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Le novità principali del Decreto "Competitività"

pubblicato 18 set 2014, 09:18 da Maurizio Ballan   [ aggiornato in data 22 set 2014, 03:16 ]

Il Dl 24/06/2014 n. 91, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 116, contiene una serie di novità in campo ambientale 

 
In materia di SISTRI
è previsto
• l’obbligo da parte del Ministero dell’Ambiente di provvedere entro il 31/12/2014 ad ulteriori semplificazioni e ottimizzazioni del SISTRI, in relazione all’applicazione dell’interoperabilità e alla sostituzione dei dispositivi token usb.
• la proroga dell’attuale contratto con Selex di gestione del SISTRI fino al 31 dicembre 2015, con l’obbligo per il Ministero dell’Ambiente di avviare entro giugno 2015 le procedure per l'affidamento della concessione del servizio, nel rispetto dei criteri previsti dal Codice appalti, dalle norme Ue di settore e dai principi di "economicità, semplificazione, interoperabilità tra sistemi informatici e costante aggiornamento tecnologico". Relativamente alle notizie di stampa secondo le quali Selex SE.MA. avrebbe dichiarato al Ministro la propria indisponibilità a proseguire la gestione della piattaforma tecnologica di SISTRI oltre il mese di novembre 2014, la Confederazione si sta attivando per valutare la reale portata delle intenzioni di Selex e le eventuali ricadute sulle imprese Associate. 
 
Imprenditori agricoli  
Gli imprenditori agricoli possono sostituire il registro di carico e scarico con la conservazione della scheda SISTRI in formato fotografico digitale inoltrata dal destinatario. 

Sfalci e potature
Vengono permesse le attivita' di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantita' giornaliere non superiori a tre metri steri (tre metri cubi circa) per ettaro dei materiali vegetali quali paglia sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo forestale naturale non pericoloso, (art 185, comma 1, lettera f),) effettuate nel luogo di produzione. Tali attività non costituiscono attivita' di gestione dei rifiuti ma normali pratiche agricole.
Ciò viene ribadito anche quando all’articolo 256 bis (combustione illecita di rifiuti) viene affermato che le disposizioni in tema di Combustione illecita di rifiuti non si applicano  all'abbruciamento di materiale agricolo o forestale naturale, anche derivato da verde pubblico o privato.


Buste in Plastica non ecologiche
Le sanzioni per la commercializzazione di buste in plastica che non siano simultaneamente rispondenti alle norme tecniche che garantiscono la biodegradabilità e la compostabilità (e che non abbiano le caratteristiche tecniche per essere considerate “riutilizzabili”) sono sancite dalla Legge n. 28/2012: esse, di importo variabile da Euro 2.500 ad Euro 25.000, estensibili per “ingente quantità” ad Euro 100.000, sarebbero decorse 60 giorni dopo la pubblicazione dei decreti ministeriali che avrebbero dovuto fissare ulteriori, eventuali, requisiti tecnici (mai emanati).
Per effetto del disposto dell’articolo 11, comma 2 bis, della Legge 116/14 viene invece soppressa tale deroga e le sanzioni sono conseguentemente, ora, vigenti. La Confederazione si attiverà col Ministero dell’Ambiente sia per ridurre gli importi, assolutamente sproporzionati, delle sanzioni, sia per ottenere chiarimenti sull’ambigua formulazione di “ingente quantità” di sacchi non ecologici immessi sul mercato. 
 
Manutenzione straordinaria

Non costituiscono attivita' di gestione dei rifiuti le operazioni di prelievo, raggruppamento, cernita e deposito preliminari alla raccolta di materiali o sostanze naturali derivanti da eventi atmosferici o meteorici, ivi incluse mareggiate e piene, anche ove frammisti ad altri materiali di origine antropica effettuate, nel tempo tecnico strettamente necessario, presso il medesimo sito nel quale detti eventi li hanno depositati

Formulario rifiuti
Il detentore del rifiuto è liberato dalla responsabilità per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti quando abbia ricevuto la quarta copia del formulario di cui all'articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del predetto termine qualora abbia provveduto a dare comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario. Per le spedizioni transfrontaliere di rifiuti erano previste 2 eccezioni: il termine era elevato a sei mesi e la comunicazione era da farsi alla regione. Ora tali eccezioni sono state eliminate 

Polieco la nuova definizione di beni in polietilene
Vengono ora definiti come quei beni composti interamente da polietilene individuati con futuro decreto del Ministro dell'ambiente. L'elenco dei beni in polietilene verrà verificato con cadenza triennale dal Ministero dell'ambiente. In questa fase di prima attuazione e fino all'emanazione del decreto di cui sopra, per beni in polietilene si intendono i teli e le reti ad uso agricolo quali i film per copertura di serre e tunnel, film per la copertura di vigneti e frutteti, film per pacciamatura, film per insilaggio, film per la protezione di attrezzi e prodotti agricoli, film per pollai, le reti ombreggianti, di copertura e di protezione. Al di fuori di tale elenco, il Polieco non ha la competenza ad agire né a pretendere particolari obblighi, anche economici, dalle imprese

Oli usati
In deroga al principio del divieto di miscelare/diluire rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosita' ovvero rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi il deposito temporaneo e le fasi successive della gestione degli oli usati sono realizzati, anche miscelando gli stessi, in modo da tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati da destinare a processi di trattamento diversi fra loro. E' fatto comunque divieto di miscelare gli oli usati con altri tipi di rifiuti o di sostanze. 

Integrato l’allegato D alla parte IV del 152/06 con la premessa che segue
1) se un rifiuto è classificato con codice Cer pericoloso "assoluto", esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione.
2) Se un rifiuto è classificato con codice Cer non pericoloso "assoluto", esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione.
3) Se un rifiuto è classificato con codici Cer a specchio, per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericoloso che lo stesso possiede.
Le indagini da svolgere per determinare le proprieta' di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti: 
    a) individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso:  
     la scheda informativa del produttore; 
     la conoscenza del processo chimico; 
     il campionamento e l'analisi del rifiuto; 
   b) determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso: 
     la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi; 
     le fonti informative europee ed internazionali; 
     la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;    
   c) stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprieta' di pericolo.
4) Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico, e non sono percio' noti i composti specifici che lo costituiscono, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i composti peggiori, in applicazione del principio di precauzione. 
5) Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalita' stabilite nei commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso. 
6) La classificazione in ogni caso del rifiuto avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione.

Contributo per pfu
Il Contributo per il recupero di pneumatici fuori uso e' assoggettato ad IVA ed e' riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto. Il produttore o l'importatore applicano il rispettivo contributo vigente alla data della immissione dello pneumatico nel mercato nazionale del ricambio. Il contributo rimane invariato in tutte le successive fasi di commercializzazione dello pneumatico con l'obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all'atto dell'acquisto dello stesso. 

Sostanze lesive dell'ozono, denuncia entro 30 settembre 2014
Prorogato al 12 gennaio 2015 il termine entro il quale chiunque detenga sistemi antincendio contenenti sostanze controllate ai sensi del regolamento 1005/2009/Ce deve provvedere all’eliminazione di suddette sostanze. Tale proroga vale solo per quei soggetti che presentino, entro il 30 settembre 2014, un'apposita comunicazione al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo economico indicando l'ubicazione dei sistemi antincendio, la natura e la quantità della sostanza.
Si ricorda che la sanzione penale prevista per chi non ottempera all'adempimento è quella dell'arresto fino ad un anno e ammenda fino a 100mila euro. 

VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.)
All’articolo 15, comma 1, lettera c), il legislatore elimina il concetto di soglia dimensionale in relazione all’assoggettamento a V.I.A. di impianti ed infrastrutture, precedentemente discriminante in favore delle realtà di minore dimensione e, quindi, presumibile minore impatto ambientale. Ciò in seguito ad una procedura di infrazione comunitaria.
Ne deriva, quindi, che tutte le categorie progettuali di cui all’Allegato IV del decreto legislativo n. 152/2006, senza riguardo per le proprie dimensioni, debbono essere assoggettate alla verifica d’impatto.
Viene altresì precisato come con successivo decreto ministeriale verranno individuati i criteri e le soglie da applicare per l’assoggettamento dei progetti di cui all’allegato IV alla procedura di V.I.A.; la conseguenza, quindi, come anticipato sopra è che sino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, la procedura di valutazione è effettuata caso per caso, indipendentemente dalle soglie dimensionali, sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato V del Testo Unico Ambientale.
La Confederazione si sta attivando per ottenere un decreto ministeriale che, in ossequio all’ordinamento europeo, fissi soglie e criteri che tengano conto delle esigenze imprese meno strutturate. 

Recuperi Ambientali
Per le opere che riguardano recuperi ambientali, rilevati e sottofondi stradali ferroviari e aeroportuali, nonché piazzali, è consentito l’uso di MPS di cui al punto 7.1.4 dell’allegato 1 sub 1 del DM5/2/98 prodotte esclusivamente da rifiuti acquisite o da acquistare da impianti autorizzati con procedura semplificata 

In materia di Raee
L'adesione ai sistemi collettivi per la gestione dei RAEE è libera e non può essere ostacolata dalla fuoriuscita da un consorzio per aderire a un altro.
I contratti stipulati dai sistemi collettivi per la gestione dei RAEE sono in forma scritta, altrimenti sono nulli.