imprese per garantire la ripresa delle attività produttive delle imprese in condizioni di sicurezza, con modalità rapide e semplificate, anche tenendo conto degli assi di investimento individuati con il bando di finanziamento ISI 2019 revocato ai sensi del comma 5 del medesimo articolo.

 Art.103
Emersione di rapporti di lavoro

 Recependo quanto previsto dall’art. 3 del D.L. n. 52/2020, in sede di conversione il termine finale per la presentazione delle domande di emersione del lavoro, nonché di quelle di regolarizzazione del permesso di soggiorno, è fissato al 15 agosto 2020 (in luogo del 15 luglio).

FIRMATO CCRL AREA MECCANICA

pubblicato 14 lug 2020, 04:13 da Area Lavoro

Lo scorso primo luglio è stato rinnovato il CCRL dell’area meccanica che viene applicato in Veneto da oltre 13 mila imprese a circa 62 mila lavoratori tra installatori di impianti, area meccanica e autoriparazione. Le intese sono state siglate da Confartigianato Imprese Veneto , le altre associazioni artigiane con Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil.

Il contratto regionale dà continuità alle relazioni sindacali unitarie raggiunte di recente nel settore, conferma istituti contrattuali già esistenti da anni come la banca ore e i regimi di orario con i quali le 40 ore settimanali possono essere raggiunte anche come media su più mesi, soluzione che in un momento di ripartenza ed incertezza sui volumi di lavoro potrebbe trovare maggiore diffusione a beneficio del contenimento dei costi delle imprese nel far fronte a picchi e flessi dell’attività.

Il CCRL semplifica le voci retributive che devono essere applicate ai dipendenti nel settore in Veneto mantenendo fermo il costo del lavoro complessivo per le imprese, introduce in via innovativa il welfare aziendale su base contrattuale , valorizza l’ingresso di giovani nel settore con l’apprendistato (professionalizzante con giovani che hanno terminato gli studi e il duale che si stipula con studenti) e premia la loro stabilizzazione in azienda.

Le voci retributive regionali passano da tre ad una, l’elemento retributivo veneto, del valore di 77 euro mensili per un operaio qualificato (livello 5°). Come già avviene in altri settori viene introdotto per la prima volta il welfare aziendale su base contrattuale da riconoscere, anche sotto forma di buoni spesa o benzina, ai lavoratori chiuse le paghe di Febbraio 2021; per un full time il valore è di 80 euro (64 euro per apprendisti), valori dimezzati per i part time e maturazione mensile su base dell’attività lavorativa resa negli otto mesi del periodo di riferimento considerato (da luglio 2020 a febbraio 2021).

Il CCRL introduce ulteriori interventi erogati dalla bilateralità a favore di imprese e lavoratori volti a favorire l'apprendistato di primo e secondo livello. 

INDENNITA' COVID-19 ANCHE PER I LAVORATORI INTERMITTENTI

pubblicato 1 giu 2020, 08:03 da Area Lavoro   [ aggiornato in data 1 giu 2020, 08:35 ]

Con la circolare n. 67 del 29 maggio 2020, l’Istituto INPS fornisce le istruzioni in materia di indennità di sostegno al reddito, introdotte dal decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020 e prorogate per i mesi di aprile e maggio dal successivo decreto Rilancio.

Le categorie di lavoratori interessate al bonus sono quelle dei dipendenti e degli autonomi che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la propria attività o il proprio rapporto di lavoro e che non hanno beneficiato delle misure previste dal decreto Cura Italia.

Sono destinatari della indennità Covid-19 anche i lavoratori intermittenti (c.d. a chiamata) esclusi dagli ammortizzatori sociali, che abbiano svolto prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020. Sono destinatari dell’intervento sia i lavoratori che sono stati titolari di rapporto di lavoro di tipo intermittente con obbligo di risposta alla chiamata e indennità di disponibilità, sia i lavoratori che sono stati titolari di rapporto di lavoro di tipo intermittente senza obbligo di risposta alla chiamata e senza indennità di disponibilità.

Ai fini della fruizione delle indennità, pari a 600 € al mese per marzo, aprile e maggio 2020, è sufficiente la presentazione di un’unica domanda per l’indennità spettante in base alla categoria di appartenenza.

I lavoratori interessati possono presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica con il supporto del Patronato INAPA  (0422.433.300) o attraverso i consueti canali messi a disposizione nel portale INPS per i cittadini con le proprie credenziali.

FSBA: NOVITA' INTRODOTTE DAL DECRETO RILANCIO

pubblicato 21 mag 2020, 10:49 da Area Lavoro   [ aggiornato in data 21 mag 2020, 11:51 ]

Il D.L. “Rilancio” del 19 maggio 2020 n. 34, è intervenuto sulla disciplina in materia di ammortizzatori sociali con causale Covid-19, compreso FSBA, l'ammortizzatore per le aziende del comparto artigiano.

Al riguardo, le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato veneto hanno diramato il 21 maggio 2020 una Comunicazione congiunta che recepisce le novità introdotte dal D.L. 34/2020 anche con riferimento all'assegno ordinario causale Covid-19 di FSBA per periodi successivi al 25 aprile 2020.

Per i datori di lavoro che hanno già siglato il verbale sindacale di accordo iniziale ai sensi dell’Accordo interconfederale regionale del 4 marzo 2020 (art.7 bis) e gestito l’ulteriore modello di rinnovo previsto dagli accordi 26 e 30 marzo 2020 ( art.7 ter) per periodi fino al 25 Aprile 2020 invieranno il modello di rinnovo (art.7 ter) per il periodo dal 26 Aprile 2020  fino a una data a scelta entro e non oltre il  31 Ottobre 2020.

Per i datori di lavoro che per la prima volta utilizzano FSBA causale covid-19 per periodi decorrenti dal 26 aprile 2020 dovranno attenersi alla procedura, di cui all’Accordo interconfederale regionale del 4 marzo 2020 art.7 Bis, siglando il verbale di accordo iniziale fino a una data a scelta entro e non oltre il 31 ottobre 2020. L’accordo potrà recuperare retroattivamente periodi dal 26 aprile 2020 (eventuali ulteriori periodi necessari entro il termine finale del 31 ottobre 2020 saranno gestiti con l’invio del modello art.7-ter);

A norma di legge nei periodi individuati dalle procedure sindacali seguite dai datori di lavoro per utilizzare FSBA causale covid-19 la durata massima esigibile di ammortizzatore è di 9 settimane complessive fino al 31.08.2020 che si incrementano di ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo solo a condizione di aver esaurito le prime 9 settimane. Ulteriormente sarà riconosciuto un ulteriore periodo di 4 settimane di effettiva esigibilità di FSBA nel periodo dal 1 settembre al 31 ottobre 2020.

I datori che fino al 20 maggio 2020 avessero utilizzato il modello art.7 ter o siglato l’accordo iniziale in conformità al comunicato congiunto 27 aprile 2020 potranno sostituire l’invio del rinnovo o rimodulare l’accordo stipulato recependo le novità di legge sopraggiunte, diversamente si riterrà valido quanto indicato nel modello già inviato o nel verbale già stipulato e si potranno estendere i periodi indicati entro il termine finale del 31 ottobre 2020 con il modello art.7-ter.

ARTIGIANI CON RICAVI FINO A 50 MILIONI E CALO FATTURATO DEL 33% CONFERMATA SOSPENSIVA IVS PRIMA RATA DEL 18 MAGGIO 2020

pubblicato 16 mag 2020, 02:05 da Area Lavoro   [ aggiornato in data 16 mag 2020, 02:23 ]

Segnaliamo che anche gli artigiani con i requisiti di cui all'art. 18 del DL 23/2020 potranno beneficiare della sospensione della prima rata dei contributi fissi in scadenza lunedì prossimo 18 maggio. 
l'Inps a seguito di nostro interessamento ha anticipato l'orientamento favorevole con il comunicato stampa leggibile su questa pagina. 
Su nostra richiesta l'Istituto ha precisato che tra gli esercenti di attività artigiane rientrano nella previsione di legge anche i soggetti iscritti in qualità di soci di società.

EDILIZIA COVID-19: ACCORDO REGIONALE CON 1,6 MLN DI EURO PER LAVORATORI E IMPRESE

pubblicato 14 mag 2020, 02:03 da Area Lavoro

Siglato importante accordo regionale firmato da Confartigianato Imprese Veneto, CNA Veneto, Casartigiani Veneto e FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL del Veneto per aiutare concretamente i lavoratori edili artigiani, le loro famiglie e le imprese a riprendere le attività nei cantieri in piena sicurezza e a sostenere tutte quelle situazioni dove la mancanza di lavoro e di reddito sono state e saranno ancora molto difficili per i lavoratori e le loro famiglie. 1,6 milioni di euro distribuiti in modo paritetico tra sostegno ai lavoratori, loro famiglie e alle imprese ...Continua a leggere

ACCORDO PER INTERVENTI STRAORDINARI EMERGENZA COVID-19

pubblicato 5 mag 2020, 07:09 da Area Lavoro   [ aggiornato il 13 mag 2020, 04:20 da Edi Barbazza ]

Lo scorso 2 maggio 2020 è  stato siglato da Confartigianato Imprese Veneto, le altre Associazioni Artigiane e dai sindacati dei lavoratori CGIL, CISL e UIL del Veneto, l’accordo interconfederale regionale per gli interventi straordinari legati all’emergenza COVID-19.

L’accordo prevede una serie di importanti interventi erogati dalla bilateralità artigiana veneta a favore delle imprese e dei lavoratori per un totale di 12 milioni di euro di risorse messe a disposizione da EBAV, SANINVENETO E COBIS .

Per le imprese versanti EBAV (edilizia esclusa), l’accordo ha introdotto un fondo EBAV temporaneo denominato “riaprire sicuri” la cui dotazione è pari a 10 milioni di euro, che servirà garantire i seguenti servizi specifici a favore di imprese e lavoratori:

  •    Sostegno per la liquidità delle imprese  con una specifica prestazione ebav che rimborsa fino a 300 euro il costo per il rilascio delle garanzie per accedere a finanziamenti per il tramite dei confidi dell’artigianato veneto;
  • Sostegno per l’applicazione dei protocolli sicurezza con una prestazione ebav che rimborsa fino a 200 euro per consulenze rese da strutture associative e non per le aziende che hanno dato mandato allo sportello provinciale COBIS e coinvolgimento RLST;
  • Sostegno alle attività di sanificazione a seguito di caso confermato di COVID 19 nei luoghi o veicoli aziendali con una prestazione a favore delle imprese fino a 200 euro;
  • Contributo per utilizzo intensivo di FSBA con causale covid 19 nel periodo da marzo a giugno 2020 a favore delle aziende con l’erogazione da parte di ebav, per ogni dipendente con imponibile fiscale mensile 300 euro, di un importo pari a 30 euro;
  • Sostegno al reddito per lavoratori sospesi nel periodo marzo – giugno 2020 con specifiche prestazioni EBAV dell’ammontare di 250 euro che integrano quanto erogato da FSBA con causale COVID 19;
  • Sostegno alla genitorialità per i lavoratori che hanno utilizzato per almeno 10 giorni lavorativi il permesso per congedo parentale (art.23 del dl 18/2020 e s.m.i.) con una specifica prestazione ebav di 250  euro.
  •  Sostegno alle famiglie con figli  studenti con almeno un genitore iscritto EBAV con una specifica prestazione che rimborso forfettario una tantum di 100 euro per costi di acquisto di strumenti per la didattica on line (tablet, telefonini, canoni relativi a ad un più inteso utilizzo di internet, ecc)

Per quanto riguarda SANINVENETO, valevole sia per le imprese dell’area EBAV che dell’edilizia iscritte a EDILCASSA VENETO, l’accordo ha previsto un impegno di spesa di 2 milioni di euro  che implementa l’iniziativa #maicosìvicini, prevedendo rimborsi a favore delle imprese per DPI e altri dispositivi di sicurezza anticontagio.


In allegato l'accordo. Per scaricare il flyer clicca qui.

1-10 of 126